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19 dicembre 2016 0

Manutenzioni a scuole pagate ma mai realizzate, dieci arresti e 30 indagati

Di admin
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Roma – Più di trenta persone, tra imprenditori e pubblici funzionari di Roma Capitale, sono gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato, peculato, falso ideologico e materiale e frode fiscale, nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema”. Dieci sono state le ordinanze di custodia cautelare che hanno eseguito questa mattina gli uomini della guardia di Finanza del Nucleo anticorruzione di Roma, oltre a perquisizioni e sequestri per oltre un milione di euro, tra beni immobili e disponibilità finanziarie

L’attività del Nucleo Speciale Anticorruzione trae origine dagli accertamenti volti a far luce su illeciti commessi nell’ambito di una procedura d’appalto per l’esecuzione di lavori per la manutenzione straordinaria di quattro edifici scolastici (“Casal Sansoni”, “Pietro Bembo”, “Montarsiccio” e “Cerboni”) situati nella circoscrizione del XIV Municipio di Roma (Monte Mario). In tale contesto, è stata acclarata l’esistenza di un accordo tra dirigenti pubblici ed imprenditori, teso alla spartizione delle risorse pubbliche destinate a tali lavori (circa 400 mila euro), in forza del quale, a fronte dell’aggiudicazione dell’appalto, gli imprenditori avrebbero corrisposto ai dirigenti pubblici un importo pari al 20% delle somme liquidate per i lavori che si è scoperto non essere mai stati eseguiti. Un dirigente dell’amministrazione capitolina sarebbe stato “ricompensato” anche mediante l’esecuzione gratuita di lavori di ristrutturazione presso la propria abitazione. Ulteriori anomalie sono emerse nell’esecuzione dei lavori di riqualificazione della centralissima Via del Melone, nelle vicinanze di Piazza Navona, individuata come una delle strade di passaggio strategiche negli itinerari pedonali verso la Basilica di San Pietro, in vista del Giubileo della Misericordia dell’anno 2016.

Nel dettaglio, i lavori sono stati eseguiti con il contributo di 60 mila euro offerto da una società privata che gestisce un hotel sito in Via del Melone, a cui il Comune avrebbe dovuto aggiungere ulteriori 100 mila euro. Sebbene gli interventi di riqualificazione siano stati completati nel mese di giugno 2015, tutte le procedure amministrative di affidamento, consegna ed esecuzione dei lavori risultano “formalmente” avviate solo nel mese di febbraio del 2016. Inoltre, l’importo dei lavori eseguiti è risultato essere di gran lunga inferiore al solo contributo del privato. Muovendo da tali evidenze, le successive indagini, concretizzatesi in attività tecniche, acquisizione ed esame di documentazione bancaria, amministrativa e contabile, nonché in escussione di persone informate sui fatti, hanno permesso di ricostruire l’operatività di una ramificata struttura imprenditoriale illecita che, negli anni, ha movimentato decine di milioni di euro giustificati da fatture per operazioni inesistenti a scopo di evasione e per costituire “riserve occulte” da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società cartiere (costituite e gestite con il concorso di numerosi indagati). Il gruppo imprenditoriale fa capo a due imprenditori di Artena, particolarmente attivi nell’ambito degli appalti pubblici del settore edile e della manutenzione stradale della Capitale, che ponendosi sul mercato attraverso una serie di società apparentemente autonome ed indipendenti fra loro, ha nel tempo “sistematicamente” acquisito commesse, mediante la partecipazione a procedure ad evidenza pubblica, violando le regole poste a tutela della libera concorrenza e ponendo in essere condotte corruttive nei confronti dei funzionari pubblici responsabili, a vario livello, delle stesse procedure. Nei confronti degli indagati, organici al sodalizio criminale, sono ancora in corso le perquisizioni finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini.

7 aprile 2010 0

Maxi truffa, enciclopedie pagate a peso d’oro. Tre denunce

Di redazione

Una truffa milionaria scoperta dagli agenti della polizia postale di Isernia, messa in opera sull’intero territorio nazionale. Si tratta di una azienda padovana già nota per aver perpetrato truffe nel recente passato, ad ignari clienti poco avvezzi a barcamenarsi nel contorto mondo della finanza. I tre soci ed amministratori dell’azienda, che si sono aggiudicati ingiusti profitti per svariate migliaia di euro, sono stati denunciati a seguito di un’attività d’indagine che ha portato al sequestro di titoli finanziari. È stato un cittadino isernino a denunciare il fatto presso la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Isernia. Nel caso specifico il denunciante, in data 19/11/2005, ha raccontato agli agenti di aver stipulato con la citata finanziaria un contratto d’acquisto di un’enciclopedia multimediale ad una cifra alquanto esosa (€.6.390,00), nonostante la stessa fosse costituita in specie da 30 CD Master, 30 Volumi ed un tv color da 20 pollici. “La truffa – ha spiegato il dirigente Polpost Francario – aveva compimento allorquando uno dei responsabili all’atto della consegna della merce, invitava l’acquirente a modificare la modalità del pagamento rateizzato riferendo che per problemi tecnici non era possibile pagare la merce con finanziamento, bensì con cambiali”. Quest’ultimo, in buona fede, aveva accettato la modifica del pagamento e dopo circa cinque anni, precisamente in data 30/12/2009 ha terminato di pagare tutta la merce, liquidando l’ultima cambiale sottoscritta. Dopo alcuni mesi il malcapitato ha ricevuto, però, dall’istituto di credito, ove aveva assolto alle citate cambiali, comunicazione del mancato pagamento di altre cambiali a suo nome e sempre a favore della medesima società di Limena (Pd). Pertanto si è recato presso il citato Istituto di credito al fine di estinguere i titoli, ma con stupore, all’atto del pagamento ha constatato che sugli effetti avevano falsificato la sua firma. Le complesse indagini finanziarie esperite dal personale della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Isernia hanno così permesso l’identificazione e quindi la denuncia alla competente autorità giudiziaria dei responsabili della truffa, peraltro messa in opera sull’intero territorio nazionale, significando che i medesimi si sono aggiudicati ingiusti profitti per svariate migliaia di euro. M.B.