Soccorsi nella grotta del Matese, una speleologa accusa: “Intervento scadente”

24 agosto 2010 0 Di redazione

“Non capisco come mai ogni volta che accade qualcosa la realtà degli eventi viene puntualmente distorta a favore di chi vuole essere protagonista, ma non era presente”. E’ dura la reazione di Alessandra Lanzetta,  che il 20 agosto era scesa con altri due speleologi nella grotta “Cul di Bove” sui monti del Matese nel comune di Campochiaro (Cb) leggi articolo . “Io sono una dei tre che in 8 ore è uscita da -550, con un sacco pesante (dunque 15 ore dall’ingresso propio non ci stanno) e ho dato l’allarme. Peccato che le mie parole sono state travisate e le richieste di chi era dentro ignorate. Non è stato permesso a chi voleva entrare di agire e sono arrivati i campani così tardi che il ferito stava già passando l’ultima strettoia. I tre che lo hanno parancato su tutti i pozzi e aiutato sui traversi, portando con se corde e trapano per ogni evenienza, sono sì del soccorso, ma a differenza di chi pensa che basti questo per essere uno speleologo, loro vanno in grotta regolarmente e fanno esplorazione. Detto ciò io ero sicura che Luca Budassi, Lello Massimi Alunni e paolo Turrini ce l’avrebbero fatta anche senza l’aiuto di nessuno, ma sarebbe stato carino che qualcuno fosse entrato ad aiutarli, invece di fare diagnosi e congetturare ipotetici interventi da fare, dal momento che qualcuno aveva già preso una decisione. Pertanto devo smentire che l’intervento sia andato a buon fine, poichè non è servito l’intervento dei finti soccorritori con le patacche sul gilè e i cellulari in mano.
Io vado in grotta e se mi faccio male vorrei poter contare sul CNSAS, ma se il CNSAS non considera le richieste di chi conosce i fatti non può contare sulla fiducia di chi dovrebbe sostenerlo.
Siate onesti, il soccorso venerdì scorso ci ha delusi e ha fatto una pessima figura al campo del Matese, poi potete scrivere quello che volete, ma chi c’era lo sa.
Grazie per l’attenzione”