Il Parroco appassionato allevatore di serpenti

9 settembre 2011 0 Di admin

Dall’ufficio stampa FederFauna riceviamo e pubblichiamo:

Scrive a FederFauna: allevo serpenti ed ho avuto un merlo indiano, rane, topi ballerini, scoiattoli giapponesi, tiliqua e camaleonti.

Ho una grande passione per gli animali, ma vengono prima le mie “pecorelle”.

(riceviamo e volentieri diffondiamo) Credo di essere un caso piu’ unico che raro, tanto che tra gli appassionati del settore comincio a diventare famoso. Qualcuno, a qualche mostra di rettili tenutasi nel barese, quando mi sono presentato come sacerdote, mi ha detto: “Ah, tu sei quel prete che…”.

Lo confesso: allevo serpenti e non solo, ma cosi’, semplicemente perche’ ho la passione degli animali e, particolarmente, di animali… strani. Fin da piccolo ne ho avuti, ma, come spesso accade, si trattava solo del gatto e del canarino. Tanti, in seminario (sono entrato in seconda media e vi sono rimasto ben 13 anni; scrivo questo cosi’ faccio anche un po’ di pubblicita’ vocazionale!) ricordano il mio andar
dietro a questo o a quell’animale, dalle lucertole ai cigni, incontrati in vacanza in un lago, alla rondine che non riusciva piu’ a volare. Poi, a 25 anni, son diventato prete e, per gli impegni legati al ministero, mi sono “tranquillizzato” un po’: al limite, solo il solito canarino. Ad Adelfia, il paese in provincia di Bari in cui sono parroco da piu’ di quindici anni, un amico negoziante di animali (l’affezione per le bestie e’ una malattia che non si cura facilmente e, quando pensi d’averla debellata, ti si ripresenta!) qualche anno fa mi ha regalato un pitone reale. La cosa non m’e’ affatto dispiaciuta. Avendo constatato che i serpenti non sono poi quegli animali cosi’ pericolosi di cui aver paura e che la loro cura non richiede eccessivo impegno e che tanti, soprattutto i bambini, erano affascinati da queste bestiole (che trovavano da me e non altrove), in una stanza della parrocchia, accanto alle altre dove normalmente si vivono gli appuntamenti soliti per una chiesa, ho allestito due, tre teche o gabbie. Per farla breve, nel tempo ho avuto un merlo indiano (che durante la Messa parlava e si sentiva in chiesa e bisognava chiudere sempre la porta), delle rane xenopus laevis, dei topi ballerini, degli scoiattoli giapponesi, una tiliqua, dei camaleonti e i benedetti serpenti: pitoni reali e un moluro albino, dei lampropeltis, tra cui il famoso falso corallo, delle elaphi, dei boa, piu’ qualche ospite di passaggio che i contadini del posto mi portavano e che io, dopo un paio di giorni, riportavo in campagna. Che gioia vedere il volto incantato di un bimbo davanti alla teca, e quante foto scattate col cellulare dal papa’ mentre il bimbetto ha il serpentello attorno al collo e la mamma urla.

Quello degli animali e’ un mondo col quale dobbiamo sempre piu’ rappacificarci, vuoi perche’ tanti semplicemente li odiano, al punto da rimproverarti, dal momento che il serpente e’ il simbolo del male e in una parrocchia – secondo loro – proprio non ci sta (ed io: “Signora, ma lei le mele le mangia? Anche quelle sono un simbolo!”), vuoi perche’ tanti altri arrivano a dire che vogliono bene piu’ al loro cane che al marito o alla suocera. Ed io, li’, sempre a rimarcare il divario, enorme, tra uomini e bestie: priiiiiiiima gli uomini, poooooooooooooooi gli animali.

Non mi sognerei mai di curare i serpenti piu’ dei ragazzi o degli anziani o…

Oltre ‘ste strane creature, cui pure san Francesco e tanti altri santi erano legati, curo un bel gregge di 9000 pecorelle: non sono poche e star loro dietro, da bravo pastore con il cuore di Gesu’, oggi piu’ che mai non sempre e’ facile. I parrocchiani mi vogliono bene ed io ne voglio a loro; a qualcuno, tra questi, ho pure trasmesso la mia strana malattia. Fa nulla se il freezer del frigo, invece che contenere gelati o roba simile, e’ pieno di topolini, ratti e quaglie: e’ vero, sembra la cella di un obitorio, ma che posso farci? I serpenti, oltre a essere velenosi e a strisciare e a mordere (i soliti luoghi comuni!)… mangiano anche.
don Tonio Lobalsamo
(www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it)