Rimpasto in Giunta: Barbara Di Rollo, “C’è una Città in attesa di risposte e progetti in sospeso da tempo”

Rimpasto in Giunta: Barbara Di Rollo, “C’è una Città in attesa di risposte e progetti in sospeso da tempo”

23 febbraio 2015 0 Di redazionecassino1

Siamo in un passaggio delicato. E bisogna ripensare all’origine delle cose. Solo così, le relazioni tra gli individui acquistano un significato reale, e non solo rappresentativo, come se la comunità fosse un teatro delle apparenze. Se usiamo la saggezza e siamo sicuri di lavorare non tanto sulle appartenenze di partito o di gruppo, ma per il benessere delle persone, allora ci accorgiamo che questa crisi non è solo amministrativa. Qui c’è una Città in attesa, qui ci stanno cittadini che aspettano risposte, ci sono questioni sospese da troppo tempo e che non possono essere esaurite in semplici . Noi pensiamo al presente, ma pensiamo anche al futuro. Sappiamo, tutti, quanto sia pesante l’immagine di una politica fatta di pezzi e di frammenti che si attaccano e si separano, senza mai tentare l’affermazione di un’idea condivisa di Città. Dobbiamo e vogliamo rendere viva, invece, una politica fatta di vicinanza coi cittadini. E se l’obiettivo è quello di rafforzare l’esecutivo comunale con la partecipazione solo nominale dei consiglieri di centrosinistra, dobbiamo ricordare che il centrosinistra vince quando definisce un suo percorso anche complesso, ma che sia comprensibile e segnato sulle esigenze vere del cittadini. I partiti sono un luogo dove si può pensare una città, e anche farla, ma i partiti non sono tutta la città. Cassino è una città importante: dopo la sua distruzione totale, dopo settanta anni di governi che hanno riempito la sua storia di retoriche industrialiste, la vera costruzione della città dev’essere ancora fatta, e non dovrà essere fatta di cantilene recitate per abitudine, ma da una convinzione che si fondi sul fatto che la crescita della città debba fondarsi sulla qualità e non sulla quantità. Quando decidemmo di sostenere Petrarcone, nel luglio 2014, lo facemmo perché riconoscevamo alcuni tratti di cambiamento nell’azione di governance della Città, e nelle procedure amministrative. Abbiamo riconosciuto, dunque, a questa amministrazione una volontà di camminare nel verso della legalità, del cambiamento e dell’innovazione: cosa peraltro complicata, in un contesto dove le cattive abitudini delle passate amministrazioni hanno segnato i comportamenti e le mentalità della nostra popolazione, che sconta ora una lentezza nella individuazione di metodi e strumenti per adeguarsi alle richieste e agli statuti dei governi contemporanei. Ecco perché accettammo, senza insistere troppo nel chiedere, di dare un contributo attivo in Giunta, con la responsabilità diretta di una delega assessorile, quella ai Lavori Pubblici. Un assessorato, per noi, non è una vetrina delle vanità o, peggio, un posto per fare promesse o clientele. Un assessorato è un luogo civico, un servizio civile, dove può essere possibile entrare in contatto con la complessità di gestione del territorio. Un assessorato, se organizzato come equipe motivata che individua e distingue priorità e progetto, non è una merce di scambio, e contribuisce a irrobustire un’azione amministrativa. I Lavori Pubblici sono sempre stati il ventre molle delle Pubbliche amministrazioni, e in special modo degli Enti locali, dove le pratiche ancora correnti, in alcuni settori, ci dimostrano che si fa fatica ad accettare le regole e i suggerimenti dettati dai codici e dalle Autorità nazionali di garanzia in materia di gare e affidamento delle opere. Ecco perché pensammo di suggerire a Petrarcone una persona come Massimo Clemente, un avvocato, con una vasta esperienza giuridica e con una conoscenza reale del territorio. Questo, anche per stare in sintonia con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che circa dieci giorni fa ha firmato un protocollo d’intesa con l’ANAC per rendere più efficaci le misure di contrasto alla corruzione, e rendere più trasparente l’azione della macchina amministrativa. Continuiamo a pensare che la nostra scelta avrebbe fatto bene alla Città, e avrebbe contribuito a rafforzare una linea di tendenza che ci dimostra che una buona amministrazione nasce da una buona politica. E una buona politica è fatta anche da tratti di discontinuità dalle logiche correnti.

Barbara Di Rollo