Tag: bitcoin

14 settembre 2018 0

Cassino: Torna l’appuntamento con il Cryptodrink. Tutto su Bitcoin e criptovalute

Di redazione
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Secondo incontro CryptoDrink questa sera alle ore 18:00 presso il Symposio Context Cafè di via Tommaso Piano a Cassino. Torna, dunque, l’appuntamento per saperne di più di Bitcoin e Blockchain ma anche di Mining, delle Coin più importanti e di Trading Bot su intelligenza artificiale. Con l’occasione si festeggerà anche la neonata Associazione “CryptoHub” con lo scopo di : – Educare con diffusione della conoscenza del protocollo Bitcoin e promuovere la tecnologia Blockchain. -Condivisione per favorire la condivisione di materiale e risorse tra i membri dell’organizzazione. – Network creare una rete di universitari con diversi background così da favorire lo sviluppo di progetti legati alla Blockchain. Dopo il seguitissimo primo appuntamento, si passa dunque al secondo step con la presenza degli esperti relatori pronti a rispondere ad ogni domanda e curiosità sulle criptovalute e sulla diffusione massiccia a livello mondiale. Tutti al Symposio Context Cafè allora per essere aggiornati sulla moneta digitale, sulle ultime novità e sulle più disparate tematiche legate alle criptovalute.

28 luglio 2018 0

Tutto sui bitcoin, primo corso a Cassino tra curiosità e lungimiranza

Di redazione

Cassino – Si è tenuto nel pomeriggio di ieri presso la sala del Symposio Cotest Caffè di via Tommaso Piano il primo corso per saperne di più sui bitcoin. Dedicato a chi desidera conoscere in maniera più approfondita la tematica della criptovaluta, e a chi invece già ha iniziato a prendere confidenza con il sistema anche praticando o solcando l’idea di qualche iniziale investimento alla luce dell’elevato valore della moneta digitale in questione. Relatore del meeting il consulente ed informatico, Stefano D’Agostino. Il cryptodrink, così battezzato, è stato un incontro, durante il quale si è parlato di Bitcoin, Blockchain e criptovalute. L’esperto relatore ha spiegato cos’è il Bitcoin e come funziona. Ha focalizzato l’attenzione sulle tecnologie attualmente in dotazione, sulle transazioni e ha fornito dati aggiornatissimi circa l’espansione del sistema e la risposta a livello di mercato. Si è poi parlato del mining e delle regole di base. A fine corso i presenti hanno potuto rivolgere ai tecnici tutte le domande e hanno espresso le curiosità su un mondo che sembra apparentemente così lontano, ma che invece presenta progetti di grande lungimiranza e concretezza. Oltre che sul discorso investimento, si è discusso anche della diffusione del bitcoin per i pagamenti. Attualmente in Italia la risposta è estremamente interessante nelle zone del Nord, in particolare del Trentino dove il sistema è fruibile nei modi più agevoli e naturali grazie alla presenza di meccanismi adeguati e alla risposta massiccia degli esercenti. Cassino attualmente rientra tra le 31 città italiane ad avere il bancomat per le criptovalute mediante il quale acquistare Bitcoin. N.C.

7 luglio 2018 0

Il primo Bancomat Bitcoin del Lazio e del centro Italia si trova a Cassino

Di admin

ATTUALITÁ – Da Pisa fino a Napoli per oltre 550 km il primo Bancomat Bitcoin che si incontra, si trova a Cassino e sui forum di settore Bitcoin come Bitcointalk messaggi di complimenti per l’iniziativa, e qualcuno dice: “finalmente!”.

Cassino rientra tra le 31 grandi città italiane ad avere un bancomat per le criptovalute, più del 70% delle installazioni sono nel Nord Italia, attraverso il bancomat è possibile acquistare Bitcoin in maniera semplice e veloce.  Tra i 3430 bancomat al mondo che offrono questo servizio possiamo dire con orgoglio che a Cassino siamo al passo con i tempi.

Il Bancomat consente non solo di acquistare la criptovaluta più quotata, il “Bitcoin (BTC)“ ma anche altre criptovalute come Ethereum e Litecoin ed in futuro Dash e Zcash Il progetto, molto ambizioso, è portato avanti dalla società NEW COMMUNICATION esperta del mercato delle criptovalute e fintech ( finanza tecnologica) anche attraverso il sito www.bancomatbitcoin.it. Per chi non li conoscesse ancora, i Bitcoin sono la moneta digitale per eccellenza e attualmente rappresentano il 42% del mercato delle cosiddette “criptomonete”, grazie alla sua capitalizzazione per 96 miliardi di euro con una crescita costante trovando oggi diffusione anche al di fuori della rete, divenendo un vero e proprio mezzo di pagamento per negozi fisici e online, B&B ed ecommerce on-line Il Bancomat, di facile utilizzo, permette ai clienti di acquistare moneta virtuale facilmente, basta infatti scaricare un App per iOS o Android per il Wallet Bitcoin tra queste Bread Wallet, Airbitz, Copay , BitPay avvicinarsi al bancomat e seguire le istruzioni di acquisto sullo schermo. Tutto avviene secondo gli standard di legge attraverso il riconoscimento dell’utente KYC (know your customer), anti riciclaggio (AML-  Anti money laundering) e antiterrorismo con una connessione diretta dei database OFAC. I vantaggi di un Bancomat per Bitcoin sono svariati, e consentono di sfruttare al meglio le funzionalità di questa tecnologia: -Immediato: la tecnologia bancomat è completamente immediata e veloce, le transazioni degli svariati wallet ed exchange Bitcoin richiedono ore, sui bancomat tutto è invece istantaneo. -Semplice: i bancomat concorrenti richiedono un wallet di terze parti, mentre svariate soluzioni risultano essere integrate. -Cash: i Bancomat accettano il denaro contante, mentre invece gran parte degli altri exchange necessitano di costosi e lenti bonifici. Il bancomat è sempre attivo 24/24 presso Area Varlese, via Ausonia 2, Cassino
3 febbraio 2018 0

La puntura di Ultimo… ai Bitcoin

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “In ventiquattr’ore il Bitcoin ha perso valore per 100 miliardi di dollari. Quando si dice moneta virtuale nel vero senso della parola…” Ultimo

28 settembre 2017 0

Da Frosinone bloccavano computer e chiedevano riscatti in bitcoin per sbloccarli, 2 arresti e 5 denunce

Di admin

FROSINONE – Il sistema ideato da un gruppo di ciociari rappresenta l’ultimo baluardo tecnologico in fatto di estorsione. A finire in manette è stato un programmatore e disegnatore di siti web di Frosinone e un suo aiutante di Prossedi. Altre cinque persone di Frosinone, sono state denunciate. L’indagine svolta dai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della guardia di Finanza ha permesso di tracciare  i contorni del gruppo composto da sette persone tutte indagate per associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, alla frode informatica ed all’autoriciclaggio.

Il provvedimento, emesso dal GIP di Frosinone su richiesta del Procuratore della Repubblica, Giuseppe De Falco, ha disposto la custodia cautelare in carcere per due soggetti e la misura dell’obbligo di firma per altri cinque membri dell’organizzazione nonché il sequestro del capitale sociale e del complesso aziendale di una società e di tutte le disponibilità finanziarie giacenti sui conti correnti riconducibili all’organizzazione.  Le articolate indagini condotte dagli uomini dl Tenente colonnello Calogero Scibetta,  hanno tratto origine dall’analisi di numerose “segnalazioni per operazioni sospette” con le quali gli intermediari finanziari evidenziavano un anomalo utilizzo di carte ricaricabili sulle quali era transitato, in circa un anno, oltre 1 milione di euro.

“L’operazione denominata “Virtual Money” – si legge in una nota della Guardia di Finanza – ha permesso di smantellare l’organizzazione criminale che aveva una particolare metodologia delinquenziale: in sostanza alcuni sodali inoculavano nei personal computer di ignari utenti, il virus denominato criptolocker con il quale bloccavano l’utilizzo dello strumento informatico. Per riottenerne la disponibilità gli utenti erano costretti a pagare un riscatto, rigorosamente in bitcoin, da acquistarsi su siti di cambiavalute riconducibili agli indagati. Il controvalore, di circa 400 euro per ogni estorsione, veniva accreditato su carte di credito ricaricabili intestate a soggetti prestanome e comunque nella disponibilità del vertice dell’organizzazione. I finanzieri hanno anche ricostruito i successivi movimenti di denaro che, dalle carte ricaricabili, confluiva su conti correnti nazionali e, da quest’ultimi, all’estero Guardia di Finanza nucleo speciale polizia valutaria per l’acquisto di ulteriori bitcoin”.

Le vittime venivano scelte in tutta Italia e in particolare in Toscana e Lombardia. La mente dell’organizzazione sarebbe l’informatico di Frosinone. L’arrestato di Prossedi era, invece il suo aiutante diretto, mentre gli altri cinque indagati, sarebbero coloro che provvedevano a procacciare teste di legno a cui intestare conti correnti. L’associazione provvedeva inoltre alle spese legali. I finanzieri, infatti, avrebbero accertato che quando uno dei solidali veniva individuato e denunciato per truffa, l’organizzazione provvedeva a sostenere le spese legali in sua difesa.

Ermanno Amedei