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29 agosto 2018 0

Export, Imprenditaly espone nella sala consiliare di Pontecorvo

Di admin
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PONTECORVO – “La sala Consiliare del Comune di Pontecorvo nel prossimo fine settimana ospiterà un importante appuntamento per la promozione dei prodotti tipici del territorio”.

E’ quanto si legge in una nota del comune di Pontecorvo. “Si tratta di un’iniziativa che ha organizzato il consorzio d’imprese ImprendItaly in collaborazione con l’assessorato all’agricoltura del Comune di Pontecorvo.

Imprenditaly è un consorzio di imprese che promuove le attività imprenditoriali e i prodotti tipici locali. Ciò avviene tramite l’esposizione di prodotti ed eccellenze del territorio alla presenza di rappresentanti commerciali di molti paesi europei e non solo. A Pontecorvo, nello specifico, sabato e domenica arriveranno rappresentanti della Svizzera della Germania ed in tanti altri paesi europei che potranno ammirare quelle che sono le eccellenze territoriali”.

“La finalità del progetto – ha spiegato nella nota Angelo D’Ovidio presidente del consorzio imprendItaly – risiede in due momenti fondamentali il primo è quello della piena collaborazione con giovani imprenditori agricoli che intendono mettere su vere e proprie attività che siano anche visibili all’estero, quindi gli imprenditori agricoli vengono formati, ma non solo perché se si vuole anche investire con strutture e strumentazioni sulla propria azienda, basta presentare progetti che saranno valutati dal Consorzio e poi sottoposti al finanziamento del microcredito. La vetrina internazionali avviene tramite broker che la struttura ospita nelle varie iniziative. Siamo partiti proprio da Pontecorvo perché il fulcro di un prodotto di eccellenza che è il peperone dop, ma anche per dare un segnale di vicinanza e di sostegno alle tante attività imprenditoriali che hanno investito investono sul territorio. Quindi quella di sabato è di domenica sarà una eccellente vetrina per esportare i prodotti all’estero”.

“L’unica voce positiva dell’economia è l’export, per questo occorre battere su questo fronte e noi lo stiamo facendo con grande determinazione. L’evento di sabato a Pontecorvo è il primo appuntamento di una rotta già tracciata che è il vero spunto positivo per un’intero territorio”. lo ha detto nella nota Guido D’Amico presidente di Confimprese.

“Con piacere – dichiarano sempre nella nota il sindaco Anselmo Rotondo è l’assessore all’agricoltura Nadia Belli – abbiamo recepito la proposta pervenuta del Consorzio imprendItaly che ha deciso di mettere in piedi un’attività di promozione dei prodotti tipici locali. Sabato e domenica, quindi, nel comune di Pontecorvo ci sarà un appuntamento importantissimo per la promozione dei prodotti tipici della zona”.

1 giugno 2010 0

Danilo Salvucci espone i suoi ‘personali orizzonti narrativi’

Di redazionecassino1

Danilo Salvucci esporrà le proprie opere presso la biblioteca comunale “Malatesta” ex Arcobaleno, dal 14 al 23 giugno 2010. Non è la prima mostra di pittura del “medico artista” di Cassino. Già nel giugno 2007 ha esposto le proprie tele ottenendo consenso popolare e critiche favorevoli da esperti locali e non solo. Ma Danilo Salvucci è conosciuto anche fuori dalla nostra città e regione. A Modena nell’aprile 2009 ha esposto i suoi lavori presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università degli Studi di Modena, a Viareggio nel settembre 2009 presso la sala Puccini del Centro Congressi Principe di Piemonte nell’ambito del Festival della Salute, a Cascina-Pisa nell’ottobre 2009. Di lui ha scritto recentemente Rocco Zani: “Ci sono artisti per i quali il pronunciamento pittorico è una sorta di straripamento della scrittura comune, come se questa vestisse accenti inusuali e delineasse il racconto per timbri altri, per ritmi affabulatori o mediati, per fissità disarmanti o per strofe appena delineate. Dinanzi ai dipinti di Danilo Salvucci questa considerazione sembra occupare ogni altro possibile bilancio. Direi proprio che la scrittura originaria  quella che ci accomuna per intendimenti e simboli viva di una sostanza parallela in cui il segno è dettato-rimosso-tessuto da un più intimo indagare. Come se la trascrizione del racconto interrompesse il suo alveo abituale e dalla parola  o dal carattere  prendesse forma una nuova geografia del linguaggio. Gli strumenti inequivocabili di questo  le vocali, le consonanti, i periodi  vivono nella pittura di Salvucci una continua metamorfosi, un’ inesauribile mobilità di segni e contenuti, un disarmante trasformismo che è, comunque, regola organica e discreta di ogni presumibile tessitura narrativa. In breve, quella di Salvucci pittore, è una vera e propria scelta di campo capace di fornire a lui un autonomo modello di rappresentazione in cui lo sguardo retinico pare aprirsi a nuovi precetti, a sconosciute profondità, a immaginifici orientamenti”. Ma non basta, perché Renato Barilli ebbe a definirlo, a proposito dell’opera di Arshile Gorky “Un utilissimo patrimonio linguistico che ben si presta a esser flesso, declinato. Definiti i parametri dell’inedita sintassi, Salvucci si muove all’interno di un coerente refrain narrativo fatto di personali orizzonti ovvero di un percorso stratificato che si snoda lungo le tracce di una meticolosa e determinata osservazione: del tempo presente, naturalmente, comunque inteso quale intonazione di trascorse stesure. Ecco allora che ogni immagine colma di sottili segmenti dialettici costruita come stazione di sosta o approdo di una necessario sopralluogo, è in verità una più intima riflessione sullo stato delle cose, sulla fragilità della memoria, sulla indefinibilità di ogni presunta certezza, sul dubbio che ci è familiarmente vicino. Pare evidente che i dipinti di Danilo Salvucci custodiscano entrambe le prerogative, di forma e di contenuto. Ma l’arte  o meglio il suo respiro quello che Giuseppe Bonaviri ebbe a definire quel curioso Iddio che preme alla porta del cuore e detta immagini, arsure di mente e senso ambiguo dell’esistere viola ogni ben chiaro e attendibile convincimento; mina le fondamenta veritiere del calcolo e si alimenta di umori appena percettibili, di ipotesi devianti, di creature fuoricampo. E’ allora che la pittura di Salvucci sembra liberarsi di orpelli e profili rassicuranti, di vincoli, finanche di faziosità. E non è l’irriverenza o l’ironia  – soltanto essa – ad alterare le regole di un comune (e attendibile) controllo dell’immagine. Non è il gioco  soltanto esso  a ridefinire gli equilibri o le sfide della luce. E’ il desiderio di vedere oltre la cortina, di ascoltare gli spasmi del vento; di affidare alle pezzature del rosso le inedite sembianze del cielo e alle case sbilenche mille lampi di cobalto e biacca; alla terra nuovi fremiti di vermiglio. C’è, in questa pittura di bagliori, una visione metamorfica del reale che se da un lato potrebbe apparire una sorta di bambinesco contenzioso è, in verità, l’ulteriore tentativo di offrire agli altri la propria riflessione. Non è forse questa la straordinaria generosità dell’artista?”. Ancora una volta Danilo Salvucci riuscirà a stupire, con la sua arte, critici, estimatori, ma soprattutto i tanti cittadini che affolleranno la sala mostre della biblioteca ‘P.Malatesta’.