A Giulianova la premiazione di “Per non dimenticare”

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Una risposta

  1. Massimo Filippini ha detto:

    Ripeto ancora una volta, sperando che non sia come al solito fiato sprecato, poichè ci si ostina a ‘NON’ voler capire, che a Cefalonia le Vittime della Acqui furono .IN TUTTO- circa 1700 tra le quali bisogna distinguere i CADUTI in combattimento che furono circa 1350 e i FUCILATI DOPO LA RESA (circa 3/400) che furono quasi tutti Ufficiali considerati dai tedeschi traditori dell’Alleanza con la Germania: infatti il Governo Badoglio ORDINO’ LORO DI RESISTERE senza aver dichiarato GUERRA alla Germania (lo fece solo il 13 Ottobre successivo) facendo assumere loro secondo il diritto internazionale vigente la qualifica di ‘partigiani’ come tali immediatamente passabili per le armi come i nazisti fecero con la durezza che li ha sempre contraddistinti.
    La “casetta rossa” di cui parla l’articolo non è uno dei luoghi simbolo delle fucilazioni naziste MA è l’UNICO luogo DOVE I NAZISTI -DOPO LA RESA DEL GIORNO 22- COMMISERO la rappresaglia sugli ufficiali: 129 il 24 e 7 tra cui il Magg. Comandante il genio Divisionale Federico FILIPPINI -mio Padre- il 25 settembre.
    Naturalmente durante i combattimenti dal 15 al 22 sett. i tedeschi effettuarono vili e indiscriminate fucilazioni sul posto ma ciò rimane sempre nell’ambito numerico di circa 1.350 Caduti per cui far assommare i Morti a 9/10.000 significa ormai mentire consapevolmente. Sarebbe bene che i ragazzi delle scuole sapessero queste cose perchè ad essi va insegnata la Storia e non i Miti o le leggende su di essa.
    avv. Massimo Filippini Orfano del magg. Federico Filippini
    Autore de:
    La vera storia dell’eccidio di Cefalonia 1998 e 2001;
    La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda 2004:
    I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito 2006.

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