Giorno: 25 novembre 2015

25 novembre 2015 0

Bracconaggio, aumentano le denunce in tutta Italia. Ben 94 dall’inizio dell’anno

Di redazione
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Dall’Italia – Da gennaio 2015 ad oggi sono 94 i bracconieri che sono stati denunciati dal corpo forestale dello stato.  Gli ultimi due casi resi noti proprio nella giornata di oggi. Sono stati denunciati due bracconieri nel cilento accusati di aver cacciato ed introdotto armi nell’area protetta del parco nazionale del Cilento Vallo di Diano ed Alburni. Nella zona  di Bergamo invece  denunciato un bracconiere che era intento a recuperare degli uccelli catturati con la rete vietata per l’uccellagione. Preoccupazione per l’allargarsi del fenomeno è bipartisan è stato espresso sia da molte associazioni venatorie che da associazioni contrarie alla caccia. Il presidente di AIDAA, associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, Lorenzo Croce commenta a tal proposito  “Peccato che le associazioni venatorie si dimenticano di dire che spesso i bracconieri si nascondono anche tra i loro associati, che non paghi di quanto permette loro di catturare e uccidere la legge sulla caccia si trasformano in bracconieri magari uccidendo animali selvatici o selvaggina o ungulati o cinghiali da rivendere poi a ristoranti compiacenti che li comperano sotto banco per destinarli ai piatti tipici locali”. La diffusione del fenomeno di bracconaggio risulta maggiormente diffuso Toscana, il Veneto, l’Abruzzo, Toscana, Calabria,  Puglia,Sicilia e Lombardia. N. Costa

25 novembre 2015 0

Antiviolenza donne, a Piedimonte Comune, Le Grange e Tkbm insieme per dire basta

Di redazione

Piedimonte S. Germano – Anche l’amministrazione comunale di Piedimonte San Germano è scesa in campo oggi per dire “basta” alla violenza sulle donne. Partners dell’ iniziativa organizzata nella giornata dedicata al tema importantissimo,  il centro commerciale Le Grange e l’associazione Tkbm con il maestro Manuel Bruno. Ad aprire l’evento il sindaco Enzo Nocella. “Basta. È ora di dire basta alla violenza sulle donne. Mi vergogno – ha detto Nocella- di quegli uomini che si accaniscono con violenza fisica, verbale e psicologica sulle donne. Ho letto numeri impressionanti. Quasi tre donne su dieci subiscono violenza. E troppe non denunciano. È ora di mettere fine a tutto questo e mi auguro di tornare qui alla prossima giornata internazionale sul tema con dati assolutamente inferiori”. Intervento molto dettagliato poi quello della dottoressa Patrizia Caccavale la quale ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di denunciare. Nella seconda parte del convegno gli interventi sono stati affidati alle dottoresse Emanuela Cipro e Rossella Moscatiello. A chiudere il maestro Manuel Bruno con i suoi allievi della Tkbm con la dimostrazione di alcune tecniche di autodifesa.

” Illustrare le tecniche di auto difesa non significa insegnare la violenza” ha precisato il maestro che ha inteso porre l’attenzione sulla necessità di saper valutare i pericoli e le aggressioni con la consapevolezza di sapersi difendere e neutralizzare i malintenzionati. Natalia Costa

25 novembre 2015 0

Antiviolenza donne – Premio Regionale “Mai più violenze, esci dal Silenzio”

Di redazione

Roma – Cerimonia di premiazione questa mattina del premio regionale, dedicato al tema violenza sulle donne, dal titolo  “mai più violenza, esci dal silenzio” promosso dal consiglio della Regione Lazio. In occasione della giornata internazionale contro la violenza femminile, infatti, sono stati premiati gli elaborati migliori realizzati dalle studentesse delle scuole di primo e secondo grado di tutto il territorio regionale. 321 gli elaborati artistici e letterari e i progetti che erano stati selezionati. A margine della cerimonia l’intervento del consigliere Piero Petrassi sulla necessità di educazione delle nuove generazioni alle relazioni paritarie e ad una cultura delle pari opportunità.  “L’iniziativa- ha detto Petrassi-  insieme ad altri interventi di rilievo come l’approvazione della legge regionale n.4 del 2014 sul riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne sta ad indicare quanto la promozione di una cultura di rispetto delle differenze di genere sia un principio fondamentale sul quale si basa questa legislatura regionale”. N. Costa

25 novembre 2015 0

Rubano per giocare, tre denunciati a Viterbo per furto di Gratta e Vinci

Di redazione

Viterbo – La voglia di giocare era tanta, i soldi pochi, quindi in tre hanno pensato di rubare una grossa quantità di gratta e vinci. E’ accaduto viterbo dove gli agenti della questura, a seguito di una prolungata attività investigativa innescata da una denuncia presentata dal titolare di una rivendita di tabacchi di Viterbo, è emerso che in un arco temporale di circa dieci giorni erano spariti dall’esercizio commerciale 33 pacchi di “Gratta e Vinci”, per un importo di 10 mila euro, acquistati dall’esercente dai Monopoli di Stato.

Le indagini, svolte anche dopo attraverso l’esame di immagini registrate da un sistema di video-sorveglianza, hanno consentito di appurare che, in più occasioni due uomini ed una donna, dopo essere entrati all’interno della tabaccheria e aver distratto il titolare, si erano impossessati dei tagliandi.

Effettuati gli opportuni riscontri consentivano agli uomini della Squadra Mobile della Questura di identificare i tre soggetti e di denunciarli all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato in concorso.

25 novembre 2015 0

Morto in camera a Cassino, ipotesi overdose per 43enne di Piedimonte

Di redazione

Cassino – Da alcuni giorni non rispondeva più al titolare dell’affittacamere che lo ospitava nella struttura in via Di Biasio a Cassino nella zona del rione Colosseo. Questa mattina, l’uomo ha deciso di sincerarsi delle condizioni di T. M. 43enne di Piedimonte San Germano con problemi di tossicodipendenza trovandolo morto e, vicino al corpo, alcune siringhe. Da qualche tempo aveva lasciato la sua abitazione dove viveva con la famiglia. Immediatamente ha allertato i carabinieri che hanno avviato le indagini. Pare che il decesso fosse avvenuto già da qualche giorno. L’ipotesi più probabile, quindi, resta quello dell’overdose.

Er. Amedei

25 novembre 2015 0

Giornata contro la violenza sulle donne, la psicoterapeuta Lobb: “Manifestazioni inutili, serve eduicazione”

Di redazione

Dall’Italia – Il problema della violenza sulle donne da parte degli uomini, sembra essere dilagante e porre argini resta difficile. Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e mentre si ripetono manifestazioni di ogni genere per sensibilizzare ulteriormente la società, c’è chi sostione che la via sia un’altra. La psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy e condirettore del Master sulla Fenomenologia delle Relazioni Intime e della Violenza a Palermo, sostiene che il lavoro va fatto a monte, nelle scuole. e la sua convinzione la espone in questi termini.

“Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne: istituita dall’Onu nel 1999, la data ricorda l’assassinio, nel 1960, delle tre sorelle Mirabal, torturate, massacrate a colpi di bastone, strangolate e quindi gettate in un precipizio con la loro auto per via del loro tentativo di contrastare il regime del dittatore dominicano Trujillo. In Italia, anche sulla scia dell’indignazione degli ultimi anni per la crescente ondata di femminicidi, sono previste tantissime iniziative: incontri, spettacoli, mostre, flash mob in ogni parte d’Italia per chiedere rispetto e parità.

Ma servono davvero, queste manifestazioni, per sensibilizzare l’opinione pubblica e combattere alla radice il fenomeno della violenza sulle donne? Per la psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy e condirettore del Master sulla Fenomenologia delle Relazioni Intime e della Violenza a Palermo, “una cosa è sensibilizzare l’opinione pubblica, un’altra è combattere il fenomeno, difficilmente risolvibile con l’opinione pubblica o con il convincimento.​ Certo, l’opinione pubblica va sensibilizzata al fatto che non è normale che una donna venga picchiata, che i bambini vanno educati al rispetto delle donne e che occorre denunciare i fatti di violenza sulle donne: chi usa violenza contro le donne non deve sentirsi nel giusto, e chi subisce violenza deve sapere che il mondo è dalla loro parte. Ma nonostante tutte le manifestazioni che da anni si svolgono a questo fine, la violenza sulle donne rimane un fatto tristemente ricorrente. E quindi questa grande mobilitazione, alla fine, si riduce a un evento folkloristico come lo è ormai l’8 marzo”.

Perché, spiega la psicoterapeuta, “se una donna viene picchiata dal marito e vede per strada il flash mob contro la violenza, certo non trova lì il coraggio di andare a denunciarlo. E il marito che picchia la propria moglie non cambierà idea se sente al telegiornale che oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Quello che veramente serve, al di là delle manifestazioni, sono le azioni concrete, come quelle delle associazioni e dei centri che assistono le donne vittime di violenza, con professionisti che volontariamente le aiutano dal punto di vista legale e psicologico”.

Per contrastare la violenza sulle donne, secondo l’esperta, il fenomeno si deve combattere alla radice, “grazie all’istruzione, al fatto di affrontare questi argomenti fin dalla tenera età nelle scuole, alla nascita di una diversa consapevolezza interiore che si ottiene educando non solo al rispetto delle donne ma soprattutto al rispetto della bellezza e dell’unitarietà​ delle relazioni umane. Il vero pericolo è nel modo di concepire l’umano: la violenza nasce dalla tendenza a vedere ciò che non funziona nell’altro, che dà il senso di essere dalla parte della ragione, e abbassa la soglia di tolleranza della diversità. L’uomo che usa violenza sulla donna è convinto di essere dalla parte della ragione, non riesce a concepire che esistano prospettive diverse dalla propria. Così quando sente che la propria “ragione” è messa in crisi (per una frustrazione sociale, per un no ricevuto, o semplicemente per un rituale di sfogo) si sente autorizzato a picchiare chi è fisicamente più debole. Dall’altra parte la donna cha non riesce a denunciare chi le usa violenza, è affettivamente dipendente da lui e non sente né nell’ambiente né in se stessa il sostegno necessario per compiere un atto di separazione. L’educazione deve ritornare ai sensi, deve dare ai bambini la possibilità di usare il proprio sentire per conoscere l’altro. Solo se si impara a conoscere l’altro attraverso la sensorialità, e non attraverso criteri esterni (la donna deve obbedire all’uomo, oppure l’uomo deve essere più forte della donna) si può rispettare la diversità e apprezzarne la bellezza, come pure si può avere il coraggio di difendere se stesse”.

La violenza sulle donne ai nostri giorni “si potrebbe leggere semplicisticamente come la rivincita dei maschi che vogliono riconquistare una supremazia perduta, ma in realtà la situazione è molto più complessa. Occorre infatti considerare la desensibilizzazione corporea ed emozionale che caratterizza i giovani, perennemente connessi, perennemente stimolati dall’esterno, perennemente con le cuffiette nelle orecchie e lo smartphone in mano. E cosa resta di un uomo che non può sentire sensazioni e emozioni, che non può dare senso al proprio amore? Diventa primitivo, con poche idee e molta rigidità, che gli danno una visione semplicistica del mondo, compresa la semplificazione di usare violenza su una donna che vuole separarsi o si oppone ai suoi voleri. Ma perché gli uomini sono più violenti delle donne? L’assenza o la debolezza del padre nella nostra società entrano in questo fenomeno. Che un uomo sia violento con una donna è un gesto contro natura: è come annientare il genere che lo ha generato e cresciuto. Ogni volta che un uomo usa una violenza di genere contro le donne, violando i suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, usando maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale, egli rifiuta l’autonomia, la diversità della donna. Sarà bene educare i bambini, sia maschi sia femmine, alla capacità di essere autonomi, così che non diventino abusanti verso i più deboli e crescano con il coraggio di dire di no a chi usa violenza”.

25 novembre 2015 0

Adescava donne, le drogava, violentava e rapinava. Ventisette vittime accertate

Di redazione

Roma – Si chiudono le indagini sul triste operato di un uomo indagato nefandezze nei confronti di decine di donne. I Carabinieri della Stazione Roma Prati hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale, rapina aggravata, lesioni aggravate, furto e utilizzo indebito di carte di pagamento, nei confronti di Claudio Franciosi, romano, di 63 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine. L’uomo, ex fotografo, adescava donne tramite annunci su internet con cui prospettava la possibilità di lavorare come hostess e accompagnatrici di clienti facoltosi. Le incontrava nelle camere di eleganti hotel situati nelle città di Roma e Milano dove, per eludere i controlli della reception, raggiungeva le vittime direttamente in camera. Lì, dopo una chiacchierata preliminare ove si fingeva persona facoltosa, in grado di dare lavoro, le drogava, le violentava e le derubava. A novembre del 2013, fu incastrato da una donna Carabiniere che, fingendosi interessata all’annuncio, lo incontrò e lo ammanettò. Le indagini dei Carabinieri della Stazione Roma Prati sono proseguite e i casi accertati, ad oggi, da 10 di due anni fà sono passati a ben 27.

Le vittime, tutte donne, prevalentemente provenienti da città del nord o straniere ma accomunate dal bisogno di guadagnare, o in cerca di fama, si fidavano del 63enne che si spacciava come uomo con importanti influenze nel mondo dello spettacolo. A seguito della conclusione delle indagini, i militari hanno richiesto ed ottenuto l’ordinanza restrittiva, da parte del Tribunale di Roma, che è stata notificata all’uomo presso il carcere di Regina Coeli dove si trova attualmente ristretto.

25 novembre 2015 0

La cassinate Claudia Conte protagonista di una fiction sulla tutela della donna

Di admin

Cassino – “Un grande in bocca al lupo – ha detto l’assessore Danilo Grossi – ad un talento della città di Cassino, Claudia Conte, per la nuova avventura che la vedrà protagonista di una avvincente fiction sulla tutela della donna che purtroppo, ancora oggi viene spesso discriminata ed è oggetto di violenze. Una fiction tratta dal romanzo autobiografico di Leandra Pavorè, ‘Leandra. Storia di una vita’, che oltre alla nostra Claudia, che il prossimo 9 dicembre riceverà in Campidoglio il prestigioso premio Oscar dei giovani, vede protagonista l’attore internazionale Vincenzo Bocciarelli. Complimenti a Claudia per questo grande traguardo raggiunto che sono certo rappresenti un punto di partenza e non certo di arrivo. Un’artista le cui qualità avevamo già avuto modo di apprezzare lo scorso anno quando Claudia ha presentato il suo libro ‘Cielo’ all’intero della rassegna Cassino che legge. È passato solo un anno, ma di strada Claudia ne ha fatta tanta e con il suo talento contribuisce a portare in alto il nome della città di Cassino. Domani, giovedì 26 novembre intanto, il libro da cui è tratto la fiction verrà presentato in Anteprima Nazionale a Roma nella pittoresca Sala Pio IX di Palazzo Torlonia con la partecipazione straordinaria di Alda D’eusanio che modererà l’incontro e l’attore Vincenzo Bocciarelli che leggerà alcuni passi del libro con la giovane Claudia Conte. Un altro riconoscimento al talento di un’artista eclettica che data la sua giovane età potrà migliorarsi sempre di più e raggiungere traguardi sempre più importanti.”

25 novembre 2015 0

Prefetto indagato, Zarrilli: “Non ne sapevo nulla, lo apprendo dalla stampa”

Di admin

Frosinone – Ha appreso di essere indagata dalla stampa, il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli, indagata per corruzione secondo quanto riporta il Corriere della Sera. “Il fatto che non ne sapessi nulla la dice lunga. Sono amareggiata”. Lo ha detto poco fa il prefetto Zarrilli in merito alla notizia dell’indagine che la riguarda.

I fatti farebbero riferimento al 2009 quando l’attuale prefetto di Frosinone era responsabile dell’ufficio immigrazione della Prefettura di Roma. Emilia Zarrilli avrebbe rilasciato un permesso di soggiorno a due cinesi in cambio di una vacanza a Dubai con le amiche.

25 novembre 2015 0

Indagata per corruzione il prefetto Emilia Zarrilli

Di admin

Frosinone – E’ indagata per corruzione il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i fatti risalirebbero al 2009 quando la funzionaria era responsabile dell’ufficio immigrazione della Prefettura di Roma. In cambio di una vacanza a Dubai con le amiche il prefetto avrebbe rilasciato un permesso di soggiorno a due cinesi.

A corromperla, scrive il Corriere, sarebbe stato l’ex funzionario di polizia e direttore dell’agenzia China Service Luigi De Maio, anche lui indagato nella stessa vicenda insieme al socio Gianni Bonomi e due dipendenti. Tutti rischiano il rinvio a giudizio e poi il processo con l’accusa di corruzione in atto pubblico.