Operazione Cestia, sradicata una organizzazione europea che favoriva l’immigrazione clandestina

12 gennaio 2011 0 Di redazione

La Polizia di Stato smantella organizzazione criminale trasnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di massa dall’Afghanistan
48 sono le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dalla Digos e dalla Squadra Mobile della Questura di Frosinone a conclusione di una complessa ed articolata indagine.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di cittadini afgani soggiornanti per lo più in Italia.
Per dieci di loro, residenti in Francia, Grecia, Svezia e Germania, sono stati emessi mandati di arresto europeo.
L’accusa per tutti è quella di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di massa dall’Afghanistan e favoreggiamento alla permanenza di clandestini sul territorio nazionale, ricettazione e falso di documenti, clonazione di carte di credito e post pay.
Sequestrati anche otto internet point e call center, sette dei quali a Roma nel quartiere Ostiense ed uno nella provincia di Napoli, utilizzati dall’organizzazione malavitosa come luoghi di ricovero e smistamento dei clandestini.
“Operazione Cestia”, questa la denominazione della vasta attività che coinvolge l’intero territorio nazionale, è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo, dal Servizio Centrale Antiterrorismo, dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, con il supporto informativo dell’A.I.S.I.
e condotta dalla locale Digos e Squadra Mobile con la collaborazione delle Digos di Napoli, Torino, Viterbo, Ancona, Grosseto, Bari e Cosenza e le Squadre Mobili di Roma e Bolzano.
L’attività investigativa della Digos inizia nel 2008, data in cui viene conclusa con l’operazione “Suleiman”, un’altra attività di indagine nei confronti di una organizzazione criminale composta da afghani e pakistani dedita al traffico internazionale di eroina dai loro paesi verso l’Italia, che portò sempre nello stesso anno, all’arresto di alcune cellule del sodalizio criminoso.
Dalla successiva attività di indagine è emerso il collegamento, dei cittadini afghani indagati e arrestati, con altre organizzazioni delinquenziali di recente radicamento in Italia che avevano prescelto la Capitale come sede privilegiata dei propri traffici.
Oltre a Roma, centri operativi dell’organizzazione erano Milano, Napoli e Bolzano, mentre per l’estero Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia, Belgio, Germania, Danimarca, Norvegia e Regno Unito.
Nella Capitale, in particolare, l’organizzazione disponeva di phone-center ed internet point utilizzati per la raccolta dei clandestini, nonché di locali per dare ai migranti irregolari sistemazione logistica temporanea, in attesa dei successivi trasferimenti verso il Nord Europa, con definitiva destinazione per la Norvegia e nel Regno Unito.
Lo scopo dell’organizzazione criminale era quello di garantire l’ingresso in Italia di clandestini, previo pagamento di una somma di denaro che oscillava dai 1700 euro ai 4.500, in relazione del luogo di partenza e di destinazione.
I trasferimenti di denaro avvenivano con il sistema finanziario hawala che non consente una facile tracciabilità.
Il gruppo criminale riusciva a garantire la movimentazione mensile di 300/400 clandestini che raggiungevano l’Italia attraverso le rotte marittime della Grecia con sbarchi a Bari, Ancona ed altri porti italiani, per essere poi trasferiti, per lo più a bordo di treni, verso la capitale, da dove, una volta pagato il prezzo stabilito, venivano fatti proseguire verso i paesi del Nord Europa.