Tag: distruzione

8 giugno 2018 0

Questura di Frosinone, 80 tra fucili e pistole destinate alla distruzione

Di admin
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FROSINONE – Ottanta pezzi, tra pistole e fucili sono stati destinati alla distruzione dall’Ufficio Armi della Divisione P.A.S.I della Questura di Frosinone. Le armi, frutto di ritiri o consegne, saranno portate nella struttura militare del  Ce.Ri.Mant. di Napoli, mentre quelle ritenute dal  Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) di  interesse storico – culturale continueranno ad essere custodite presso le armerie degli Uffici di P.S. per il successivo riscontro in loco da parte della competente Soprintendenza.

Il “fortino  della rottamazione” è composto da armi ritirate a detentori che non avevano regolarizzato la loro posizione o da spontaneo versamento di eredi che hanno dichiarato la volontà di disfarsene.

Il Primo Dirigente dr.ssa Antonella Chiapparelli, a capo della già citata Divisione, pertanto ricorda che chi eredita armi deve provvedere alla segnalazione all’Autorità di P.S. o ai Carabinieri, che prenderanno le armi e daranno all’erede un termine per acquisire il nulla osta all’acquisto (o una licenza di porto d’armi – se non in possesso) per poter detenere legalmente le armi; ovvero potrà trasferire le armi ad un soggetto legittimato (titolare di licenza di porto d’armi) entro un termine stabilito.

A riguardo si invitano gli utenti a produrre istanze di rilascio/rinnovo per porto d’armi corredate da certificati medici rilasciati presso la A.S.L. o all’interno della struttura militare ove il medico presta servizio.

Il certificato dovrà presentare la seguente dicitura “Certificato redatto all’interno della struttura di appartenenza”, debitamente firmato dal medico interessato -la certificazione medica rilasciata in sedi diverse (autoscuole, armerie, patronati, associazioni, etc ), non essendo più conforme alle disposizioni di legge, non potrà essere più accettata.

16 marzo 2018 0

Una stele a memoria e monito delle vittime della distruzione di Cassino

Di redazionecassino1

CASSINO –  “Quali e quanti sono i luoghi in cui si sono svolti i principali avvenimenti della Battaglia di Cassino nel marzo del 1944? E come può il turista che si trovi a percorrere le strade cittadine conoscerne la storia, e sapere cosa vi accadde? Come può fare il parente di un soldato deceduto in quei tragici frangenti, che venga in visita a Cassino, per ritrovarne le tracce e “rivivere” i luoghi degli ultimi istanti di vita del proprio congiunto? – gli interrogativi contenuti in una nota dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav. “Una risposta in questo senso sta cominciando a fornirla l’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, che in accordo con le principali istituzioni della Città Martire porterà avanti una serie di iniziative che hanno lo scopo di valorizzare il patrimonio storico e culturale cittadino, ma non di meno hanno il chiaro intento di diffondere un messaggio di pace e riconciliazione, mantenendo ferma la condanna delle stragi perpetrate dai nazisti e dai fascisti a danno delle popolazioni inermi.

Domenica 18 marzo alle ore 15:00, sarà inaugurato il primo di una serie di memoriali che segneranno i percorsi della “Memoria Viva”, quegli itinerari cioè che indicati da cartelli e targhe scritte in diverse lingue, accolgano il turista fornendogli tutta una serie di informazioni utili a ripercorrere le varie tappe degli avvenimenti bellici nel territorio cassinate. Una stele commemorativa con targhe descrittive, sarà collocata domenica 18 in via Gaetano Di Biasio, nel punto esatto dell’area della Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e comando del Capitano Ferdinand Foltin.

Questo luogo insiste fisicamente nel nodo urbano che, prima del 1944, si identificava nei palazzi “Iucci”, “Silvestri” e “Danese (Hotel Excelsior-Continental)”, che nei primi mesi del 1944 divennero la roccaforte dei paracadutisti tedeschi.

La realizzazione della stele “A memoria e monito, e in ricordo delle vite stroncate dall’assurdità e dalla violenza della guerra”, per tutti i militari e tutti i civili morti nella battaglia, è stata promossa ed interamente finanziata dall’Associazione Paracadutisti Tedeschi di Nagold, del presidente Dieter Nell: per rappresentare il desiderio di riconciliazione con la nostra popolazione, soprattutto per condividere la sofferenza per le perdite umane sia di parte alleata che di parte tedesca, e per scongiurare il ripetersi delle turpi stragi di allora, sarà presente alla manifestazione il Generale Hans-Werner Fritz che è Presidente della Confederazione Tedesca Paracadutisti. Alla cerimonia di svelamento della stele, il Sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, l’Assessore alla Cultura Nora Noury, Hans-Werner Fritz con Dieter Nell.

Pino Valente, Presidente dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, e Roberto Molle, Presidente dell’Associazione Battaglia di Cassino, nell’annunciare l’evento, e in considerazione di alcune critiche giunte nelle ultime ore all’indirizzo degli organizzatori, hanno voluto fortemente sottolineare che: “L’iniziativa è assolutamente scevra da qualsivoglia significato politico, e la decisione di installare questa stele è giunta dopo una profonda riflessione. Da cui emergono: la forte condanna nei confronti del nazismo e del fascismo, e la certezza che non si intende in nessun modo esaltare questa o quella ideologia, né si vuole cancellare la storia o cambiare gli eventi che portarono distruzione e morte nel Cassinate e a Cassino. Su quale debba essere il nostro atteggiamento nei confronti di questi dolorosi eventi, troviamo un grande contributo nel Discorso tenuto dalla Vice Capo Missione della Repubblica Federale di Germania in Italia, Ministro Plenipotenziario Irmgard Maria Fellner al Cimitero Militare Tedesco di Caira in occasione della Giornata di lutto nazionale, il 19 novembre 2017, che invitiamo a leggere sulle nostre pagine associative su facebook”.

“Ma – sottolinea e conclude Pino Valente – a distanza di 74 anni, con la stessa sofferenza per la perdita di cari e parenti caduti per effetto della guerra, le generazioni moderne, sia italiane che straniere, chiedono Riconciliazione! “.

 

15 marzo 2017 0

Settantatré anni fa la distruzione di Cassino, cerimonia in piazza De Gasperi

Di redazionecassino1

Cassino – Una cerimonia in piazza De Gasperi, questa mattina, alla presenza delle massime Autorità civili, cittadine e provinciali, militari e religiose, ha commemorato i tragici eventi di quel triste 15 marzo 1944. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro e il Prefetto di Frosinone, S.E. Emilia Zarrilli hanno deposto una corona al Monumento ai Caduti per ricordare i settantatré anni dalla distruzione di Cassino. Una data indelebile nella memoria dei cassinati che ricorda una pagina di storia triste e dura, giunta ad un solo mese di distanza dal bombardamento della millenaria Abbazia di Montecassino. Uno scritto di Giovanni Petrucci, contenuto in Centro Documentazione e Studi Cassinati, ripercorre in modo drammatico quei terribili momenti, la potenza di fuoco scatenata sulla Città, dal bombardamento, prima, e dai cannoni subito dopo, descrivendo il dramma del conflitto sulla popolazione: “Il 15 marzo un bombardamento a tappeto e il fuoco contemporaneo dell’artiglieria completarono la distruzione della città e del Monastero, mettendo fuori uso tutte le armi pesanti tedesche: su Cassino e sulle immediate vicinanze, un’area di circa 400 x 1.400 metri, vennero sganciate 1.250 t. di bombe ad alto esplosivo; Il rapporto tra gli ordigni e i difensori della città fu di circa quattro tonnellate per ogni paracadutista di presidio …; 500 aerei, dei quali 300 bombardieri pesanti, sganciarono su Cassino oltre 1000 tonnellate di bombe, durante l’incursione durata tre ore e mezza. Le bombe, naturalmente, distrussero la martoriata città. Altrettanto naturalmente vi furono delle vittime per errori commessi dai bombardieri: alcune bombe caddero su Venafro, uccidendo 140 civili italiani; altre piombarono sulle linee alleate anche molto arretrate, causando perdite sugli addetti all’artiglieria; altre ancora centrarono il comando dell’8a Armata e il carrozzone dove abitualmente si tratteneva il generale Leese che, per fortuna, in quel momento era assente. A mezzogiorno in punto il bombardamento aereo ebbe termine e 610 cannoni aprirono il fuoco…”. Una data scolpita nella mente di molti cassinati che hanno vissuto quei terribili mesi, quelli successivi e gli anni della ricostruzione, che in ogni famiglia viene ricordata con profonda commozione e sofferenza, ma anche con l’orgoglio di un popolo che ha saputo ritrovare il coraggio di ricominciare. Questo il significato della commemorazione che ogni anno celebra il ricordo di quei tragici eventi. Non possiamo correre il rischio che le nuove e future generazioni, i cui familiari hanno subito in prima persona il dramma della guerra, frutto dell’odio e della prevaricazione, non conoscano questa pagina di storia della nostra città. Una giornata quella di oggi in cui non è possibile dimenticare tutti gli sforzi della popolazione profusi per la ricostruzione. Una rinascita non semplice, per la quale sono occorsi decenni, ma che ha restituito a Cassino quel ruolo di primo piano che la storia le ha assegnato nell’intero panorama nazionale ed internazionale. Il ricordo di quei tragici eventi di 73 anni fa, devono rappresentare un monito alla barbarie della guerra per le future generazioni. F. Pensabene

17 aprile 2010 0

Truffa aggravata, occultamento o distruzione di documenti contabili, denunciato 47enne

Di admin

In Arce, i militari della locale Stazione, a parziale esito di attività di indagine, deferivano in stato di libertà C.D., 47enne di Colfelice per “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” ed “occultamento o distruzione di documenti contabili”. Gli accertamenti eseguiti dai militari operanti, scaturiti dal ritrovamento di alcune targhe straniere di autoveicoli, consentivano di verificare che il predetto, Amministratore Unico e Socio di Maggioranza di una società con sede in Colfelice, aveva sottratto le scritture contabili societarie al fine di impedire la ricostruzione dei redditi e del volume di affari. Il personale operante accertava, altresì, che lo stesso percepiva illecitamente prestazioni economiche elargite dall’I.N.P.S. a titolo di indennità di disoccupazione involontaria.