Sei imprenditori di Vasto denunciati per bancarotta fraudolenta

4 agosto 2011 0 Di redazione

Denunziati a piede libero alla procura di Vasto 6 imprenditori vastesi per bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva per aver complessivamente sottratto all’attivo fallimentare e quindi alle legittime pretese dei creditori: denaro riscosso per fatture attive pari a € 432.873; beni strumentali per € 19.697; merci per € 502.208.
Le indagini, intraprese in base a specifiche deleghe della Procura di Vasto e proseguite anche con coordinamento del Comandante Provinciale, sono partite da circa 18 mesi nel corso dei quali le fiamme gialle hanno controllato n. 8 aziende fallite e denunziati complessivamente n. 11 imprenditori (uno dei quali già uscito dalla società ma chiamato a rispondere delle pregresse attività fraudolente), tutti a piede libero, per bancarotta fraudolenta (art. 216 RD 267/1942), ed all’accertamento della distrazione dall’attivo dell’azienda e, quindi dal fallimento in danno dei creditori, di denaro per € 4.248.336,00; beni strumentali del valore residuo pari a € 412.830,00; merci del valore di acquisto pari a € 1.104.440,00. Il passivo delle 8 aziende fallite complessivamente accertato dai vari Curatori Fallimentari, nominati dal Giudice delegato, è pari a circa € 6.405.316,00. I responsabili denunziati all’Autorità Giudiziaria in caso di condanna incorreranno nella pena prevista per tale reato: la reclusione da tre a dieci anni e l’inabilitazione decennale all’esercizio di un’impresa commerciale nonché all’esercizio di uffici direttivi presso qualsiasi impresa. L’azione di contrasto ai falsi fallimenti condotta dalle fiamme gialle è mirata a scardinare il comodo ricorso al fallimento da parte di spregiudicati imprenditori a danno dei creditori e degli imprenditori che proseguono la loro attività nel rispetto delle norme. Le merci e i beni strumentali vengono poi immessi nel circuito del commercio illegale (sottratto agli obblighi di fatturazione ed all’imposizione), a prezzi sicuramente concorrenziali in quanto notevolmente al di sotto di quelli di mercato, di talché sono alterate anche le regole del mercato naturale della concorrenza ponendo in difficoltà oltre che i loro fornitori/creditori, anche le altre aziende che operano nel medesimo settore merceologico.