Sanità, l’allarme dell’Ugl: la dirigenza omette, aumentano le vertenze, subiscono i lavoratori, sopportano i malati

8 giugno 2011 0 Di admin

Da Rosa Roccatani, segretario provinciale Ugl Sanità Frosinone riceviamo e pubblichiamo:
Lo abbiamo già detto ma probabilmente “non c’è maggior sordo di chi non vuol sentire” e poiché la circostanza ci irrita e non poco, lo ribadiamo:
in data 16 dicembre 2010 l’azienda comunicava alle OO.SS. la disattivazione dell’ospedale di Ceccano – Ferentino – Ceprano, quindi il trasferimento del rispettivo personale. In tale occasione la scrivente UGL Sanità, riteneva fondamentale fare una valutazione sull’idoneità fisica dei lavoratori, visto che la stragrande maggioranza del personale presente nelle strutture da riconvertire era affetta da patologie comportanti limitazioni al servizio.
Peraltro la UGL evidenziava che, alcuni lavoratori a prescindere dalle limitazioni, in prospettiva della disattivazione“baciati dal fato” erano stati trasferiti “precauzionalmente” in servizi territoriali non soggetti alla mobilità.
La UGL considerava prioritaria la verifica dell’idoneità fisica di tutto il personale (di polo e Distretto) prima di attivare la dislocazione, e sulla base di una regolare graduatoria procedere ai trasferimenti.
Alla richiesta, l’Azienda rimarcava, che la chiusura dei servizi ospedalieri di, Ceccano Ceprano e Ferentino, rivestiva carattere d’urgenza per l’imminente apertura del nuovo ospedale di via A. Fabi, per cui la mobilità di tutto il personale afferente ai servizi dismessi, sarebbe avvenuta in blocco con l’impegno, che immediatamente dopo si sarebbe proceduto alla verifica dello stato di salute di ognuno, ed eventualmente quelli con limitazioni sarebbe stato riassegnato ai posti di provenienza o in servizi meno gravosi.
Purtroppo così non è stato, permane in posti di privilegio il personale più giovane, ed in perfetta salute, al contrario quello con limitazioni, peggio ancora alle soglie della pensione è incaricato in reparti di degenza comportante maggiore aggravio.
Orbene, premesso che la nuova assegnazione e relativa graduatoria del personale,doveva avvenire precedentemente la disattivazione, si conferma l’assurdo che a distanza di 6 mesi l’azienda non è stata in grado di redigere una graduatoria (circa 40 dipendenti), sebbene il Direttore Generale ne avesse dato mandato.
Assistiamo, infatti, da mesi il rimbalzarsi delle responsabilità e competenze, e intanto che continua il “balletto”, ne consegue che il personale con limitazioni assegnato in punti nevralgici del nuovo ospedale subisce l’aggravarsi del proprio stato di salute.
Per dirla chiara e inequivocabile, i processi si governano e per farlo ci vogliono i mezzi, indubbiamente l’azienda manca di quei sopporti necessari alla gestione e ripianificazione del sistema o se ci sono purtroppo non si vedono e quando qualcosa si concretizza spesso è basato sull’approssimazione.
In sincerità va sottolineato che, non rende o forse non si percepibile l’attività resa dalle S.C.: “Controllo di Gestione”; “Area Risorse Umane”; “Sistemi Informatici”; “Amministrazione e Finanza”; “Contabilità Analitica”; “Rilevazione epidemiologica” ecc….
Paradossalmente, la riprova è che la dirigenza omette, le direttive sono disattese, conseguentemente aumentano le vertenze, subiscono i lavoratori, sopportano i malati.
In tale stato può il servizio sanitario risollevarsi, dispone l’Azienda, di competenze, professionalità, mezzi e capacità e soprattutto volontà?