Tag: italiani

25 Gennaio 2019 0

Latina, denunciati dalla Squadra Volante due giovani italiani per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente

Di redazionecassino1
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LATINA – La Questura di Latina prosegue incessante nell’attività di prevenzione e controllo, intensificata dal Questore Belfiore, nelle zone “calde” della citta. Oggi pomeriggio nella zona delle nuove autolinee, nel corso di un normale controllo del territorio, venivano notati due giovani che alla vista dell’equipaggio della Volante tentavano frettolosamente di allontanarsi, occultando qualcosa nel giubbotto.

L’atteggiamento dei due giovani destava immediatamente chiari sospetti di una verosimile attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

I due giovani, entrambi di Latina, uno dei quali minore ma già noto alle forze di Polizia e l’altro maggiorenne, venivano immediatamente fermati e controllati. A seguito di una scrupolosa perquisizione entrambi venivano entrambi trovati in possesso di sostanza stupefacente, del tipo hashish, per un peso complessivo di circa gr. 20,00 suddivisa in singole dosi opportunamente e preventivamente confezionate per la immediata e pronta distribuzione.

La successiva perquisizione, a casa dei due giovani permetteva l’ulteriore rinvenimento di bustine e bilancini sicuramente adoperati per il caratteristico confezionamento. Ulteriore rinvenimento di una importante cifra in denaro,  confermava la già consolidata ipotesi dello “spaccio” al dettaglio dello stupefacente.

I due giovani sono stati pertanto accompagnati negli uffici della Squadra Volante per le ordinarie contestazioni al termine delle quali, dopo le rituali attività, venivano entrambi rilasciati, e denuncianti in stato di libertà alle Autorità Giudiziarie  competenti, Procura della Repubblica di Latina e Tribunale per i minorenni di Roma.

Sono in corso, i più opportuni accertamenti anche per definirne, con più attenzione e accuratezza gli eventuali canali di approvvigionamento della droga .

29 Novembre 2018 0

La puntura di Ultimo… agli italiani

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Il prezzo del petrolio è crollato del 33% in un solo trimestre ma il prezzo di benzina e gasolio, alla pompa, è calato solo del 3%.

Le compagnie petrolifere stanno speculando alla grande ed i consumatori subiscono indifesi. Il Governo fa finta di niente, perché essendo proprietario dell’Eni, ha tutto l’interesse a lasciare che le cose stiano così. A quando, anche in Italia, una protesta modello gilet gialli, come in Francia?”

Ultimo

12 Novembre 2018 0

In Russia per riportare a casa i soldati italiani dispersi, Parravano partecipa al recupero di 12 salme

Di admin

CASSINO – E’ a Kirov alla ricerca dei corpi di quei soldati italiani fatti prigionieri dai russi durante la seconda Guerra Mondiale e dati per dispersi. Damiano Parravano, 42 anni di Cassino, è il presidente dell’associazione Linea Gustav che insieme ai volontari di altre associazioni quali l’associazione Gotica Toscana e l’associazione Museo di Follonica, tutti riuniti sotto la sigla del NAPV (North Apennines Po Valley Park), da due anni è impegnato nelle operazioni di ricerca, verifica e scavo di quelle che sono vere e proprie fosse comuni in cui, da 75 anni, sono seppellite le salme dei giovani mandati lì a fare la guerra.

Siamo nel 1943 quando durante la Campagna di Russia le truppe italiane affiancavano quelle dell’Asse nell’invasione dell’Unione Sovietica. Sul fiume Don si arrestò l’avanzata e gli scontri che ne seguirono videro migliaia di soldati tedeschi, italiani, ungheresi e di altre nazioni dell’Asse, fatti prigionieri e portati nelle retrovie. Da lì, caricati sulla Transiberiana, il treno che collega Mosca a Pechino, e trasportati nei campi di prigionia in Siberia. Quando il treno si fermava, i soldati russi recuperavano dai vagoni i soldati morti uccisi da malattie o dal freddo, e li gettavano in fosse comuni scavate in prossimità della linea ferroviaria. E’ su quelle fosse gli aderenti al progetto “Le Fosse di Kirov” stanno lavorando e tra loro Parravano.

“Non ci sono sepolture singole, quindi lo scavo che facciamo ha un approccio stratigrafico cercando di documentare nel dettaglio ciò che facciamo”. Dichiara Parravano. “I corpi sono ammassati, quindi l’accortezza serve ad evitare che oggetti che servono per dare un nome alla salma, come ad esempio il piastrino, possa scivolare fino al corpo sottostante e in questo ci siamo imbattuti in un mistero: pochissimi militari italiani, a differenza dei soldati di altre nazionalità, avevano il piastrino di riconoscimento. Per stabilire la loro nazionalità ci siamo dovuti affidare a ciò che restava delle divise o in larga parte dei bottoni”. Tre le fosse scavate in ognuna delle quali c’erano non meno di 500 corpi. Ben 1600 quelli recuperati in larga parte tedeschi e ungheresi. Gli italiani sarebbero circa 12.

L’intera intervista a Parravano è sul settimanale Cronaca Vera (numero 2410) in edicola fino a domani.

Ermanno Amedei

24 Settembre 2018 0

La puntura di Ultimo… alla Germania che rimpatria gli italiani

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Alcuni italiani che vivono in Germania ed hanno perso il lavoro sono stati avvisati dalle autorità locali: o entro tre mesi trovano una forma di sostentamento o dovranno rientrare in Italia. Praticamente non potranno neanche avere le garanzie riservate agli extracomunitari. Ha ancora senso questa Europa?”.

Ultimo

12 Settembre 2018 0

Italiani in Francia, storia di migrazione e integrazione nostrana

Di admin

ATTUALITA’ – Il numero  di settembre della rivista francese HISTORIA contiene un inserto di cento pagine dedicato agli Italiani in Francia, dal titolo ”Ces Italiens qui ont fait la France”, un titolo  che  non ha paura di esprimere una verità: la Francia, questo grande Paese, è stato ricettivo ed ospitale, dando un tetto e un tavolo alle centinaia di migliaia di italiani che nel corso dell’Ottocento e del Novecento, a partire dalla cosiddetta unificazione, si sono riversati nel Paese, spinti dalla fame e dalla miseria grandi. La convivenza, è vero, ha registrato anche episodi di truculento razzismo e xenofobia e violenza e di non poco sfruttamento sul lavoro, ma la conclusione è che gli Italiani in Francia hanno trovato accoglienza e allo stesso tempo hanno anche dato, non solo il loro apporto fisico: hanno contribuito, con le loro capacità, alla evoluzione e progresso del Paese: uno dei giornalisti dell’inserto scrive che hanno ricevuto poco rispetto al tanto che invece hanno dato. Ed in effetti si tocca una madornale quasi paradossale realtà: gli Italiani quando sono fuori dei confini natali, quando vivono oltralpe, danno il meglio di sé stessi: parrebbe che i nuovi ambienti e contesti esistenziali siano favorevoli alla evoluzione e sviluppo delle loro qualità migliori che al contrario, in patria, vengono oppresse e rimosse: ed è così: gli scienziati e gli artisti e gli imprenditori vengono rimossi ed emarginati perché non li si capisce o forse perché si debbono favorire amici parenti cognati figli, tutti mezze cartucce. E perciò quelli che hanno qualcosa da dire e da offrire, emigrano e dovunque mettono radici, quasi tutti assurgono alle posizioni più prestigiose e ricercate: nelle Università, negli organismi scientifici, nei musei, nelle istituzioni accademiche, nell’imprenditoria.  Chissà che cosa succederebbe se tutti questi italiani di successo tornassero in Italia! Sarebbe la palingenesi, la resurrezione dell’Italia.

Ma torniamo alla Francia, al Paese della Rivoluzione, degli Ugonotti, degli Enciclopedisti. Da quando esiste l’Europa, da allora i rapporti Francia-Italia sono stati sistematicamente stretti e duraturi, a partire dalle cosiddette Gallie fino ad oggi. Come tra i rapporti umani, così i rapporti tra i due Paesi si sono svolti sotto alterne vicende e contesti. Possiamo affermare che la presenza e l’impronta e contributo italiani alla Francia sono stati e sono ancora i più ricchi e i più significativi.  Leggendo il resoconto citato in HISTORIA si resta veramente stupefatti dalla quantità delle presenze, immigrate o nate da italiani, sul palcoscenico della storia nazionale, in tutti i contesti:  Leone Gambetta, Emilio Zola, prima di loro Giulio Mazzarino nel 1600, poi Caterina dé Medici, poi Maria dé Medici regine di Francia; si continua con Pierre Reggiani, con Edith Piaf, con Yves Montand, con Dalida, con Coluche, con Platini, con Lino Ventura, con la Semeuse, oggi con Toni Benacquista, con Dom.Pacitti, con Christophe; poi si continua, nella  moda, con Nina Ricci, con Elsa Schiaparelli, con Pierre Cardin, tutti italiani francesizzati; si continua coi massimi artisti Fed. Zandomeneghi, con Gius.De Nittis, con Giov. Boldini, con Gius. Palizzi, con Gino Severini, col povero Amedeo Modigliani senza menzionare la quantità enorme di artisti e letterati che vi hanno solo soggiornato; si menzionano gli uomini politici rifugiati sotto il fascismo quali Gaetano Salvemini, Fil. Turati, Gius. Saragat, Sandro Pertini, i fratelli Rosselli; si menzionano le modelle di artista celeberrime Eva, Lorette, Agostina, Cesidio, Carmela, Celestino, le altre grandi donne che vi hanno vissuto o soggiornato quali Luisa Casati, Mimì Pecci Blunt, la principessa Ruspoli, tanto per citare a memoria;  Gioacc. Rossini e Leonardo da Vinci vi hanno vissuto e qui morti, se pensiamo oggi ai docenti universitari che insegnano a Panthéon Assas o alla Univ. di Medicina 1 o a Toni Negri che pure vi ha insegnato per quasi venti anni come pure a Maria Antonietta Macciocchi o a Gabrielle Flammarion figlia di una modella ciociara, direttrice per mezzo secolo dell’osservatorio di Astronomia  di Parigi, e poi Maria Brignole de Ferrari, duchessa di Galliera, che a Parigi e dintorni ha lasciato una impronta che è semplicemente inimmaginabile per immensità e ricchezza:  raccomandiamo al lettore di approfondire la conoscenza di tale impareggiabile donna.  Dopo tale sequenza di nomi si perviene alla conclusione  che, in verità, si è trattato solo di una modesta introduzione alla ricchezza sbalorditiva di uomini e donne italiani che hanno contribuito e partecipato  alla grandezza della Francia.  L’anno scorso questa autentica apoteosi è stata, pur se sotto tono, ricordata dal Museo Nazionale della Emigrazione di Parigi con una manifestazione intitolata ‘Ciao Italia’ che ha goduto di grande successo e riconoscimenti. Perciò parlare dei circa quattro milioni e passa di francesi di origine italiana necessiterebbe di ben altri mezzi e sussidi ed è a dir poco deplorevole e miserabile che l’Italia mai abbia posto attenzione, ma ragionevole e intelligente e produttiva,  alla seconda Italia che vive Oltralpe e oltre oceano: sono sempre gli Italiani stessi, singolarmente e individualmente, che sulla loro pelle, grazie ai loro meriti e capacità e qualificazioni, tengono desta l’attenzione al Paese: la madrepatria ha solo sfruttato. Grati dunque alla rivista HISTORIA che, col suo esaustivo servizio giornalistico, ha voluto tenere desta e vigile l’attenzione su tale pagina incredibile della emigrazione italiana in Francia e sulla perfetta integrazione e fratellanza.

E il nostro museo nazionale della emigrazione, costato quintali di soldi pubblici, sfarzosamente promosso, satrapescamente realizzato al Vittoriano, che ne è divenuto?Michele Santulli

4 Luglio 2018 0

Il Cus-Cassino trionfa anche ai Campionati Italiani Master di Arezzo

Di redazionecassino1

AREZZO – Ancora un grande successo per gli atleti del Cus Cassino. La compagine del Centro Universitario Sportivo guidato dal professor Carmine Calce, ha portato a casa nuove medaglie, dopo quelle conquistate di recente ai Campionati Nazionali Universitari in Molise.

Nei giorni 29 – 30 giugno e primo luglio luglio, ad Arezzo, si sono disputati i Campionati Italiani Master che hanno visto la partecipazione degli atleti del Cus Cassino.

Nel primo giorno di gare l’atleta Fiorella Pittiglio ha affrontato la prova dei 300 ostacoli piazzandosi al secondo posto con un tempo di 1’01”50. A seguire, il 30 giugno, Sergio Calce ha disputato i 1500 metri piazzandosi ottavo con un tempo di 4’46. Lo stesso giorno anche l’atleta Annalisa Miacci si è difesa bene nella gara dei 1500 metri piazzandosi decima con un tempo di 5’39”60. L’ultimo giorno , nella mattinata del primo luglio, di nuovo Fiorella Pittiglio alle prese con i 2000 siepi che l’hanno vista portarsi al secondo gradino del podio con un tempo di 9’13”87, poco più tardi anche Sergio Calce ha preso parte agli 800 metri con un ottima prestazione, un tempo di 2’16 che gli ha permesso di piazzarsi sesto in classifica.

Il professore Carmine Calce, presidente del Cus Cassino, torna ad applaudire i suoi atleti e nuovamente ribadisce: “Il Cus  proprio in questi giorni ha avanzato la richiesta di organizzazione dei campionati italiani di Corsa campestre (festival del cross) e dei campionati master di corsa campestre per il 2019, in occasione della ricorrenza dei 40 anni di attività dell’Unicas”.

14 Giugno 2018 0

Per la morte di Neve denunciati da “Animalisti Italiani Onlus” il sindaco D’Aliesio, il tecnico Pucci e l’azienda convenzionata

Di redazionecassino1

CERVARO – In molti ricorderanno la triste vicenda di Neve, il cane meticcio che viveva, coccolato ed accudito dai residenti della frazione Pastenelle. Neve, il nome che gli avevano dato per via del suo mantello chiaro, proprio come il colore della neve, era diventato il beniamino di grandi e piccoli e la sua morte aveva scosso la comunità di Cervaro all’indomani del ritrovamento della carcassa in una zona montuosa del paese. La morte del meticcio di grossa taglia simile ad un pastore maremmano, era avvenuta dopo essere stato preso in consegna da personale del Comune e poi ritrovato morto per cause ancora tutte da chiarire. Un coro di proteste, di indignazione si era levato in tutto il paese e che, a dire di molti, era apparsa subito una ‘eliminazione’ dell’animale. Proteste sfociate, da subito, in una denuncia ai carabinieri della locale stazione affinché si facesse luce sulla sua triste fine. Ieri quella denuncia è stata formalizzata nei confronti del sindaco di Cervaro, del tecnico e dell’azienda convenzionata con l’Ente comunale. È quanto si legge in un comunicato dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, guidata da Walter Caporale.

“Sindaco di Cervaro, tecnico e azienda convenzionata con il Comune. Sono questi i destinatari di una denuncia depositata ieri, 13 giugno, da Animalisti Italiani Onlus alla Procura della Repubblica di Frosinone. L’associazione guidata da Walter Caporale li accusa – si legge nella nota – di non aver fatto nulla per evitare che qualcuno uccidesse Neve, il meticcio beige ritrovato cadavere a maggio in una località nei pressi di Cervaro. Le circostanze della morte sono ignote, ma Animalisti Italiani Onlus ha una certezza: nessuno ha fatto nulla per impedirla. Né il sindaco Angelo D’Aliesio, né il tecnico Enzo Pucci, né Percorso Sicuro a.r.l., la cooperativa convenzionata con il Comune di Cervaro per l’accalappiamento degli animali randagi. Nella denuncia, presentata dal vicepresidente Riccardo Manca con la collaborazione dell’avvocato Rosaria Loprete, vengono ripercorse le tappe della vicenda. A maggio, viene segnalata la presenza di un cane randagio che circola nel territorio di Cervaro, in provincia di Frosinone. Si tratta di Neve, un meticcio noto alla comunità. Anzi: amato. Il Comune ne richiede la cattura a Percorso Sicuro. Il cane andrebbe accalappiato e portato in una struttura convenzionata. Dove però Neve non arriverà mai: la carcassa viene ritrovata il 13 maggio da Fabrizio Cacciapuoti, un cittadino di Cassino che passeggiava in bicicletta sulla strada provinciale che da Cervaro porta a Viticuso. Da quel momento in poi, Comune e Percorso Sicuro si rimpallano le colpe. Di fronte a testimoni, la cooperativa ammette che Neve non era stato condotto nella struttura, ma consegnato a Enzo Pucci, un tecnico comunale. Una scelta anomala, che sarebbe stata convenuta – pare – per una presunta morosità del Comune nel pagamento del mantenimento dei cani presenti nella struttura. Come viene evidenziato nella denuncia, Animalisti Italiani Onlus imputa al primo cittadino di Cervaro la responsabilità per l’omessa protezione di Neve: il Sindaco, si legge, “è il garante del benessere degli animali presenti nel proprio territorio”. Dice Riccardo Manca: “Siamo esterrefatti per ciò che è accaduto a Neve. E ogni volta si rinnova il dolore per la morte di una creatura innocente. Un dolore che si confonde con la rabbia per non averla potuta salvare. In Italia, il randagismo ha assunto i contorni di una vera e propria piaga sociale, ma quello che ha subito Neve non può e non deve farci restare indifferenti. Pretendiamo che le poche leggi esistenti sulla tutela di questi sfortunati animali, vengano almeno applicate. E nel caso di Neve, ciò non è avvenuto”.

Avverte Manca: “Animalisti Italiani Onlus andrà in fondo a questa storia, fino a che non verranno individuati i responsabili della sua morte. Ricordiamo che i Comuni, e nello specifico i sindaci, sono direttamente responsabili degli animali presenti sul territorio. Neve è stato trovato morto dopo essere stato accalappiato, la follia di qualcuno ha spezzato la Vita di un radioso diamante. La vicenda di Neve riporta prepotentemente alla ribalta la necessità di inasprire pesantemente le pene attualmente previste per chi maltratta o uccide gli animali. È un cavallo di battaglia della nostra associazione, non vogliamo più assistere impotenti di fronte alla morte dei vari Angelo, Pilù, Spike, Nerina, Snoopy, e ora Neve, e tanti altri purtroppo. Ed è solo attraverso il rispetto della vita dei più deboli che contribuiremo a rendere migliore questo mondo. La pace non è soltanto l’assenza di guerra, è la presenza di giustizia. Arrivederci Neve”.

Ora bisognerà attendere le decisioni della Procura di Frosinone per comprendere le responsabilità e i contorni di tutta questa triste vicenda che ha privato una comunità di un ‘amico speciale’.

F. Pensabene

11 Giugno 2018 0

La cronaca della giornata – Salvini chiude i porti italiani ai migranti, la Spagna li apre… almeno per oggi

Di admin

LA CRONACA DELLA GIORNATA – Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha chiuso i porti Italiani alla nave Aquarius che aveva caricato dalle coste libiche 629 migranti tra cui sette bambini ed alcune donne incinte. Salvini rivendicava l’obbligo di far sbarcare i migranti a Malta considerata primo porto sicuro.

Le autorità dell’isola hanno rifiutato sostenendo che il soccorso nelle acque libiche era stato effettuato dagli uomini della Guardia costiera italiana e che quindi lo sbarco sarebbe dovuto avvenire in un porto italiano.  Si tratta del primo provvedimento preso (a dire il vero ieri) dal neoministro che ha, a suo dire (ed è vero), cominciare ad affrontare il problema migranti convolgendo tutte le autorità, soprattutto quelle europee. Ma l’iniziativa ha innescato una serie di diverse reazioni con chiavi di lettura politiche e giornalistiche, soprattutto in Italia.

Fronte comune con M5S e con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, al cui ministero spetta la competenza sui porti e sulla Guardia Costiera; Centrodestra ricompattato con appoggio di Fratelli d’Italia e di Forza Italia; bordate dalla sinistra e dal centro sinistra; porti aperti, almeno negli annunci dei sindaci, a Napoli e Palermo e, solo inizialmente, anche a Livorno dove il sindaco M5s aveva dato la disponibilità con un post su un social subito dopo rimosso.

Mentre per una notte e la mattinata di oggi l’Aquarius, battente bandiera di Gibilterra, girovagava tra Malta e la costa italiana, nel primo pomeriggio, con un messaggio annunciato sui social, il premier spagnolo annunciava di essere disposto ad accogliere i migranti nel porto di Valencia. Un gesto definito da molti di grande umanità e solidarietà che è stato accompagnato dagli echi di altri che invece hanno sospirato un liberatorio “finalmente”. In molti ricorderanno, ed ancora senza comprenderlo, le navi della guardia civil spagnola entrare nei porti Italiani per sbarcare migranti salvati nel Mediterraneo.

Di fronte a questa soluzione Salvini non ha perso tempo e in una conferenza stampa ha rivendicato il raggiungimento del risultato: far arrivare meno immigrati in Italia. Piaccia o non piaccia, a favore o contro, elettori o non elettori della Lega: parole della campagna elettorale che diventano concrete.

Tutto questo in attesa di scoprire cosa accadrà con il prossimo barcone di disperati.

Ermanno Amedei

11 Marzo 2018 0

La puntura di Ultimo a… al livello culturale degli italiani

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Al concorso nazionale per maestri d’asilo sono stati bocciati tre quarti dei concorrenti in Friuli ed otto su dieci nel Lazio. Errori grammaticali macroscopici, hanno scritto gli esaminatori. Allora non c’è bisogno di far ricorso all’immigrazione per trovare chi dovrebbe fare i cosiddetti lavori umili”.

Ultimo