Muore a 65 anni, sospetto caso di morbo mucca pazza

17 ottobre 2009 0 Di redazione

Il sospetto che il morbo della mucca pazza possa aver fatto una vittima a Lanciano (Ch) è nato in seguito al decesso di un uomo di 65 anni avvenuto l’11 ottobre scorso nell’spedale Renzetti dove l’uomo era ricoverato da fine settembre. Un sospetto che i medici hanno sempre avuto e che sembrava trovare conferme anche dai continui accertamenti fatti, tra cui l’elettroencefalogramma. La Asl Lanciano-Vasto, sul proprio sito internet ha pubblicato: “Il primario dell’Unità Operativa di Neurologia Dr. Umberto Colangelo specifica che il paziente deceduto, un 65enne dell’area frentana, è arrivato in reparto il 24 settembre con sintomi sospetti che hanno indotto il personale medico, anche in seguito all’elettroecefalogramma, a ipotizzare il morbo di Creutzfeldt-Jakob, malattia di cui esistono diverse forme, una soltanto riconducibile alla variante umana del cosiddetto morbo della mucca pazza. Di conseguenza è stato effettuato il prelievo del liquor e un campione è stato inviato all’istituto di Neuropatologia del Policlinico di Verona che ha confermato la malattia di Creutzfeldt-Jakob. L’11 ottobre scorso è sopraggiunto il decesso e di conseguenza è stata eseguita l’autopsia, così come previsto nei casi di morbo di Creutzfeldt-Jakob. Un campione del tessuto cerebrale è stato inviato all’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Bologna per accertare la forma di malattia che ha colpito il paziente. I risultati definitivi si avranno fra 45 giorni. Al momento non vi è nessun pericolo di contagio. Nel reparto di Neurologia sono state immediatamente messe in atto le normali procedure di decontaminazione e disinfezione, così come previsto anche dallo stesso Istituto Superiore di Sanita, e il caso è stato segnalato alle autorità sanitarie preposte. In Abruzzo, finora, ci sono stati altri casi di morbo di Creutzfeldt-Jakob, di cui quattro curati presso l’Unità Operativa di Neurologia del Renzetti, tutti non ascrivibili alla variante umana del “morbo della mucca pazza”