pubblicato il25 novembre 2016 alle 12:49

Scarsa trasparenza dei Dirigenti scolastici cassinati sui “bonus premiali” agli insegnanti

Cassino – C’è fermento e malumore fra gli insegnanti di molte scuole di Cassino e del cassinate per l’assegnazione dei “Bonus premiali 2015-16” previsti dalla riforma della “Buona Scuola” varata dal Governo. Il malumore punta il dito prevalentemente sulla mancanza di trasparenza da parte dei Dirigenti scolastici nell’indicare l’elenco dei colleghi, i criteri di assegnazione degli importi diversificati, che possono andare da 500 a 2000 euro, fra ciascuno degli insegnanti ammessi beneficio del “bonus premiale”. Molti docenti sostengono che i Dirigenti scolastici delle scuole del cassinate non abbiano dato pubblicità dei nominativi dei colleghi che riceveranno il bonus né i criteri con cui questo è stato assegnato in modo diversificato, ma soprattutto sui criteri della diversificazione. In altri termini i docenti rivendicano un principio sacrosanto di “trasparenza” che dovrebbe essere alla base di provvedimenti diretti a “premiare” il lavoro degli insegnanti, e di tutti i lavoratori pubblici, durante l’anno scolastico, soprattutto quando sono in ballo soldi pubblici. Proprio sulla diversificazione degli importi e sui criteri di distribuzione, gli insegnanti vogliono vederci chiaro. Sembra, però, che l’argomento tutto sia coperto da una sorta “segretezza” da parte dei Dirigenti che contrasta con il più elementare principio di trasparenza amministrativa. Bisogna dire che la procedura di assegnazione del “bonus” passa attraverso un iter ben preciso che coinvolge il Comitato di Valutazione (composto da tre docenti di cui due scelti dal collegio docenti e uno dal consiglio d’istituto; due rappresentanti dei genitori per l’infanzia e il primo ciclo; un rappresentante degli studenti e uno dei genitori per il secondo ciclo d’istruzione e un componente esterno) premia i docenti in base ai seguenti criteri: la qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, il successo formativo e scolastico degli studenti; i risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche; le responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo didattico e nella formazione del personale. Secondo il Miur, infatti, “Al comitato di valutazione viene riservata la competenza di fissare i criteri per la valorizzazione della professionalità del docente, ma sarà il dirigente scolastico a individuare i destinatari del bonus, sulla base dei criteri espressi nonché sulla base di una motivata valutazione”. E qui che la questione investe la “trasparenza amministrativa” e fa storcere il naso a molti insegnanti di Cassino. Nella legge che riconosce il bonus premiale agli insegnanti in fatto di trasparenza mancano indicazioni specifiche riferite al comparto scuola per cui si rende necessario far ricorso al D.Lgs. 33/2013 come aggiornato da D.Lgs. 9712016 (in vigore dal 23 giugno 2016) all’art. 20, comma 1 e comma 2, in cui si evidenzia che: “Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi all’ammontare complessivo dei premi stanziati collegati alla performance e l’ammontare dei premi effettivamente distribuiti”. Sulla base di queste disposizioni risulta quanto mai opportuno, quindi, che il Dirigente scolastico comunichi le motivazioni delle sue scelte a tutta la comunità professionale, in forma generale e non legate ai singoli docenti. In buona sostanza quello che rivendicano i docenti delle scuole di Cassino.
F.P.

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