Giorno: 2 dicembre 2014

2 dicembre 2014 0

Esce di casa e non rientra, paura per un 78enne a Sant’Ambrogio sul Garigliano

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Nella tarda serata di ieri a Sant’Ambrogio sul Garigliano un 78enne del luogo uscito di casa non vi faceva più ritorno. Veniva immediatamente attuato, dai Carabinieri della Compagnia di Cassino, il piano operativo provinciale per la ricerche di persone scomparse che permetteva ai carabinieri di rintracciare l’uomo, alle ore 02.00 nei pressi del campo sportivo di Sant’Ambrogio sul Garigliano, fermo nella propria autovettura in stato confusionale.

2 dicembre 2014 0

Bloccati con merce contraffatta in A1 a San Vittore, denunciate 2 persone

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Nelle prime ore della mattinata odierna, nel corso dei servizi di vigilanza svolti sul tratto frusinate dell’A1, il personale della Sottosezione di Cassino ha intimato l’alt ad una Opel Astra che percorreva la carreggiata nord dell’autostrada nel tratto compreso tra S. Vittore e Cassino. Dopo aver fermato il veicolo in condizioni di sicurezza all’interno di una piazzola di sosta, gli agenti hanno effettuato il controllo dei documenti di circolazione dell’autovettura e quelli personali dei due occupanti, entrambi di nazionalità senegalese. All’esito della prima verifica, gli uomini della Sottosezione hanno poi rivolto la loro attenzione al veicolo, all’interno del quale hanno rinvenuto alcune grosse buste in plastica stracolme di abiti recanti marchi di notissime griffes italiane e straniere apparentemente contraffatte. I due cittadini extracomunitari, di 36 e 38 anni, risultavano sprovvisti della prescritta documentazione fiscale che attestasse la provenienza lecita dei 200 capi di abbigliamento che, pertanto, venivano sottoposti a sequestro; la merce, rivenduta nell’ambito del mercato illegale, avrebbe fruttato una somma complessiva di circa 10.000 euro. Dopo gli ulteriori accertamenti ed i rilievi fotodattiloscopici, i due soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per i reati di ricettazione e introduzione e commercio nello Stato di prodotti con segni falsi. Poco più tardi, nel corso di un ulteriore controllo effettuato da un altro equipaggio della Sottosezione, il conducente di un camper che viaggiava sull’A1 nei pressi dello svincolo di S. Vittore in direzione Napoli, bloccava improvvisamente il veicolo e si dileguava nelle campagne adiacenti, facendo perdere le proprie tracce nonostante l’immediata perlustrazione dell’area eseguita anche con l’ausilio di altro personale. All’esito dei primi riscontri, si è accertato che il camper era stato rubato nella decorsa notte a Roma e, pertanto, veniva restituito al legittimo proprietario che ancora ignorava l’avvenuto furto del veicolo. Denunciato, infine, un 24enne di origine serba fermato nei pressi dello svincolo A1 di Cassino mentre era alla guida di una Fiat Brava senza aver conseguito la prescritta patente di guida. Il veicolo è stato, inoltre, sottoposto a sequestro in quanto risultava privo della relativa copertura assicurativa.

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Tuffo da 20 metri nel fiume Cosa a Guarcino, 37enne ferito ma salvato da vigili del fuoco

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I passanti lo hanno visto lottare contro la corrente del fiume Cosa e hanno lanciato l’allarme. E’ accaduto questa mattina poco dopo le 10 a Guarcino dove un uomo di 37anni, per cause ancora da stabilire è volato giù nel letto del fiume dopo un salto di circa 20 metri. Sul posto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che con una serie di imbragature lo hanno tirato all’asciutto affidandolo agli operatori del 118. L’uomo ha riportato la frattura del femore destro ma il rischio che ha corso è stato ben altro.

2 dicembre 2014 0

“Mondo di Mezzo”, la lunga lista degli arrestati e quella degli indagati

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Esponenti politici di primo piano, della pubblica amministrazione e malavitosi. Tuti insieme fanno la lunga lista di persone indagate o arrestate nel corso dell’operazione “Mondo di Mezzo” dei Ros di Roma

Indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere: 1. BRACCI Raffaele, nato Roma il 24.2.1975, per usura; 2. BRUGIA Riccardo, nato a Roma il 06.11.1961, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata; 3. BUGITTI Emanuela, nata ad Udine il 22.11.1953, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 4. BUZZI Salvatore, nato a Roma il 15.11.1955, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori e rivelazione di segreto d’ufficio; 5. CALDARELLI Claudio, nato a Roma il 22.01.1951, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 6. CALVIO Matteo, nato a Roma il 01.09.1967, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata; 7. CARMINATI Massimo, nato a Milano il 31.5.1958, per associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni; 8. CERRITO Nadia, nata a Roma l’11.09.1965, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 9. CHIARAVALLE Pierina, nata ad Avezzano (AQ) il 21.10.1984, per corruzione aggravata; 10. COLTELLACCI Sandro, nato a Monterotondo (RM) il 09.07.1964, per corruzione aggravata; 11. DE CARLO Giovanni, nato a Roma il 17.3.197, per trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento; 12. DI NINNO Paolo, nato a Roma il 6.09.1962, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta e trasferimento fraudolento di valori; 13. FISCON Giovanni, nato a Roma il 29.1.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta; 14. GAGLIANONE Agostino, nato a Sacrofano (RM) il 29.07.1958, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e false fatturazioni; 15. GAMMUTO Emilio, nato ad Acri (CS) il 10.04.1954, per corruzione aggravata; 16. GARRONE Alessandra, nata a Roma il 22.07.1974, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta; 17. GAUDENZI Fabio, nato a Roma il 03.03.1972, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e usura; 18. GUARANY Carlo Maria, nato a Cutro (KR) il 19.09.1959, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta; 19. GUARNERA Cristiano, nato a Roma il 16.12.1973, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta; 20. IETTO Giuseppe, nato a Roma il 29.03.1958, per associazione di tipo mafioso; 21. LACOPO Giovanni, nato a Gerace (RC) il 24.06.1940, per estorsione aggravata; 22. LACOPO Roberto, nato a Roma il 08.06.1965, per associazione di tipo mafioso e estorsione aggravata; 23. MANCINI Riccardo, nato a Roma il 16.11.1958, per associazione di tipo mafioso; 24. MOGLIANI Giuseppe, nato il 18.9.1952 a Campagnano di Roma (RM), per false fatturazioni e riciclaggio; 25. ODEVAINE Luca, nato a Roma il 25.10.1956 per corruzione aggravata; 26. PANZIRONI Franco, nato a Roma il 11.07.1948 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e turbativa d’asta; 27. PUCCI Carlo, nato a Roma il 24.07.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 28. TESTA Fabrizio Franco, nato a Roma il 27.12.1965, per associazione di tipo mafioso; 29. TURELLA Claudio, nato a Roma il 28.11.1951 per corruzione aggravata, turbativa d’asta e rivelazione segreto d’ufficio.

Indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari: 1. CALISTRI Rossana nata a Montecatini (PT) il 10.8.1957, per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio; 2. CANCELLI Franco, nato a Roma il 13.03.1954, per turbativa d’asta; 3. CARACUZZI Patrizia, nata a Roma l’11.10.1962, per corruzione aggravata; 4. LUCCI Raniero, nato a Roma il 1.12.1967, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 5. MENICHELLI Sergio, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.11.1948, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 6. PLACIDI Marco, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.1.1955, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 7. SALVATORI Emanuela, nata a Roma il 18.7.1957, per corruzione aggravata; 8. SCHINA Mario, nato a Roma il 30.06.1954, per corruzione aggravata.

Indagati a piede libero destinatari di informazione di garanzia e sottoposti a perquisizione: 1. ALEMANNO Giovanni, nato a Bari il 3.3.1950, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 2. ALIBRANDI Lorenzo, nato a Roma il 29.4.1965, per associazione di tipo mafioso; 3. ANDRINI Stefano, nato a Roma il 27.02.1970, per associazione di tipo mafioso; 4. ANELLI Giovanna, nata a Pavia il 23.10.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta; 5. BARUCHELLO Gianmario, nato a Nocera Umbra (PG) il 15.02.1947, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento; 6. BERTI Giuseppe, nato a Latina il 03.06.1965, per associazione di tipo mafioso; 7. BOTTI Angelo, nato a Roma il 02.10.1970, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento; 8. BRAVO Stefano, nato a Roma il 26.12.1960, per ricettazione; 9. CACCIOTTI Alessandro, nato a Roma il 14.9.1968, per trasferimento fraudolento di valori; 10. CLEMENZI Marco, nato a Latina il 22.09.1968, per false fatturazioni; 11. COMMISSARI Marco, nato a Narni (TR) il 28.02.1964, per turbativa d’asta, corruzione aggravata e illecito finanziamento; 12. CORATTI Mirko, nato a Roma il 20.06.1973, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 13. CURTI Michelangelo, nato a Frosinone il 9.6.1973, per associazione di tipo mafioso; 14. DELL’ANNO Pierpaolo, nato a Roma il 22.7.1964, per associazione di tipo mafioso; 15. DE PASCALI Giampaolo Cosimo, nato a Muro Leccese (LE) il 13.02.1974 per corruzione aggravata; 16. DE VINCENTI Francesco, nato a Roma il 24.2.1974 per trasferimento fraudolento di valori; 17. DE VINCENTI Lorenzo, nato a Roma il 10.6.1982, per trasferimento fraudolento di valori; 18. DI CESARE Serena, nata a Roma il 12.9.1983, per trasferimento fraudolento di valori; 19. ESPOSITO Antonio, nato a Roma il 1°.02.1965, per frode fiscale; 20. FIGURELLI Franco, nato a Roma il 7.1.1956, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 21. FORLENZA Salvatore, nato a Potenza il 02.11.1954 per turbativa d’asta; 22. GRAMAZIO Luca, nato a Roma il 22.12.1980 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e illecito finanziamento; 23. IANNILLI Marco, nato a Roma il 21.9.1960, per trasferimento fraudolento di valori 24. LAUSI Luigi, nato a Roma il 18.05.1966, per associazione di tipo mafioso; 25. LETO Domenico, nato a Catanzaro il 13.8.1978, per associazione di tipo mafioso 26. LIMITI Emiliano, nato a Roma il 14.04.1976, per associazione di tipo mafioso; 27. LUCARELLI Antonio, nato a Roma il 04.05.1965, per associazione di tipo mafioso; 28. LUZZI Tommaso, nato a Roma il 1.1.1950, per associazione di tipo mafioso; 29. MASTROPAOLO Giancarlo, nato a Tivoli (RM) il 22.04.1956, per false fatturazioni; 30. MOKBEL Gennaro, nato a Roma il 13.09.1960, per estorsione; 31. OZZIMO Daniele, nato a Roma il 15.06.1972, per corruzione aggravata; 32. PATANE’ Eugenio, nato a Roma il 19.09.1972, per turbativa d’asta e illecito finanziamento; 33. POLITANO Italo Walter, nato a Conflenti (CZ) il 24.03.1953, per associazione di tipo mafioso; 34. QUARZO Giovanni, nato a Roma il 02.11.1971, per associazione di tipo mafioso; 35. RUSSO Fabio, nato a Roma il 29.4.1978, per trasferimento fraudolento di valori; 36. SCOZZAFAVA Angelo, nato a Roma il 10.06.1967, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 37. STEFONI Fabio, nato a Roma il 31.08.1960, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 38. TANCREDI Fabio, nato a Roma il 2.12.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 39. TINOZZI Giovanni, nato a Rieti il 26.02.1959 per corruzione aggravata.

2 dicembre 2014 0

“Mondo di Mezzo”, la criminalità e la politica a braccetto per fare affari su rifiuti, rifugiati e verde pubblico

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Come un ponte, un traghetto, definitelo come volete, l’organizzazione sgominata oggi dai carabinieri del Ros costituiva un efficace punto di contatto, utilizzato per far passare soldi, informazioni e direttive, tra ambienti criminali conclamati, ambienti politici e quelli della pubblica amministrazione. Un vero “mondo di Mezzo”, così lo aveva definito durante una telefonata intercettata dagli investigatori, Massimo Carminati, pluripregiudicato, già appartenente all’organizzazione terroristica dei N.A.R. e strettamente legato allo storico sodalizio criminale denominato “Banda della Magliana”. Una definizione che ha dato il nome alla operazione. Lo spessore da holding del crimine, della organizzazione è data dai capi di imputazione per 77 indagati che vanno associazione di tipo mafioso , estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose e per essere armata. Trentasette persone, sono state oggetto di misura cautelare, parte in carcere e parte ai domiciliari. Altri quaranta sono stati indagati a piede libero, e tra questi anche nomi illustri come l’ex sindaco Gianni Alemanno. Contestualmente, nell’ambito di un parallelo procedimento di prevenzione, sulla base degli elementi investigativi raccolti dal Ros, il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, sta eseguendo il sequestro dei beni riconducibili agli indagati, emesso dal Tribunale di Roma, per un valore complessivo di 204 milioni di euro, tra le province di Roma, Latina e Viterbo. L’indagine nasce nel 2012, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di un’organizzazione mafiosa radicata nella Capitale, facente capo a Carminati, Le indagini hanno accertato l’operatività di una ramificata e pervasiva struttura mafiosa, “Mafia Capitale” che, nel tempo, ha assunto caratteri di originalità, differenziandosi significativamente dalle cosiddette mafie tradizionali. Avvalendosi dello storico legame con esponenti dell’estrema destra romana, alcuni dei quali divenuti esponenti politici o manager pubblici, il sodalizio si è gradualmente dimensionato in un’organizzazione di tipo evoluto. Gli interessi spaziavano da ogni campo e la struttura gerarchica ferrea ne garantiva gli equilibri e la segretezza degli affiliati. Con il vincolo associativo si ottenevano garanzie nell’assistenza legale fornita agli affiliati detenuti ed ai familiari, si aveva la disponibilità di armi e la forza intimidatoria dell’intero gruppo mafioso. In tale ambito, sono emersi anche gli stretti rapporti con esponenti apicali di organizzazioni di altissimo profilo criminale operanti nella Capitale, quali: il clan camorrista facente capo a SENESE Michele, quello dei CASAMONICA, legami con Ernesto Diotallevi, i SANTAPAOLA di Catania e un gruppo di rapinatori albanesi particolarmente agguerrito e pericoloso. Nel corso delle indagini, è stata accertata la consumazione di estorsioni, aggressioni e intimidazioni in danno di imprenditori e commercianti non disposti a scendere a patti con il sodalizio, nonché l’erogazione di prestiti a tassi usurari ed il conseguente recupero dei crediti con azioni violente o minacce. Lo stesso controllo su attività imprenditoriali connesse alla gestione di appalti pubblici è stato ottenuto, in taluni casi, mediante la forza di intimidazione del sodalizio. In alcuni casi, imprenditori si sono di fatto posti a disposizione del sodalizio, pur mantenendo un relativo margine di autonomia gestionale. In tale contesto, è emerso il ruolo dell’imprenditore pregiudicato Salvatore Buzzi, il quale, tramite una rete di cooperative sociali, gestiva gli interessi economici dell’associazione criminale in diversificati settori destinatari di appalti e finanziamenti del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate . Sulla base delle disposizioni fornite dal CARMINATI, il BUZZI ha intessuto rapporti con pubblici amministratori, funzionali agli interessi delle imprese del sodalizio, occupandosi personalmente della gestione della contabilità occulta e della creazione di flussi finanziari illegali, utilizzati per alimentare un ramificato sistema corruttivo, in favore soprattutto di protagonisti della vita politica e amministrativa di Roma Capitale. In particolare, sono stati documentati rapporti, tra gli altri, con: l’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il relativo capo della segreteria Antonio Lucarelli, nonché con l’allora consigliere comunale (attualmente consigliere regionale) Luca Gramazio e Angelo Scozzafava già direttore del V° Dipartimento, Promozione Servizi Sociali del Comune di Roma , funzionali all’assegnazione di finanziamenti; nonché Mirko Coratti e Franco Figurelli, rispettivamente Presidente e Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, interessati per l’aggiudicazione del bando di gara AMA riguardante la raccolta del multi materiale, nonché per sbloccare pagamenti sui servizi sociali forniti al Comune di Roma e, infine, pilotare la nomina del nuovo Direttore del V Dipartimento. Anche nel Consiglio Regionale, a seguito del mutamento degli equilibri, si registrano rapporti con alcuni esponenti dell’area di maggioranza. In questo senso, assume rilievo la figura di Eugenio Patané, attuale Consigliere Regionale (gruppo consiliare del P.D.) nominato il 26.03.2013. In relazione a tale figura istituzionale, BUZZI a più riprese affermava di aver ricevuto imponenti richieste di denaro e di averne erogate in misura molto minore con riguardo alla gara Ama del 2013.

In relazione all’utilizzo di persone giuridiche per la realizzazione dei programmi delittuosi dell’organizzazione, le indagini hanno consentito di distinguere le imprese partecipanti a gare pubbliche direttamente riconducibili al sodalizio, da quelle esterne, funzionali al riciclaggio ed alla creazione di fondi extracontabili destinati ai compensi degli stessi sodali ed alla corruzione di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio ed esponenti politici. Su tale fronte, è stato accertato, come il sodalizio fosse interessato alle commesse ed ai finanziamenti del Comune di Roma Capitale e delle relative municipalizzate, nella gestione dei campi nomadi, delle strutture riservate agli stranieri richiedenti asilo ed ai minori non accompagnati, nonché nella raccolta dei rifiuti e manutenzione del verde pubblico. Attraverso la corruzione di esponenti politici ed amministrativi, le società controllate dall’organizzazione indagata hanno così ottenuto diversi appalti, condizionando le rispettive gare attraverso la conoscenza anticipata del contenuto dei bandi o, in alcuni casi, concorrendo addirittura alla stessa stesura. Nei citati settori imprenditoriali, l’interesse veniva rivolto anche ad altri Comuni della Provincia di Roma, quali Sant’Oreste, Morlupo e Castelnuovo di Porto, adottando le medesime metodologie corruttive, sino anche a modificare offerte già depositate e superare così aziende concorrenti. I fondi neri destinati alle tangenti per gli esponenti delle strutture politico-amministrative interessate e alla retribuzione dei membri del sodalizio venivano ricavati con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti che, a seconda delle società emittenti, determinava diversificate modalità di remunerazione. In particolare le società riconducibili a soggetti esterni al sodalizio, a fronte dei pagamenti ricevuti, restituivano all’organizzazione criminale denaro contante per la creazione di fondi extracontabili, utilizzati per i pagamenti illeciti; inoltre le società direttamente controllate dall’organizzazione criminale, gestite anche con l’utilizzo di prestanome, attraverso transazioni reciproche riuscivano a canalizzare ingenti somme di denaro agli stessi sodali e a soddisfare le esigenze di reimpiego dei proventi illeciti. Nel corso delle indagini, sono stati delineati i ruoli dei principali soggetti ai quali il CARMINATI aveva affidato la responsabilità del controllo dei diversi settori economici. In particolare: Salvatore BUZZI, amministratore e coordinatore di varie società cooperative, incaricato di seguire le gare pubbliche e corrompere i politici e gli amministratori di turno; Fabrizio Franco TESTA , già nel consiglio di amministrazione Enav, che curava, dall’interno delle strutture politico-amministrative, gli interessi dell’organizzazione criminale; Carlo PUCCI, deputato a seguire gli appalti ed i relativi pagamenti destinati alle cooperative del sodalizio dall’Eur Spa, di cui è dirigente, e dall’ATI Marco Polo. Un altro degli amministratori pubblici di riferimento per Salvatore BUZZI, durante il periodo della Giunta ALEMANNO, risultava Franco PANZIRONI, amministratore delegato della municipalizzata deputata alla gestione della raccolta dei rifiuti nella capitale (AMA). Vantando uno strettissimo rapporto con l’allora Sindaco, il PANZIRONI, a fronte del periodico pagamento di tangenti e di versamenti in favore di Fondazioni della sua stessa area politica, si è reso disponibile per l’aggiudicazione di appalti, lo stanziamento di fondi del Comune di Roma e lo sblocco dei relativi pagamenti alle società cooperative controllate dal sodalizio. L’intervento sull’AMA risulta essere avvenuto anche grazie alla corruzione del Direttore Generale Giovanni FISCON e a contatti dei citati GRAMAZIO e TESTA all’interno dello stesso consiglio di amministrazione. Per quanto attiene alla nuova consiliatura, sono stati documentati rapporti di BUZZI con il Presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko CORATTI ed altri amministratori ed esponenti politici. Gli ulteriori approfondimenti in direzione degli interessi del sodalizio nella gestione dei centri di accoglienza, istituiti nell’ambito dell’emergenza migratoria del 2011 hanno evidenziato il ruolo del Consorzio ERICHES 29, facente capo al citato BUZZI, di cui venivano documentati i rapporti con Luca ODEVAINE e Mario SCHINA, rispettivamente presidente e consigliere della Fondazione Integra, finalizzati ad ottenere il trasferimento di immigrati presso le strutture controllate, nonché tra il BUZZI ed un altro imprenditore, Sandro COLTELLACCI. La gestione dell’emergenza immigrati è stato un ulteriore settore nel quale il sodalizio indagato si è infiltrato con metodi corruttivi, alterando da un lato i processi decisionali pubblici, dall’altro i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse economiche della Pubblica amministrazione. Le indagini, in particolare, hanno accertato un complesso meccanismo corruttivo, documentando i ruoli di ODEVAINE, nella sua qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, SCHINA quale intermediario, BUZZI e COLTELLACCI, deputati a seguire gli aspetti amministrativi. In tale ambito, emergeva la responsabilità dell’ODEVAINE e dello SCHINA nel compimento di atti contrari ai doveri del loro ufficio, in violazione dei doveri di imparzialità della Pubblica amministrazione, a fronte di una retribuzione mensile rispettiva di 5000 e 1500 euro. In particolare per: orientare le scelte del citato Tavolo tecnico, al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dalle imprese e cooperative riconducibili a BUZZI e COLTELLACCI; comunicare i contenuti delle riunioni e le posizioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni nel predetto Tavolo di coordinamento nazionale; esercitare pressioni per l’apertura di centri in località gradite al gruppo BUZZI.

Pur esprimendo lo stesso carattere di mafiosità delle organizzazioni tradizionali, il sodalizio indagato ha adottato nel tempo un modello organizzativo perfettamente inserito nei delicati equilibri del contesto amministrativo e politico della Capitale. Parallelamente, evitando un indiscriminato ricorso alla violenza, sono stati consolidati i rapporti con le altre strutture criminali capitoline. In definitiva, dall’indagine è emerso come la struttura mafiosa indagata si sia posta quale vera e propria cerniera tra ambienti criminali e settori istituzionali ed economici romani.

2 dicembre 2014 0

Operazione “Mondo Di Mezzo” del Ros a Roma, 37 indagati per associazione mafiosa

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Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri stanno eseguendo, nelle province di Roma, Latina e Viterbo, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Roma, nei confronti di 37 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati.

Al centro delle indagini del Ros un sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale e facente capo a Massimo Carminati, con diffuse infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico ed istituzionale. Documentato un ramificato sistema corruttivo finalizzato ad ottenere l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati.

Contestualmente la guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati,  emesso dal tribunale di Roma,  per un valore di oltre 200 milioni di euro.

2 dicembre 2014 0

Rifiuti e camorra, 7 arresti tra cui il sindaco di Roccamonfina Letizia Tari

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Nelle prime ore di questa mattina nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, di cui tre sottoposti alla custodia in carcere e quattro agli arresti domiciliari, in quanto resisi responsabili dei reati di turbata libertà degli incanti e corruzione, tutti aggravati dal metodo mafioso. L’attività d’indagine, sviluppatasi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, servizi di osservazione e pedinamenti, nonché riscontri di natura documentale, costituisce ulteriore sviluppo di una più ampia attività investigativa avente ad oggetto 1’operatività delle imprese di Grillo Angelo, imprenditore legato al Clan Belforte di Marcianise, che ha già consentito al GIP del Tribunale di Napoli di emettere complessivamente 56 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettanti soggetti in diverse operazioni susseguitesi nei mesi scorsi. Particolare importanza probatoria assumono il contenuto di diverse conversazioni intercettate sulle utenze in uso agli indagati, nonché le dichiarazioni confessorie ed etero accusatorie di alcuni indagati nell’ambito della stessa attività di indagine, supportate dagli accertamenti di natura documentale, da cui è stato possibile muovere nuove contestazioni a GRILLO Angelo e a suo figlio Roberto, nonché a suoi collaboratori già colpiti da precedenti ordinanze di misura cautelare di tipo custodiale. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice per le indagini preliminari: – è emersa, in primo luogo, l’esistenza di cointeressenze fra Grillo Angelo e Tari Maria Cristina, detta Letizia, Sindaco del Comune di Roccamonfina, che affidava, attraverso plurime violazioni di legge, previa assunzione di due persone e la successiva elargizione di un contributo di Euro 1.000 a favore la Pro-Loco di Roccamonfina, il servizio provvisorio di raccolta e smaltimento rifiuti urbani alle società “ECOSYSTEM 2000 s.r.l.” e “FARE L’AMBIENTE”, ditta di fatto di proprietà di Grillo Angelo; – risulta che gli indagati, agendo anche in violazione dei doveri di efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità (arti. 97 Cost. e 27 Cod. Appalti) inerenti alle loro funzioni di pubblici ufficiali, nonché, abusando della loro qualità, al fine di agevolare le suddette imprese hanno procurato un ingiusto profitto patrimoniale di rilevante importo in quanto la precedente ditta assegnataria del servizio di raccolta dei rifiuti percepiva un importo mensile inferiore (circa 22.900 euro) rispetto a quello concordato poi con la ditta di Grillo la Ecosystem 2000 s.r.l. (circa 25.000 euro). La medesima misura cautelare è stata notificata anche a Mincione Assunta, factotum nonché persona di fiducia dell’imprenditore Grillo Angelo che, secondo l’ipotesi accusatoria, oltre al coinvolgimento nei fatti relativi all’appalto del Comune di Roccamonfina, ha concorso anche a turbare la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti nel Comune di Santa Maria a Vico ed a corrompere amministratori pubblici di quel comune. Si fa presente che per tale fattispecie delittuosa è già stata eseguita altra misura cautelare nei confronti di diversi soggetti, tra cui Grillo Angelo, il figlio Grillo Roberto, la convivente Lauritano Anna e il Vice Sindaco del Comune di Santa Maria a Vico, Savinelli Ernesto. Inoltre il provvedimento cautelare odierno è stato notificato anche ad un altro dipendente delle società di GRILLO, LUCIANO Sergio, il quale è accusato, spendendo il nome del padre, alto ufficiale della Guardia di Finanza in congedo, di avere contribuito illecitamente a far ottenere l’affidamento del servizio di raccolta di rifiuti solidi urbani del comune di Roccamonfina alla società riconducibile al suddetto Grillo Angelo.

2 dicembre 2014 0

Prima neve in Ciociaria, imbiancata Campo Staffi a Filettino

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Prima neve in Ciociaria nella sua località più alta. Questa mattina i primi ficchi sono caduti in località Campo Staffi nel comune di Filettino da quota 1800. Alle 10 circa la zona era imbiancata da un manto spesso non più di pochi centimetri, quanto basta per creare il giusto clima invernale e il buon auspicio per la stagione sciistica dato che in zona sono in corso i lavori per potenziare l’esistente impianto.