Dagli spalti alle colline: i Theos, i tifosi della Theodicea, non si fermano
29 Marzo 2026Sant’Angelo in Theodice – I tifosi della Theodicea non ci stanno a passare la domenica senza sostenere la loro squadra del cuore. Seppure ha giocato in casa, i supporter non hanno potuto accorrere allo stadio perché non idoneo ad accogliere i tifosi. Ecco perché le colline circostanti sono diventate le vere tribune.
Ma andiamo con ordine. Si è giocato oggi allo stadio Gianpaolo Fazio la sfida tra Theodicea e Colleferro, in una giornata primaverile dal clima ancora fresco ma carica di entusiasmo. Un entusiasmo che, a Sant’Angelo in Theodice, non si respirava da anni. Soprattutto oggi che la previsione della vittoria era nell’aria. Una previsione rispettata perché la Theodicea ha vinto per 3 a 1.

La Theodicea sta vivendo una stagione importante: il secondo anno consecutivo in Prima Categoria rappresenta per tifosi e comunità molto più di una semplice conferma sportiva. È il segnale di un progetto solido, capace di riportare stabilità e ambizione, riaccendendo emozioni che richiamano alla memoria gli anni ’90, quando il campo locale si trasformava simbolicamente in un’arena epica, quasi un piccolo Colosseo del calcio dilettantistico.
Un percorso che affonda le radici anche nella scelta della vecchia società di concedere alla nuova squadra il nome storico “Theodicea”, restituendo identità e continuità a una realtà che oggi guarda avanti senza dimenticare il proprio passato.
Tuttavia, non tutto procede senza ostacoli. Le disposizioni della Lega, legate all’inidoneità dell’impianto ad accogliere il pubblico, impongono lo svolgimento delle gare a porte chiuse, privando la squadra del calore dei propri sostenitori sugli spalti.
Ma la passione non si ferma davanti ai divieti. I tifosi della Theodicea – i “Theos” – non hanno rinunciato a seguire la propria squadra: si sono spostati sulle colline circostanti, trasformando il paesaggio in una tribuna alternativa pur di restare vicini ai propri colori.

Il presidente della Theodicea, il mitico Giovanni D’Alessandro





Un’immagine forte, che racconta meglio di qualsiasi risultato cosa significhi davvero appartenenza. Perché, quando c’è passione, nemmeno la distanza dagli spalti può spegnere il tifo.


