Strasburgo, un ricercatore di Fondi, Domenico Terenzio, al 1° Congresso Mondiale sui Biostimolanti

7 dicembre 2012 0 Di redazionecassino1

Il dott. Domenico Terenzio sta riscuotedo un grande successo in tutto il mondo per le sue scoperte nel campo dell’agricoltura, sintomo di come sia apprezzata la ricerca italiana (e pontina) fuori dai confini peninsulari.

Nei giorni scorsi a Strasburgo si è tenuto il primo “WORLD CONGRESS ON THE USE OF BIOSTIMULANTS IN AGRICULTURE”, organizzato da NEW AG INTERNATIONAL, sponsorizzato dall’EBIC (EUROPEAN BIOSTIMULATS INDUSTRY CONSORTIUM), per esplorare lo stato delle conoscenze e delle acquisizioni scientifiche e tecnologiche in materia. Questo primo convegno ha visto la presenza di molti prestigiosi relatori internazionali, i quali hanno discusso circa l’impatto dei biostimolanti nella nutrizione vegetale, nello stress abiotico, nei meccanismi di difesa delle piante e nella loro crescita e sviluppo, come anche circa gli aspetti normativi che regolano l’uso di tali prodotti nei principali mercati europei. E tra gli invitati, uno dei più attesi, figurava anche il dott. Domenico Terenzio, Direttore tecnico scientifico dell’azienda “Fertirev” (società del gruppo Medestea Internazionale SpA), ma soprattutto fiore all’occhiello della ricerca pontina, in quanto nativo di Fondi.

«Al Congresso Mondiale sui Biostimolanti – ha spiegato Terenzio – ho incontrato numerossimi ricercatori di ogni nazionalità e aziende che operano nel settore agricolo, con cui ho parlato delle enormi potenzialità delle mie tecnologie, coperte da brevetti internazionali e riconosciute in tutto il mondo; in modo particolare ho incontrato tecnici USA, Cina, Russia, Sud Corea, Venezuela, Brasile, Perù, Cile, Canada, Turchia, Francia, Olanda, Israele, Nuova Zelanda, Spagna».

Forte è stato l’interesse dei tecnici e delle aziende commerciali ed industriali operanti nel settore delle coltivazioni agricole, di ogni area del mondo. Questo perché le tecnologie ideate dal dott. Terenzio, brevettate in tutto il mondo nel 2003 e 2009, sono state negli anni testate in ogni area del pianeta (dai tropici alle aree desertiche) e sulle differenti colture, con risultati eccezionali. Per ciò che riguarda l’azione biostimolante sulle difese endogene delle piante, queste tecnologie favoriscono l’incremento delle produzione delle fitoalessine (contro le infezioni fungine) e delle proteine di resistenza (contro le infezioni batteriche) e sono state confrontate con quelle delle più quotate multinazionali del settore, evidenziando, sempre, risultati superiori a queste.

Questi i brillanti risultato ottenuti nei quattro anni di sperimentazioni scientifiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia seguite dal Prof. Emilio Stefani sulle infezioni batteriche delle drupacee (Xanthomonas Arboricola pv. pruni) e in altrettanti sulle infezioni da Peronospora (Plasmopora viticola) presso il centro di saggio riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura della Viten di Calosso (Asti) diretta dal Dr. Albino Morando.

«All’incontro di Strasburgo – conclude Terenzio – ho avuto il piacere di incontrare, dopo circa otto anni, il Prof. Ugo Omar Ramirez Guerrero dell’Università Centro Occidentale Lisandro Alvarado di Barquisimeto (Venezuela), il quale è stato il primo ricercatore ad utilizzare un mio potente biostimolante elicitore (potenziatore delle difese endogene delle piante, BACTIME) per il controllo della batteriosi della cipolla e della sitagoka nigra delle banane, senza che le colture ne avessero residualità di sostanze chimiche dannose per la salute dei consumatori».

I biostimolanti elicitori rappresentano sempre più il futuro della nuova agricoltura a basso impatto ambientale, altamente ecosostenibile, in grado di salvaguardare sia l’ambiente che la salute degli operatori e dei consumatori, permettendo di limitare l’impiego di agrofarmaci molto tossici e residuali, migliorando la qualità e le quantità delle produzioni agricole.