Giorno: 21 luglio 2012

21 luglio 2012 0

Incendio a Lanciano, enormi danni a agricoltura, impianti fotovoltaici e aziende – LE FOTO

Di redazione
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Sono enormi i danni provocati in poco più di quattro ore dall’incendio che ha interessato la vasta area delle contrade di Lanciano a ridosso di Atessa. Se i danni all’impianto di pannellatura fotovoltaica duramente colpito dalle fiamme sono ancora da quantificare, sembrano ben chiari e altrettanto ingenti quelli riportati dalla ditta Bontà Italia che commercializza uova. “Alle 15, circa- ha raccontato il proprietario – ho visto la casa accerchiata dalle fiamme e siamo scappati”. I locali dell’azienda sono ubicati al piano terra di una palazzina su via Brecciaia, e una parte era ricoperta in lamiere. Il calore ha letteralmente aperto come una latta quei locali distruggendo tutti i macchinari all’interno. Il proprietario parla di circa centomila euro di danni. Le fiamme si sono spinte fin verso la strada provinciale Fondovalle e solamente decine di lanci fatti dal canader che dal mare di Fossacesia riversava migliaia di litri di acqua sul rogo e all’incessante lavoro di cinque squadre di vigili del fuoco è stato evitato che fosse incenerita la lussureggiante vegetazione fluviale del fiume Sangro. Come un paradosso, per domani, si attendono piogge e grandinate violentissime.

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Allarme Ocse: Troppe differenze sociali fra ricchi e poveri nell’accesso alla sanità

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

L’Ocse lancia l’allarme con un documento inequivocabile: troppe differenze sociali tra ricchi e poveri nell’accesso alle sanità. I più abbienti si curano di più e meglio nel mondo e la sanità non è uguale per tutti. Le prestazioni mediche devono essere accessibili a tutti indipendentemente dalla situazione patrimoniale o reddito, dalla cittadinanza o dall’etnia. In Italia, con la mannaia dei tagli alla spesa pubblica si rischia di regredire e di acuire le differenziazioni sociali

Il recentissimo documento dell’Ocse dal titolo “Income-Related Inequalities in Health Service Utilisation in 19 Oecd Countries” (trad. “Le disuguaglianze legate al reddito del Servizio sanitario in 19 paesi OCSE”) sui livelli di disuguaglianza nelle prestazioni assistenziali mediche in 19 diversi Paesi dell’area OCSE è eloquente sul grado di differenziazione sociale tra classi in alcuni stati ma è anche un campanello d’allarme su ciò che sta accadendo in Italia alla luce della mannaia dei tagli alla spesa pubblica che va a colpire settori, quale quello della Salute con il seguente rischio di acuire drammaticamente le divergenze sociali in virtù del diverso livello di ricchezza, segnando così un pericoloso spartiacque tra ricchi e poveri.

A rappresentare questa forte preoccupazione è Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” che ritiene utile riportare sinteticamente quanto contenuto nel report dell’organismo internazionale per cercare di porre rimedio alla scure dell’attuale governo onde evitare tagli indiscriminati e quindi lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e quindi del nostro welfare.  Anche perché dall’indagine dell’Ocse emerge in maniera evidente che uno dei fondamentali soluzioni alla diseguaglianza sociale è l’esistenza di un vero Servizio Sanitario Nazionale. Possibilmente pubblico e accessibile a tutti i cittadini indipendentemente dal sesso, dall’etnia e dal reddito.

Il report mette sotto la lente d’ingrandimento le differenze di accesso alle cure in virtù del reddito di 19 Paesi appartenenti all’Ocse (Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti). Non è stata analizzata l’Italia, mentre i dati sono quelli forniti sino al 2009. Secondo l’indagine sono solo tre gli stati che non incorrono in discriminazioni: Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovenia. Mentre le maggiori divergenze si verificano nell’accesso alle cure specialistiche e negli screening oncologici.

Ma il dato più eloquente è che in tutto il globo i cittadini che hanno redditi più bassi vanno meno dal dottore.

L’analisi ha riguardato sia i consulti con i medici di medicina generale che con gli specialisti, con particolare attenzione ai dentisti e al ramo oncologico, ed in tal senso agli screening per carcinoma alla mammella e cancro alla cervice uterina. Le conclusioni sono allarmanti, non tanto per ciò che riguarda i medici di famiglia, quanto per le visite specialistiche: le iniquità connesse al reddito sono particolarmente rilevanti in diversi paesi, e tra questi spiccano Francia e Spagna.

È ovvio, peraltro, che il ricorso minore ad alcuni servizi nella sanità può riverberarsi su uno stato di salute peggiore. Per tali ragioni, evidenziano gli analisti, misurare i tassi di accesso alle strutture sanitarie – che siano di base o specialistiche – e valutare i dati in base al reddito può essere il punto di partenza per capire quali sistemi sanitari funzionano e quali meno. E dunque quali popolazioni hanno migliori possibilità di rimanere in salute o di essere “curate bene” se si ammalano e quali meno.

Dev’essere precisato che l’Organizzazione internazionale già dal 2004 ha avviato questo tipo di rilevazioni evidenziando sin da subito una marcata disuguaglianza tra “ricchi” e “poveri” nell’accesso e nelle modalità di cura. Disparità che risultano essere rimaste sostanzialmente stabili fino ai giorni nostri o quasi sicuramente aggravate dalla crisi economica anche in ragione dei notevoli e generalizzati tagli alle casse della sanità pubblica.

Dei 19 paesi studiati, quasi tutti hanno raggiunto una copertura universale o quasi universale (ma comunque adeguata, secondo l’Ocse) per i servizi medici di base.

Per valutare l’importante questione dell’accesso ai servizi sanitari, l’Ocse ha individuato come parametro quello della cosiddetta equità orizzontale, principio per cui una persona che ha bisogno di una prestazione medica vi deve poter accedere a prescindere dal reddito percepito, dalla cittadinanza o dall’etnia.

Ed i risultati evidenziano le differenze tra paese e paese e quindi non è semplice fare una stima unitaria dei dati, poiché le stesse percentuali di accesso al servizio sanitario variano molto.

Ad esempio, risultano essere i francesi i più “medicalizzati”: il 91% si è sottoposto ad almeno una visita medica nell’ultimo anno, rispetto a solo il 68% degli statunitensi. Nonostante ciò, anche in queste differenze è possibile rilevare le ineguaglianze sociali in ogni nazione: queste sono più lampanti negli Usa, dove i cittadini più ricchi hanno visto in media almeno una volta il medico negli ultimi 15 mesi, mentre i più poveri hanno fatto in media una sola visita in 22 mesi; meno evidenti, ma comunque presenti in Francia, dove gli abbienti vedono il dottore quasi precisamente una volta l’anno, mentre più indigenti una volta ogni 14 mesi.

I paesi in le disuguaglianze sono state più sono state marcate sono Polonia, Stati Uniti, Finlandia e Spagna. A differenza di Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovenia dove, almeno fino al 2009, gli abitanti hanno ricevuto lo stesso trattamento sanitario a prescindere dal reddito.

Ma è l’accesso alle cure specialistiche che fornisce i dati più rilevanti in tema di divergenze sociali.

Se, infatti, si leggono i dati riguardanti solo per le visite di medicina generale – per intenderci quelle che in Italia includerebbero la visita dal medico di famiglia – le iniquità spariscono in tutti i paesi considerati e, anzi, addirittura in sei nazioni su 19 (Danimarca, Belgio, Austria, Francia, Nuova Zelanda e Canada) l’accesso è maggiore per il 20% di pazienti che hanno in assoluto i redditi più bassi.

Se al contrario si prendono in considerazione le visite specialistiche la situazione è completamente ribaltata: le disuguaglianze tra cittadini più e meno abbienti in ragione dell’accesso a tali tipi di cure sono in generale a favore dei cittadini più abbienti sia nel caso della probabilità di vedere uno specialista, sia nella cadenza in cui questo accade.

Agli ultimi due posti vi sono Francia e Spagna (in quest’ultima, in particolare se si guarda al solo settore privato) mentre ancora una volta gli unici tre stari senza sostanziali diseguaglianze sono Gran Bretagna Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre risultano essere molte di più le nazioni in cui le disparità risultano essere rilevanti: infatti, oltre a Francia e Spagna, di questa classifica negativa fanno parte anche Polonia, Canada, Ungheria, Svizzera, Estonia e Finlandia. Mentre non è stato possibile analizzare i dati di Austria, Germania, Irlanda e Stati Uniti.

In egual modo anche l’accesso alle visite odontoiatriche registra notevoli divergenze tra cittadini. Nei 19 paesi dell’indagine è stato evidenziato che le persone a più alto reddito hanno un accesso più frequente a questo tipo di cure, con le iniquità maggiori in Ungheria, Polonia, Spagna e Stati Uniti.

In ultimo, l’Ocse ha analizzato i dati rivenienti dagli screening oncologici, ed in particolare quelli per il carcinoma alla mammella e il cancro alla cervice uterina.

Anche in questo caso, le variazioni di accesso ai controlli, oltre ad essere registrate per tutti i paesi in base al reddito, variano moltissimo da paese a paese, a prescindere dal salario. Ma le divergenze in virtù del reddito sono più rilevanti nei paesi in cui non esiste un programma di prevenzione a livello nazionale.

Infatti, specie negli ultimi periodi, sono marcate le differenze in merito alla frequenza degli screening tra paese e paese. In particolare, ad esempio, negli ultimi due anni rispetto alla rilevazione sono state sottoposte a controlli per cancro al seno l’85% delle donne spagnole, così come negli ultimi 3 anni le donne statunitensi sono state sottoposte a screening per il tumore al collo dell’utero per l’85%. Gli stessi dati, per altre donne sono pessimi: in particolare preoccupa la situazione irlandese ed estone (in quest’ultimo caso i dati corrispondenti sono rispettivamente del 36% e 30%).

21 luglio 2012 0

Blitz della Polizia Locale all’interno dell’isola pedonale per rimuovere le auto dei ‘soliti distratti’

Di redazionecassino1

Polizia locale in azione questo pomeriggio all’avvio dell’isola pedonale del weekend. Gli uomini del magg. Acquaro, in servizio questo pomeriggio, hanno provveduto alla rimozione forzata di alcune auto parcheggiate all’interno dell’isola pedonale, nell’orario di attivazione della misura che dovrebbe ridurre l’inqunamento dallo smog e dagli scarichi delle auto. La polizia locale, con l’ausilio di un mezzo adibito al trasporto  delle auto hanno provveduto alla rimozione e a sanzionare  alcune auto parcheggiate lungo il corso della Repubblica e che impedivano di fatto la chiusura delle sbarre che delimitano l’isola pedonale. Non è difficile durante il weekend vedere i soliti furbi lsciare le loro auto all’interno delle strade chiuse al traffico, ma anche davanti alle sbarre, con i pericoli che ne possono derivare nel caso si renda necessario il passaggio dei mezzi di soccorso. Bisogna ricordare che durante l’istituzione dell’isola pedonale sono molte le sanzioni irrorate agli automobilisti che stazionano nelle vie destinate all’isola pedonale.  Quindi ben vengano le misure adottate dagli agenti della polizia locale di questo pomeriggio, per scoraggiare gli automobilisti indsciplinati, soprattutto quando le auto vengono parcheggiate dinanzi alle sbarre.

Foto: A. Ceccon

    

21 luglio 2012 0

Incendio a Lanciano, distrutta anche una fabbrica di uova

Di redazione

Anche una ditta che commercializza uova, Bontà Italia, è andata completamente distrutta nell’incendio che sta letteralmente divorando ettari di vegetazione tra Lanciano e Atessa. Mcchinari per un valore di circa centomila euro erano stipati nel piano terra di una palazzina sulla strada provinciale Brecciaia per Casoli. Alle 15 circa è stata completamente circondata, i proprietari sono fuggiti e il fuoco ha fatto enormi danni. al Momento l’incendio sembra spingerai verso la strada Fondovalle del Sangro, è lì che si concentrano i lanci dei canadair e le maggiori forze dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile.

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Impianto fotovoltaico distrutto dalle fiamme a Lanciano, evacuate case

Di redazione

Sono ettari ed ettari di vegetazione e campi coltivati distrutti da un vasto incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi a Sant’Onofrio, frazione di Lanciano. Un grosso impianto di produzione elettrica dal fotovoltaico è rimasto seriamente danneggiato, centinai sarebbero i pannelli inutilizzabili. Alcune abitazioni sono state evacuate e sul posto stanno lavorando cinque squadre di vigili del fuoco oltre ad un canadair e ad un elicottero. La situazione è preoccupante.

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Maltempo, temporali e venti forti in estensione al centro-sud con sensibile calo delle temperature

Di admin

Un sistema frontale di origine atlantica che già da due giorni, accompagnato da ventilazione intensa, determina condizioni di spiccata instabilità al nord è in progressivo approfondimento sulla nostra penisola e da domani continuerà la sua corsa dal nord est verso le regioni centro meridionali, specie quelle del versante adriatico, portando con sé anche un sensibile calo delle temperature.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche, che integra ed estende quello diffuso nella giornata di ieri e che prevede dalla mattina di domani, domenica 22 luglio 2012, il persistere di precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, in rapida estensione dalle Marche, ad Umbria, Lazio orientale, Abruzzo, Molise e successivamente a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Inoltre sono previsti venti da forti a burrasca, dai quadranti settentrionali, su Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, in estensione a tutte le regioni centrali e meridionali e alle due isole maggiori. Saranno possibili mareggiate lungo le coste esposte.

Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

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Rapina in villa, la famiglia di un imprenditore di Arce in balia di una banda

Di redazione

Pistola in pugno, a volto scoperto, quattro malviventi, ieri sera dopo le 19, hanno fatto irruzione all’interno di una villa di Arce doive vive un imprenditore e la sua famiglia. La banda ha agito con scaltrezza e rapidità impedendo all’imprenditore e ai membri della sua famiglia qualsiasi possibilità di reazione e si sono fatti consegnare circa 7mila euro in contanti prima di fuggire con la Bmw X6 dell’imprenditore. Ai carabinieri intervenuti la famiglia rapinata avrebbe riferito che si trattava di quattro stranieri, probabilmente albanesi ma di loro, almeno per il momento, non ci sono tracce.

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A Roma per evitare la soppressione del tribunale di Lanciano

Di redazione

Da Claudio Castellano, delegato CISL-FP del tribunale di Lanciano riceviamo e pubblichiamo Ultime notizie vedono l’attuazione di diverse iniziative, tutte volte ad “arginare la deriva” relativa alla prossima chiusura del Palazzo di Giustizia frentana. A mobilitarsi sono , il personale amministrativo, gli avvocati, i politici locali. Il prossimo 24 luglio si terrà una protesta a Roma davanti a Palazzo Chigi per far sentire, tutti assieme, il dissenso e lo sconcerto per quanto sta avvenendo in nome di una Revisione che, si è già ribadito più volte, di economico non ha proprio nulla. Considerate le spese ingenti che si dovranno necessariamente sostenere per rendere quanto prima, fruibile nuovamente il servizio giustizia, dati i tagli lineari e le soppressioni che “a tutti i costi” il Governo intende perpetrare, ancora viene da chiedersi tutto questo a chi giovi! Questa Organizzazione Sindacale continua a seguire l’intera vicenda per le ripercussioni, certamente negative e sempre più preoccupanti, che inevitabilmente ricadranno, ancora una volta, sul personale degli Uffici Giudiziari interessati. Occorre, a modesto avviso di chi scrive, anche un maggior coinvolgimento della cittadinanza che, sembra, essere stordita e confusa, da provvedimenti che vanno ad incidere così profondamente nel tessuto socio – economico già dai prossimi mesi, le cui conseguenze negative certamente influiranno appunto sull’economia, e più in generale, sul benessere collettivo di tutto il territorio. Tutti a Roma dunque, accomunati dalla volontà di salvare il Tribunale di Lanciano, storica, efficiente e nevralgica struttura del comprensorio frentano”.

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Soppressione dei Tribunali di Lanciano e Vasto: il 23 luglio riunione urgente in Provincia a Chieti

Di redazione

La chiusura dei Tribunali di Lanciano e Vasto, prevista dal decreto legislativo del Governo che dispone la soppressione di 37 Tribunali, è l’argomento della riunione convocata d’urgenza dal Presidente Enrico Di Giuseppantonio per il 23 luglio 2012 alle ore 11.00 nella sala della Giunta della Provincia a Chieti (corso Marrucino 97 – terzo piano). Alla riunione sono stati invitati Parlamentari e Consiglieri regionali della provincia di Chieti, il Difensore civico della Regione Abruzzo, il Presidente del COFA e i Presidenti dei Consigli degli Ordini degli Avvocati di Lanciano e Vasto, i Sindaci di Lanciano e Vasto, i Consiglieri provinciali.

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Quattro posti da vigile urbano part time a Sora, un concorso con troppe ombre

Di redazione

In tempi di crisi occupazionale, si sa, ci si aggrappa a tutto, quando poi lo spiraglio di luce viene da un posto pubblico, allora si smuovono tutti i Santi, per chi li ha, e forse anche Qualcuno più in alto. Già perché un posto da vigile urbano, anche se part-time ed a tempo determinato non si butta proprio via. Si studia per quel concorso, pubblicizzato con tanto di bando, si spera di essere tra i fortunati che indosseranno quella divisa, anche se solo per quattro mesi e per qualche ora al giorno. A volte, però, i sogni urtano con la realtà e con chi ha ‘più santi in Paradiso’, ed allora le cose non sono così trasparenti come si vorrebbe, tanto da far prevalere lo sconforto e la sfiducia, come ci scrivono in una lettera giunta in redazione, alcuni nostri lettori. Nella missiva descrivono quel che è capitato loro, in veste di partecipanti a quel concorso, per quattro agenti di polizia locale al comune di Sora. Alcuni di loro, infatti, dopo la pubblicazione del bando, secondo il racconto, si son già imbattuti nelle prime ‘difficoltà’. Sì, chiamiamole difficoltà, ma il termine giusto sarebbe un altro, quello delle ‘classiche voci’ che davano già il numero, tre uomini ed una donna, quali  ‘fortunati vincitori’ del concorso. E la cosa, a loro è sembrata già puzzare di poca trasparenza, ma i nostri lettori fiduciosi, ma non troppo, non si sono dati per vinti:  “solo voci di paese per scoraggiare i partecipanti” hanno pensato, e sicuri della loro preparazione, ma soprattutto nella correttezza e trasparenza degli esami, si son presentati il giorno fissato a sostenere le fatidiche prove, una scritta e una orale. La prima, quella scritta, trenta domande ed un’ora di tempo per rispondere, si svolge senza tanti problemi, tranne una ‘piccola inezia’, secondo loro, dovuta  alla mancanza del codice a barre sui fogli della prova. Beh, non sarà un codice a barre a creare problemi, pensano i nostri lettori che proseguono il racconto delle loro disavventure. Invece sì, perché senza quei codici i fogli potrebbero essere dirottati…a piacimento di qualcuno verso i candidati ‘fortunati’. Ma i veri problemi arrivano con le prove orali, sempre secondo quanto scrivono i nostri lettori. Chi va ‘per concorsi’ sa – continuano gli ‘aspiranti agenti di Sora’ – che alle prove orali i candidati hanno la possibilità di scegliere in tre diverse scatole le diverse materie e le tre domande a cui dover rispondere. Ebbene – proseguono nella lettera – al concorso di Sora tutto ciò non è stato possibile. I candidati si son trovati le domande su cui rispondere già stabilite dalla commissione e scritte su un foglio, senza alcuna possibilità di scelta. Anche in questo caso – a loro dire, ma sembrerebbe anche a noi – qualcosa non torna. Ma non basta, perché i risultati delle prove dei giorni precedenti, anziché essere pubblicati subito sono stati pubblicati quattro giorni dopo! Sarà un caso si chiedono i nostri lettori? Non lo sappiamo, ma non lo sanno e non se lo spiegano neppure gli ‘aspiranti agenti’. Che sia un modo per giudicare in maniera un po’ ‘troppo flessibile’ per aiutare i tre uomini e la donna? Anche in questa situazione gli ‘aspiranti agenti’ ci vedono poco chiaro. Si dice che a pensar male si faccia peccato, ma che quasi sempre si indovini! Queste le disavventure fin qui raccontate dai nostri lettori che, siamo certi, non mancheranno di suscitare le classiche e puntuali “precisazioni”, “rettifiche”, “contro-precisazioni” e speriamo solo queste. Noi, però, nel rispetto del ‘diritto di replica’ saremo qui a riportarle fedelmente qualora arrivassero. Ai nostri ‘aspiranti agenti di polizia locale’ va sicuramente la solidarietà per la battaglia di legalità e trasparenza intrapresa. Se può consolarli possiamo dire che a Cassino si è verificata una situazione ‘quasi simile’. L’unica differenza consiste nella motivazione ufficiale fornita allo spostamento della data delle prove d’esame, ‘sospese’, dovuta ad “un guasto al sistema dell’aria condizionata” che ha reso impossibile il regolare svolgimento delle stesse per gli oltre trecento partecipanti in una torrida giornata di giugno! L’unico problema è che quegli oltre trecento partecipanti aspettano, da quel giorno, che sia fissata la nuova data per le prove d’esame… che ancora non arriva! Consolatevi amici di Sora, continuate ad aver fede, ma sappiate che…tutto il mondo è paese!

F. Pensabene