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9 Agosto 2019 2

Discarica di rifiuti pericolosi sequestrata a Frosinone

Di admin
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FROSINONE – Gli uomini della polizia provinciale di Frosinone comandati dal comandante Pietro D’Aguanno hanno sequestrato nei giorni scorsi una discarica di rifiuti pericolosi in via Vado del Tufo a Frosinone.

Nel corso di un servizio di controllo, che risponde a una precisa direttiva impartita dal presidente Pompeo e relativa al potenziamento dell’azione di monitoraggio del territorio per contrastare fenomeni criminosi nei confronti dell’ambiente, gli agenti della polizia provinciale, sotto il coordinamento del vicecomandante Pierfrancesco Vona, hanno scoperto e sequestrato un’area, di circa 1.000 metri quadrati, sulla quale erano stati abbandonati scarti edili, altri materiali e lastre di eternit.

È stata immediatamente inoltrata relativa segnalazione alla Procura della Repubblica di Frosinone e questa mattina il gip ha convalidato il sequestro.

Il comandante D’Aguanno sottolinea: “Abbiamo già elevato numerose sanzioni nei confronti di chi accende fuochi e inquina l’ambiente depositando qualsiasi tipo di rifiuto in aree non idonee. L’appello che rivolgiamo, costantemente, ai cittadini è quello di rispettare il territorio evitando comportamenti che possano compromettere la qualità del nostro ecosistema“.

7 Agosto 2019 0

Cervaro, scoperta e sequestrata dai carabinieri una discarica abusiva su terreno comunale

Di redazionecassino1

CERVARO – Non conosce sosta il malcostume di depositare rifiuti in modo incontrollato e a cielo aperto. Ieri a Cervaro, i militari della locale Stazione, nel corso di un servizio teso alla tutela ambientale, rinvenivano in un fossato adiacente al parco Vallicelle, su un terreno comunale, una discarica abusiva di rifiuti speciali consistenti in materiale plastico e ferroso (vecchi pneumatici, carcasse di elettrodomestici e rifiuti di vario genere).

L’area interessata di circa 20 mq è stata circoscritta e sottoposta a sequestro nonché segnalata al Comune di Cervaro per la relativa bonifica.

Sono in corso indagini per addivenire all’identificazione degli autori dell’abbandono dei rifiuti. 

22 Maggio 2019 0

Area con rifiuti pericolosi sequestrata nella Valle del Sacco

Di admin

ANAGNI – (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone ha sequestrato dei rifiuti pericolosi e non pericolosi scaricati presso un’azienda sita nel comprensorio industriale di Anagni.

In particolare il personale del N.I.P.A.A.F., unitamente a tecnici ARPA LAZIO, nel corso di un sopralluogo presso tale azienda ha rinvenuto una notevole quantità di rifiuti in evidente stato di abbandono stoccati in cumuli in modo promiscuo ed alla rinfusa, su terreno pavimentato ma in alcuni tratti deteriorato o con rotture, privi di copertura e quindi soggetti ad agenti atmosferici. Secondo Arpa Lazio i rifiuti in questione risultavano essere di tipo speciale pericoloso e speciale non pericoloso.

Tra i rifiuti rinvenuti vi erano bulk contenente olio esausto, rifiuti costituiti da sacchi neri chiusi, numerose strutture metalliche, alluminio, scarrabili non coperti pieni di sacchi di plastica ed altri rifiuti, numerose cisterne con o senza gabbia metallica, sacchi sporchi, numerose strutture metalliche/carrelli molte vuote ed altre contenenti tessuti e anime di rocche in cartone, nonché numerosi RAEE in disuso ed in evidente stato di abbandono.

I militari dunque procedevano al sequestro preventivo di quanto rinvenuto e alla denuncia del rappresentante della società per la violazione degli artt. 256 c. 2 e 137 c. 9 del D. Lgs. 152/06, proprio per aver scaricato rifiuti sul suolo e per non aver convogliato e successivamente trattato le acque meteoriche di dilavamento del piazzale dove depositati.

Continuano, dunque, i controlli del N.I.P.A.A.F. di Frosinone, finalizzati a prevenire e reprimere reati ambientali, con particolare riguardo alla Valle del Sacco, caratterizzato dai noti fenomeni d’inquinamento.

11 Maggio 2019 0

Valle del Sacco, sequestrata un’azienda agricola priva della regolare autorizzazione

Di redazionecassino1

FROSINONE – Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone ha eseguito un decreto di sequestro degli impianti produttivi di una società sita nel comprensorio industriale di Anagni emesso dal iudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Frosinone, che ha accolto le richieste della competente Procura della Repubblica in relazione a violazioni ambientali.

In particolare i controlli del N.I.P.A.A.F., unitamente a tecnici ARPA LAZIO, hanno accertato

che l’attività produttiva della società era priva di regolare Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.),

così come obbligatoriamente previsto dagli artt. 29 bis e ss. del Codice dell’Ambiente.

Non solo ma è stato verificato che la gestione delle acque di prima pioggia non ottemperava alla

disciplina dettata dal Piano di Tutela delle Acque Regionale. In particolare risultava l’assenza di

impianti idonei a convogliare e trattare le acque di prima pioggia dei piazzali dove avvengono le fasi di

carico e scarico del materiale oggetto di produzione.

Per tali motivi è stato denunciato all’A.G. l’amministratore della società, per aver esercitato

l’attività produttiva in assenza di regolare autorizzazione, nonché per la violazione delle norme in tema

di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia.

Continuano, dunque, i controlli del N.I.P.A.A.F. di Frosinone e dell’A.G. su tutta la Valle del

Sacco, finalizzati a prevenire e reprimere reati ambientali che funestano il territorio già martoriato da un

diffuso ed allarmante inquinamento.

Foto di repertorio

 

28 Gennaio 2019 0

Azienda inquinante di Cassino sequestrata dai Carabinieri Forestali

Di admin

FROSINONE – Gli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone hanno eseguito un decreto di sequestro degli impianti produttivi di una nota società sita nel cassinate emesso dal Gip presso il Tribunale di Cassino, che ha accolto le richieste della competente Procura della Repubblica in relazione a violazioni del Codice dell’Ambiente. In particolare i controlli del N.I.P.A.A.F., unitamente a tecnici ARPA LAZIO e personale ASL, hanno accertato che gli impianti della società erano privi di regolare autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Non solo ma è stato verificato che alcuni punti di emissione erano addirittura sprovvisti sia di piattaforma di lavoro che di sezione di campionamento, con la conseguente impossibilità di regolare effettuazione delle misurazioni degli inquinanti. Nonostante ciò i tecnici di laboratorio, incaricati dalla società di effettuare le misurazioni degli inquinanti, attestavano il rispetto dei limiti emissivi alle prescrizioni autorizzative. Inoltre veniva riscontrato che l’attività produttiva veniva esercitata altresì in assenza di autorizzazione agli scarichi delle acque meteoriche e di dilavamento piazzali. Per tali motivi sono stati denunciati all’A.G. l’amministratrice della società, per aver esercitato l’attività produttiva in assenza di regolare autorizzazione alle emissioni e autorizzazione agli scarichi di acque meteoriche, nonché i tecnici di laboratorio in quanto attestavano il rispetto dei limiti emissivi dell’autorizzazione. Il sequestro è stato emesso consentendo alla società di poter continuare la produzione, ma con l’obbligo di adeguarsi alla normativa ambientale violata.

14 Gennaio 2019 0

Disastro ambientale a Ponte Mammolo, sequestrata discarica abusiva di 30mila metri quadrati

Di admin

ROMA – Disastro ambientale e smaltimento illecito dei rifiuti: questi i gravi motivi che hanno portato gli agenti del Gruppo Tiburtino, diretti dal Dirigente Lorenzo Botta, a sequestrare un’area privata di circa 30.000 mq in zona Ponte Mammolo.

All’interno sono stati rinvenuti dei manufatti abusivi, con tanto di docce e bagni occupati da una trentina di  individui di nazionalità romena. Una vera e propria discarica abusiva, in una zona sottoposta a vincolo ambientale: presenti rifiuti interrati di ogni genere, in particolare materiale di risulta ed elettrodomestici, molti dei quali venivano gettati nel confinante fiume Aniene. Gli accertamenti eseguiti dagli agenti hanno portato alla luce una situazione, dalle gravi conseguenze ambientali, con danni alle falde acquifere ed ai terreni circostanti, nonché episodi di ostruzione lungo il fiume adiacente tali da determinare allagamenti sulla Via Tiburtina. Nel fiume confluivano anche gli scarichi dei bagni. Gli occupanti e la proprietà dell’area sono stati denunciati per i reati ambientali commessi e per gli abusi in materia edilizia. Le opere di bonifica saranno a cura della proprietà del sito, che dovrà provvedere al ripristino delle condizioni di sicurezza dell’area.
7 Novembre 2018 0

Azienda di trattamento rifiuti speciali sequestrata a Piedimonte

Di admin

PIEDIMONTE – i Carabinieri di Piedimonte San Germano, insieme a personale della Polizia Provinciale e dell’Arpa Lazio, nonché personale Spresal dell’Asl di Cassino e dell’Ufficio tecnico comunale di Piedimonte San Germano, hanno proceduto al controllo di un noto stabilimento produttivo per il trattamento di rifiuti speciali ed in particolare della triturazione di vecchi pneumatici.

Nel corso dell’ispezione effettuata, gli operanti hanno accertato che lo stabilimento in questione risultava posto all’interno di un grandissimo piazzale ove erano depositati senza alcuna protezione ed in modo incontrollato pneumatici fuori uso, su di un’area stimata in 2mila metri quadri circa. Su un’altra porzione del piazzale invece vi erano stoccate delle M.P.S. (materie prime secondarie), contenute in Big Bags di circa 2 metri cubi di capacità, mentre un’altra zona dello stesso era adibita a deposito incontrollato di rifiuti speciali, costituiti da materiale di tipo plastico, legnoso, ferroso ed inerti. Inoltre, i militari hanno riscontrato che il piazzale non era dotato di nessun impianto fognario per il trattamento delle acque di prima pioggia, cosicchè le acque percolanti scolavano direttamente nel sottosuolo con possibilità di inquinamento delle falde acquifere. All’interno del capannone invece gli i militari hanno accertato che lo stoccaggio di circa 600 Big Bags contenenti rifiuti speciali di varia natura, ove alcuni di essi presentavano evidenti lacerazioni che avevano provocato la presenza di cumuli di polveri sulla pavimentazione, derivanti dalla triturazione dei pneumatici. I lavoratori erano sprovvisti inoltre di dispositivi di protezione individuale, i carrelli elevatori privi di segnalatori luminosi/acustici e gli  estintori non posizionati nei previsti punti antincendio.

Per questo i carabinieri hanno proceduto al sequestro dell’intera area dello stabilimento, risultato avere un’ area complessiva di circa 7mila metri quadrati.

Il legale rappresentante dello stabilimento, è stato deferito in stato di libertà in quanto ritenuto responsabile di “scarico al suolo non autorizzato di acque meteoriche percolanti su depositi incontrollati di rifiuti” e “mancato rispetto delle norme per la gestione degli impianti di trattamento rifiuti non pericolosi in procedura semplificata”, nonché sulla normativa inerente la sicurezza sul lavoro.

25 Settembre 2018 0

Sequestrata la discarica di Facciano a Pignataro Interamna, indagati due dirigenti comunali

Di admin

PIGNATARO INTERAMNA – Questa mattina i carabinieri Forestali di Frosinone hanno dato esecuzione al provvedimento di misura cautelare reale di sequestro preventivo della ex discarica RSU di Facciano a Pignataro Interamna.

Il provvedimento emesso dal GIP Scalera del Tribunale di Cassino , è stato eseguito in ordine ai reati di avvelenamento colposo di acque, inquinamento ambientale colposo, nell’ambito di procedimento penale le cui indagini dirette dal sostituto procuratore Alfredo Mattei, sono state condotte dal personale dei Carabinieri Forestali di Frosinone e personale della Sezione di P.G. Carabinieri della Procura della Repubblica di Cassino e nell’ambito del quale figurano due indagati nella loro qualità di dirigenti preposti al servizio V del comune di Pignataro Interamna Tutela Ambientale.

Nel provvedimento risulta contestata, su richiesta di quella Procura, la nuova fattispecie delittuosa dell’art.452bis e 452quinquies C.P. (inquinamento ambientale colposo).

La discarica è stata affidata in custodia all’attuale Sindaco del comune di Pignataro Interamna con prescrizioni finalizzate alla messa in sicurezza della medesima e all’attuazione delle doverose procedure di bonifica.

27 Luglio 2018 0

Sequestrata la Giovi che gestiva la discarica di Malagrotta, tremano le province limitrofe

Di admin

ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e del Nucleo Investigativo del Gruppo Forestale di Roma, questa mattina, hanno sequestrato la società E. Giovi srl, gestore della grande discarica di Malagrotta. Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Roma, a seguito delle attività investigative coordinate dalla Procura Repubblica – DDA Roma.

L’attività investigativa dei militari del NOE con il supporto dei Carabinieri Forestali, ricostruisce una importante attività di gestione illecita di rifiuti costituiti da percolato di discarica, che la E. Giovi,  avrebbe dovuto raccogliere ed inviare a trattamento in impianti esterni.

La rimozione del percolato (derivante dalla liscivazione dei rifiuti abbancati e dalle precipitazioni meteoriche che con essi si mescolano) è una operazione necessaria e imposta dalla normativa di settore, al fine di impedire la contaminazione dell’ambiente.

Tale rifiuto, ovviamente, non può essere destinato a discariche per rifiuti solidi urbani come Malagrotta e deve essere oggetto di specifici trattamenti in impianti autorizzati.

La lunga indagine ha permesso di accertare che, al contrario delle basilari previsioni normative, il percolato prodottosi nel corso degli anni veniva lasciato a saturare i rifiuti nella discarica, raggiungendo, in alcuni punti, anche l’80% dello spessore dei rifiuti abbancati.

Il tutto per evitare di sostenere le spese per la corretta gestione del percolato.

I consulenti della Procura hanno anche quantificato l’ingente quantitativo di rifiuti oggetto di traffico illecito e, da questi, derivato l’ingiusto profitto. Le articolate elaborazioni hanno permesso infatti di valutare l’enorme risparmio di gestione in circa 190 milioni di euro.

Al fine di garantire tale cifra per il proseguo del procedimento penale, si è proceduto al sequestro dell’azienda, dei beni e del patrimonio degli indagati. L’azienda è stata affidata per la Custodia Giudiziaria al Commissario Prefettizio, dott. Luigi Palumbo, al quale spetta anche il compito di avviare la corretta gestione ambientale della discarica nella sua fase post-operativa.

Intanto le province limitorfe stanno a guardare con apprensione. Per esperienza sanno che qualsiasi inceppo al meccanismo della raccolta dei rifiuti di roma porta valanghe di immondizia immondizia negli impianti provinciali.

 

13 Luglio 2018 0

Mandria di bufali da mezzo milione di euro sequestrata dal Nas a Latina

Di admin

LATINA – Una mandria di bufali senza identificazione. Per questo i carabinieri del NAS di Latina comandati dal capitano Egidio Felice hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina un allevatore di bufali.

Nel corso degli accertamenti presso il suo stabilimento, sito nella pianura pontina, i militari hanno accertato la mancata identificazione di 145 bufalini, inadeguatezze strutturali dei locali per la mungitura e la raccolta del latte, la mancata compilazione del registro dei trattamenti farmacologici e l’irregolare attivazione di un deposito di rifiuti ferrosi.

Nell’ambito del controllo, inoltre, i militari hanno constatato la non corretta gestione di 12 annutoli (maschio di bufalo dai 13 ai 24 mesi di età), che erano stati trattenuti con corde e privati dell’accesso diretto ai dispositivi di abbeveraggio. Il Servizio Sanitario Veterinario ASL di Latina, intervenuto sul posto, ha disposto la rimozione delle non conformità rilevate dagli operatori del NAS. Gli animali, dal valore di mezzo milione di euro, sono stati sottoposti a sequestro.