Per superare la crisi serve la mobilitazione delle persone di buona volontà

4 maggio 2012 0 Di redazione

di Max Latempa

La crisi può essere sconfitta. L’ Italia e l’ Europa potranno ritornare ad essere il centro del mondo. Ma non con questi uomini al comando. Non con questo sistema politico.
La riscossa dovrà però avvenire da subito, prima che sia troppo tardi. Ci vorranno anni, ma la rinascita arriverà. Stiamo parlando dell’ Italia la culla della storia, diamine!
E dopo le invasioni barbariche, le dominazioni straniere, le pestilenze, l’ inquisizione, i terremoti, la dittatura, le guerre e tangentopoli, ci mancava anche questa. Ma ne usciremo, come sempre.
Bisognerà procedere per gradi, con pazienza.
Innanzitutto con la mobilitazione delle persone di buona volontà. E’ come una chiamata alle armi. Nessuno si senta escluso. E l’ arma principale sia l’onestà ed il buon senso.
Poi ci sarà la cacciata dei proci. Cioè coloro che da anni si sono impossessati della Res Publica, fecendone cosa propria e gozzovigliando alle spalle dei cittadini: che siano messi alla porta.
Questo avverrà tramite il sistema democratico delle elezioni. Sempre che, nel frattempo, non si inventino un sistema per soggiogarlo. Smettere di votare i partiti dell’arco costituzionale o smettere di andare a votare è già una buona idea. Inizialmente per togliere loro il terreno da sotto ai piedi. Quella base su cui la partitocrazia trova da sempre legittimazione. Poi per creare spazio al nuovo che dovrà avere il compito di riportare il Paese allo splendore che gli compete. Ma bisognerà uscire dalla logica dei partiti, organizzazioni palesemente non più attuali.
L’ idea che avanzo è quella della personalizzazione dei candidati, laddove ognuno raccolga voti in base al suo programma e si assuma interamente la responsabilità della sue azioni. Eppoi la modifica dell’ articolo 1 della Costituzione: L’ Italia è una Repubblica fondata sul lavoro i cui rappresentanti del popolo hanno l’ obbligo di perseguire l’ interesse collettivo e nazionale in ogni loro singola azione.
L’ azione politica dovrà passare sempre più tramite la rete e sempre meno dalle stanze romane. Il coinvolgimento dei cittadini, decisionale e di controllo, dovrà essere obbligatorio in molti settori. L’uso del referendum sistematico una base fondante del nuovo sistema politico. Solo così si potrà affrancare l’ Italia dalle logiche di spartizione e di malaffare che hanno contraddistinto gli ultimi anni.
Poi seguirà la fase dello stravolgimento dell’ Europa.
A Bruxelles il sistema attuale è nefasto ed antidemocratico. Nessuno sa chi ha deciso cosa. Nessuno è responsabile direttamente. Nessuno fa realmente gli interessi dei cittadini. L’ Europa dei popoli è un miraggio. Ora è l’ Europa delle banche e delle multinazionali
Bisognerà rovesciare l’ elefante a zampe all’ aria.
Ma questo lo scriveremo in seguito. Per ora vediamo domenica come andranno le elezioni in Grecia. La culla della civiltà.