Morte sospetta di un bambino di tre anni a Cassino, Il gip archivia. Il Padre: “Voglio giustizia”

28 novembre 2014 2 Di admin

Con un provvedimento di archiviazione, il Gip del tribunale di Cassino, ha ritenuto che sulla morte del piccolo Massimiliano Serretiello, appena tre anni, deceduto il primo marzo 2013 sull’ambulanza mentre veniva trasferito dall’ospedale di Cassino all’Umberto I di Roma, non vi fossero colpe e ha emesso provvedimento di archiviazione.
Massimiliano era in cura per il citomegalovirus, malattia che aveva debellato ma che ancora gli provocava la paresi gastrica e, per questo, necessitava di una sonda che dal naso scendeva fino allo stomaco per aspirargli i succhi gastrici.
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La notte del primo marzo in ospedale a Cassino, gli avevano reimpiantato il sondino, ed è morto in ambulanza mentre la mattina dopo lo stavano trasferendo a Roma. “Ancora oggi non sappiamo chi ha colpe per la morte di mio figlio – sostiene il padre Vincenzo – sappiamo che la morte è stata causata da una peritonite conseguente a perforazione gastrica con dispersione del contenuto gastrico-alimentare nel cavo peritoneale. A Cassino, la Procura e l’Ufficio GIP, in seguito alla opposizione alla richiesta di archiviazione, sulla sola scorta di un giudizio non proprio esaustivo, formulato dal medico legale investito della vicenda dalla Procura di Roma, hanno deciso di archiviare il caso eppure la consulenza che abbiamo prodotto sostiene l’ipotesi che a bucare lo stomaco potrebbe essere stata la sonda gastrica inserita proprio al Santa Scolastica, ma la colpa più grave sarebbe stato l’atteggiamento di attesa, dei medici e la scelta di non intervenire chirurgicamente pur essendoci tutti gli indicatori che avrebbero dovuto consigliare di sottoporre il bambino ad operazione chirurgica urgente per ‘addome acuto’. Hanno preferito, invece, trasferirlo a Roma”. Al loro avvocato, Maria Palma, che segue la vicenda dal primo giorno dopo la tragedia, non resta altro da fare che valutare una richiesta di riapertura delle indagini.

Ermanno Amedei

Foto Alberto Ceccon