Cassino al voto, un magistrato punta alla poltrona di sindaco

30 Ottobre 2010 Off Di Comunicato Stampa

Mentre gli schieramenti politici si stanno preparando in vista delle elezioni per eleggere la nuova amministrazione comunale di Cassino, individuando candidati al consiglio comunale e, alcuni casi, anche candidati alla carica di sindaco, c’è chi ha già le idee chiare sulla campagna elettorale che intende affrontare e le detta senza mezzi termini. Paolo Andrea Taviano, capogruppo del movimento Città Futura, è uomo di legge e attualmente ricopre la carica di Giudice per le udienze preliminari al tribunale di Avezzano. Il suo ruolo di magistrato non gli impedisce di entrare nella vita politica attiva della città Martire. La candidatura e la successiva carica di Sindaco/Assessore/Consigliere negli enti locali è compatibile con lo svolgimento delle funzioni giudiziarie purchè non si svolgano le funzioni di magistrato nel territorio dell’ente locale amministrato o nel quale ci si candida. Nel caso di Taviano, se non si fossi trasferito ad Avezzano, avrebbe dovuto chiedere l’aspettativa al momento della formale accettazione della candidatura mentre ora è libero da qualsivoglia vincolo in quanto svolgo le funzioni in una Regione diversa ed in una diversa Corte di Appello. Inoltre è dal 2008 che non svolge più le funzioni a Cassino dato che, prima di Avezzano, si era già trasferito a Sora.
Cosa non ha funzionato nelle amministrazioni Scittarelli e cosa deve necessariamente cambiare per Cassino?
“Le amministrazioni Scittarelli – risponde il magistrato – hanno dimostrato enormi limiti in quanto la Città è stata amministrata con un profilo veramente basso sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo. La Giunta precedente ha badato solo a vivacchiare alla giornata ed a superare quelle continue tensioni interne alla maggioranza che, ormai, rappresentavano la quotidianità della vita amministrativa, tralasciando ogni aspetto che riguardasse il bene della città e dei suoi abitanti, dalle cose minime quali possono essere le buche delle strade o i lampioni fulminati, alle cose di maggiore importanza. Del resto basta farsi un giro per la Città per notarne l’evidente stato di abbandono. Non è stato gestito alcun fenomeno di rilievo né si è fatto alcun piano di sviluppo e di attrazione di investimenti sul territorio per l’incremento dell’occupazione e del benessere”.
Conosce bene il tessuto sociale della Città Martire: lei è stato sostituto procuratore per 8 anni e giudice responsabile delle vendite giudiziarie immobiliari per 3 anni; quale contributo darebbe questa sua esperienza nel caso di una tua elezione a Sindaco?
“Beh, se è per questo prima di entrare in magistratura ho lavorato per un certo tempo in amministrazioni che si occupavano di economia dove ho avuto modo di conoscere e capire tanti meccanismi e dinamiche delle pubbliche amministrazioni. Poi la lunga esperienza fatta in Procura a Cassino e prima ancora in Calabria e Puglia, mi ha arricchito di un bagaglio di conoscenze e di sensibilità in tema di contrasto alla criminalità comune ed organizzata ed alle forme di illegalità in generale che pochi possono vantare. Per anni sia a Cassino che in altre Procure d’Italia mi sono occupato di reati contro la P.A. e quindi ho avuto modo di sviscerare a fondo i meandri dell’attività amministrativa in tutte le materie di maggior rilievo per un ente locale come gli appalti, l’urbanistica, la tutela dell’ambiente, materie dove è più incisivo l’interesse della grande criminalità. Inoltre l’esperienza maturata in materia di reati fiscali e societari, in tema di sicurezza sul lavoro, e nel settore delle esecuzioni immobiliari mi ha consentito di avere un punto di osservazione privilegiato anche relativamente ai problemi economici del territorio, alle criticità del mercato ed alle crisi delle imprese, ed a sviluppare idee per cercare di trovare delle soluzioni che non vengono mai da sole ma sono sempre frutto di un lavoro sinergico tra le Amministrazioni pubbliche e gli operatori economici”.
Cassino è territorio di confine con la Campania e terra di interesse per cosche malavitose della Campania. Cosa deve fare una amministrazione per mantenere pulito il tessuto sociale?
“Le amministrazioni locali come ho più volte avuto modo di affermare, sono il primo baluardo contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, e possono agire attraverso numerosi strumenti come ad esempio un serio monitoraggio, interfacciandosi con le banche dati delle Forze dell’Ordine, sulla proprietà delle imprese che partecipano alle gare d’appalto, od un controllo attento e penetrante sul rilascio delle licenze per il commercio che costituisce un importante canale di riciclaggio di denaro sporco; senza poi contare tutte le attività di controllo e di informazione che attraverso la Polizia Municipale possono essere effettuate quotidianamente sul territorio. Ritengo che sarebbe particolarmente proficua la costituzione di un osservatorio permanente sulla criminalità da parte del Comune, cui partecipassero il Sindaco, il Comandante della Polizia Municipale, i responsabili delle altre forze di Polizia presenti sul territorio, la Procura e la Prefettura per monitorare costantemente la situazione segnalando eventuali anomalie e concordando strategie di intervento coordinate”.
Un comune con un deficit importante, quali i punti di forza per risollevarlo?
“Questo è uno degli argomenti più scottanti e sui quali la prossima amministrazione si giocherà molta della sua credibilità. Indubbiamente coordinando bene una politica di lotta agli sprechi, di lotta all’evasione delle imposte locali, e di limitazione del contenzioso, si possono ottenere ottimi risultati. L’azzeramento del deficit e, in particolare dei debiti fuori bilancio, è di fondamentale importanza per rilanciare non solo una efficace azione amministrativa ma anche un qualsiasi progetto di sviluppo per la città per il quale è poi necessario l’accesso ai finanziamenti europei che Cassino come città di turismo storico e religioso ad un’ora di distanza dalla Capitale non avrebbe difficoltà ad avere, e l’inizio di una importante collaborazione con i privati attraverso ad esempio dei project financing in grado di rilanciare in modo imponente il tessuto infrastrutturale la produzione e l’occupazione. Per fare questo è fuori dubbio che ci vuole una squadra di governo di alto livello capace di gestire questi processi in completa controtendenza rispetto a quanto avvenuto sino ad ora”.
A proposito di turismo in quali termini può essere sviluppato?
“Quella del turismo è una risorsa inesauribile perché Cassino ha la fortuna di avere l’Abbazia quale richiamo religioso, l’Università quale richiamo culturale, la grande industria quale polo di attrazione sotto il profilo economico, l’area archeologica e cimiteriale quale richiamo storico, per cui ha tutti i presupposti per poter far decollare una vera e propria industria del turismo che produca ricchezza ed occupazione 12 mesi l’anno, che purtroppo fino ad ora non è esistita. Questo comporta però l’elaborazione di politiche integrate in questo senso che prevedano di ridisegnare la Città dal punto di vista urbanistico e delle infrastrutture, oltre che la creazione di un “percorso” turistico che valorizzi tutti gli elementi di attrazione attraverso il passaggio obbligato dei flussi turistici in Città per coglierne le opportunità sotto tutti i profili commerciale, umano e di ospitalità”.
Quale crede sia il suo elettorato medio?
La gente è ormai stanca dei teatrini della politica dei soliti “noti, e vuole un cambiamento di rotta perché ha capito che solo in questo modo può guardare con maggiore fiducia verso il futuro.
Quindi la proposta politica del movimento che rappresento si vuole rivolgere a tutti i cittadini che vogliono un vero cambiamento veicolando il messaggio che l’amministrazione appartiene a tutti ed è al servizio di tutti, dalle imprese alle fasce più disagiate, dal centro città alle frazioni più lontane, perché tutti devono interloquire con l’amministrazione in modo trasparente e trovare nel Comune collaborazione per risolvere i problemi di tutti i giorni. Quello che vogliamo è una amministrazione vicina alla gente e amica del territorio per il quale lavora e investe, restituendo ai cittadini in termini di servizi di elevata qualità il peso della fiscalità locale tale da non farla più percepire come una inutile ed improduttiva sottrazione di risorse, ma come un vero e proprio ‘investimento sociale’”.

Ermanno Amedei

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