Ladri finiscono tra “le braccia” della gente a San Vittore, fermata banda e le loro donne

20 novembre 2014 0 Di admin

Per una volta tanto il nascere del sole ha visto sorridere la gente e piangere i ladri. Il raid ladresco notturno è andato storto alla solita banda di malviventi che, questa notte, come le notti precedenti, ha scelto il cassinate per le loro scorribande. La foratura di uno pneumatico dopo che la loro auto era stata vista dai proprietari di un appartamento che avevano tentato di svaligiare, è stato l’inizio dei loro guai. Tutto è accaduto dopo la mezzanotte a San Vittore del Lazio dove la banda composta da sei uomini tutti rumeni, a bordo di due auto con targa straniera, dopo aver tentato il furto in un appartamento e in una ditta di autotrasporti, venendo messi in fuga dai proprietari, hanno forato uno pneumatico alla Renault Megane fermandosi nel parcheggio del Bowling di San Vittore. Per loro sfortuna, i proprietari avevano preso la descrizione delle auto e, considerato l’allerta che è da tempo in atto a San Vittore proprio per i furti, l’hanno fatta girare tra i loro conoscenti. Gli avventori del bowling, quasi tutti di San Vittore, quindi, li hanno riconosciuti accerchiati e “custoditi” fino all’arrivo di carabinieri che, proprio per contrastare il fenomeno, erano in servizio di pattugliamento nella zona. Dei sei fermati dalla gente, però, due sono riusciti a scappare nei campi, per questo è cominciata una caccia all’uomo alla quale, in perfetta sinergia con i carabinieri comandati dal capitano Silvio De Luca e dal tenente Massimo Esposito, hanno partecipato gli uomini della polizia stradale comandata dal vice questore Giovanni Consoli e coordinata sul campo dal sostituto commissario Giovanni Cerilli. Proprio gli agenti della Stradale hanno sorpreso sull’A1, nei pressi del casello di San Vittore, una macchina con tre donne a bordo che avevano appena caricato i due fuggiaschi scappati dall’assedio della gente. Ovviamente, anche per loro e le donne è scattato il fermo e messi a disposizion della magistratura.
Ermanno Amedei
Foto Antonio Nardelli