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18 settembre 2018 0

Riconosce il soldato nazista dopo 75 anni, la storia di Anita sulle pagine di Cronaca Vera

Di admin
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CASSINO – La storia di Anita Nardone, la 80enne di Cassino che ha riconosciuto in un murales di Broccostella, il soldato nazista che, durante la seconda Guerra Mondiale, voleva portarle via la madre 75 anni fa sta riscuotendo interesse in Italia ma anche all’estero. Stamattina il settimanale Cronaca Vera le ha dedicato due pagine in cui la donna racconta cosa avvenne quando, a 5 anni, con la giovane madre e il fratello di due anni, tentava di sfollare per mettersi in salvo.

La settimana scorsa, invece, Anita è stata intervistata da una giornalista per un giornale inglese.

Bene quindi che l’interesse per la guerra, oltre ai fatti di cronaca bellica riportati nei libri di storia, si estenda anche a chi la guerra l’ha subita. Sempre meno sono i testimoni che possono raccontarla per come dolorosa e brutta è realmente. L’esplosione di una bomba, raccontata da quella che un tempo era una bambina e che oggi è una bis nonna, rende meglio l’idea di qualsiasi ricostruzione cinematografica.

28 agosto 2018 1

La storia di Anita (video), ha riconosciuto in un murales il soldato tedesco che 75 anni prima le voleva portar via la madre

Di admin

CASSINO – Dopo 75 anni ha riconosciuto in un murales rinvenuto in una casa di Broccostella usata in tempo di guerra dai soldati tedeschi, il militare che le voleva portare via la madre. La testimonianza di Anita Nardone, 80 anni di Cassino, è di quelle che, sempre meno purtroppo, raccontano delle atrocità della guerra. La donna, lucida e spigliata, racconta come fosse ieri, ciò che ha vissuto tre quarti di secolo fa, quando ad appena 5 anni, attaccata alla gonna della madre Gina, che portava in braccio il fratello Tonino di appena due anni, cercavano scampo dai bombardamenti allontanandosi dal fronte caldo della linea Gustav che passava proprio sopra la loro casa di Caira.

“Eravamo solo noi tre che camminavamo in fondo ad un gruppo di sfollati diretti verso la Valle di Comino. Mio padre era partito militare e sapevamo che era stato fatto prigioniero”.

“Ci imbattemmo in tre tedeschi, due di bell’aspetto, il terzo poco piacevole sia nei modi ma anche a guardarsi. Con la maturità degli anni, capii che aveva messo gli occhi su mia madre Gina, all’epoca giovanissima e bella. Il brutto voleva che mia madre ci lasciasse lì e che andasse con loro per fare, diceva lui, faccende domestiche. A nulla sembravano servire la disperata opera di convincimento di mamma Gina fino a quando non intervennero gli altri due che ci invitarono ad allontanarci. Il brutto, frustrato da quella iniziativa, diede un colpo di scudiscio sul fianco di mia madre dove io avevo la mano. Ricordo che d’istinto gli dissi “T’ pozzn’accir”(che tu possa morire ucciso – ndr). Avevo cinque anni – quasi si giustifica Anita – non sapevo neanche il significato di quel male augurio”. Comunque la donna e i figli si allontanarono e ripresero il cammino fino a quando, il giorno dopo, percorrendo il Tracciolino, la strada che ancora oggi porta a Roccasecca. Gli Alleati minavano e facevano saltare i ponti per rallentare i rifornimenti tedeschi. “Proprio transitando su uno di questi ponti semidistrutti ci imbattemmo in una colonna tedesca che era stata investita da un’esplosione. Ricordo cadaveri e soldati agonizzanti. Ne sono certa, tra i morti c’era anche il “brutto” che aveva tentato di portare via mia madre e che mi aveva colpito con lo scudiscio”.

Dopo 75 anni quel volto è tornato davanti occhi di Anita in una circostanza inaspettata. “Qualche sera fa, ho assistito alla trasmissione Ulisse su Rai Tre condotta da Alberto Angela, che si occupava della guerra a Cassino e a Montecassino. Mostrarono le immagini di una splendida villa a Broccostella che, nel corso della seconda Guerra Mondiale, vi si erano acquartierati i tedeschi”. Durante re

centi ristrutturazioni, i proprietari, tolto un velo di intonaco dai muri, hanno trovato disegni realizzati probabilmente da un soldato germanico con indubbie capacità descrittive, che raffiguravano in maniera dettagliata tre personaggi che avevano dimorato nella struttura. “Quando ho visto quei tre tedeschi sono rimasta senza parole”. Ha detto Anita. “Sulla parete erano stati disegnati i tre esattamente come io li ricordavo, due soldati alti e belli e lui, quello cattivo, basso e tozzo, difetti che il disegnatore aveva anche esasperato come avesse voluto prenderlo in giro. Era veramente brutto, e non solo cattivo. Ma al di là del soldato tedesco – conclude Anita – la vera bruttura di questi miei ricordi sta nella guerra e ciò che essa fa alla gente e non mi stancherò mai di raccontare le peripezie vissute da bambina per farlo capire ai più giovani”.

 Ermanno Amedei

2 maggio 2018 0

VIDEO – Soldato rinuncia al suo pranzo per far mangiare una volpe

Di admin

BRINDISI – Rinuncia al pranzo per far mangiare un cucciolo di volpe. Inteneriscono le immagini registrate con un  telefonino a Brindisi dove si vede un militare delle’Esercito che cede il proiprio pasto ad una spaesata ed affamata volpe che, vinti i sospetti, decide di fidarsi del suo benefattore.

“Ritengo – afferma Antonella Brunetti, animalista di Brindisi che ha diffuso le immagini – che la compassione ed il rispetto per la vita, non debbano conoscere limiti di estensione. Una visione sempre più diffusa del vivere quotidiano fondato sul biocentrismo contribuirà al superamento di quel clima” tossico” fondato sulla sopraffazione, lo stress, la competitività e il disconoscimento del dolore altrui. Dobbiamo impegnarci al raggiungimento di una nuova civilizzazione che riconosce nella vita la più bella espressione dell’universo”.

28 maggio 2010 0

Debilitato e senza identità vaga per le strade di Sora, soldato polacco salvato dalla polizia

Di redazione2

Debilitato e in stato confusionale è stato ricoverato presso il Santissima Trinità di Sora.

Con se non aveva documenti e non parlava bene la lingua italiana, i poliziotti si sono presi cura di lui e sono riusciti a risalire alla sua identità.

E’ la storia di un uomo partito da Lublin in Polonia e dopo 24 ore di viaggio arrivato in Italia in autobus con il miraggio di trovare un lavoro.

Disorientato in un paese che non conosceva si è spinto fino a Sora ed è stato qui che privo di forze è stato soccorso dai medici dell’ospedale. I sanitari hanno allertato gli agenti di polizia. Sono stati loro a scoprire che l’uomo, debilitato e senza identità, era in realtà un soldato Polacco, dal 12 maggio si trovava in Italia. La madre ne aveva denunciato la scomparsa.

Ha vagato in lungo e in largo senza riuscire a trovare impiego e guadagnare per potersi nutrire. Nel continuare a girovagare, disorientato, si è trovato Sora.

I medici lo hanno trovato molto debilitato. Per questo motivo il Consolato polacco in Italia, nello spirito di collaborazione internazionale, ha richiesto la possibilità che il proprio cittadino venisse accompagnato a Roma presso i loro uffici proprio dagli agenti di Polizia che si sono presi cura di lui.

Tamara Graziani

16 maggio 2010 0

“La doppia storia del soldato” interpretata dalla Compagnia teatrale dell’Appeso

Di redazione

La “Compagnia Teatro dell’Appeso”, presenterà mercoledì 19 maggio 2010 alle ore 21:00, presso il CineTeatro ARCI, sito in Via Pierluigi da Palestrina n° 16 a Frosinone (dietro la stazione ferroviaria), “La doppia storia del soldato”, lettura scenica elaborata ed eseguita da Alfonso Cardamone e Amedeo di Sora, autori dell’omonima pubblicazione da pochi giorni uscita alle stampe per i tipi di “Graffinrete”. La lettura si avvale della complicità di Stefania Maciocia e Patrizia Minatta. La serata verterà sui rifacimenti teatrali di Cardamone e Di Sora ispirati alla fiabistica di Afanasjev. In essi è la figura del “povero soldato” che, con la massima naturalezza, incontra colloquia e interagisce con il diavolo, accettando di giocarsi con lui il proprio destino. Volta per volta sconfitto e rassegnato, confuso o raggirato, lascia però intravvedere, sullo sfondo, il miraggio di una possibile redenzione attraverso una sulfurea rivolta libertaria.