pubblicato il14 giugno 2017 alle 16:09

Ceprano: Omicidio Lisi, la fidanzata confessa e finisce in carcere

Nel tardo pomeriggio di ieri, il Nucleo Investigativo, con il supporto di personale dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo e della Stazione di Ceprano, ha dato esecuzione ad un “fermo di indiziato di delitto” emesso dal Sostituto Procuratore della locale Procura, Dott.ssa Rita Caracuzzo, nei confronti di Celani Pamela cl. 94, ritenuta responsabile di omicidio volontario perpetrato il 31 maggio 2017, in Ceprano (FR) nei confronti del convivente Lisi Felice cl.90.
Il provvedimento trae origine da una incessante ed articolata attività d’indagine avviata a seguito del rinvenimento, all’interno della propria abitazione, del corpo esanime di Lisi Felice colpito mortalmente al cuore con un pugnale. Sin da subito le investigazioni venivano orientate nei confronti della sua compagna, Celani Pamela, presente all’atto degli eventi e che, nell’immediatezza e successivamente, aveva sempre sostenuto che fosse stato lo stesso Lisi ad infliggersi il colpo mortale nel mentre discuteva animatamente con lei per futili motivi. Tesi che la donna aveva continuato a confermare anche nei due precedenti interrogatori a cui era stata sottoposta dal magistrato inquirente sia in quello sostenuto nella stessa giornata del rinvenimento del cadavere sia in quello svolto alcuni giorni dopo. Continuando a non convincere la versione della donna, venivano svolti approfondimenti sia di natura tecnico – scientifici sia attraverso tradizionali attività di indagini. Per quelli scientifici, personale della rilievi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, congiuntamente ai consulente del P.M., personale del RIS di Roma nominato per l’esigenza e alla Dott.ssa Bruzzone, incaricata dalla controparte, eseguivano accesso sulla scena del crimine riuscendo a ricostruire una verosimile dinamica di quanto fosse colà avvenuto attraverso l’evidenziazione, l’analisi ed lo studio del posizionamento delle tracce di natura ematica rinvenute sul pavimento ed in alcuni punti di una parete nonché le impronte da calpestio ed altri segni riconducibili all’evento. Per quanto riguarda le ulteriori attività investigative, sono state acquisite dichiarazioni testimoniali idonee sia a ricostruire gli accadimenti immediatamente successivi all’evento sia la personalità della Celani che è risultata essere incline ad atteggiamenti violenti anche con l’utilizzo di armi da punta e taglio.
Il P.M. inquirente sulla scorta degli ulteriori elementi acquisiti, in data 13 giugno 2017, sottoponeva nuovamente ad interrogatorio Celani Pamela, la quale, di fronte ad una precisa ricostruzione di quanto accaduto ed in considerazione delle specifiche contestazioni mosse dall’A.G., ammetteva la sua piena responsabilità nell’evento delittuoso, addebitandolo ad un litigio per futili motivi, sfociato in un suo gesto violento e improvviso, che coglieva il compagno assolutamente di sorpresa impedendogli qualsiasi tentativo di difesa.
All’esito dell’interrogatorio e alla luce dei convergenti ed univoci elementi probatori assunti, anche in relazione al sopralluogo eseguito congiuntamente da consulenti del P.M. e della difesa che avevano evidenziato le enormi sproporzioni e contraddizioni tra quanto sostenuto dall’indagata e quanto, invece, oggettivamente emergeva dallo studio delle tracce ematiche e degli segni riconducibili all’evento omicidiario, nonché della pericolosità rilevantissima dimostrata dal comportamento gravissimo e assolutamente sproporzionato rispetto ai motivi del litigio posto in essere, al pericolo di reiterazione di analoghi reati, il magistrato inquirente emetteva il provvedimento cautelare in parola
La fermata, al termine delle previste formalità di rito e dopo l’interrogatorio di garanzia da parte del GIP Dott. Francesco Mancini, è stata ristretta presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia – Sezione Femminile.
Immagine d’archivio

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