Tag: proteste

11 Agosto 2019 0

“Il tuo quartiere non è una discarica”, i cittadini partecipano, proteste per la pessima organizzazione

Di felice pensabene
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CASSINO –  Non comincia bene la prima giornata ecologica, di ritiro di rifiuti ingombranti, in campo Miranda questa mattina organizzata dall’assessorato all’Ambiente: “Il tuo quartiere non è una discarica. Molte le proteste dei cittadini nonostante la forte partecipazione.

“Viste le numerose richieste di ritiro a domicilio degli sfalci di potatura, torna domenica 11 agosto la campagna straordinaria di raccolta dei rifiuti ingombranti nell’ex campo miranda, che dalle ore 8 alle 12 diventerà un’ampia isola ecologica mobile. Tutti i cittadini potranno portare oltre gli sfalci di potatura anche i rifiuti ingombranti (mobili – reti – materassi – divani – scaffali – biciclette – etc.), i RAEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) (computer – televisori – stampanti – fax – telefoni – elettrodomestici – etc.), rifiuti speciali (farmaci scaduti – batterie esaurite)”. Questo il contenuto del comunicato emesso dall’amministrazione comunale, nei giorni scorsi, con cui si fissava la giornata ecologica per questa mattina, 11 agosto, in campo Miranda. Il successo di partecipazione dei cittadini di Cassino che, nonostante la torrida giornata, si sono messi in fila per disfarsi di rifiuti ingombranti fin dalle prime ore della raccolta, è stata massiccia, ma ha visto anche le proteste degli stessi per la scarsa organizzazione. Non tutto, infatti, è filato liscio, complice proprio la pessima organizzazione della raccolta. Molti cittadini, infatti, già a metà giornata si sono visti rimandare indietro con una motivazione che ha dell’incredibile. In sostanza, a detta dei responsabili della ditta incaricata alla ‘raccolta straordinaria’ dei rifiuti ingombranti, gli automezzi erano già tutti pieni e non si potevano raccogliere altri rifiuti. Solo l’insistenza, lno alla caparbietà e la minaccia dei cittadini di ricorrere alle forze dell’ordine e a rivolgersi agli uffici comunali, ha consentito loro di continuare a portare i rifiuti fino all’orario stabilito. Ogni commento, a questo punto, è superfluo e si presterebbe a critiche ferocissime per come l’assessorato competente, il cui responsabile non era neppure presente sul posto, ha gestito la giornata ecologica. Non comincia, quindi, sotto i migliori auspici l’attività dell’assessorato all’Ambiente del comune di Cassino.

 F. Pensabene

 

20 Febbraio 2019 0

Proteste per l’aumento delle tariffe retroattive della Saf di Colfelice

Di felice pensabene

FROSINONE – La giunta Ottaviani ha approvato la proposizione del ricorso per secondi motivi aggiunti contro gli aumenti tariffari retroattivi decisi da Regione Lazio e Saf per l’utilizzo dell’impianto di Colfelice relativi all’anno 2015.

Il Comune di Frosinone, mediante deliberazione di giunta comunale del 27/06/2018, aveva già autorizzato la proposizione di ricorso innanzi al TAR del Lazio, contro il provvedimento del Direttore Regionale Direzione Politiche Ambientali e ciclo dei rifiuti della Regione Lazio avente ad oggetto “Impianto SAF di Colfelice – Determinazione tariffa di accesso all’impianto”.

Con successiva Deliberazione di giunta comunale è stata autorizzata la proposizione di ricorso per motivi aggiunti in opposizione alla determinazione con la quale la Direzione Regionale Politiche Ambientali e ciclo dei rifiuti ha confermato i criteri di calcolo (basati sui cosiddetti costi effettivi) ai fini della determinazione della tariffa per l’accesso all’impianto di Colfelice per lo smaltimento e trattamento dei rifiuti.

Con determinazione dirigenziale, la stessa Direzione Regionale Politiche Ambientali ha approvato gli aumenti retroattivi della tariffa per l’utilizzo dell’impianto di Colfelice per l’anno 2015: Il Comune di Frosinone, quindi, ha ritenuto opportuno proporre secondi motivi aggiunti nel ricorso.

 

2 Settembre 2017 0

Formia: Acqua, tra proteste e denunce, la solidarietà del Circolo Articolo Uno Mdp

Di Comunicato Stampa

“Acqua e solidarietà. Con rabbia.” Scrivono così da Articolo UNO MDP Circolo di Formia. “Le manifestazioni di piazza che si sono susseguite , il blocco della strada e del traffico di questi giorni rappresentano l’esternazione di un disagio che ha colpito l’intera cittadinanza e che si è trasformato in disperazione. Un disagio che non è stato ascoltato nella giusta misura e sottovalutato nella sua drammaticità, confidando probabilmente nel fatto che le prime sospirate piogge avrebbero potuto mettere fine alla vertenza in atto, assopire gli animi, rimandare alla prossima stagione. E’ mancata, da parte delle istituzioni, nonostante alcuni interventi messi in atto, la capacità di affrontare con determinazione la situazione nei termini di una criticità grave che intacca e rende inaccettabile la vita della persona , di rendersi garante attento del diritto all’acqua dei cittadini formiani, di farsi portavoce del disagio e attore di una azione forte, serrata, quotidiana, convincente e anche eclatante, di rottura nei confronti del gestore. La tensione ha raggiunto livelli di insopportabilità ed intolleranza del tutto comprensibili che si sono espresse nell’iniziativa che ha portato la cittadinanza a scendere in piazza e a bloccare il traffico stradale e a seguito della quale sono scattati denunce a carico di alcuni cittadini partecipanti. A questi intendiamo esprimere la nostra totale solidarietà, perché ne comprendiamo e ne condividiamo le ragioni, perché non riteniamo che ci siano da parte di nessuno responsabilità personali . Riteniamo che le condizioni di vita che siamo stati tutti costretti a subire giustifichino quanto accaduto in questi giorni. Va precisato, peraltro, e pensiamo che le autorità giudiziarie ne vorranno tenere conto, che si è trattato di una manifestazione assolutamente pacifica e dentro i limiti di comportamenti civili. Siamo con loro e continuiamo ad essere anche politicamente presenti sia riguardo l’emergenza sia riguardo il progetto ormai non più rinviabile di ripubblicizzazione dell’acqua. Siamo invece CONTRO Acqualatina e riteniamo che le indagini debbano interessare la sua gestione fallimentare e opinabile sotto ogni profilo, alla quale potrebbero imputarsi anche comportamenti penalmente rilevanti per omissione di interventi e conseguente interruzione di un pubblico e vitale servizio. Acqualatina- affermano dal circolo- è la vera responsabile della rabbia sociale che si è determinata. Su questo la nettezza della nostra posizione risale al passato e si riconferma oggi. Non ci risulta che la Società abbia avviato lavori di manutenzione della rete idrica. Ci chiediamo perché e quando ciò accadrà. La sorgente di 25 ponti non avrà senso se sarà riversata e canalizzata in impianti idrici dissestati e con il 70% di dispersioni. Ci scusino i benpensanti, ma siamo arrabbiati, anche al di là degli accadimenti più recenti. Ribadiamo ancora che la parte pubblica di Acqualatina dovrebbe stabilire una messa in mora della Società . Chiediamo anche che venga ripresa ed aggiornata l’indagine amministrativa sull’attività di gestione del servizio idrico integrato ATO4 predisposta dalla Regione Lazio con Delibera di Giunta n. 883 del 2008 e che evidenziava una lunga serie di inadempienze della società che gestisce il ciclo dell’acqua , alle quali si aggiungono quelle rovinose che riguardano questa brutta stagione estiva. Come Art Uno MDP siamo già intervenuti presso i nostri riferimenti istituzionali regionali affinchè il Consiglio e la Giunta della Regione Lazio affrontino il tema dell’acqua pubblica e intervengano sul caso Acqualatina. Siamo in attesa che sia discussa una Mozione in Consiglio regionale, presentata e proposta dal Coordinamento provinciale di MDP Latina. Accanto ai cittadini e alle cittadine di Formia, accanto a chi dovrebbe ingiustamente pagare per tutti”.

26 Agosto 2017 0

Cassino: Zona Cerro, ancora miasmi. Disagi e proteste dei residenti

Di Comunicato Stampa

Cassino- Una situazione davvero complessa per i residenti di zona Cerro che spesso sono costretti a sopportare i cattivi odori collegati all’impianto di depurazione. Purtroppo il disagio nelle ultime ore è stato nuovamente pesante e nel corso della notte e della giornata di ieri ed oggi i miasmi hanno messo in allarme le persone della contrada. Nonostante gli interventi di manutenzione sull’impianto di pompaggio sotto accusa, is3, da parte del Cosilam, il problema pare non sia stato risolto. Sul piede di guerra i comitati del territorio e i cittadini che sono davvero esausti di convivere con questo disagio.

29 Novembre 2016 0

Cassino – Tensioni in consiglio comunale, proteste per il diritto alla casa

Di Antonio Nardelli

Cassino – Sì sposta in consiglio comunale il problema housing sociale. A Cassino questa sera i rappresentanti delle sette famiglie in housing sociale hanno rivendicato il diritto di un tetto durante lo svolgimento del consiglio comunale, che è anche stato rinviato di mezz’ora a causa delle proteste. Attimi tesi anche tra maggioranza ed opposizione riguardo la struttura di Cappella Morrone. Rino Tarallo, rappresentante di alcune di loro e sindacalista di Asia Usb ha detto: “Nonostante diversi incontri tenuti con l’amministrazione comunale l’unica proposta è quella di un sostegno all’affitto per queste famiglie. Ma per usufruirne bisogna avere un regolare contratto di affitto che a sua volta è legato ad un contratto di lavoro. Queste persone però sono tutte disoccupate quindi non potranno avere un regolare contratto di affitto e fra tre settimane si troveranno senza un tetto sulla testa. Sono famiglie altamente vulnerabili, ci sono malati oncologici, un bambino tetraplegico e diversi minori, non hanno nessuna possibilità di trovare una casa in affitto, figuariamoci trovarla in tre settimane. Nonostante siamo stati cacciati dal consiglio comuanle continueremo con veemenza la nostra protesta per il diritto inalienabile per ogni essere umano, ovvero il diritto alla casa”.

Ant. Nard.

25 Giugno 2010 0

Paralisi nelle attività del Consiglio Regionale, proteste delle opposizioni

Di felice pensabene

Duro attacco delle opposizioni in Consiglio regionale alla paralisi delle attività della giunta Polverini. “Dodicimila euro per mezza riunione – tuonano i rappresentanti dell’opposizione – è ciò che incasseranno i consiglieri regionali del Lazio”. A tanto ammonta più o meno la loro busta paga tra indennità (4.252 euro), diaria (4.002), contributi per i rapporti con gli elettori. Il bilancio dei lavori, infatti dal 29 marzo, data delle elezioni, è di una seduta e mezzo. La prima si è svolta il 12 maggio, con la proclamazione degli eletti e per ascoltare il discorso della Polverini. La seconda, fissata al 26, rinviata per un malessere della presidente, si è tenuta il 3 giugno, ma non ancora conclusa. Motivo? “Secondo il regolamento – spiega il capogruppo radicale Rossodivita – all’ordine del giorno della seconda riunione c’è l’elezione del presidente di una delle commissioni speciali, quella sul controllo contabile, che va alle opposizioni. Qui però manca l’accordo tra i partiti”. Risultato? Finché non si chiude, è tutto fermo. “Tante proposte di legge già depositate, come quella per i precari della sanità – tuona il capogruppo Pd Montino – giacciono senza trovare soluzioni. È stato anche violato il regolamento, con la mancata convocazione dei due consigli straordinari chiesti dall’opposizione: uno sul nucleare, l’altro sulla sanità. È una maggioranza che evita il confronto”. Oggi è l’ultimo giorno utile perché l’assemblea si riunisca la prossima settimana. Ma il sito resta muto: “Nessun impegno nei prossimi 7 giorni”. “È uno scandalo, oltre 80 giorni di stallo – afferma Luigi Nieri, capogruppo Sel – . E non va meglio per la giunta”. Che, dopo due mesi, ha all’attivo quattro sedute e circa 60 provvedimenti. Di cui oltre metà rappresentati da atti dovuti, o licenziamenti e nuovi incarichi. La normale lentezza di un avvio? Nel 2005, nei primi due mesi del governo Marrazzo, le sedute erano state dieci, i provvedimenti 180. I vertici regionali erano stati nominati nella prima riunione. Invece stavolta, fino alla formalizzazione delle deleghe avvenuta lunedì scorso, anche atti chiave sono rimasti bloccati. Non senza scivoloni: come le vacanze estive per disabili, “dimenticate” e rifinanziate in corsa l’altro ieri. Denuncia Nieri: “Dare priorità allo spoil system azzerando i vertici regionali, come i direttori a Bilancio e Programmazione sanitaria, ha causato un grave ritardo nella scrittura dei decreti sugli ospedali, essenziali per scongiurare l’aumento delle tasse”. E segnala “tra le urgenze non proprio minime: l’assestamento di bilancio, la finanziaria, la corsa del disavanzo sanitario. Tra gli esempi d’immobilismo: la centrale acquisti regionale non ha più indetto gare, come quelle per le pulizie e la ristorazione. E la fatturazione elettronica? Da quando siamo andati via non vi ha più avuto accesso nessun grande fornitore”. Per Montino, “tra i provvedimenti urgenti che mancano all’appello c’è una soluzione per evitare il ticket sui disabili, o dal primo luglio pagheranno fino a mille euro al mese per la riabilitazione. Altro tema sono i contratti a termine: i dipendenti man mano che scadono stanno andando a casa. Parliamo, solo nella sanità, di 4mila persone senza le quali interi ospedali rischiano il blackout. E ancora: il nuovo ospedale di Frosinone è pronto da febbraio. Cosa manca per aprirlo? Un provvedimento per garantire il personale necessario al trasloco dei reparti”.

24 Luglio 2009 0

Sanità, proteste per disservizi nel cassinate

Di redazionecassino

Sanità in crisi nel cassinate e nella valle di Comino  e non solo per le croniche carenze di personale all’ospedale Santa Scolastica  di Cassino ma anche per le situazioni nelle tre cliniche private  colpite dai tagli regionali. Per una disamina completa della situazione  Bruno Scittarelli  come   presidente della  Consulta dei comuni ha convocato l’assemblea dei sindaci per la prossima settimana.  Scittarelli chiama alle proprie responsabilità il presidente della regione  Piero Marrazzo e poi la la direzione dell’Asl di Frosinone. “Purtroppo – dichiara il sindaco di Cassino –  ancora una volta si sceglie il terreno degli equivoci senza delineare una concreta via d’uscita  come la gravità della situazione impone. La Regione Lazio con il suo presidente nonché commissario straordinario esca dagli equivoci e venga subito al confronto con le Istituzioni locali, per troppo tempo snobbate, per assicurare agli utenti servizi sanitari degni di un paese civile. Non possono essere più tollerati i continui depauperamenti della sanità territoriale, pubblica e privata: negli ospedali le carenze non si contano più e chiudono interi reparti; nel privato si stroncano anche quelle attività uniche ed indispensabili, come nel caso del servizio pediatrico per disabili presso il San Raffaele di Cassino.” A questo proposito la direzione del San Raffaele ha comunicato  il rischio di un ridimensionamento  del reparto, l’unico del basso Lazio che serve circa 70 bambini provenienti da Minturno, Ausonia, Sora, Venafro, Isernia  Frosinone. In caso di chiusura non vi sarebbero alternative  con gravi problemi per le famiglie degli assistiti.  L’avvocato Angelo De Siena a nome del comitato dei genitori ha scritto al sindaco Scittarelli e ai consiglieri regionali del territorio per un incontro al fine di trovare una soluzione. I genitori fanno rilevare che il  reparto pediatrico si occupa da anni della riabilitazione di bambini portatori di handicap in day hospital, di cui molti con disabilità particolarmente gravi. A  seguito dei provvedimenti emessi dalla Regione Lazio in materia di risanamento della sanità regionale si prevede una forte riduzione dell’attività del reparto se non addirittura la chiusura.