“Luci Rosse”, clienti facoltosi affollavano i due club

4 dicembre 2009 0 Di redazione

Non si spegne in città il clamore della notizia relativa all’operazione anti prostituzione realizzata ieri dai carabinieri della compagnia di Cassino che ha portato agli arrestio di tre persone, proprietari di due locali notturni di San Vittore del Lazio (Fr) e di altre misure cautelari per altre sei persone. In tutto però, sono 13 gli indagati a vario titolo per reati che vanno dal favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, fino a lesioni personali. I locali a “Luci Rosse” (e da qui il nome dell’indagine) raccoglieva un ampio bacino di clienti, certamente di livello medio-alto, della zona e non, composto da coppie in cerca di qualche …diversivo, consapevoli di poter incontrare altrettante coppie con cui ambire a scambi e alla ricerca di nuove emozioni. Questo l’aspetto che rientra nella legalità. Quello che ne andava al di fuori era però, secondo le indagini svolte dai carabinieri, la compravendita di corpi all’interno dei locali. Locali che, tra l’altro, “Big Paradise” da un lato, e “Eros Club le Follie” dall’altro, si facevano una spietata concorrenza senza esclusioni di colpi. Il sesso a pagamento sarebbe stato, sempre secondo gli investigatori, fortemente controllato dai proprietari dei due club. Frequentemente, infatti, i clienti erano uomini soli, che alle mogliettine lasciate a casa avevano accampato, magari, la scusa di una pallosa cena di lavoro, ma che si recavano, invece, nel locale con la certezza di trovare conturbanti femmine capaci di risvegliare in loro i più sopiti istinti.
Pare, però, che per i clienti più affezionati della zona, al fine di evitare che venissero riconosciuti, e che, quindi, venisse seriamente messa a repentaglio la loro vita familiare e fare incazzare non poco le mogliettine tradite, il titolare aveva messo a punto un servizio supplementare, ossia la possibilità di accordare incontri durante le ore in cui l’attività non era aperta al pubblico. Pare – sempre a detta di qualche abitante della zona a cui certi passaggi strani in ore strane non erano passati inosservati – che ad approfittare del servizio fossero soprattutto personaggi di un certo livello, considerando il tenore delle macchine di lusso che varcavano la soglia dei due locali, di poco anticipati dalla donna che i gestori avevano loro designato per un amplesso da consumare in tutta tranquillità. Una sorta di “casa chiusa riaperta” in cui, almeno in un caso, le donne che vi “lavoravano”, avrebbero subito anche violenze e che spesso non percepivano soldi per le “prestazioni”. Da qui i malumori e, pare, le denunce.