Il gioco del Cavaliere, Monti ostaggio di Berlusconi?

13 dicembre 2012 0 Di redazione

Adopera la sua possibile candidatura quasi come fosse una minaccia, e sa che in realtà lo è. Annuncia il suo allontanamento dalla politica attiva, ma quando le cose prendono pieghe che non gli piacciono, torna ad annunciare la sua candidatura. E’ una partita a scacchi quella che sta facendo Berlusconi, quindi studiata e ragionata o è frutto di improvvisazioni e scelte estemporanee di uno show man? L’ultima, in ordine di tempo, riguarda il suo possibile passo indietro solo se fosse Monti, quello che lui ha fatto sfiduciare, a guidare i moderati. Vuol dire, probabilmente, che il Cavaliere non si fida neanche dei suoi alfieri altrimenti Alfano sarebbe già da tempo incoronato capo del Pdl e non solo un semplice reggente. Ma poi, questa candidatura che tal volta viene puntata come una pistola, alla prova delle elezioni, sarebbe davvero capace di sparare? Probabilmente il Cavaliere non è sicuro neanche di avere le polveri completamente asciutte e pronte a far fuoco, non sarebbe quindi certo di una rielezione. Sicuramente le possibilità che ha gli derivano da un palcoscenico politico, quello dei suoi avversari, decisamente mediocre e questo stato di incertezza gioca a suo favore e gli permette addirittura di proporre candidati anche a fazioni non propriamente sue. Con la sua ultima minaccia, quella di ricandidarsi, ha increspato nuovamente gli umori dei mercati e innescato reazioni politiche anche all’estero. Sono bastate alcune dichiarazioni anti europeiste per gettare benzina sul fuoco e creare condizioni per le quali Mario Monti, che ha sempre dichiarato di non volersi candidare, con spinte che arrivano anche dal di fuori del Paese, potrebbe divenire un altro ostaggio del Cavaliere.
Ermanno Amedei