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10 aprile 2018 0

Rissa in centro a Cassino, D’Alessandro: massima collaborazione con forze dell’ordine per sicurezza

Di redazionecassino1
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CASSINO – “Il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro si è recato, nella mattinata odierna, in Piazza Labriola per chiedere ulteriori informazioni sull’increscioso episodio accaduto nella notte tra sabato e domenica”.

Lo si legge in una nota del comune di Cassino

“Non possiamo permettere che in un luogo simbolo della nostra città possano accadere determinati episodi. Ho avuto modo di parlare con i proprietari delle varie attività commerciali presenti in Piazza Labriola. Abbiamo convenuto che il problema non è senz’altro la Movida, quella buona, ma risulta essere fondamentale che sia le istituzioni che le Forza dell’Ordine continuino ad attenzionare in modo efficace questa parte della città, il cuore della nostra Cassino. Il Comune già da tempo lavora fianco a fianco con le autorità preposte a vigilare sulla sicurezza dei cittadini, che già quotidianamente svolgono un lavoro encomiabile, in modo da garantire sempre maggior sicurezza. Cercando anche di dare, al più presto, anche un contributo sostanziale attraverso l’implementazione del sistema di videosorveglianza.

Il tema della sicurezza è per noi una priorità assoluta. Un buon rapporto e una comunicazione efficace con i servizi delle forze di polizia sono essenziali per ottenere maggiore sicurezza per i cittadini, ma anche per le attività commerciali.

Gli operatori economici osservano naturalmente la zona di riferimento nell’arco dell’intera giornata. Sono il così detto “occhio sulla strada”. Se ci sono “anomalie comportamentali”, cioè differenze dalla routine quotidiana, possono percepirlo. E di conseguenza avere un ruolo decisamente fondamentale. Con una forma di collaborazione assidua tra ente, operatori economici e forze dell’ordine, infatti, potremmo sicuramente scoraggiare e prevenire, attraverso procedure ad hoc, eventuali episodi che possono mettere a rischio l’incolumità e la salute dei cittadini”. Ha concluso nella nota il Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro.

 

 

29 novembre 2017 0

Piedimonte S.Germano: Il sindaco e l’assessore alla sicurezza scrivono alle forze dell’ordine

Di redazione

Piedimonte San Germano- Con una nota,il sindaco della città Gioacchino Ferdinandi e l’assessore alla sicurezza Vincenza De Bernardis, chiedono alle forze dell’ordine un rafforzamento dei servizi di controllo, monitoraggio e prevenzione e repressione di atti criminosi. Nello specifico, i due esponenti politici, si sono rivolti al commissariato di Cassino e alla stazione di carabinieri di Piedimonte San Germano. Nella missiva fanno presente che, alla luce di recentissimi episodi, si rende necessario nel territorio comunale un potenziamento di servizi di sicurezza con un numero maggiore di unità operative e pattuglie che quindi mettano i cittadini nella condizione di sentirsi più sereni. Nella nota viene fatto riferimento al furto con scasso commesso ai danni della stazione di rifornimento di carburante sita nei pressi del centro commerciale Le Grange, poi all’atto vandalico o danneggiamento del fontanile dei giardini pubblici, infine agli episodi di furti in abitazione. N.C.

31 maggio 2017 0

Cassino – Lite in pieno centro, sul posto forze dell’ordine e ambulanze

Di admin

Cassino – Un’altra lite tra giovani stranieri in pieno centro a Cassino. In via Garigliano sono dovuti intervenire polizia, carabinieri e ambulanze perché, stando alle prime notizie, ci sarebbe stata un’accesa discussione tra tre ragazzi.

Dopo l’episodio dell’altra sera terminato con la denuncia di quattro persone da parte della Polizia, un altro episodio in città. Sale anche il malumore tra i cittadini che si vedono costretti a vivere in una città sempre meno sicura.

La foto è relativa all’episiodio avvenuto nei giorni scorsi.

1 febbraio 2017 0

Droga a Cassino, bar del centro nel mirino delle forze dell’ordine

Di admin

Cassino – I bar di Cassino sospettati di essere luogo in cui avviene lo spaccio della droga sono da tempo nel mirino delle forze dell’ordine. L’indagine svolta dai carabinieri sull’organizzazione che nella città martire, gestiva lo spaccio della droga nelle principali piazze, a metà gennaio, ha portato in manette una ventina di giovani.

Quell’organizzazione, secondo gli investigatori, usava come luoghi di ritrovo proprio alcuni bar. Non ne facevano mistero nelle intercettazioni telefoniche con cui davano appuntamento a clienti e fornitori.

Diverse le posizioni dei titolari delle attività commerciali; alcuni subivano quella situazione per evitare ritorsioni da parte dei malviventi, ma comunque colpevolmente non denunciavano, per altri, invece, si ipotizzano responsabilità maggiori.

Ieri la notizia della chiusura per sette giorni di un notissimo bar in piazza San Giovanni, gestito da persone notoriamente per bene, ha suscitato sui social le ire degli affezionati che hanno scagliato insulti contro la stampa “rea” di aver fatto cronaca.

Ma nel mirino della questura, ci sono anche altre attività commerciali dello stesso genere per le quali sono pronti provvedimenti simili se non ancora più restrittivi.

Ermanno Amedei

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4 novembre 2016 0

Celebrata la “Giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate” in piazza De Gasperi

Di redazionecassino1

Cassino – Si sono svolte questa mattina in Piazza de Gasperi le celebrazioni inerenti la giornata del 4 novembre – giornata delle Forza Armate e dell’Unità Nazionale organizzate dal comune di Cassino. Il Sindaco della città martire, Carlo Maria D’Alessandro nel suo messaggio per l’evento ha dichiarato: “Rivolgo un caro saluto ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, alle associazioni d’arma, a quelle degli invalidi civili e di guerra, alle autorità militari, religiose e civili, a tutti i cittadini ed, in particolare, a voi ragazzi presenti i rappresentanza delle scuole di Cassino. Un pensiero speciale per i nostri fratelli che vivono la tragedia del sisma nel centro Italia e un abbraccio giunga loro e alle forze militari e civili che sono incessantemente strumento di supporto. Anche quest’anno ci troviamo qui per ricordare la battaglia di Vittorio Veneto che, con la conclusione della prima guerra mondiale, portò all’unificazione dell’Italia. Non dobbiamo dimenticare tutti coloro che si sono sacrificati per dare vita al nostro paese. Oggi festeggiamo anche e soprattutto le forze armate, che nella nostra nazione sono dedicate alla sicurezza interna e alla ricerca della pace a livello internazionale. Quando ricordiamo i nostri combattenti, quando ricordiamo i nostri caduti di ogni tempo, i veterani, gli invalidi, i mutilati; quando ci rechiamo ai cippi o ai monumenti posti in memoria dell’eroismo, non facciamo omaggio a valori che attengono al concetto di guerra, ma a valori che esaltano la profonda umanità del sacrificio dell’eroismo, della dedizione che sono perenni e comuni. Anche per questo sappiamo di poter contare sulle forze armate il cui compito primario di difesa della patria si arricchisce di un alto impegno civile, volto a fronteggiare difficoltà che si abbattono sul nostro paese Le nostre forze armate sono al servizio della pace, in Italia e nel mondo. Mi rivogo a voi, ragazzi: siate sempre aperti al dialogo. Sono due le parole che dovete ricordare, anche se siete piccoli: diritti e doveri. Sono due termini strettamente collegati tra loro e sicuramente le vostre insegnanti vi spiegheranno gli uni e gli altri. La vostra presenza è il modo migliore per celebrare le forze armate. In questa speciale giornata giungano a tutti gli ufficiali, sottufficiali, graduati, militari e personale civile – ha concluso il primo cittadino, Carlo Maria D’Alessandro – ed alle rispettive famiglie il saluto caloroso e l’augurio più fervido dei cittadini di Cassino che ho l’onore di rappresentare. Viva le forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia”.

3 novembre 2016 0

Truffa per superare concorsi forze dell’ordine, arrestati penitenziari e un militare

Di admin

Aversa – Sei persone, tra i quali 3 agenti della Polizia Penitenziaria e un ufficiale superiore dell’Esercito in servizio al Comando Logistico Sud di Napoli, nonché dalla moglie e dal fratello di quest’ultimo, sono gli indagati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al millantato credito.

Questa mattina i finanzieri della Sezione di PG della Procura Napoli Nord , coadiuvati da militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa, hanno eseguito un’ordinanza cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord – nei confronti di sei persone (di cui 4 con il beneficio degli arresti domiciliari e 2 obblighi di firma).

Il sodalizio prospettava falsamente a privati cittadini la possibilità di influire su pubblici ufficiali o pubblici impiegati per il superamento di concorsi indetti dalla Polizia Penitenziaria (concorsi per agente per gli anni 2012, 2013 e 2015), dalla Polizia di Stato (concorso per agenti per l’anno 2013) e della Guardia di Finanza (concorso per ispettore per l’anno 2014).

L’attività investigativa, nel suo complesso, ha consentito di ricostruire 20 episodi illeciti (riferiti a 3 aspiranti per la Polizia di Stato – 2 per la Guardia di Finanza e 15 per la Polizia Penitenziaria), per cui l’associazione ha ottenuto complessivamente l’indebito guadagno di 282 mila euro dal 2012 al 2015.

15 luglio 2010 0

Coordinamento tra forze dell’ordine, Viola (Silp): “Parole al vento”

Di redazione

“Un bell’intervento, non c’è che dire”. A parlare ironicamente è Gianni Viola rappresentante provinciale del Silp. Il sindacalista della polizia risponde al consigliere regionale Annalisa D’Aguanno che, in seguito a fatti di cronaca avvenuti nel cassinate ha tuonato contro il coordinamento tra le forze di polizia che manca. “Un intervento che, però, sa di beffa, perchè è il politico di turno che si riempie la bocca con la parola “Coordinamento” senza conoscerne il significato reale. Sono più di 10 anni che ascolto politici rilasciare le stesse dichiarazioni sul “Coordinamento” tra le Forze di Polizia, ma nessuno ancora si è impegnato seriamente alla sua realizzazione. Questo mancato Coordinamento costa alle casse dello Stato € 30.000,00 AL GIORNO di sanzioni che paghiamo alla Comunità Europea per la mancata attivazione del numero unico di emergenza, il 112. In un momento di grande crisi come questo, i Politici, farebbero bene a realizzare ciò che l’Europa ci impone, in modo da risparmiare ed evitare il blocco degli stipendi delle forze di Polizia per 3 anni o almeno uno stanziamento di fondi adeguato a far fronte agli inetrventi quotidiani, penso alle cose più scontate carta su cui scrivere i verbali, carburanti per le autovetture, ammodernamento delle tecnologie, cose semplici che renderebbe la lotta al crimine una normale attività e non una continua frustrazione per gli operatori della sicurezza pubblica”.

6 dicembre 2009 0

Galli (Silp): “Forze di polizia senza mezzi nella lotta antimafia”

Di redazione

Da Marco Galli, Segretario Generale Provinciale del sindacato di polizia Silp Cgil, riceviamo e pubblichiamo: “Ancora due boss mafiosi arrestati; Gianni Nicchi e Gaetano Fidanzati. Altri due colpi straordinari messi a segno dalle forze di polizia e dalla magistratura, nonostante l’evidente disimpegno del Governo nella lotta alla criminalità. Attribuire tali risultati a chi ora guida il Paese è superficiale e pericoloso, poiché allontana la realtà insostenibile che si trovano ad affrontare, sia i lavoratori di tutte le polizie sia i magistrati. Oltre alla mancanza di risorse ed alla assurda pretesa di trasformare la sicurezza degli italiani in un mostruoso ed insensato fai da te, le normative, che nel corso di questi mesi si sono succedute, stanno a dimostrare una volontà tutt’altro che inesorabile contro la criminalità. Lo scudo fiscale, su tutto, e poi l’attacco alla legge sull’uso sociale dei beni confiscati, che surrettiziamente, si vorrebbero restituire agli stessi mafiosi, e prima ancora la sequela di leggi a personam che hanno indebolito, di fatto, la risposta dello Stato al crimine, attestano che questi straordinari risultati nella lotta alla mafia sono esclusivamente il frutto dell’impegno eccezionale, nell’arco anche di diversi anni, degli operatori di polizia e dei magistrati che hanno creduto e credono nella lotta alla criminalità organizzata. Porre in relazione gli arresti compiuti, dopo mesi e magari anni di sacrifici, da lavoratori di polizia cui non viene neppure garantito il pagamento degli straordinari, delle indennità ed a cui sono proposti miseri aumenti stipendiali, per i quali sono costretti a scendere in piazza per difendere la loro dignità e professionalità, alla politica antimafia del Governo ci sembra davvero una boutade. Non ci sono i soldi per il carburante, per la manutenzione dei mezzi, si rischia la chiusura di uffici di polizia per la mancanza di fondi e poi si ha il coraggio di parlare di politica del Governo finalizzata alla lotta alla criminalità? Basta, la demagogia sta facendo male al Paese, confonde le idee, mentre ci sarebbe bisogno di chiarezza. Se davvero si vuole dare un segnale i partiti comincino ad espellere almeno i politici condannati per i reati gravi, invitino gli indagati a dimettersi da parlamentari, dicano parole chiare in favore della legalità, sulla necessità che questo Paese ponga al centro politiche trasparenti, che garantiscano un futuro di serenità. Non è concepibile raccontare storielle quando la realtà dice cose diverse. Volendo parlare di cose vicine a noi è sufficiente vedere come sono costretti ad operare gli uffici investigativi in Ciociaria, pochi uomini, pochi mezzi, dotazioni inadeguate, risorse economiche insufficienti a pagare il lavoro straordinario ed altre indennità. Non solo, perché ancora più grave è il reiterato atteggiamento negazionista dei rappresentanti delle istituzioni e l’assenza di una strategia complessiva per contrastare le organizzazioni mafiose che stanno divorando la provincia con la forza del danaro. Se davvero questo Governo vuole dimostrare di operare contro la criminalità, cominci a potenziare l’apparato investigativo; proponga e si batta per l’approvazioni di leggi serie che non favoriscano i capitali criminali, l’evasione, la corruzione. Approvi uno scudo, non fiscale, ma che protegga questo Paese dalla prepotenza e violenza della mafia. Se così non sarà, per favore lasci in pace chi, nonostante tutto, si sacrifica per impedire che l’Italia diventi limpero delle mafie”. Marco Galli, Segretario Generale Provinciale del Silp Cgil

27 novembre 2009 0

Quattro albanesi gambizzati, è polemica tra forze dell’ordine

Di redazione

La vicenda legata all’aggressine di quattro albanesi gambizzati all’interno del loro appartamento ha avuto un epilogo destinato a creare polemiche tra le forze dell’ordine. A denunciarlo pubblicamente è il sindacato Silp Cgil per bocca del segretario provinciale Marco Galli nella rubrica “Il Punto di Vista”. Il sindacalista sostine che la mancata segnalazine di quanto avvenuto a tutte le forze dell’ordine avrebbe creato pericolo per gli operatori della sicurezza in servizio, ignari che in città, a Frosinone, si aggirassero persone armate e pericolose.

26 novembre 2009 1

Sindacato di polizia: “Tra le forze dell’ordine manca il coordinamento”

Di redazione

Marco Galli Segretario provinciale del Silp Cgil rimarca la mancanza di coordinamento tra le forze dell’ordine. “Ancora un gravissimo episodio causato dalla totale mancanza di coordinamento”. sottolinea il sindacalista della polizia. “A seguito della sparatoria avvenuta l’altra notte a Frosinone, il personale di una delle FF. di PP., intervenuto sul posto, non ha notiziato la Sala Operativa della Questura. Questo comportamento ha provocato enormi pericoli per il personale delle Volanti e della Polizia Stradale, in servizio quella notte, in quanto completamente ignari di quanto avvenuto e, soprattutto, all’oscuro che i criminali, responsabili della sparatoria, si erano allontanati facendo perdere le loro tracce. Un altro episodio assurdo, che la dice lunga sulla qualità del coordinamento esistente in questa provincia. Il SILP per la CGIL, a seguito di ciò, ha interessato il Ministero dell’Interno ed il Questore, ottenendo, da quest’ultimo, soltanto una laconica, quanto inutile risposta. Infatti, il Questore si è limitato a segnalare al Comandante Provinciale dell’Arma quanto accaduto, al fine di migliorare il flusso informativo tra le sale operative! Tutto qui, come se il rischio corso la scorsa notte fosse nulla. Come se fosse la prima volta che accadono episodi del genere, come se sia sufficiente un’iniziativa meramente burocratica. Una semplice problematica di natura burocratica (criminali che fuggono armati), anche di fronte alle segnalazioni del personale della Polizia di Stato in servizio al momento della sparatoria. Non è possibile chiudere tutto in quattro inutili righe e per questo abbiamo chiesto un intervento al Dipartimento della P.S., affinché emergano le responsabilità di un fatto gravissimo, che ha messo a rischio l’incolumità dei lavoratori della Polizia di Stato e magari compromesso la possibilità di rintracciare gli autori del grave fatto criminale”.