Giorno: 18 aprile 2009

18 aprile 2009 0

Coltellate tra albanesi, un morto e due feriti

Di redazione
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Un albanese è morto, un altro è in fin di vita e un terzo è gravemente ferito. Questo il bilancio di uno scontro tra due bande di albanesi avvenuto oggi pomeriggio alle 17 circa nella contrada Puppari a Veroli (Fr). Pare che alla base del litigio vi sia un regolamento di conti, ma la scena assistita dai testimoni è sttaa terribile. Le fazioni rivali, composte da uomini e donne comprese tra i 20 e i 35 anni, si sarebbero inseguite a piedi per oltre 500 metri scambiandosi coltellate e bastonate. Un giovane di 24 anni, Fisni T. è rimasto a terra esanime ucciso da alcune coltellate. Un altro invece è stato ricoverato in condizioni gravissime a causa di una bastonata ricevuta alla testa, un terzo è gravemente ferito all’addome dove ha ricevuto una coltellata. Sul posto si sono portati in forze i carabinieri e sta indagando il nucleo operativo comandato dal capitano Pietro Caprio.

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Stellina abbandonata perché di carne ed ossa

Di redazione

Da un mese si è trasferita, chissà da dove, in nuna casa in via Ausonia a Cassino. Avrebbe voluto lei scrivere la sua storia ma non può farlo perchè Stellina è un cagnolino dal pelo nero macchiato di bianco; il muso è schaicciato e, lo assicuriamo, è dolcissima a tal punto da chiedersi come hanno fatto i suoi proprietari ad abbandonarla sulla pericolosissima superstrada Cassino Formia. L’arteria non fa sconti agli animali che tentano di attraversarla. Le auto sfrecciano a velocità talvolte folli incuranti di ciò che passa loro sotto le ruote. Stellina si è trovata davanti al cancello di una abitazione e, quasi come volesse bussare, ma senza disturbare, ha atteso che qualcuno le aprisse il pesante portone in ferro. I proprietari dell’immobile proprio non volevano ne potevanmo saperne di un altro cane. Ne hanno ben cinque. Lei, però, è entrata e non è più uscita. Dagli atteggiamneti la cagnetta, di un anno o forse due di età, lascia intendere che conosceva bene le abitudini del saper vivere in appartamento: educata, rispettosa, pulita e soprattutto affettuosa. Ma allora perchè è stata abbandonata. Con il passare dei giorni, forse, la risposta è arrivata. Il crescere della pancia ha fatto capire ai nuovi amici di Stellina che presto sarebbero arrivati cuccioli. Quindi, non vi è dubbio che Stellina ha pagato per la sua maternità. Il giocattolo che andava bene per le coccole e per fare da soprammobile in casa, magari mostrando agli amici quanto bene e quanto affetto ricevesse dai suoi ex pdaroni, si è rotto quando Stellina ha dimostrato di non essere di plastica o sintetica. Vergogna. Oggi però Stellina ha una nuova casa e se avesse potuto scrivere lei la storia, vi avrebbe raccontato particolari che, noi del Il Punto, non conosciamo. Accontentatevi diu sapere che tra qualche giorno la cagnetta metterà al mondo acuni cagnolini che saranno certamente piccoli e dolci come lei. Il punto a Mezzogiorno vi manterrà informati e e accoglierà domande di adozione seloezionando solamente quelli che vogliono un amico e non un giocattolo. Se sarà possibile filmeremo anche il momento del parto e ve lo proporremo. Inviateci le vostre mail all’indirizzo redazione@ilpuntoamezzogiorno.it Skoglio

18 aprile 2009 0

Omicidio di Serena, la soluzione in un bagagliaio

Di redazione

Su una station wagon tedesca di proprietà, oggi, di un extracomunitario residente in provincia di Frosinone, si stanno concentrando le indagini relative alla morte di Serena Mollicone. La 18enne di Arce venne trovata cadavere nel giugno del 2001 in un boschetto in via Cupa. La vettura sarebbe stata venduta allo straniero da un carabiniere in servizio, all’epoca dei fatti, nella stazione di Arce. A quasi otto anni dalla morte della ragazza, il mistero resta fitto e, dopo la pista investigativa e giudiziaria del carrozziere di Arce, assolto dall’accusa indiziaria di omicidio anche dal terzo grado di giudizio, le indagini lo scorso anno sono ripartite dal principio. Innanzitutto dalla squadra mobile di Frosinone sono passate ai carabinieri sì, ma a quelli del comando provinciale di Frosinone. Il filone seguito, questa volta dai militari, porta direttamente all’interno dell’arma e a personaggi discussi all’epoca della vicenda. Alcuni dei carabinieri in servizio ad Arce sono stati interrogati subito, nel corso del nuovo iter investigativo, in procura a Cassino, e quasi subito si è verificato un drammatico colpo di scena. Uno di loro, il brigadiere Tuzzi, si è tolto la vita con un colpo di pistola. Questo è accaduto lo scorso anno e i vertici dell’arma hanno “scollato” l’episodio dalle indagini sostenendo che il gesto era dovuto a vicende personali. Fatto sta che da lì a tre giorni, Tuzzi, sarebbe dovuto tornare in Procura per un nuovo confronto. Le indagini sono continuate ed è notizia di alcuni giorni fa che i carabinieri avrebbero trovato l’auto con la quale, si sospetta, la raggazza possa essere stata trasportata dal luogo in cui è stata colpita e ferita gravemente al capo, nel boschetto dove poi è stata trovata. Tutto questo sarebbe accaduto mentre centinaia di persone la cercavano e i carabinieri effettuavano posti di blocco per controllare le auto. La vettura oggi sequestrata però era, all’epoca dei fatti, di proprietà di un militare, quindi certamente passava inosservata e incontrollata. Il Ris di Roma, cercherà nel portabagagli dell’auto riscontri a questa ipotesi. Insomma, sembra prendere piede una vecchia ipotesi inizialmente scartata dagli investigatori che preferirono la pista del carrozziere: quella di un coetaneo, amico di Serena, che avrebbe colpito la ragazza per motivi ancora non chiari e, credendola morta, ha chiesto aiuto al padre, persona di comando ad Arce, per occultarne il cadavere. Ipotesi, solo ipotesi, su cui però si sta lavorando. Inoltre, va ricordato che Serena, secondo la deposizione, nel corso del processo a Belli, del medico legale Antonella Conticelli, non sarebbe morta per via del colpo o i colpi ricevuti, ma sarebbe morta per asfissia, e cioè un decesso causato dagli imbavagliamneti che non le hanno permesso di farla respirare. Sarebbe quindi evidente che ad uccidere la 18enne, non sarebbe stato il suo coetaneo ma, se diverso da lui, colui che l’ha imbavagliata e incaprettata prima di gettarla nel boschetto.

18 aprile 2009 0

Uno scherzo all’amichetto cosato caro ad un minorenne

Di redazione

Lo scherzetto di chiamare i carabinieri e far credere loro che il suo amico era segregato in casa dai genitori, è costato caro ad un minirenne di Anagni. Il giovanotto infatti, presentandosi telefonicamente con un nome falso, ha denunciato ai militari che il suo coetaneo era mantenuto prigionieroi in casa dai genitori. Una forma di violenza su cui i carabinieri hanno subito cercato inutilmente verifiche, capendo così che si era trattato di uno scherzo. Il giovanotto, dando il nome falso, pensava di averla fatta franca. Sbagliava. Le intercettazioni telefoniche ha permesso di risalire all’autore dello schesso e denunciarlo alla procura dei minori di Roma per procurato allarme e sostituzione di persona. Anche così si cresce.