Categoria: Calabria

17 febbraio 2017 0

Italia crocevia della droga, sequestrati 4 quintali di cocaina diretti in Ucraina

Di admin
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Gioia Tauro – Gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – hanno individuato e sequestrato un altro, ingentissimo, carico di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro.

Lo stupefacente è stato rinvenuto all’interno di un container, che trasportava interiora di bovino in fusti, proveniente da Santos (Brasile) e destinato ad Odessa, in Ucraina. L’importante risultato conferma la validità dei percorsi di analisi operativa che, attraverso una serie di incroci documentali ed ulteriori riscontri, consentono l’individuazione di container sospetti successivamente sottoposti a controllo anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane ed unità cinofile della Guardia di Finanza.

 

La cocaina sequestrata, suddivisa in 354 panetti, per un totale di 390 chili avrebbe fruttato, con la vendita al dettaglio, circa 80 milioni di euro. L’attività svolta dalle Fiamme Gialle in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività di controllo volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel porto di Gioia Tauro che ha portato, nel seppure breve periodo che va dall’inizio del 2017, al sequestro di quasi mezza tonnellata di cocaina purissima.

19 luglio 2016 0

Scacco al “Re del Pesce”, misure per 58 indagati a Coaenza

Di admin

 

Cosenza – Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza, stanno eseguendo, nelle province di Cosenza e Salerno ed in altre localita’ del territorio nazionale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Dda di Catanzaro, nei confronti di 58 persone indagate tra l’altro per  associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina.

Al centro delle indagini del ros una delle piu’ pericolose e violente  cosche della ‘ndrangheta, con a capo muto Francesco Di Cetraro (cs) detto il “Re del pesce”, che ha monopolizzato per oltre 30 anni le risorse economiche del territorio curando fino al dettaglio la commercializzazione dei prodotti ittici, in un’area a forte impatto turistico, dei servizi di lavanderia industriale delle strutture alberghiere e della vigilanza in favore dei locali d’intrattenimento della fascia tirrenica cosentina e del basso cilento.

Parallelamente le indagini del comando provinciale di Cosenza hanno documentato un importate traffico di stupefacenti che, sotto il controllo del clan Muto, inondava di cocaina, hashish e marijuana le principali localita’ balneari della costa tirrenica calabrese, tra cui le note Diamante, Scalea e Praia a Mare.

Contestualmente sono stati sottoposti a sequestro beni per circa 7 milioni di euro.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’, alle ore 11.00, presso la  sede del comando provinciale dei carabinieri di Cosenza alla presenza del procuratore capo della repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri e dei vertici della direzione distrettuale antimafia.

10 marzo 2016 0

Usura della ‘Ndrangheta, 34 fermi di polizia a Reggio Calabria

Di admin

Reggio Calabria – Gli usurati dalla ‘Ndrangheta si sono ribellati al sistema mafioso a Reggio Calabria e hanno dato sputo ad indagini che sono culminate, questa mattina, con una operazione anticrimine condotta congiuntamente dalle Fiamme Gialle e dai Carabinieri nei confronti di un gruppo di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura ed esercizio abusivo del credito, con l’aggravante del metodo mafioso, operanti nella Locride ed, in particolare, nei Comuni di Siderno, Gioiosa Jonica e Marina di Gioiosa Jonica.

L’operazione, che ha impegnato oltre 400 militari, tra Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dello SCICO di Roma, e Carabinieri del ROS, del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori di Calabria”, ha portato all’esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica – DDA di Reggio Calabria a carico di 34 persone, nonché a perquisizioni nei confronti di 52 indagati ed al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e società per un valore di circa 15,5 milioni di Euro.

L’indagine, condotta sotto la direzione della D.D.A. di Reggio Calabria, prende le mosse dalla denuncia di un imprenditore operante nel settore tipografico, ora residente unitamente al suo nucleo familiare in località protetta, il quale ha delineato una complessa attività di usura posta in essere ai suoi danni da soggetti contiguialle cosche di ‘ndrangheta operanti nei Comuni della fascia Jonica della Locride, gli “Ursino–Macrì” e “Jerinò” di Gioiosa Jonica, i “Rumbo–Galea–Figliomeni” di Siderno, i “Bruzzese” di Grotteria, i “Mazzaferro” di Marina di Gioiosa Jonica.

Le successive indagini, anche di natura tecnica, avviate dalla Guardia di Finanza su delega della DDA della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, corroborate dalle autonome investigazioni dei Carabinieri del ROS sulle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, hanno permesso di ricostruire la struttura della locale della‘ndrangheta di Gioiosa Ionica, riconducibile alle famiglie URSINO – MACRI’ – JERINO’ e individuare un consistente giro di usura ai danni di oltre 50 soggetti ai qualile cosche applicavano interessi usurari oscillanti tra il 50% ed il 500% annuale.

Le indagini hanno evidenziato che quando la vittima di usura non poteva far fronte agli interessi mensili con il denaro veniva costretta, in alcuni casi, ad emettere fatture false a favore di società riconducibili e vicine agli usurai, al fine di far figurare costi mai sostenuti da queste ultime ed abbattere così la base imponibile ai fini della successiva tassazione.

Molti dei componenti della locale di Gioiosa Ionica sono già detenuti in quanto coinvolti in varie operazioni di polizia giudiziaria e colpiti da condanne, pertanto il provvedimento di fermo è stato emesso a carico degli affiliati in stato di libertà, sul conto dei quali sono emersi concreti elementi a suffragio della sussistenza del pericolo di fuga all’estero, in considerazione degli strettissimi legami tra la ‘ndrangheta di Gioiosa Ionica e la criminalità organizzata di matrice calabrese operante in Canada che, come accertato, tra l’altro nei processi “Crimine” e “Morsa sugli appalti”, costituisce una diretta emanazione della stessa “società” gioiosana.

L’esistenza della cosca URSINO di Gioiosa Ionica è stata sancita con sentenza passata in giudicato nel luglio 2014 a conclusione del procedimento penale relativo all’operazione “MISTERO” della D.D.A. di Reggio Calabria, scaturito dall’omicidio di SIMARI Pasquale [cl.1965, ucciso nel luglio 2005] che ha portato alla condanna, fra gli altri, di URSINO Antonio per associazione mafiosa.Più di recente, l’operazione “NEW BRIDGE”, conclusa nel febbraio 2014, ha evidenziato il coinvolgimento degli URSINO nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in connessione con la famiglia mafiosa siciliana dei “GAMBINO” di New York.

Oltre ai 34 fermi operati da Carabinieri e Finanzieri (elenco in allegato – tra cui due soggetti risultati irreperibili), le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di beni per un valore stimato di 15,5 milioni di euro (elenco in allegato), in esito aindagini patrimoniali che hanno consentito di individuare abitazioni,ville, attività commerciali, automezzi e conti correnti bancari illecitamente accumulati e quindi sequestrati ai sensi della normativa antimafia.

I fermati sono stati tutti associati in carcere.

25 gennaio 2016 0

Cosenza, blitz antiterorrismo: arrestato un foreign fighter – VIDEO

Di admin

Cosenza – Nel luglio dello scorso anno, i poliziotti della Digos di Cosenza hanno effettuato una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del cittadino marocchino bloccato presso l’Aereoporto di Fiumicino in entrata dalla frontiera turca da dove era stato respinto per motivi di “sicurezza pubblica”. Al momento del controllo, oltre al passaporto marocchino con cui è stato identificato, era in possesso di un unico bagaglio a mano (zaino multitasche) contenente un pantalone di tipo militare con le tasche laterali, una camicia, biancheria intima, un tappeto da preghiera, un libro in lingua araba, una pubblicazione dei Fratelli Musulmani sui comportamenti che deve tenere un buon musulmano secondo il Corano, due telefoni cellulari e denaro contante per la somma di euro 800.

Nel corso della perquisizione il personale della Digos ha avuto modo di apprendere dai familiari presenti che nella stessa serata avrebbe dovuto fare rientro a casa, elemento contrastante con la sua presenza nella stessa giornata ad Istanbul da dove è stato respinto, motivo per il quale, unitamente ad altri, si legittimava la supposizione che lo straniero potesse essere partito alla volta della Siria con l’intenzione di combattere a fianco dei guerriglieri dell’ISIS.

Ciò posto e ritenendo probabile che il soggetto potesse reiterare il tentativo di recarsi in territori di jihad, sono stati attivati alcuni servizi tecnici e, contemporaneamente, sono state svolte alcune attività tipiche di Polizia durate oltre sei mesi.

Al termine dei predetti accertamenti si sono evidenziati ed accertati una serie di indicatori che hanno evidenziato una “naturale” propensione dello stranierol a sposare la causa dell’Isis: utilizzo di piattaforme di comunicazione diverse da quelle abituali (soprattutto whatsapp); l’accanito interesse per immagini, filmati e altri contenuti propagandistici riferiti all’organizzazione terroristica dello Stato Islamico, linkati quotidianamente tramite diversi siti telematici d’area, i cui contenuti rimandano a forme di addestramento e combattimento tra soggetti incappucciati, tutti contrassegnati dall’inconfondibile “brand” dello Stato Islamico; la volontà di raggiungere la Turchia e successivamente il progetto di trasferirsi in Belgio; l’estremo rigore nel seguire i dettami del Corano; alcuni accorgimenti tenuti durante la navigazione in internet per evitare di ricevere virus, per evitare di essere intercettati e come operare al fine di disattivarli.

I numerosi elementi raccolti sull’odierno indagato, pertanto, hanno costituito una solida base sulla quale integrare i diversi profili penali contemplati dalla nuova legislazione antiterrorismo, provvedimento emanato per affinare l’attività di contrasto al terrorismo internazionale con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti foreign fighters, cioè di quei soggetti reclutati e/o addestrati/auto-addestratisi soprattutto in occidente che si spostano in aree di crisi per unirsi ad organizzazioni terroristiche.

Al termine delle attività d’indagine, la Procura della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha proposto al competente G.I.P. l’adozione di misura di custodia cautelare – per i reati contemplati dalla nuova legislazione antiterrorismo per come introdotta dalla legge n. 43 del 17 aprile 2015, con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti foreign fighters, art. 270-quinquies del c.p. – che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del marocchino, eseguita in data odierna.

25 gennaio 2016 0

Operazione antiterrorismo della Polizia, arrestato 25enne marocchino a Cosenza

Di admin

Cosenza – Blitz antiterrorismo all’alba di oggi in provincia di Cosenza. I poliziotti della Digos della Questura di Cosenza, coordinati dal Servizio centrale Antiterrorismo, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un marocchino di 25 anni, radicalizzato e residente a Luzzi (CS).

Il 25enne è indagato per i reati contemplati dalla nuova legislazione antiterrorismo, introdotta dalla legge n. 43 del 17 aprile 2015, con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti foreign fighters, art. 270-quinquies del c.p.

Le indagini dei poliziotti della Digos di Cosenza e dell’Antiterrorismo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nei confronti del marocchino arrestato, sono iniziate a luglio del 2015 .

L’arrestato, il 10 luglio del 2015, aveva raggiunto la Turchia ma è stato fatto rientrare in Italia dopo che le autorità Turche, d’intesa con gli uomini dell’Antiterrorismo Italiano, ne avevano evidenziato la pericolosità respingendolo per motivi di “sicurezza pubblica”.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattianta presso la questura alla presenza del Questore di Cosenza, dr. Luigi Liguori e del Coordinatore della Direzione Distrettuale di Catanzaro. Dr. Giovanni Bombardieri.

5 novembre 2014 0

Allerta meteo, numerose regioni in criticità rossa

Di admin

La perturbazione di origine atlantica annunciata nei giorni scorsi e già attiva su diverse regioni, continuerà a determinare condizioni di spiccato maltempo sulla nostra Penisola attraversandola da Nord a Sud.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende quelli diffusi nei giorni scorsi. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dalla mattina di domani, giovedì 6 novembre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e sui settori occidentali di Abruzzo e Molise.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

E‘ ancora valido comunque, fino alla giornata di domani, l’avviso di condizioni meteorologiche avverse emesso nella giornata di ieri per Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna.

Sempre dalla mattinata di domani inoltre, si prevendono sulle regioni meridionali e sulla Sicilia, venti di burrasca in intensificazione fino a burrasca forte dai quadranti meridionali con mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base delle precipitazioni previste e in atto è stata valutata per domani criticità rossa per rischio idrogeologico localizzato per buona parte del Friuli Venezia Giulia, per il Veneto centro- settentrionale, il levante ligure, la Versilia e la Toscana meridionale, l’Umbria, gran parte del Lazio, il versante ionico della Calabria e la Sicilia orientale.

La criticità sarà invece arancione per rischio idraulico diffuso per le pianure di Modena e Reggio Emilia in Emilia Romagna e per la Lombardia occidentale.

Criticità sempre arancione per rischio idrogeologico localizzato per la Lombardia centro-settentrionale, buona parte della Liguria, l’Emilia Romagna centro-occidentale, il Veneto meridionale, il Friuli Venezia Giulia meridionale, le restanti zone della Toscana, la provincia di Rieti nel Lazio, l’Abruzzo occidentale, la parte interna del Molise, la Campania, la Basilicata, parte della Puglia Ionica, la restante parte della Calabria, la Sicilia centrale e l’intera Sardegna.

La criticità sarà gialla per rischio idrogeologico localizzato per la Provincia autonoma di Trento, il ponente ligure, il Piemonte orientale e meridionale, le Marche, l’Abruzzo e Molise costieri, la Puglia e la Sicilia occidentale. Infine è prevista criticità gialla per rischio idraulico diffuso per la Lombardia sud-orientale e le Marche meridionali.

È utile ricordare che le valutazioni di criticità idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio, in particolare, la criticità rossa indica la possibilità di: estese frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango; possibili attivazione o riattivazione di fenomeni di instabilità dei versanti, anche profonde e di grandi dimensioni; possibile caduta massi. Ingenti ed estesi danni a edifici e centri abitati, infrastrutture, beni e servizi, sia prossimi sia distanti dai corsi d’acqua, o coinvolti da frane o da colate rapide. Grave pericolo per la pubblica incolumità.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

13 marzo 2014 0

Ndrangheta, sequestrati beni per 420 milioni di euro alle cosche Aquino e Morabito

Di admin

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, dello S.C.I.C.O. di Roma e del Gruppo di Locri, al termine di articolate indagini di polizia giudiziaria – coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Direzione Distrettuale Antimafia – in esecuzione di provvedimenti ablativi emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – hanno sequestrato un ingente patrimonio mobiliare, immobiliare e societario, per un valore stimato di circa 420 milioni di euro, in pregiudizio dei locali di AFRICO e MARINA DI GIOIOSA JONICA ed, in particolare, delle cosche AQUINO e MORABITO. L’inchiesta, avviata nell’ambito dell’Operazione “METROPOLIS”, aveva già consentito, in data 05.03.2013, di disarticolare – con l’arresto di 20 soggetti per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti – le due potenti cosche egemoni sulla costa ionica del territorio calabrese. Le investigazioni avevano consentito di accertare come le cosche MORABITO ed AQUINO, attraverso un’articolata e complessa rete di società italiane ed estere, fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle più belle aree balneari della Regione Calabria. Nel mese di marzo 2013, la locale D.D.A. delegava il Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, il Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e il Gruppo di Locri, l’esecuzione di mirate indagini patrimoniali, nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi nonché nei confronti dei rispettivi nuclei familiari e di persone fisiche, prestanomi e società all’uopo individuati e riconducibili – a qualsiasi titolo – ai predetti soggetti. L’esito dei riscontri, unitamente alla laboriosa comparazione con gli elementi infoinvestigativi – emersi dalle indagini tecniche – ha consentito di individuare alcuni prestanomi e/o soggetti utilizzati strumentalmente all’illecito arricchimento dei sodali e quindi delle due locali di ‘ndrangheta. Tra l’altro, scelta investigativa particolarmente incisiva si è rivelata la predisposizione ed acquisizione delle tavole ortografiche e fotogrammetrie satellitari su tutti i beni immobili oggetto di investigazione. Successivamente, attraverso un’accurata rielaborazione, sono stati confrontati i numerosissimi dati acquisiti, mettendo in risalto l’aspetto della sperequazione tra redditi dichiarati e l’incremento patrimoniale accertato, per poi procedere ad una nuova e definitiva analisi contabile, che ha consentito di evidenziare un eccezionale arricchimento patrimoniale dei soggetti attenzionati, realizzato nel corso degli ultimi quindici anni. La complessa attività di ricostruzione effettuata dai tre Reparti del Corpo ha portato la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ad emettere i provvedimenti di sequestro eseguiti in data odierna con i quali si è sottratto alla ‘ndrangheta un patrimonio illecitamente accumulato tra beni mobili, immobili, attività commerciali e disponibilità finanziarie, ed investito principalmente nel settore turistico-alberghiero. In particolare, si è eseguito il sequestro del seguente patrimonio: 1) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della METROPOLIS 2007 S.r.l. di Bianco (RC); 2) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CA.GI.MM. S.a.s. di SCIPIONE Daniele & C. di Bovalino (RC); 3) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della CORSILOPE ITALIA S.r.l. di Reggio Calabria; 4) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della BELLA CALABRIA 2005 S.r.l. di Bianco (RC); 5) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della B.C. IMMOBILIARE S.r.l. di Bianco; 6) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della ISCA DREAM S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 7) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LAGANO COSTRUZIONI S.r.l. di Isca sullo Jonio (CZ); 8) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della R.D.V. S.r.l. di Roma; 9) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della VECO COSTRUZIONI S.r.l. di Roma; 10) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della F. & C. S.r.l. di Brancaleone; 11) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della LA ROSA DEI VENTI di Cuppari Alessandro & C. S.a.s. di Brancaleone; 12) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della HIT STORE S.a.s. di Antonio VALLONE & C. di Marina di Gioiosa Jonica; 13) capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale della OPEN SPACE ONE S.a.s. di VALLONE Antonio & C. di Bovalino; 14) Nr. 7 veicoli commerciali; 15) Nr. 7 autovetture di lusso; 16) Tutti i conti correnti e disponibilità finanziarie intestati o riconducibili ai soggetti attenzionati, per un valore stimato di circa 420 milioni di euro.

2 dicembre 2013 0

Natante in difficoltà al largo delle coste calabre soccorso da Marina Militare e Capitaneria di Porto

Di admin

La Marina Militare e la Capitaneria di Porto sono impegnate, al largo delle coste calabre – fin da ieri – nel soccorso di un natante con a bordo circa 120 migranti tra cui molte donne e bambini. L’allarme è stato lanciato da un cittadino egiziano con una telefonata satellitare giunta al Comando generale delle Capitanerie di porto. Nella serata di ieri la fregata Grecale della Marina Militare, impegnata nell’Operazione Mare Nostrum, ha raggiunto il natante, ma le avverse condizioni del mare non hanno consentito fino ad ora il trasbordo del personale sui mezzi di soccorso. Per tutto il periodo aerei, pattugliatori ed elicotteri della Marina Militare – decollati dalle unità del dispositivo Mare Nostrum – un elicottero AW139 ed un velivolo ATR 42 della Capitaneria di Porto e un velivolo Atlantic dell’Aereonautica Militare con equipaggio misto Marina-Aereonautica, si sono alternati per monitorare le condizioni del natante nell’eventualità di intervenire, qualora necessario, con il lancio di battelli autogonfiabili e salvagenti individuali. Sul posto sono intervenuti sette navi mercantili in transito che, navigando intorno al peschereccio, offrono riparo dalle onde e maggiore sicurezza per la stabilità. Nell’area sono presenti la fregata Grecale che ha assunto il compito di coordinatore delle operazioni e che sta trasbordando, tramite la CP 323 della Capitaneria di Porto, salvagenti individuali a bordo del peschereccio oltre a diversi generi alimentari.

5 novembre 2013 0

Terremoto, scossa di mangitudo 3.3 e 2.8 in provincia di Cosenza

Di admin

Due eventi sismici sono stati avvertiti dalla popolazione in provincia di Cosenza, le località prossime all’epicentro sono i comuni di Papasidero, Laino Castello e Mormanno. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia gli eventi sismici sono stati registrati alle ore 18.25 e alle 18.26 con magnitudo rispettivamente di 2.8 e 3.3. Dalle verifiche effettuate da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

8 ottobre 2013 0

Terremoto di magnitudo 2.7 tra le province di Cosenza e Potenza

Di admin

Un evento sismico è stato avvertito questa mattina tra le province di Potenza e Cosenza. L’epicentro è stato localizzato nei comuni di Trecchina, Lauria, Matera (PZ) e Tortora (CS). Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 12.33 con magnitudo 2.7. Dalle verifiche effettuate da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.