Federcontribuenti, lo Stato con il 53,8% di pressione fiscale diventa socio di maggioranza delle imprese italiane

17 dicembre 2011 0 Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo:
Le piccole e medio imprese, ma, anche tutte le famiglie italiane, non lo sanno, eppure, nel loro mènage, nel loro atto di Costituzione, hanno un socio di maggioranza che detta regole e si prende gran parte del loro guadagno. Tutti gli italiani, grazie all’ultima manovra finanziaria, che va a concretizzare quanto paventato dall’uscente governo Berlusconi, hanno come socio di maggioranza il governo: questo è possessore del 53,8% delle azioni di ogni famiglia ed impresa nazionale. Tanto è la pressione fiscale su ogni piccola o media impresa e su ogni nucleo familiare, il 53,8%.
E guai a non pagare, anzi, a non dare al socio di maggioranza, lo Stato, quanto chiede: scattano more, sanzioni, pignoramenti e la chiusura di ogni credito. E se al tuo socio, lo Stato, provi a chiedere aiuto, un condono o un dilazionamento, questo come per vendetta si prenderà quanto ti resta con gli interessi. Inoltre, ed è uno degli ultimi passaggi, ti vieta di cambiare assegni di importo uguale o superiore a mille euro, li devi mettere sul conto corrente. Il governo sa dirci quale grande evasione fiscale si potrebbe nascondere in assegni di mille o anche due mila euro? Non è forse vero che l’unico motivo per cui ha proibito il cambio in contante e l’obbligo di deposito sta nel fatto di voler sapere, con matematica certezza, quanto si possiede? Questo pesante socio di maggioranza, negli anni, ha fatto lievitare il numero dei protestati, dei cattivi pagatori, tanto, da far nascere il consorzio Patti Chiari.
Il consorzio Patti Chiari, promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, associa 167 banche italiane per un totale di ventiseimila sportelli sul territorio (corrispondenti all’84% dell’intero sistema bancario italiano). Dice Federcontribuenti: « malgrado il consorzio prevedeva l’apertura di conti semplici, senza possibilità di emissione di assegni resta un’unica verità, famiglie ed imprese colpite dalla crisi economica si vedono sbattute fuori da banche e finanziarie ». Diventa necessario per Bankitalia obbligare le banche all’apertura anche per i protestati, di conti correnti semplici (senza rilascio del carnet di assegni) o carte prepagate con iban per coloro che hanno avuto problemi di
solvibilità. Inoltre Federcontribuenti chiede l’abolizione della sanzione del 10% a favore del creditore sugli assegni non pagati in prima presentazione. Emerge chiaro e forte l’innegabile complicità di tutta la classe politica italiana nel tagliar fuori da leggi e decreti le emergenze sociali. I piccoli commercianti e imprenditori, schiacciati dalla sleale concorrenza dei prezzi imbattibili pubblicizzati dalle grandi catene di distribuzione che non rilasciano scontrini fiscali e quindi non versano un euro allo Stato italiano, stanno, sistematicamente, chiudendo. Altro che sviluppo, altro che incentivare l’economia e la produttività. Un socio di maggioranza egoista, senza scrupoli e buon senso è la rovina di ogni impresa. Perchè Monti non interviene in quella economia di carta che attraverso la finanza speculativa consente di fare, a tassazione bassissima, utili in barba a chi produce?