Giorno: 7 luglio 2017

7 luglio 2017 0

Denunciata una donna campana per furto nella chiesa di Sant’Antonio

Di redazionecassino1
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Cassino – Questa mattina i carabinieri di Cassino hanno denunciato una 41enne di origini campane ma residente in Roma, per tentato furto aggravato. La donna è stata bloccata dai militari dentro la  Chiesa di “Sant’Antonio di Padova”, in quella piazza Diamare mentre tentava di asportare dall’interno di un offertorio il denaro ivi custodito, utilizzando un metro estensibile in lamiera, alla cui estremità era stato apposto del nastro adesivo. Le indagini hanno permesso di accertare che la donna si era resa responsabile di analoghi reati presso altri luoghi di culto del centro Italia, utilizzando lo stesso mezzo fraudolento. Stante i presupposti di legge, nei confronti della stessa  è stata anche inoltrata la proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di Via, con divieto di far ritorno nella “Città Martire” per anni 3.

7 luglio 2017 0

Vasto incendio a Tecchiena, inceneriti ettari di terreno, le fiamme lambiscono le case

Di redazionecassino1

Frosinone – Da oltre 24 ore, un vasto incendio sta tenendo con il fiato sospeso gli abitanti di Tecchiena della zona di Monte Reo. Le fiamme hanno incenerito ettari di sterpaglie e macchia mediterranea e sono arrivate a lambire le case dopo aver incenerito strutture in legno e fienili. Mentre due canadai e un elicottero stanno tentando di vincere il vigore del rogo, vigili del fuoco e volontari di protezione civile si sono posti a protezione delle case, alcune delle quali sono state evacuate per precauzione.

7 luglio 2017 0

La stazione di Cassino cambia immagine, avviati i lavori di restyling

Di redazionecassino1

Cassino – “La stazione ferroviaria di Cassino cambia immagine. Sono iniziati i lavori di restyling della parte esterna che prevedono la ristrutturazione delle pareti mentre continua l’ammodernamento interno della comunicazione con nuovi monitor ma soprattutto, finalmente, l’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso nuovi e comodi accessi”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Marino Fardelli. Da alcuni giorni infatti la stazione ferroviaria di Cassino è divenuta un cantiere, con le pareti chiuse da impalcature. “Le pareti verranno ritinteggiate e messe in sicurezza e l’esterno sarà reso più accogliente. Basti pensare che quattro ani fa, quando si insediò il Governo Zingaretti, i pendolari segnalavano che l’orologio esterno era fermo alle 12.15 da ben sei anni.  – afferma Fardelli – All’interno verrà innovata la comunicazione con nuovi monitor, ma quello che più mi rende soddisfatto di questi investimenti messi in atto da Regione Lazio e Trenitalia, è che finalmente verrà abolita la vergogna delle barriere architettoniche. Non è più pensabile che un luogo non sia accessibile a chi non ha la possibilità di districarsi tra gradini marciapiedi scale e scalinate”. La ristrutturazione della stazione ferroviaria di Cassino fa parte di una progettualità messa in atto di concerto tra Regione Lazio e Trenitalia e che riguarda anche altre stazioni ferroviarie della FL6. “Anche Frosinone, Ferentino e Roccasecca rientrano nel progetto di ristrutturazione. La Regione Lazio del Presidente Zingaretti sta cambiando volto e sostanza ai trasporti. Dopo l’arrivo di nuovi treni che hanno migliorato le condizioni di viaggio, si punta anche alla fruibilità delle stazioni. Continuo a pressare la Regione Lazio affinchè si trovino soluzioni anche ai tempi di percorrenza che restano troppo lunghi rispetto alle necessità dei pendolari e soprattutto alla competitività di un intero territorio e su questo si sta lavorando” ha concluso il consigliere regionale Marino Fardelli.

 

7 luglio 2017 0

Ius Soli, cittadinanza a figli di immigrati: ecco cosa ne pensano i Cassinati

Di admin

Cassino – È sera, le luci dell’abbazia appese alla montagna scura sembrano renderla quasi un disco volante, da lontano, un oggetto estraneo alla nostra normalità. Annaffiamo le piante sul balcone, la nostra vicina sta ritirando la biancheria ormai asciutta, le sue mani scure spiccano sul bianco delle lenzuola. Scambiamo un cenno di saluto, l’attenzione è catturata dall’odore di spezie che si alza dal ristorante-kebab al limitare della strada, dove prima sorgeva un negozio storico di abbigliamento, ragazzi italiani aspettano il turno ridendo fra loro. Il cameriere arabo che li servirà è su per giù loro coetaneo.

È un frammento rubato all’attualità cassinate, invero uno scorcio traibile da qualsiasi realtà cittadina in Italia e, ormai, nella maggior parte del mondo. Si è così arrivati a parlare di “Ius Soli”, proposta di legge per la quale potranno ottenere la cittadinanza italiana i bambini stranieri nati in Italia, con almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno europeo di lungo periodo. Secondo le stime sono circa 600mila i figli di immigrati nati in Italia oggi, contemplati in un disegno di legge approvato nel 2015 e bloccato da un anno e mezzo in commissione affari costituzionali di palazzo Madama per la forte opposizione di alcuni principali partiti. (Fonte  www.Interno.gov.it)

In base alla riforma, potrà inoltre ottenere la cittadinanza anche il minore straniero nato in Italia o giunto prima di compiere dodici anni che abbia frequentato la scuola per almeno cinque anni o che abbia seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei a ottenere una qualifica professionale.  In questa categoria, dal nome “Ius culturae”, rientrerebbero circa 178mila bambini nati all’estero e che hanno già completato cinque anni di scuola in Italia.

Cassino negli ultimi anni si è guadagnata il titolo di “Città di accoglienza”, in una situazione che oscilla quotidianamente fra progetti di integrazione e difficoltà causate da ambo le parti. Abbiamo quindi dato la parola ai cassinati: commercianti, liberi professionisti, dipendenti pubblici, casalinghe e persino studenti i quali hanno espresso la propria opinione circa la possibile entrata in vigore della legge. Riportiamo per prima l’opinione di un medico, originario di Napoli, che vive a Cassino da 20 anni e ivi ha deciso di crescere i propri figli:

“Sbagliatissima perché per essere cittadino prima bisogna conoscere le tradizioni, lo stile di vita e il patrimonio culturale del Paese, aspetti per i quali necessita molto tempo prima di giungere al loro assorbimento. Dal punto di vista politico i nuovi cittadini sarebbero influenzati dal partito che rende loro tali, quindi sostituirebbero in maniera pericolosa quei voti che gli italiani, ormai sfiduciosi verso la politica attuale, non esprimono più”.

Di seguito, quella di un manager sempre in viaggio, il cui lavoro tocca Cassino come altre città italiane: “Mah…Se i genitori sono residenti da tanti anni in Italia e vi lavorano, hanno qui la propria vita e desiderano restarvi, è una legge appropriata. In caso contrario non avrebbe senso poiché non essendo i genitori legati al territorio i figli potrebbero lasciare il Paese, di conseguenza avere cittadini che non si curano dello Stato che li riconosce è controproducente. Stesso discorso per quanto riguarda i minorenni che studiano in Italia, infatti colui che diventa cittadino deve avere interessi a restare sul territorio e contribuire al suo sviluppo, attraverso il lavoro”.

È evidente come il problema principale ruoti attorno alla sfera culturale, elemento sottolineato dalle parole di una docente di filosofia, ormai in pensione, che ha insegnato nei licei cassinati per oltre 20 anni. Riportiamo di seguito la dettagliata spiegazione:

«Ritengo sufficiente la legge attualmente in vigore, ovvero la “ius sanguinis”, (dal latino, “diritto di sangue”) in vigore dal 1992, che concede la cittadinanza italiana a nuovi nati se almeno uno dei genitori è italiano e anche a figli di genitori stranieri, su domanda degli interessati, partoriti sul territorio italiano, ma solo al compimento dei 18 anni e se fino a quel momento abbiano risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente.

La mia posizione è giustificata da una riflessione di ordine etico: ritengo che possa essere considerato cittadino di una nazione chi di quella nazione in cui vive stabilmente da un lungo numero di anni condivida usi, costumi, tradizioni e mentalità ovvero sia pienamente integrato nel tessuto politico e sociale e soprattutto ne condivida regole e leggi. In difetto di ciò, qualunque persona non può essere considerata “cittadino” di una determinata nazione, ma semplice ospite, gradito, riconosciuto dal sistema, ma pur sempre e soltanto un ospite

Penso che una persona che, a prescindere dalla residenza, dall’istruzione e dall’utilizzo di mezzi, strumenti e condizioni socio-assitenziali e politiche di una nazione, non ne condivida le sue leggi o i suoi usi e costumi e non si senta in tal senso un “italiano” non abbia neppure interesse a chiederne la cittadinanza e non abbia neppure interesse a “votare” in quella nazione se non con l’intenzione di cambiare ciò che non condivide, ciò per cui non si sente simile ai cittadini di quella nazione.

Non comprendo l’interesse del legislatore in merito, che potrebbe trovare altre formule per garantire il riconoscimento e mantenimento dei diritti socio-assistenziali e giuridici, a residenti stabili e permanenti nel nostro territorio, senza per questo concedere “a pioggia” e “acriticamente” anche i diritti politici di cittadinanza a chi non si senta cittadino di un territorio ad esso utile solo a fini economici».

Anna Maria, madre di due figli, si limita ad osservare: “Più che ai figli dei migranti dovrebbero pensare ai nostri, stanno conoscendo tempi peggiori rispetto al passato e non è certo per rendergli questo che mio marito si spacca la schiena ogni giorno a lavoro, come tanti altri padri di famiglia”.

Sua figlia, 22enne, laureanda in Giurisprudenza, afferma “È un discorso difficile da affrontare nel clima socio-politico attuale: se si risolvessero prima i problemi degli italiani, questi accoglierebbero volentieri i figli dei migranti. Ma in una situazione quotidiana in cui è lo straniero ad essere favorito, ovviamente gli italiani non accetterebbero mai tale proposta”.

Giulia Guerra

7 luglio 2017 0

Body builder, sequestrate sostanze dopanti e farmaci. Sei persone denunciate

Di admin

Roma – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale Roma ha portato a termine un’importante operazione nel settore del contrasto al commercio illegale di prodotti dopanti e di farmaci privi di prescrizione medica. Prodotti potenzialmente pericolosi per la salute degli sportivi, tra l’altro ricompresi nella lista delle sostanze proibite stilata dalla “World Anti-doping Agency (W.A.D.A.)”, l’agenzia che coordina la lotta al doping nel mondo dello sport.

L’attività è stata avviata nel 2015, a seguito di mirati accertamenti da parte delle Fiamme Gialle della Compagnia di Colleferro su alcune palestre ubicate nei comuni della Valle del Sacco, frequentate prevalentemente da “body builder”, ma anche da alcuni soggetti noti agli investigatori per precedenti traffici illeciti.

I militari hanno quindi condotto una serie di indagini ad ampio raggio, caratterizzate da attenta attività di osservazione e pedinamenti, che in un primo tempo hanno dato luogo a svariati riscontri sul territorio con relativi sequestri di prodotti dopanti. Gli ulteriori approfondimenti, culminati con l’operazione “Body Nutrition”, che ha visto l’impiego di decine e decine di Finanzieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Velletri, hanno consentito di disvelare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale che “spacciava”, sull’intera piazza romana, importanti quantità di sostanze anabolizzanti di provenienza estera, occultandole all’interno di magazzini non dichiarati, esercizi commerciali e residenze stesse dei sodali. I 6 soggetti responsabili dell’illecito traffico, indagati per associazione a delinquere finalizzata all’importazione e distribuzione di medicinali anabolizzanti, gestivano anche diversi esercizi commerciali nell’ambito della provincia romana, ove venivano normalmente venduti anche prodotti ed integratori dietetici e per il fitness. Complessivamente, l’intera attività, attraverso la perquisizione di svariati immobili, attività commerciali, autoveicoli e magazzini non dichiarati, ha permesso di porre sotto sequestro e quindi ritirare dal mercato, soprattutto dal circuito delle palestre, circa 27.000 prodotti dopanti e farmaci privi di prescrizione medica. Sono stati inoltre sequestrati oltre 30.000 euro in contanti, numerose carte di credito/prepagate, smartphone, prescrizioni mediche in bianco, n. 2 autoveicoli e n. 3 intere attività commerciali. Si stima che il giro d’affari dei prodotti sequestrati ammonti a circa 70.000 euro mensili.

La maggior parte dei farmaci, risultati provenienti dall’Est Europa, erano stati acquistati ed importati dagli indagati direttamente attraverso siti internet specifici, senza esigenza terapeutica e pertanto al di fuori dei canali ufficiali. Sono tuttora in corso ulteriori investigazioni finalizzate a verificare ulteriori circuiti di approvvigionamento dei prodotti, nonché a riscontrare tutta la clientela dei soggetti denunciati. L’operazione di servizio conferma il vivo impegno e la costante dedizione della Guardia di Finanza a tutela dei cittadini, per il contrasto ad ogni forma d’illegalità e, nel caso di specie, alla delicata salvaguardia della salute pubblica messa a repentaglio da una pratica scorretta, quanto pericolosa come quella dell’uso di sostanze dopanti.

Foto repertorio

7 luglio 2017 0

Maxi sequestro di droga sull’A1 a Frosinone

Di admin

Frosinone – La scorsa notte, sull’autostrada A1, gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone hanno intercettato un ingente carico di droga diretto in questa provincia.

Gli uomini del sostituto commissario Fabrizio Di Giovanni hanno intercettato una vettura su cui viaggiavano 160 chili di marjuana. La vettura guidata da un uomo che è stato arrestato, proveniva da sud e probabilmente sarebbe uscito in uno dei caselli della provincia di Frosinone.

Ermanno Amedei  

7 luglio 2017 0

Sonia è tornata a casa a Collepardo, l’hanno cercata anche con l’elicottero

Di admin

Collepardo – Sonia è tornata a casa e sta bene. Sospiro di sollievo per i tanti che sono stati in apprensione è stato tirato in tarda serata quando un amico l’ha ritrovata a Collepardo.

La ragazzina era scomparsa nella notte tra mercoledì e giovedì ma i genitori se ne sono accorti solamente la mattina di ieri e a cercarla, temendo il peggio, sono arrivate anche le unità cinofile e un elicottero.

Per fortuna non sono serviti, Sonia è tornata da sola. Seppur giovane, sicuramente avrà capito che la  sua fuga ha causato, oltre a tanta apprensione, anche la messa in moto della macchina dei soccorsi che ha distolto risorse e personale da altre emergenze.

Ermanno Amedei