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25 settembre 2016 0

Manifestazione nazionale contro la direttiva Bolkestein, parteciperano anche ambualanti e stabilimenti di Latina e Frosinone

Di Antonio Nardelli
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Saranno almeno 2000 gli ambulanti delle Provincie di Latina e di Frosinone che la Associazione Imprese Oggi, insieme alle altre promotrici, è riuscita a mobilitare per la Manifestazione Nazionale contro la Direttiva Bolkestein che si svolgerà a Roma il prossimo mercoledì 28 settembre.

Partiranno con ben 4 pullman da Fondi, da Formia, da Latina e da S. Giorgio a Liri, ma raggiungeranno Roma anche con i treni da Cisterna, da Frosinone, da Cassino e da Valmontone.

Ad essi si sono aggiungeranno anche gli stabilimenti balneari della Provincia di Latina ed altre categorie commerciali decideranno lunedì prossimo la loro partecipazione.

Forte e coesa è stata dunque la risposta degli operatori che hanno compreso la posta in gioco che riguarda il futuro delle proprie attività ed il mezzo attraverso cui sostengono le loro famiglie.

Ricordiamo che è in gioco la titolarità delle concessioni, che scadranno il 5 luglio 2017, che dovranno essere messe a Bando per una durata limitata a soli 7, 9 o 12 anni.

Nelle Provincie di Latina e di Frosinone ciò riguarda circa 4.000 aziende ambulanti, che svolgono la loro attività in ben 120 mercati settimanali ed in oltre 40 mercati giornalieri, che offrono lavoro ad oltre 30.000 aziende e collaboratori.

Parliamo di un aggregato umano paragonabile per dimensioni ai dipendenti ed addetti della ex FIAT di Cassino.

Proprio per questa ragione ben 17 Sindaci ed Amministrazioni Comunali delle due Provincie (Cori, Sezze, Maenza, Roccagorga, Priverno, Terracina, Monte S. Biagio, Sperlonga, Fondi, Lenola, Pastena, Pico, S. Giorgio a Liri, Coreno Ausonio, Spigno Saturnia, SS. Cosma e Damiano e Gaeta) hanno condiviso le preoccupazioni degli operatori ambulanti e balneari e marceranno con la fascia tricolore a Roma a sostegno delle loro richieste.

Altri Sindaci ed Amministrazioni Comunali delle Provincie di Latina e Frosinone decideranno la loro adesione entro mercoledì prossimo.

E’ bene ricordare che il fronte degli Enti locali contro la Direttiva Bolkestein si è ulteriormente allargato alle Regioni Lombardia, Piemonte, Toscana e Puglia che hanno deliberato Proposte di Legge ed Ordini del Giorno con i quali chiedono al Parlamento ed al Governo di stralciare il commercio ambulante dalla Direttiva Bolkestein.

Altre Regioni discuteranno presto analoghi ordini del giorno.

Infine l’attività della Associazione Imprese Oggi nel Centro Italia ha fatto si che si mobilitassero e decidessero di partecipare alla Manifestazione di Roma anche operatori ambulanti e balneari della Regione Campania (partiranno ben 6 pullman dai mercati di Napoli e dalla Provincia di Caserta) e dalla Regione Molise (altri 2 pullman da Campobasso ed Isernia).

La stampa Nazionale e locale (ricordiamo tra l’altro gli articoli su Il Mattino di Napoli del 30 agosto), i social network ed i numerosi quotidiani di informazione on line di tutta l’Italia hanno accompagnato le iniziative di mobilitazione svolte a Napoli, a Latina, a Campobasso a Fondi e nei mercati o hanno rilanciato le notizie come la Lettera Aperta inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Unica nota stonata di questa vicenda è stata la ennesima maldestra iniziativa della FIVA e della Confcommercio di Latina – o Lazio Sud, come si fanno chiamare oggi!!!, ma potevano anche aggiungere Impero del Mezzogiorno giacché c’erano – che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai Sindaci piena di inesattezze e che addirittura omette di dire la cosa principale: che le concessioni dal 5 luglio 2017 andranno a Bando e che la loro durata scadrà al massimo dopo 12 anni. E questo la dice lunga sulla serietà, onestà intellettuale e competenza di queste organizzazioni ormai allo sbando e sempre più prive di rappresentatività tra gli operatori.

14 settembre 2016 0

Mercati rionali minacciati dalla Bolkestein, Delle Fontane (Fiva): “Con i punteggi abbiamo salvato le aziende”

Di admin

Lazio – La direttiva Bolkestein non fa tremare solamente i titolari di concessioni balneari, ma anche i commercianti ambulanti. In troppi pensano che la direttiva europea, vista come un terremoto che annulla investimenti e diritti assicurati per anni solamente sulle spiagge ma il grosso, avviene nell’entroterra, in ogni area mercatale dove, da sempre, si svolgono i mercati quotidiani, bisettimanali, settimanali. Anche quelle aree, indicate come piazzole, date in concessione dal comune a imprenditori che lo hanno tramandato ai figli anche per decenni facendone vere e proprie aziende di famiglia, rischiano di finire assegnate in seguito ad un bando al quale può partecipare chiunque. Significa cancellare il passato e togliere il diritto a chi, per decenni, ha lavorato in quei pochi metri quadri trasformandolo in un punto di riferimento con un proprio livello qualitativo.

Roberto Delle Fontane, presidente Fiva (federazione italiana venditori ambulanti) Lazio   di Confcommercio invita alla calma e dice: “Non appena abbiamo scoperto che anche i rappresentanti italiani in Europa avevano votato per approvare la direttiva Bolkestein ci siamo attivati per mettere in salvo le nostre aziende. Non è stato semplice, ma dopo una lunga battaglia, siamo arrivati ad un punto di incontro con le istituzioni europee. Si rischiava che le aziende venissero private di quelle piazzole che occupavano da anni per essere riassegnate con un bando al miglior offerente. Siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento dell’anzianità di frequenza di posteggio. Si riconosce un punteggio di partenza per l’assegnazione della piazzola, a chi l’ha occupata in precedenza, a chi ha una anzianità di scrizione al registro imprese, alla camera di commercio e a chi ha pagato i posteggi in maniera regolare. Si chiamano criteri di professionalità e che danno un punteggio di partenza tale da assicurare la continuità alle aziende”.

Ecco quindi che l’iscrizione al registro delle imprese da 0 a 5 anni danno 40 punti, da 6 a 10 ne danno 60.

I vecchi titolari del posto banco che concorre al bando per riottenerlo hanno altri 40 punti.

“Così abbiamo messo in salvo tante aziende per un periodo di tempo che va dai 9 ai 12 anni, a discrezione dei comuni. Nel Lazio, inoltre, siamo riusciti a scongiurare la necessità di presentare la regolarità dei versamenti contributivi che resta facoltativa e quindi non obbligatoria ma nel caso la si presenti, da un punteggio maggiore”.

Ermanno Amedei