pubblicato il19 giugno 2013 alle 19:22

Fardelli (UdC): “Non c’è più tempo per pigrizie, paure e coltivare rendite di posizione”

Non c’è più tempo da perdere. Non c’è più tempo per pigrizie, per paure, per coltivare piccole rendite di posizione. È tempo di rimettersi in cammino. Con il coraggio dei liberi e dei forti”. Nel 2009, il manifesto per una nuova Italia, dava slancio e vigore all’Unione di Centro, incoraggiandola verso il cammino di una profonda rigenerazione politica e morale dell’Italia, per superare un bipolarismo rissoso. I valori che hanno sancito la nascita dell’Udc e la volontà di essere determinante nel futuro della nostra Italia, sono ancora vivi. Fervono il coraggio e l’impegno di chi crede nella giustizia e nella libertà, di chi avverte la preoccupazione del vuoto politico ed etico, di chi vuole ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia.

Donne e uomini coraggiosi che non hanno mai abbandonato il partito e che, anche nei peggiori momenti, hanno sostituito lo scoramento con il coraggio, ispirati unicamente dallo spirito di servizio. A queste donne e a questi uomini, silenziosa anima pulsante dell’Udc, abbiamo oggi il dovere di dire che ci siamo, che siamo pronti a tener fede a quel manifesto programmatico che ci ha proposto, all’orizzonte, il grande progetto politico di un nuovo partito popolare e liberale. L’Unione di Centro ha radici profonde a livello territoriale, dove i comitati locali oggi chiedono chiarezza. A loro bisogna proporre un rinnovamento che passi attraverso un percorso di confronto. Credo sia vivida in tutti noi rappresentanti dell’Udc, la volontà di ritrovare un percorso virtuoso confrontando le nostre storie, le nostre fatiche, i nostri risultati quotidiani, perché l’impegno e il confronto generano vittoria.A livello territoriale, tutti gli iscritti, non aspettano altro che di essere chiamati. Coinvolgere tutti i militanti del partito significa collaborare tutti insieme per attuare la rinascita dell’Udc in una nuova fase, aprendo porte e finestre, tirando fuori le divergenze.

L’Udc non è un contenitore vuoto di consensi né tantomeno di valori. E’ un partito che attraversa una fase di stallo che non ha chiarezza al proprio interno, che vuole dare un contributo per la ricostruzione di un’area moderata in Italia, ma che non riesce ad intercettare il consenso.

Le elezioni politiche prima e le amministrative poi, sono state occasione di grande riflessione interna per un partito, l’Udc, che ha sempre dimostrato grande senso di responsabilità e capacità del suo contributo in momenti delicati e difficili per il Paese. Il deludente risultato politico è stato determinato anche dal mancato coinvolgimento degli iscritti alla vita del partito ed alle sue scelte oltre che dai contenuti politici spesso distanti ormai dall’essere percettori dell’esigenza reale della gente.

Ma la storia ci sta regalando un’altra possibilità, quella di una rinascita, di una ricostruzione e se riteniamo i tempi non maturi, prepariamoli e sollecitiamoli noi. L’azione politica dell’Udc ha bisogno di ripartire e deve farlo con nuove regole, con un dibattito politico che non si è esaurito, ma che è quanto mai auspicato dalla base di tutti gli iscritti che vogliono sopravvivere e superare questa fare ridando anima e nuova forma all’Unione di Centro attraverso il coinvolgimento e la partecipazione.

Io credo che l’Udc possa ripartire attraverso un confronto aperto interno, nel simbolo dello scudocrociato che porta con sé radici profonde. E’ finita l’epoca in cui bastava cambiare un simbolo per parlare di novità. Non sono i colori o i disegni a ridare vita ad un partito, bensì i suoi contenuti e la vivacità del dibattito interno oltre che la condivisione degli intenti e la volontà di perseguire sempre il fine del bene comune. C’è solo bisogno del dinamismo e dell’entusiasmo di un nuovo partito, non di un partito nuovo.

L’Udc è una realtà che mi appartiene e che mi appassiona. Sono pronto a raccogliere quante più istanze possibili per la sua rifondazione, quale promotore di un incontro aperto dove fissare il primo punto: la chiarezza. E’ infatti attraverso la visione nitida dello stato di salute del partito e della volontà di tutti i suoi iscritti, che può emergere senza più falsi obiettivi, chi siamo e dove vogliamo andare. Recuperiamo la forza dell’analisi politica senza tattiche o furbi sotterfugi. Portiamo nei nostri dibattiti la stessa serietà politica che ispira il nostro impegno quotidiano nelle istituzioni. Torniamo alla proposta attiva in Parlamento, alla concretezza nei territori, alla presenza tra l’opinione pubblica.

Apriamoci a diventiamo fautori di un nuovo processo interno di innovazione, perché l’Udc può tornare ad essere protagonista della politica italiana.

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