Tag: usate

19 Luglio 2019 0

La Polstrada controlla un’auto, ma il proprietario ne ha intestate altre 77 usate da rom ed extracomunitari

Di felice pensabene
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FROSINONE – Sei mesi di indagini della Sottosezione della Polizia Stradale di Frosinone ci sono voluti per sgominare un traffico illecito di auto prive di copertura assicurativa e di revisione. L’indagine è partita, circa sei mesi fa, a seguito di un controllo effettuato da una pattuglia della Polstrada di Frosinone, in servizio sulla A1 nel tratto di competenza, su un’auto ferma in una piazzola di sosta contravvenzionata, parcheggiata che, pur non da ricercare, risultava sprovvista di copertura assicurativa. Gli uomini della Polstrada nel redigere il relativo verbale, procedevano ad ulteriori accertamenti sul proprietario del veicolo che risultava essere R.P.G. di anni 32, nato a Salerno, ma residente in provincia di Rovigo.

L’uomo risultava intestatario di ben 77 altri veicoli, la maggior parte dei quali sprovvisti di assicurazione e revisione; inoltre, attraverso il controllo dei numeri di targa, emergeva che ogni qualvolta che i veicoli venivano fermati e controllati dalle Forze dell’ordine, alla guida vi erano rom o cittadini extracomunitari, con precedenti per reati contro il patrimonio o simili, e che gli occupanti all’ALT ingaggiavano sparatorie con le Forze dell’Ordine.

Tutti gli elementi inducevano gli inquirenti a considerare R.P.G un prestanome al “soldo” dei malavitosi, e che l’uomo, presso l’INPS, non risultava svolgere alcuna attività lavorativa e di conseguenza non percepiva alcun reddito negli ultimi cinque anni.

Alla luce di tutto ciò, tutti gli automezzi venivano radiati d’ufficio, con l’inserimento presso la Banca Dati per la ricerca/rintraccio al fine di procedere al sequestro amministrativo dei veicoli, il ritiro delle targhe al fine di impedirne l’ulteriore improprio utilizzo.

 

6 Marzo 2018 0

Cassino, chiusa dal Comune una rivendita di auto usate priva di licenza

Di felice pensabene

CASSINO – Ancora un provvedimento del Comune di chiusura di un esercizio commerciale abusivo.  Il comune di Cassino ha emesso un’ordinanza di chiusura di una rivendita di auto usate con sede in via Casilina sud. L’attività era di proprietà di un 43enne di Sant’Elia Fiumerapido.

Il provvedimento emesso dall’Ente di piazza De Gasperi è nato da un accertamento dei carabinieri della Stazione di Cassino a carico del titolare dell’esercizio commerciale trovato privo della relativa licenza. L’illecito accertato dai militari dell’Arma è stato sanzionato dagli stessi ed il relativo verbale  notificato al comune di Cassino che ha adottato il provvedimento di chiusura.

Nel provvedimento del Comune, firmato nelle settimane scorse dal Segretario Generale del Comune, si fa notare che il rivenditore di auto non possedendo la regolare autorizzazione avrebbe potuto ottenere vantaggi dall’esercizio dell’attività abusiva e ne ha ordinato la immediata chiusura.

F. P.

Foto repertorio

 

8 Aprile 2010 0

Rivendita di auto usate, scoperta evasione per 19 milioni di euro

Di Comunicato Stampa

Una maxi frode carosello, che ha procurato danni all’erario per diversi milioni di euro, è stata scoperta dalla guardia di finanza di Frosinone al comando del colonnello Giancostabile Salato. I finanzieri del nucleo tributario, coordinati dal Comando, sono riusciti a recuperare a tassazione ingente materia imponibile per un valore di circa 16 milioni di euro e a constatare violazioni all’iva per circa 3 milioni di euro e all’Irap per circa 600 mila euro accertando, inoltre, responsabilità penali, del legale rappresentante dell’impresa, tale M.G. di anni 36. Lo stesso è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per reati tributati previsti dal D.Lgs nr. 74/2000 (evasione fiscale, utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti e omessa presentazione della dichiarazione annuale dei redditi). Tutto ha preso il via quando le Fiamme Gialle del capoluogo hanno individuato un’impresa operante nel settore del commercio di autoveicoli, risultata aver intrattenuto rapporti commerciali di un certo spessore, esclusivamente con alcuni ‘selezionati’ soggetti ‘fornitori’, già conosciuti per condotte commerciali non propriamente ‘pulite’ , venendosi così a configurare pienamente il classico schema di ‘società cartiere’, dedite esclusivamente alle ‘frodi carosello’. La frode posta in essere si concretizzava sostanzialmente nei seguenti passaggi: 1. il cedente estero fatturava le cessioni di autovetture alla prima o unica impresa filtro sita in territorio nazionale, qualificando l’operazione come non imponibile, quale cessione intracomunitaria; 2. l’impresa filtro, invece di rivendere l’autovettura applicando al valore di acquisto un ricarico e, successivamente l’IVA, scorporava l’imposta dallo stesso valore di acquisto, determinando un abbassamento del prezzo, con contestuale trasformazione di una parte dell’imponibile in IVA; 3. quest’ultima impresa filtro, infine, emetteva la fattura alla società finale. Il beneficiario delle operazioni poste in essere in frode alla legge era l’impresa verificata che, nell’anno 2006 e 2007, ha utilizzato fatture soggettivamente inesistenti perché provenienti da soggetti diversi dai reali cedenti, e che, tra l’altro, in barba alle leggi fiscali vigenti, non ha presentato le prescritte dichiarazioni dei redditi per l’anno d’imposta 2008, con conseguente notevole danno per l’Erario. Per di più la condotta elusiva, tenuta dall’impresa verificata, finalizzata all’unico scopo di originare una grossa evasione fiscale, con procedure completamente sconosciute al fisco “IN TOTALE EVASIONE D’IMPOSTA“ come si è avuto modo di constatare, ha generato una concorrenza sleale nei confronti di altri onesti operatori commerciali ciociari, operanti nello stesso settore merceologico, che normalmente pagano le tasse. L’operazione di servizio testimonia, ancora una volta, lo sforzo profuso dalle Fiamme Gialle di Frosinone nel contrasto all’evasione fiscale, a tutela dei pubblici bilanci e del corretto andamento dell’economia.

16 Maggio 2009 0

Colonne romane e urne cinerarie usate come arredo giardino

Di Comunicato Stampa

Colonne romane e urne cinerarie di epoche lontanissime erano utilizzate come fioriere o per arredare il giardino. A scoprirlo sono stati gli uomini della guardia di Finanza di Cassino diretti dal Maresciallo Aiutante Rossano Cardella e alle dipendenze del Comandante della Compagnia, il capitano Vincenzo Ciccarelli. Insieme ai funzionari della Soprintendenza ai beni archeologici, i finanzieri hanno monitorato il territorio per scoprire eventuali fenomeni di detenzione illecita di materiale d’interesse storico. Da tale attività è emerso che un vasto quantitativo di reperti, di età romana, provenienti da siti ciociari o addirittura da altre province (uno, in particolare, dalla zona di Benevento), era detenuto nell’area circostante un’attività di ristorazione sita nel Comune di Pontecorvo. A seguito di ispezione, i reperti archeologici sono risultati non denunciati alle competenti autorità e non censiti dai competenti organi del Ministero dei Beni Culturali, e pertanto è scattato il provvedimento di sequestro da parte della Guardia di Finanza, con conseguente segnalazione all’Autorità Giudiziaria del detentore.