Giorno: 26 febbraio 2016

26 febbraio 2016 0

Un 34enne fermato mentre era alla guida sotto effetto di allucinogeni. Denunciato a Casalvieri

Di redazione
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Casalvieri- Un 34enne del luogo è stato denunciato dai carabinieri della locale stazione. È stato sorpreso dai militi alla guida di un’auto in evidente stato di alterazione psicofisica. Con i successivi accertamenti, infatti, è risultato positivo all’ assunzione di cannabis indica ed allucinogeni. Inoltre l’auto è risultata priva di copertura assicurativa. L’uomo è stato denunciato, la patente di guida ritirata e il veicolo sequestrato. N.C. Foto d’archivio

26 febbraio 2016 0

Incontro dibattito tra studenti e rappresentanti dell’ arma dei carabinieri. Ad Anagni il comandante in conferenza presso l’istituto per geometri e ragionieri

Di redazione

Anagni- Proseguono le iniziative legate al protocollo di intesa denominato “contributi dell’ arma dei carabinieri alla formazione della cultura della legalità ” che il comando generale ha concordato con il ministero dell’ istruzione, dell’ università e della ricerca. Nelle ultime ore il comandante della compagnia di Anagni ha incontrato per una speciale conferenza 150 giovani studenti dell’ istituto superiore per geometri e ragionieri di via Guglielmo Marconi. Sono stati illustrate dapprima le attività dei vari reparti dell’ organizzazione dell’ arma. Poi sono state affrontate dal comandante le tematiche relative allo spaccio e agli effetti del consumo delle sostanze stupefacenti per poi trattare lo stalking ed il bullismo. Il dibattito ha toccato anche la questione Internet e social network. Gli studenti hanno partecipato in maniera attiva e hanno dimostrato interesse alla discussione. Ulteriori informazioni e consigli possono essere trovati anche sul sito www.carabinieri.it. N.C.

26 febbraio 2016 0

Agente immobiliare picchiato, rapinato e rinchiuso in cantina da usurai. Tre arresti

Di admin

Velletri – Estorsione, rapina, lesioni personali e sequestro di persona ai danni di agente immobiliare di 40 anni. È il reato contestato dal gip del tribunale di Velletri a tre persone, arrestate in operazione congiunta tra carabinieri e polizia. In manette sono finiti O.F. di 44 anni, D.P. di 47 anni entrambi di Ariccia ed N.M. di 24 anni, di Albano Laziale. Le indagini condotte dagli investigatori del Commissariato di Albano, dai Carabinieri della Stazione di Ariccia e dell’aliquota operativa della Compagnia di Velletri comandata dal capitano Davide Occhiogrosso, hanno permesso di ricostruire la vicenda. La vittima, entrata in contatto con gli arrestati per un prestito di diverse migliaia di euro richiesto a causa di difficoltà economiche, è stata successivamente oggetto di continue vessazioni e minacce estorsive finalizzate a ottenere in continuazione denaro. L’agente immobiliare è stato sottoposto a continue intimidazioni: in più occasioni è stato rinchiuso in una cantina per diverse ore al fine di ottenere il denaro e all’inizio di febbraio è finito in ospedale poiché percosso con calci e pugni dagli aguzzini. In un’altra occasione è stato raggiunto per strada, privato del giubbotto che indossava e rapinato dei soldi in contanti che portava indosso. Recentemente gli aguzzini si sono fatti consegnare 3.500 euro in contanti e gli hanno asportato con la forza una carta “Poste Pay” a lui intestata, sottraendogli il codice pin e tentando di farsi accreditare nei giorni successivi ulteriori 7.500 euro. Durante un controllo di polizia è stata sequestrata la suddetta carta di pagamento trovata nella disponibilità di un arrestato. I tre, su disposizione del Giudice, sono stati accompagnati presso il carcere di Velletri.

26 febbraio 2016 0

Sequestrate confezioni di farina al carbone vegetale a Latina dal nucleo agro-alimentare forestale.

Di redazione

Latina- Gli uomini del nucleo agro-alimentare del comando della Forestale di Latina hanno posto sotto sequestro presso alcuni supermercati della provincia confezioni di farina di carbone vegetale riportanti etichette, simboli e diciture in violazione alla normativa vigente. Sulle confezioni, infatti, c’era un’etichetta con indicazioni sull’ utilizzo della farina per prodotti come pane, pasta, pizza e dolci; in contrasto con quanto indicato dalla legge. La norma prescrive infatti che l’additivo colorante- carbone vegetale (E153) Non possa essere addizionato a determinati alimenti come, nello specifico, farina e altri prodotti della macinazioni e umidi. Il suo utilizzo invece è consentito solo ed esclusivamente nei prodotti a forni fini come cornetti, grissini ecc. Inoltre erano riportate sulle confezioni indicazioni su presunte proprietà medicamentose, non previste per la tipologia di prodotto e, quindi in grado di indurre in errore gli acquirenti circa la natura e le proprietà della sostanza. Il prodotto è stato sequestrato e segnalata all’ autorità giudiziaria l’azienda produttrice.

26 febbraio 2016 0

Accoltellato in pieno centro a Frosinone, albanese in ospedale

Di admin

Frosinone – Un cittadino albanese residente a Frosinone è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Ai soccorritori del 118 che lo hanno trovato in via Ferrarelle, pieno centro storico, poco dopo le 19 avrebbe raccontato di essere stato accoltellato. L’uomo, 35 anni, sembrerebbe sconosciuto alle forze dell’ordine.

I due fendenti che lo hanno raggiunto lo hanno ferito in maniera grave ma non tanto da dover temere per la sua vita. Del caso se ne sta occupando la Squadra Mobile di Frosinone. Foto repertorio

26 febbraio 2016 0

Causa incidente mentre guida sotto l’effetto di mix di droghe, 27enne arrestato ad Aprilia

Di admin

Aprilia – Era alla guida sotto gli effetti di un mix di droghe l’uomo che lunedì mattina sulla Pontina ad Aprilia ha causato un incidente stradale che ha visto il decesso di un altro automobilista, Rocco D’Antona di Aprlia. L’uomo, I. A. 27 anni, era alla guida dell’auto su cui viaggiava anche il figlio di 15 mesi. Entrambi feriti sono stati trasportati a Roma. Ed è lì che questa mattina, il 27enne è stato raggiunto dagli agenti della polizia stradale del distaccamento di Aprilia ed è stato arrestato per omicidio colposo. Le indagini svolte dagli agenti avrebbero accertato che le cause dell’incidente mortale sono da ricercare nell’eccessiva velocità e nello stato di alterazione psicofisica a seguito dell’assunzione di un mix di droghe fatto di oppiacei, metadone, cannabinoidi e benziodazepine per le quali è risultato positivo. L’uomo ha urtato l’auto della vittima, ferma nella piazzola di sosta causandone la morte. Per I.A. il GIP Latina ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

26 febbraio 2016 0

Rapinatori seriali, si aggrava la posizione dei cinque. Esperti in colpi a Supermercati e bar

Di admin

Pontecorvo – È arrivata l’ufficialità. I cinque rapinatori fermati e arrestati dai carabinieri di Pontecorvo la sera del 24 febbraio a Roccasecca dopo aver messo a segno il colpo all’Eurospin di Casalvieri sono ritenuti responsabili anche di altre quattro rapine.

Si aggrava, quindi, la posizione per Simone Ruscito 26 anni di San Giovanni Incarico, Antonio Nardozzi 28 anni residente a Monte San Giovanni Campano, Christian Fraioli 20 anni di San Giovanni Incarico, Valentina Cocciuti di Piglio e Elsayed Abdelshafy Metwally Ahmed Salama, che sono stati raggiunti in carcere da una seconda ordinanza di carcerazione, questa volta firmata dal Gip del tribunale di Frosinone per concorso finalizzato alla rapina aggravata, porto di illegale di arma clandestina completa di  relativo munizionamento e ricettazione. Al gruppo sono ricondotti anche i colpi messi a segno il 30 gennaio 2016, ai danni del Bar tabacchi  ricevitoria, di Monte San Giovanni Campano, bottino Euro 1.000; il 9 febbraio 2016, ai danni del Bar Holiday, di Ceprano, bottino Euro 1.000; l’11 febbraio 2016, ai danni della ricevitoria Tabacchi “Caldaroni”, di Arce, bottino Euro 2.000; il 13 febbraio 2016, ai danni della ricevitoria Tabacchi “Buttarazzi”, di Monte San Giovanni Campano, bottino  Euro 1.300. I provvedimenti venivano notificati presso le Case Circondariali di Roma Rebibbia e Cassino, sedi ove i prevenuti sono attualmente ristretti. Leggi la notizia precedente

26 febbraio 2016 0

Sfruttamento prostituzione a Cassino, cinque condanne a 4 anni e mezzo

Di admin

Cassino – Si è conclusa con cinque condanne a quattro anni e mezzo di carcere la turpe vicenda del febbraio 2011 ma ci si aspettava condanne ben più pesanti. Terme calde, così venne chiamata dai carabinieri di Cassino l’operazione che, nel febbraio del 2011 permise di liberare due ragazze rumene di circa 27 anni dal giogo di un gruppo composto da 5 persone, tre uomini italiani di origine rom residenti in provincia di Isernia e due donne rumene. Le indagini vennero avviate dalle segnalazioni arrivate dalla Spagna e dalla stessa Romania fatte dai parenti delle due ragazze giunte da pochi giorni a Cassino. Le segnalazioni raccontavano che le due, arrivate in Italia con le aspettative di un lavoro, erano tenute prigioniere e costrette a prostituirsi. L’intervento dei militari in un luogo nella zona delle Terme Varroniane permise di ritrovare le due ragazze chiuse in un ambiente e senza documenti. Le due raccontarono di essere arrivate a Cassino con la promessa di un lavoro ma di aver trovato il gruppo che, dopo averle picchiate e ripetutamente violentate, le aveva costrette alla prostituzione. Il loro drammatico racconto è contenuto in un incidente probatorio, una fase anticipata di quello che poi sarebbe stato il processo. Dopo di che andarono via rendendosi irreperibili. Dei cinque, due italiani finirono denunciati per violenza sessuale e tutti per sfruttamento della prostituzione. Nel corso del processo che si è tenuto a Cassino il sostituto procuratore Alfredo Mattei aveva chiesto nove anni per i due accusati di violenza sessuale, e sei anni ciascuno per tutti e cinque per il reato di sfruttamento della prostituzione. Il gruppo era difeso dall’avvocato Armando Caporicci. Nonostante il dettagliato racconto delle due vittime, però, i due sono stati assolti, mentre tutti e cinque sono stati condannati a 4 anni e sei mesi ciascuno di reclusione. Ermanno Amedei

26 febbraio 2016 0

Autolavaggi irregolari a Cassino, la Finanza ne sequestra cinque

Di admin

Cassino – Sono cinque gli autolavaggi di Cassino sottoposti a sequestro dal Gruppo Guardia di Finanza della città Martire. Un importante risultato di cui vi avevamo gia parlato in un articolo ieri.I militari comandati dal Colonnello Massimiliano Fortino avevano raccolto concreti elementi che li inducevano a ritenere che le attività venissero condotte in spregio alla vigente normativa sulla tutela ambientale e con impiego di manodopera in nero. Dall’attività esperita dalle Fiamme Gialle della città martire è emerso la completa inosservanza della normativa inerente il trattamento delle acque reflue risultanti dall’attività di lavaggio delle auto, con la conseguenza che i liquami di risulta, ricchi di metalli pesanti e composti chimici tra i quali quelli dei prodotti impiegati per il lavaggio, invece di essere trattati attraverso gli impianti di depurazione, venivano direttamente sversati sul suolo pubblico e nelle fogne pubbliche con forte impatto sull’ambiente. Durante i controlli sono stati rinvenuti cospicue quantità di fanghi contaminanti, che, in assenza delle opportune predisposizioni per l’eliminazione dei residui tossici delle lavorazioni, si sono accumulati nel tempo, fino a rapprendersi, al punto che presso alcuni dei locali sottoposti a sequestro sono stati rinvenuti numerosi sacchi, contenenti grosse quantità di tale materiale, che venivano successivamente smaltiti dai titolari delle attività nei normali cassonetti della nettezza urbana. Gli accertamenti compiuti, hanno permesso di individuare, inoltre, quattro cittadini di origine extracomunitaria utilizzati come manodopera in nero, tra i quali è emerso l’impiego di un minore. Quest’ultimo, un diciasettenne di origini egiziane, privo di documenti e permesso di soggiorno. L’attività si è conclusa con il sequestro penale di 5 esercizi commerciali e il deferimento all’Autorità Giudiziaria dei rispettivi titolari, tutti cittadini di origine egiziana tra i 26 e i 47 anni, per la violazione delle norme inerenti il testo unico sull’ambiente (ex art. 137 del D.Lsg. 152/2006), unitamente alle contestazioni amministrative delle violazioni in materia di lavoro sommerso e di quelle penali per il lavoro minorile di cui all’art. 4 L. 977/1967.

26 febbraio 2016 0

Raccolta rifiuti, 11 indagati a Minturno. Quattro sono dipendenti del Comune

Di admin

Minturno – Undici persone sono indagate a vario titolo per i reati di concorso in Frode in Pubblica Fornitura, Truffa ai danni dello Stato, Falso, Abuso D’Ufficio e Turbativa D’Asta. È il frutto dell’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Latina sulla la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Minturno (LT). Lo si apprende da una nota della stessa guardia di finanza. L’attività di Polizia Giudiziaria svolta dal Gruppo di Formia, ha permesso di fare luce su un presunto illecito e “collaudato sistema” posto in essere tra i membri della stazione appaltate e quelli della stazione appaltatrice, che si concretizzava nell’irregolare e fraudolenta esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani con particolare riferimento alla raccolta differenziata. Nel corso delle indagini è emerso come il C.N.S. (Consorzio Nazionale dei Servizi di Bologna), mediante la propria consorziata, la società Coop. A.S.A. – Servizi Ambientali di Latina e successivamente la Eco Car Srl di Roma, si sarebbe aggiudicata in maniera anomala l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti del Comune di Minturno, eseguendo la stessa nel periodo 2013-2015 in maniera difforme rispetto a quanto stabilito nel capitolato d’appalto. Nello specifico si appurava che i soggetti indagati, ognuno per il proprio ruolo e incarico ricoperto, non avevano eseguito correttamente la raccolta dei rifiuti solidi urbani, riscontrando altresì la mancata posa in opera e la relativa inadeguatezza dei mezzi utilizzati per il servizio, la carenza del personale impiegato per l’espletamento dello stesso ed il mancato prelievo di rifiuti ingombranti, del vetro e dei R.A.E.E. (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Le Fiamme Gialle avrebbero accertato che la condotta omissiva attuata dai soggetti, protrattasi nel tempo, aveva permesso ad entrambe le stazioni appaltatrici di ottenere, mediante la presentazione all’Ente di falsa e ingannevole documentazione contabile che attestava l’avvenuta e regolare esecuzione del servizio appaltato, sistematiche liquidazioni di spesa, a danno del bilancio comunale, rispettivamente pari a un importo di 2 milioni 196.780 euro per il C.N.S. e di 740.129 euro per la Eco Car. Le indagini di P.G. hanno individuato quali responsabili undici persone di cui quattro dipendenti dell’Ente Comunale. Nel corso delle indagini veniva sottoposto in sequestro il sito denominato “ex Asia” in località Parchi del Comune di Minturno (LT), utilizzato come “Eco Centro”, nonché complessivi 96.760 chili di rifiuti solidi urbani e 13 metri cubi di rifiuti speciali abbandonati in maniera incontrollata e non smaltiti secondo la normativa vigente. Sono ancora al vaglio della Magistratura ulteriori elementi emersi nel corso delle indagini e nei prossimi giorni le Fiamme Gialle di Formia, su delega del Pubblico Ministero Dott. Giuseppe Miliano, inizieranno gli interrogatori degli undici indagati.