“Non tagliate quelle palme”, Ferry promuove un sistema per salvarle dal Punteruolo rosso

27 Ottobre 2010 Off Di Comunicato Stampa

Il “Punteruolo Rosso”, l’insetto che si annida nelle piante di palme e le porta alla morte è considerata una vera pestilenza che viene combattuta abbattendo, tagliando, sradicando ogni palma che ne viene attaccata.
“Ma perché?” A chiederselo è Michel Ferry, ricercatore dell’INRA Francia (Istituto nazionale della ricerca agronomica) e direttore scientifico della Stazione Phoenix Centro di ricerca sulla palma da dattero e l’agricoltura in Spagna. Ferry è il massimo esponente in materia e, leggendo l’articolo relativo all’abbattimento delle palme a Pescara in seguito all’attacco del famigerato Punteruolo rosso ha scritto a www.ilpuntoamezzoggiorno.it esternando il suo stupore per il drastico sistema di eliminare le piante per arginare il contagio. “Le palme – scrive il ricercatore – hanno molto valore e non mi spiego perché non si fanno tentativi per salvarle anche in considerazione del fatto che esiste un sistema capace di dare il 90% delle possibilità di salvezza dell’albero”. Il sistema a cui Ferry fa riferimento è chiamato “risanamento meccanito”. Gli abbiamo chiesto in cosa consiste e lui ha risposto. “Il principio del risanamento meccanico è molto semplice da comprendere a patto di abbandonare una concezione totalmente erronea sul punteruolo rosso delle palme che viene ripetuto senza fine dai servizi della protezione dei vegetali e da certi ricercatori. E’ stato detto che una palma infestata era una palma morta pericolosa perché le larve uccidevano velocemente il germoglio terminale o scavavano delle gallerie nel tronco. Abbiamo stabilito ed abbiamo reso pubblico da tre anni che ciò è completamente falso. Le larve si trovano per 8 o 12 mesi nella base delle palme. Il metodo del risanamento meccanico consiste nell’utilizzo di un attrezzo tagliente con cui tagliare le basi di palme infestate. Il suo principio è estremamente semplice dunque ed il suo collocamento in opera può essere appreso molto velocemente dai professionisti. Questa tecnica permette di distruggere tutti i punteruoli presenti e di mettere fine alla diffusione del devastante insetto. Permette anche di salvare la palma di cui l’infestazione è stata scoperta per tempo. Contrariamente a ciò che è stato ripetuto senza tregua a torto, questo sistema è possibile per le larve che hanno scavato delle gallerie alla base delle palme creando velocemente effetti visibili. Questi danni finiscono per essere importanti producendo un cedimento brutale di palma ma contrariamente a ciò che si crede anche quando ciò arriva, la palma può essere salvata ancora perché nessuna degli i suoi elementi vitali è stato intaccato. Beninteso, è preferibile intervenire il più presto possibile ed occorre dunque che i proprietari delle palme ed i giardinieri siano formati alla localizzazione dei primi sintomi e siano estremamente vigili. Una volta formati i professionisti, il risanamento meccanico è facile da mettere in opera, ed è molto meno costosi dell’abbattimento, ma permette soprattutto di salvare le palme infestate.
Dopo avere salvato la palma, bisogna bene evidentemente proteggerla da nuove infestazioni adoperando diversi procedimenti disponibili attualmente. Scoprendo e sanando immediatamente le palme infestate proteggendole poi, si può arrivare perfettamente progressivamente a sradicare il punteruolo rosso.
È un vero peccato constatare che, in Italia, palme infestate che sarebbero potute essere salvate, sono state abbattuta col loro tronco stritolato, operazione molto costosa e completamente inutile poiché le larve non vivono nel tronco. Denaro speso inutilmente! Quale pasticcio per patrimoni paesaggistici prezioso per molto città!”

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