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26 settembre 2018 0

Omicidio di Emanuele Morganti, il Comune di Alatri dimentica di costituirsi come parte civile nel processo

Di admin
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ALATRI – Il processo ai quatto ritenuti responsabili della morte di Emanuele Morganti di Alatri è cominciato in tribunale a Frosinone. Alla sbarra ci sono Franco Castagnacci, 50 anni, suo figlio Mario 27 anni, Paolo Palmisani, 24 anni tutti di Alatri, e Michel Fortuna, 25anni di Frosinone. Tra le parti civili costituitesi in giudizio, oltre alla famiglia del 20enne ucciso barbaramente davanti la discoteca Mirò la sera del 25 marzo 2017, non appare nessun altro. Si è notata, quindi, l’assenza nella lista delle parti civili, del comune di Alatri. Il sindaco Giuseppe Morini nelle settimane successive al terribile fatto, era rimbalzato da una rete televisiva nazionale all’altra per salvare l’immagine di una città che appariva omertosa e violenta, assicurando che si sarebbe costituita come parte civile nel processo contro gli autori dell’assassinio di Emanuele.

“Noi siamo ben intenzionati ad intervenire, solleciterò il nostro avvocato a portare avanti questa nostra intenzione. Abbiamo tutto l’interesse di costituirci e perseguire il nostro obiettivo che è quello di tutelare l’immagine della città”. Lo ha dichiarato ieri il sindaco Morini.

Il processo, però, si è incardinato la settimana scorsa e nessuna istanza è stata presentata. L’avvocato indicatoci dal sindaco ha sostenuto di non aver ricevuto alcun mandato dall’amministrazione comunale a procedere come Morini sostiene.

Facile che si sia trattato di una dimenticanza a cui è improbabile si possa porre rimedio. Se l’accoglimento dell’istanza del comune di Alatri a costituirsi come parte civile al processo Morganti era comunque al limite, l’iniziativa avrebbe comunque avuto un significato di vicinanza alla famiglia anche se fosse stata respinta.

Il processo, adesso è iniziato e la calendarizzazione prevede tappe strette: l’1, il 17, il 25 ottobre, poi il 5 e 19 novembre, il 6 e l’8 dicembre ed un’altra anche tra le feste di natale e Capodanno.

Ermanno Amedei

21 febbraio 2018 0

Omicidio Morganti, la sorella di Emanuele sulla Rimessione: “Sperano di trovare clemenza altrove?”

Di admin

ALATRI –  “Non sanno a cosa aggrapparsi e la richiesta di spostare il processo da Frosinone in altra sede è agghiacciante”. Melissa Morganti è la sorella maggiore di Emanuele, il 20enne di Alatri ucciso nella notte tra il 25 e 26 marzo dello scorso anno davanti la discoteca Mirò in pieno centro ad Alatri.

Venerdì scorso il Gup del tribunale di Frosinone è stato chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura per Franco Castagnacci, 50 anni, suo figlio Mario 27 anni, Paolo Palmisani, 24 anni tutti di Alatri, e Michel Fortuna, 25anni di Frosinone. Secondo la procura i quattro, insieme ad altri ancora ignoti, si sarebbero accaniti sul corpo del giovane in un pestaggio a più riprese davanti al locale e a centinaia di altri giovani rimasti a guardare. La difesa ha subito presentato una richiesta di rimessione del processo, chiedendo, cioè che venisse spostato in altra sede a causa della pressione che, a loro dire, giudici e giurati subirebbero in caso di processo, dalla forte pressione mediatica e da quella dovuta alle iniziative con cui amici e parenti di Emanuele chiedono giustizia.

“La richiesta fatta dalla difesa degli indagati era una ipotesi che non escludevamo ma credevamo comunque che non si arrivasse a tanto – dice ancora Melissa Morganti – E’ agghiacciante pensare di portare altrove il processo o semplicemente di voler guadagnare tempo in questa maniera.

Per Emanuele ci sono stati incontri di preghiera, iniziative commemorative come la consegna del suo diploma e altre iniziative sportive. Si, abbiamo sentito la gente molto vicina. La solidarietà non ci è venuta meno, addirittura mi giungono ancora lettere dal Canada e dalla Spagna, oltre che da città italiane. Ci scrivono persone che non conosciamo ma che si dicono vicine al nostro dolore. Cosa si aspettano gli avvocati difensori? Che svolgendo il processo altrove possano sperare nella clemenza per i loro assistiti? Non credo”.

Il giorno dell’udienza Gup si sono ritrovati davanti al tribunale di Frosinone amici e parenti di Emanuele che chiedevano, anche con striscioni, giustizia per il 20enne.

“La richiesta di spostare il processo altrove è assolutamente ingiustificata – continua Melissa Morganti – un eventuale processo a Frosinone non correrebbe alcun pericolo ma questo gli avvocati difensori lo sanno benissimo. Se qualcuno avesse voluto fare qualcosa o macchiarsi di qualche tipo di vendetta lo avrebbe fatto nei giorni prossimi all’omicidio non certo ad un anno di distanza. Inizialmente, come famiglia, ci siamo tutti chiusi nel nostro dolore e alcuni, che non rappresentavano il nostro pensiero, si sono esposti per noi scrivendo sui social propositi di vendetta. Oggi, anche grazie allo sviluppo delle indagini, seppure il dolore per la perdita di Emanuele è ancora palpabile, non ci sono tensioni, solo voglia di giustizia e non vendetta. Sappiamo infatti che Emanuele non ce lo ridarà nessuno ma vogliamo evitare che i suoi assassini possano far male ad altri”. Il Gup ha quindi aggiornato l’udienza a dopo la decisione della corte di Cassazione che dovrà decidere sulla Rimessione.

Ermanno Amedei

30 ottobre 2017 Non attivi

Omicidio Morganti: ordinanza di custodia cautela in carcere per Franco Castagnacci

Di redazionecassino1

Frosinone – Il Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, in collaborazione con personale della Compagnia di Frosinone, Alatri ed Anagni, oggi, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, dott.ssa  Ida Logoluso, su richiesta della locale Procura, Dott. De Falco  – Dott. Coletta – Dott. Misiti, nei confronti di Castagnacci Franco, originario di Alatri (FR) cl. 67, censurato (attualmente già detenuto presso la Casa Circondariale di Velletri per reati di droga). Lo stesso è ritenuto responsabile di concorso in omicidio volontario, poiché implicato nella feroce aggressione che ha cagionato il 26 marzo scorso, in conseguenza delle gravissime lesioni procurate, la morte, in Alatri, di Emanuele Morganti.  A carico del Castagnacci, al pari di quanto già evidenziato nei confronti degli altri tre soggetti sottoposti a fermo nei giorni successivi al grave evento, sono emersi, nel corso di articolata e complessa attività investigativa espletata dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone e diretta dai Pubblici Ministeri assegnatari dell’inchiesta, gravi indizi di colpevolezza circa il suo attivo coinvolgimento nel violento delitto, concretizzatosi: nella partecipazione all’aggressione di Emanuele subito dopo che era stato portato fuori dal locale; nell’averlo inseguito sino alla parte alta della piazza, dove il giovane aveva tentato di fuggire, braccandolo e continuando a colpirlo; nell’aver, immediatamente dopo, impedito ad un giovane, trattenendolo con forza,  di accorrere in soccorso di Emanuele che, nel frattempo, dopo essersi liberato da lui, veniva affrontato ed aggredito dai tre indagati già sottoposti al regime detentivo che ne causavano, infine, la morte. Il provvedimento cautelare si è reso necessario alla luce della condotta collaborativa tra l’arrestato e gli ulteriori tre indagati per l’intera fase dell’aggressione; per la  rilevantissima pericolosità desumibile dal comportamento particolarmente crudele e dall’accanimento della condotta realizzata in danno della giovane vittima nonché per prevenire il concreto rischio di inquinamento di prove consistenti nel pericolo che il prevenuto possa continuare a subornare o minacciare i testi, come emerso durante le indagini, per favorire la propria posizione e quella del figlio.

2 giugno 2017 0

Omicidio Morganti, Franco Castagnacci arrestato per possesso di cocaina

Di admin

Alatri – Franco Castagnacci è stato arrestato ieri sera dai carabinieri di Alatri.

Il 50enne indagato per l’omicidio del 20enne Emanuele Morganti, e padre di Mario, uno dei tre principali indiziati di quell’efferato delitto, è stato fermato perché trovato in possesso di droga.

Dalla perquisizione personale e veicolare effettuata dai militari è emerso che l’uomo era in possesso di circa 16 grammi di cocaina. La perquisizione domiciliare ha permesso di ritrovare altro materiale utile al confezionamento delle dosi. Con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti é stato portato in carcere a Frosinone.

Ermanno Amedei

10 aprile 2017 0

Omicidio Morganti ad Alatri, Fortuna fermato per pericolo di fuga e inquinamento prove

Di admin

Alatri – “Il decreto di fermo si è reso necessario alla luce della rilevantissima pericolosità desumibile dal comportamento gravissimo posto in essere, in ragione del concreto pericolo che il fermato potesse darsi alla fuga nonché per prevenire il concreto rischio di inquinamento di prove dichiarative, riferibile sia al materiale probatorio già raccolto che all’evoluzione delle investigazioni, che proseguono ancora con il massimo impegno”.

Lo si legge in una nota stampa firmata dal capo della procura di Frosinone Giuseppe De Falco, in merito al fermo di Michel Fortuna, indagato insieme ad altri sette, per la morte di Emanuele Morganti.

“A carico del Fortuna – si legge nella stessa nota – al pari di quanto già evidenziato nei confronti degli altri due soggetti sottoposti a fermo nei giorni scorsi, sono emersi, nel corso di articolata e complessa attività investigativa espletata dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone e diretta dai Pubblici Ministeri assegnatari dell’inchiesta, gravi indizi di colpevolezza circa il suo attivo coinvolgimento nel violento delitto”.

Fortuna è stato a Frosinone a casa di una parente. I militari sapevano dove fosse.

 

10 aprile 2017 0

Omicidio Morganti ad Alatri, arrestato l’ottavo indagato che era irreperibile

Di admin

Alatri – Michel Fortuna, il 24enne di Frosinone, uno degli otto indagati per l’omicidio di Emanuele Morganti ad Alatri, resosi irreperibile già dalle prime ore dopo il pestaggio, è stato fermato ed arrestato oggi pomeriggio dai carabinieri.

Fortuna era stato visto da testimoni in Piazza Regina Margherita la sera del pestaggio assassino fuori al locale Mirò. Sarebbe l’amico di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i principali indagati per la morte di Emanuele, gli unici due che fino ad oggi erano in carcere a Regina Coeli.

Ermanno Amedei

nella foto Emanuele Morganti