Provincia di Frosinone sotto assedio… dei calabroni

15 ottobre 2014 0 Di admin

Emergenza calabroni in provincia di Frosinone. Sono decine le richieste che da tre settimane giungono ogni giorno alla centrale dei vigili del fuoco da ogni parte del territorio. Oltre a tutti gli interventi già effettuati è ancora lunga la lista di quelli ancora da eludere dato che i pompieri si dedicano a fronteggiare queste situazioni di pericolo quando non ci sono emergenze. Sorano e Cassinate sono coinvolti nel fenomeno che nel frusinate trova, però, maggiore forza. Solitamente il picco del loro proliferare arriva in piena estate con le temperature torride ma quest’anno, le avverse condizioni meteo, evidentemente, hanno spostato il periodo giusto ad ottobre coinvolgendo non solo le campagne, ma anche i centri urbani. I calabroni creano colonie, inteso come piccoli nidi, anche all’interno dei vani delle persiane riuscendo a trovare varchi che spesso, nonostante le finestre chiuse, li portano ad entrare all’interno delle case. Preferiscono però le zone meno frequentate dove realizzano dei favo di grosse dimensioni. I comignoli sembrano essere i luoghi più frequentati ma non disdegnano stalle e sottotetti. In una stalla di Torrice i vigili sono dovuti intervenire su un favo dal diametro di oltre un metro. Appena poco più piccolo quello ritrovato giorni prima nel cassinate in un sottotetto. Parliamo di miglia di calabroni e altrettanti pungiglioni che non avrebbero dato scampo di sopravvivenza se avessero individuato come loro nemico una o più persone. La loro puntura, infatti, oltre ad essere dolorosissima è anche pericolosa in particolare per bambini e persone allergiche. Le tossine iniettate posso causare uno shock anafilattico dalle conseguenze incontrollabili. Ovviamente, più punture, più pericolo. Ecco perché ad occuparsi di loro sono gli stessi che si occupano delle emergenze pubbliche. I pompieri, del resto, di fronte alle esigenze della popolazione non si tirano mai indietro e se anche questo servizio dovrebbe essere svolto con l’ausilio di squadre esperte dei comuni e della Asl, spesso, invece, come in questo periodo, si ritrovano da soli a fronteggiare quella che sembra essere una vera emergenza. Intervengono con tute protettive molto pesanti ma l’insetticida appropriato deve essere acquistato dal richiedente. L’intervento prevede la rimozione fisica del favo e dei residui dell’insetticida. Capita anche ai vigili del fuoco di essere punti, e in quel caso l’operatore non parteciperà più agli interventi successivi perché è sconsigliabile, anche per i soggetti non allergici, essere punti da calabroni per due volte nell’arco dei 60 giorni.
Ermanno Amedei