Categoria: Napoli

11 Maggio 2018 0

Napoli Pizza Village: cresce la voglia della vera pizza napoletana

Di admin
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NAPOLI – Meno di un mese all’arrivo dell’ottava edizione del Napoli Pizza Village, evento che come s’intuisce dal nome è dedicato ad uno degli alimenti preferiti dagli italiano: la pizza. Organizzato da Oramata Grandi Eventi, la manifestazione si terrà dal 1 al 10 giugno sul bellissimo lungomare di Napoli. Un evento in cui viene portata al centro dell’attenzione la ricetta della vera pizza napoletana, proprio come quella che faranno le 50 pizzerie storiche che otterranno il posizionamento nel villaggio di oltre 30 mila metri quadri attraverso l’estrazione tenutasi l’8 maggio alle ore 11:30 al Pan.

Durante la manifestazione si svolgerà anche il Campionato mondiale del pizzaiuolo, dal 4 al 6 giugno, dove i migliori rappresentanti della categorie si sfideranno a suon di pizze per cercare di conquistare i nove titoli in palio. Una manifestazione che, a testimonianza del successo ottenuto, vede l’edizione 2018 svolgersi in dieci serate (una in più dello scorso anno), tutte con ingresso a partire dalle ore 18:00. La pizza rappresenta da sempre una delle pietanze preferite da tutti, grandi e bambini, e la ricetta della vera pizza napoletana è quella più apprezzata dalle famiglie italiane che cercano di riproporla anche a livello casalingo grazie alle moderne impastatrici che possono essere acquistate sul web. Servizi come recensioni sul web mettono a disposizione consigli utili nella scelta del miglior prodotto, accompagnandovi nell’acquisto online dei prodotti fornendovi un valido supporto per la scelta finale.

Tornando la Napoli Pizza Village non sarà solo una manifestazione enogastronomica, ma grazie alla partnership con la nota emittente radio RTL 102.5, durante l’evento si esibiranno alcuni artisti di fama nazionale quali: Fabrizio Moro, Noemi, Dear Jack, Mario Biondi, Le Vibrazioni, Annalisa Lo Stato Sociale, che faranno da contorno alla serata di giovedì 7 giugno dove allo stadio San Paolo si svolgerà la serata celebrativa dedicata a Pino Daniele. Il ticket anche quest’anno verrà venduto a 12 euro in tutti gli stand e darà diritto a un menù comprensivo di pizza, bibita, dolce e caffè o in alternativa una confezione di caramelle per i più piccoli.

Tante sono anche le iniziative di contorno alla manifestazione, come alcuni appuntamenti di degustazione tra cui il concorso Food Blog Award Off, i cui partecipanti si cimenteranno in ricette inedite sulla pizza napoletana. Altra iniziativa è quella proposta da Rossopomodoro che prende il nome di NPV Pizza Class e NPV Kids, uno spazio ludico e didattico riservato ai bambini. Infine, il Napoli Pizza Village mette a disposizione anche due appuntamenti dedicati alla promozione del settore, il primo in cui verranno affrontate le tematiche economiche legate al settore, il secondo dedicato al mondo della pizza.

Un’edizione del 2018 che avrà come punto focale quello relativo alla comunicazione, con le operazioni di sorteggio dei 50 posti disponibili che sono state trasmesse in diretta sul sito della manifestazione e anche sui rispettivi canali social. L’obiettivo dell’edizione 2018 è quello di arrivare a un milione di visitatori, ampiamente alla portata del capoluogo campano grazie anche ai dati in crescita relativi al turismo, che in questi primi quattro mesi dell’anno hanno portano a Napoli e dintorni tantissimi visitatori provenienti dal resto d’Italia ma anche stranieri provenienti da tutto il mondo.

9 Aprile 2018 0

Otto tonnellate di hashish sequestrate a Napoli, carico ha valore di 80 milioni

Di admin

NAPOLI – E’ il più importante sequestro di hashish effettuato in un’area metropolitana: oltre 8 tonnellate. La droga è stata scoperta dai finanzieri del comando provinciale di Napoli, custoditi per la successiva rivendita all’interno di un capannone industriale ubicato nel quartiere Poggioreale del capoluogo e destinati a rifornire le organizzazioni criminali che gestiscono le principali piazze di spaccio di Napoli e provincia.

In particolare, i finanzieri del i gruppo Napoli, nell’ambito di un’attività info-investigativa svolta nel territorio di competenza, hanno individuato un capannone al cui interno, abilmente occultati dietro numerose casse di plastica, erano presenti 12 bancali di legno, ermeticamente sigillati con del cellophane.

I militari, insospettiti dalla particolare modalità di confezionamento dei bancali di legno, hanno proceduto ad un accurato controllo degli stessi, rinvenendo, racchiusi all’interno di 276 sacchi di iuta, migliaia di panetti, da 1 kg. Ciascuno, di hashish con un alto contenuto di principio attivo ”thc”.

Al termine dell’ispezione, i militari hanno sequestrato l’ingente quantitativo di hashish mai rinvenuto a Napoli e provincia che, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione all’incirca 80 milioni di euro.

Al termine del servizio, oltre all’imponente carico di hashish, è stato sequestrato l’intero capannone ove il carico era custodito nonché tratto in arresto il titolare dell’impresa di trasporti, una donna napoletana di anni 47.

Sono in corso indagini finalizzate ad appurare eventuali ulteriori responsabili dell’illecita importazione.

27 Febbraio 2018 0

Grande freddo: stamattina Napoli si svegliata sotto una soffice coltre bianca

Di redazionecassino1

NAPOLI – Il “Grande freddo” si sta spostando verso il sud della Penisola. Stamattina è toccato a Napoli ad ammantarsi di bianco. Una coltre di neve ha ricoperto tetti, parchi e giardini, strade, il lungomare e i punti più suggestivi.

Uno spettacolo suggestivo, che ha reso la città partenopea ancora più bella. Scuole chiuse con grandi e piccoli a godersi lo spettacolo insolito e raro, con un idubbio carico di fascino. La neve è caduta abbondante durante la notte ed ha continuato anche nelle prime ore del mattino. Certo qualche disagio alla circolazione non è mancati, ed impensabile che non si verificasse, ma lo spettacolo che la Città ha offerto è stato sicuramente unico.

Le iniziative tipiche della inventiva tutta napoletana, poi, hanno reso la giornata ancor più singolare. Su alcuni banchi di fruttivendoli sono apparsi cartelli con cui si invitavano cittadini e clienti ad acquistare “ortaggi specifici” ed indispensabili per il tradizionale pupazzo di neve prima che questa si sciolga definitivamente.

Sicuramente la neve non durerà molto, ma lo spettacolo suggestivo ha reso la città partenopea con un fascino tutto particolare. Quindi come non approfittare, per festeggiare l’avvenimento, dell’invito di qualche fruttivendolo ad acquistare i “tipici ortaggi” indispensabili per il tradizionale pupazzo di neve oppure sfidare i bianchi fiocchi di neve con un tuffo in mare. Napoli è anche questo, ed come un evento come quello di stamattina deve essere festeggiato in qualunque modo!

F. Pensabene

14 Maggio 2016 0

Cassino nella Galleria Borbonica nel sottosuolo di Napoli

Di admin

Napoli – Ha raccolto tra le macerie della Cassino distrutta, rubinetti, tubi e oggetti metallici di ogni genere e ne ha fatto opere d’arte esposte in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli: la Galleria Borbonica.

 

E’ lì, a decine di metri di profondità, sotto la Nunziatella e la Napoli bene, che scorre un budello scavato nel tufo nel 1853 dai Borboni. Prima cave, poi cisterne, e successivamente un percorso nel sottosuolo per permettere ai soldati di arrivare velocemente al palazzo Reale in piazza Plebiscito in casi di moti, il tunnel e i locali che lo compongono sono stati effettivamente usati dai napoletani, poco meno di un secolo dopo, per sopravvivere ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ma la galleria fu anche deposito giudiziario dove nel dopoguerra vennero ammassate auto e ciclomotori degli anni ‘40, ‘50 e ’60. Carcasse di mezzi d’epoca dissotterrate dalle immondizie e che restano lì “parcheggiate” per essere viste dai turisti che affollano il cunicolo respirando l’aria intrisa di umidità e sofferenza di quei luoghi dove nel dopoguerra trovarono rifugio circa 5mila persone.

 

Tra scritte sui muri, gli oggetti recuperati, i racconti di chi ha vissuti i drammatici momenti di 70 anni fa, si parla anche di Cassino grazie alle opere realizzate da Elio Mazzella, di San Pietro Infine e conservate gelosamente in quei luoghi. Opere che sottolineano il senso di aberrazione della guerra. Figure dalle sembianze umane realizzate con oggetti di ogni genere recuperati dall’artista a Cassino e riciclati in un’opera che in alcuni casi è anche messaggio di speranza come la mamma che ha nel suo ventre “metallico” un bambino. Una meta, quella della Galleria Borbonica, da visitare.

Le info  al sito

Ermanno Amedei

9 Maggio 2016 1

“Sto morendo e non so quale male mi sta uccidendo”, disperato appello di un ex calciatore

Di admin

Napoli – Sta facendo tradurre le sue cartelle cliniche per andare all’estero e cercare altrove quella speranza di sopravvivenza che qui, in Italia, non ha trovato. Francesco Santonastasio di Napoli ha 30 anni, molti dei quali passati sui campi di calcio militando in squadre di eccellenza e C1 tra Abruzzo e Marche. Adesso, invece, parla da un letto di ospedale che lascia solo lo stretto necessario per andare in bagno.

“Voglio sapere che malattia ho e che possibilità mi restano di guarire”. E sì, il quadro clinico di Francesco è preoccupante se non fosse altro perché i medici non hanno saputo dare un nome ad un male che di girono in giorno lo sta affievolendo. I suoi problemi sono iniziati nel 2012 quando durante una operazione di routine al legamento crociato, contrae il Citomegalovirus e l’Eb virus. Sottoposto ad una massiccia cura antibiotica sembrava aver superato il problema. Quando torna ad allenarsi, però, si accorge che non appena lo sforzo fisico aumenta arriva puntuale il mal di testa. Poi sono arrivati anche dolori al torace e sensazioni di stordimento che lo hanno costretto a sospendere attività fisiche. Ma il deterioramento non era finito e lasciare lo sport non è stato sufficiente. “I sintomi sono aumentati e la mia condizione è peggiorata di giorno in giorno. Sono arrivate anche le vertigini, la tachicardia e le palpitazioni. Di fronte a tutto questo i medici erano completamente spaesati come lo sono ancora oggi”. Da metà 2013 Francesco è completamente allettato. “Al massimo riesco a stare in piedi per andare in bagno o per mangiare. Pochi minuti, non appena mi alzo dal letto arriva il mal di testa, la tachicardia, lo  stordimento e tutto a cadere”.

Se non si conosce la malattia non si trova una cura adeguata e la stessa continua nel suo percorso distruttore che ha portato alla milza ingrossata, la pancreatite, il prolasso della valvola mitrale, polipi all’intestino, polmonite da inalazione. Inutile il girovagare tra un ospedale all’altro dell’Italia, nessuno ha saputo dire cosa sta provocando l’effetto domino e l’unica nota positiva è stata incontrare in ospedale una infermiera, Tina di 29 anni, con cui si è fidanzato. “E’ stata una manna dal cielo. Incontrarla è stata l’unica cosa bella di questi anni” dice Francesco. “Con lei ho ritrovato la forza per andare avanti perché è con lei che voglio una famiglia”.

Ma l’amore da solo non basta e a quanto pare non basta neanche cercare una soluzione in Italia. “Ho bisogno di qualcuno che si appassioni al mio caso e mi studi, se non in Italia, anche all’estero. So che in altri Paesi, esistono centri per malattie non diagnosticate. Devo trovare il modo per poterne raggiungere uno”. La sua unica speranza, quindi, è uscire dal silenzio che avvolge il suo caso. Creare clamore mediatico nella speranza che qualcuno possa indicargli la strada giusta o che un medico possa decidere di investire del tempo per effettuare ricerche fino ad arrivare all’origine di quel male che, con un effetto domino, lo sta spingendo verso il baratro.

“Ho 30 anni – è il suo ultimo disperato appello – voglio tornare a vivere, ad avere una famiglia. Qualcuno mi aiuti almeno ad individuare il nome del male che mi sta uccidendo”.

Ermanno Amedei

Leggi anche Faccedivita.it

4 Maggio 2016 0

Tentata estorsione a Clementino, tre arresti

Di admin

Napoli – La Polizia di Stato di Napoli sta eseguendo tre ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettante persone ritenute, in concorso tra loro, responsabili del reato di tentata estorsione in danno del noto rapper “Clementino”. Il cantante ha subito reiterate minacce, estese anche ai suoi familiari e a componenti del suo staff, al fine di avviare una collaborazione artistica con un cantante neomelodico di Palma Campania ma che il rapper non ha intrapreso.

Le indagini dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno permesso di ricostruire i comportamenti minacciosi e vessatori posti in essere dagli arrestati per costringere Clementino a pubblicare un brano del cantante neomelodico arrestato.

7 Ottobre 2015 0

Camorra, 11 “capelloni” arrestati per omicidio e tentato omicidio

Di admin

La Polizia di Stato di Napoli sta eseguendo un decreto di Fermo di Indiziato di Delitto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di 11 persone ritenute appartenere alla compagine camorristica facente capo alla famiglia “Buonerba”, detti I Capelloni, storicamente legati alla più nota famiglia “Mazzarella”. Gli indagati, che rispondono a vario titolo dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio e porto e detenzione illegale di armi da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso, negli ultimi mesi nel quartiere Forcella della città, nel tentativo di acquisire spazi per la gestione dei traffici illeciti legati prevalentemente agli stupefacenti ed alle estorsioni, si sono contrapposti con le armi agli esponenti del cartello camorristico rivale facente capo alle famiglie “Sibillo, Giuliano, Brunetti, Amirante” colpite, lo scorso 9 giugno, da un provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria a carico di 64 persone. Fermati i mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di D’Alpino Salvatore e del ferimento di Caldarelli Sabatino consumato lo scorso 30 Luglio nonché gli esecutori materiali del tentato omicidio di Memoli Giuseppe consumato a Napoli lo scorso 9 Agosto.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha coordinato la complessa indagine della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del Servizio Centrale Operativo ed ha monitorato l’ascesa a Forcella del gruppo camorristico facente capo a Gennaro Buonerba, 23 anni, la dura contrapposizione armata al clan camorristico rivale, in particolare al gruppo facente capo ai fratelli Sibillo, Pasquale ed Emanuele, e la capacità di tessere alleanze con esponenti apicali di clan camorristici confinanti. Destinatario del Fermo, infatti, anche Sequino Salvatore, 41 anni, esponente apicale dell’omonimo clan camorristico operativo nella confinante “Sanità”. In tale accesa dinamica criminale sono stati ricostruiti gravi fatti di sangue e le motivazioni sottese ad essi quale conseguenza dello scontro armato tra il gruppo “Buonerba” e quello facente capo ai fratelli Sibillo e che ha visto il quartiere di Forcella e di Via Oronzio Costa teatro di uno scontro senza esclusione di colpi.

Nel corso delle attività di rintraccio degli indagati destinatari del decreto di Fermo di Indiziato di delitto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli i poliziotti della Squadra Mobile di Napoli e del Servizio Centrale Operativo hanno rinvenuto e sequestrato nelle abitazioni in uso alla famiglia Buonerba in Via Oronzio Costa a Forcella due ordigni esplosivi artigianali, una pistola, quantitativi di marijuana e cocaina. Le indagini hanno evidenziato, oltre alla particolare pericolosità del gruppo camorristico, un ruolo importante delle donne arrestate, forza attiva del clan. Oltre a Maria Buonerba, 34 anni, sorella del reggente Gennaro, non destinataria del Fermo ma arrestata in flagranza del reato di detenzione di materiale esplodente e detenzione di sostanze stupefacenti, sono destinatarie del provvedimento restrittivo Sibillo Emilia, 38 anni, moglie di Giuseppe Buonerba, attualmente in carcere, capo e promotore dell’odierna organizzazione criminale unitamente al fratello Gennaro, e Buonerba Assunta 29 anni. Sibillo Emilia è ritenuta la mandante, unitamente a Gennaro Buonerba dell’omicidio di D’Alpino Salvatore mentre Buonerba Assunta si ritiene abbia avuto nel medesimo reato il ruolo di “specchiettista” per aver segnalato, con Scafaro Luigi, agli esecutori materiali dell’omicidio, consumato il 30 Luglio 2015 davanti alla Pizzeria Fortuna a Piazza Mancini, la presenza della vittima, descritto il suo abbigliamento ed indicato il momento propizio per intervenire. 

14 Maggio 2015 0

Catturato dai carabinieri di Marcianise pericoloso rapinatore di banche latitante dal 2010

Di admin

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise, a seguito di intensa e complessa attività investigativa hanno proceduto alla cattura del latitante Vincenzo ESPOSITO, cl. 69, pluripregiudicato di Napoli. L’uomo, considerato pericoloso rapinatore specializzato nei colpi alle banche, era destinatario di un provvedimento cautelare emesso nel 2010 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, per rapina pluriaggravata e detenzione illecita di armi. L’uomo è ritenuto responsabile della rapina in danno della Banca Popolare del Lazio – agenzia di Lariano, avvenuta in data 11.01.2010. L’esposito, nonostante fosse destinatario di un provvedimento di cattura, era riuscito a rendersi irreperibile trascorrendo gran parte della latitanza tra il centro storico di Napoli ed alcuni paesi della provincia. La cattura è avvenuta nel lussuoso quartiere Vomero di Napoli, con più precisione in via Tasso dove si era recato, a bordo di uno scooter ed insieme ad una donna, per visionare un bilocale di Lusso in un condominio, da prendere in affitto per continuare la latitanza. All’atto della cattura L’ESPOSITO, colto di sorpresa, non ha avuto il tempo di accennare ad alcuna reazione. Lo stesso non aveva al seguito alcun documento personale era solo in possesso di telefono cellulare intestato a prestanome. Le successive attività di perquisizione svolte, presso l’abitazione della compagna ubicata in Volla (NA), hanno consentito di rinvenire una pistola beretta con matricola abrasa completa di caricatore contenente 14 cartucce. L’arrestato sarà tradotto presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale. I carabinieri, adesso, sono proiettati a verificare se lo stesso, nel periodo di latitanza abbia compiuto altre rapine. Con questo arresto sale a 3 il numero dei latitanti catturati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta negli ultimi 10 giorni.

13 Agosto 2014 0

Recuperata la “Carica dei Bersaglieri”, importante opera d’arte trafugata dai nazisti nel ’43

Di admin

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, a conclusione parziale di un’ appassionata indagine, hanno recuperato e sequestrato una pregevole opera pittorica (olio su tela) facente parte della più vasta composizione del dipinto intitolato “Carica dei Bersaglieri” (cm. 300 x 200) realizzato dal pittore Michele Cammarano (Napoli 1835 – 1920), interprete affermato della stagione pittorica risorgimentale. Il quadro fu trafugato dalle truppe dalla Caserma “Catena” di Verona, durante le tragiche giornate che seguirono l’8 settembre 1943.

I militari hanno rintracciato il dipinto, un sezione ritagliata dall’opera originaria, presso una casa d’aste di Napoli, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti, il più grande database del mondo gestito dal reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri, che ha reso possibile i riscontri ed il riconoscimento del dipinto. L’opera da ricercare era anche inserita nel famoso catalogo “dell’opera da ritrovare – repertorio del patrimonio artistico italiano disperso all’epoca della Seconda Guerra Mondiale” (pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1995). La realizzazione di questo catalogo fu opera del famoso Rodolfo Siviero, già Ministro plenipotenziario della Repubblica Italiana, detective dell’arte che riuscì, nei difficili anni del dopoguerra, a recuperare molte importanti opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il dipinto è stato restituito nella mattinata odierna, dai Carabinieri del Tutela Patrimonio Culturale all’8° RGT Bersaglieri di Caserta, che nel 1943 era stanziato appunto presso la caserma “Catena” di Verona, luogo del trafugamento.

Il Reggimento, protagonista prestigioso di passati gloriosi fatti d’arme, e, più recentemente, di impegnative missioni in Iraq e Afghanistan, è oggi dislocato in Caserta, presso la caserma “Ferrari Orsi”.

13 Agosto 2014 0

Distretto industriale del falso, sequestrati nel napoletano laboratori, sartorie e magazzini

Di admin

Anche questa volta, partendo da venditori ambulanti irregolari che, nelle spiagge del litorale romano, offrono la loro mercanzia in vendita, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno ripercorso a ritroso la filiera distributiva individuando i vertici dell’organizzazione che aveva realizzato, nel Napoletano, un vero e proprio “distretto industriale del falso”, costituito da sette tra opifici, laboratori e sartorie adoperati per l’assemblaggio delle calzature ed il confezionamento di capi di abbigliamento contraffatti. La “banda” – composta da undici persone e con proprie basi operative a Napoli, Arzano, Acerra, Melito di Napoli – era organizzata con una gerarchia piramidale che vedeva a capo sei imprenditori e si serviva di laboratori clandestini e di alcune sartorie artigianali per la produzione di capi “taroccati”, riportanti i marchi più rinomati “Dolce&Gabbana”, “Alessandrini”, “Gucci”, “Fendi”, “Liu-jo”, “Louis Vuitton”, “Burberry”, “Armani” ed “Hogan”. Efficiente e capillare la rete distributiva che, grazie a diversi depositi intermedi, riusciva ad alimentare le bancarelle ed i negozi del Sud-Italia e della Capitale, esaudendo ogni desiderio anche dei clienti più esigenti: maglie, pantaloni e calzature. Punto di forza dell’organizzazione criminale, tale da consentire di sbaragliare la concorrenza cinese, era la disponibilità di manodopera super specializzata, formatasi in anni di lavoro, in grado di confezionare prodotti dalla qualità impeccabile, cui mancava soltanto la licenza della “casa madre” titolare dei diritti di privativa industriale. Tra i clienti più assidui anche esponenti di clan camorristici, sensibili al fascino delle grandi marche e desiderosi di affermare la propria leadership anche sfoggiando capi “griffati”. Gli appostamenti, i pedinamenti ed il ricorso alla “consegna controllata” da parte delle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino hanno consentito di ricostruire i ruoli di tutti i sodali, deferiti alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per i reati di associazione a delinquere, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Nel corso delle perquisizioni locali sono stati rinvenuti oltre 120 mila pezzi – tra pantaloni, jeans, calzature, suole, tomaie ed accessori vari taroccati – , 41 macchinari di ultima generazione, carrelli industriali e stampi, nonché individuati 20 lavoratori “in nero”. Da capogiro il volume d’affari dell’organizzazione, che si avvaleva dei sistemi in voga nel mondo commerciale per i pagamenti: gli ordini dovevano essere regolati rigorosamente tramite postepay e, ai clienti particolarmente affidabili, venivano concesse facilitazioni di pagamento ed aperture di credito per le temporanee carenze di liquidità. I prezzi erano assolutamente allettanti basti pensare che, per l’ultima “collezione primavera-estate”, si andava dai trenta euro del pantalone “Gucci” ai cinquanta euro del richiestissimo ed ambito modello ”Interactive” delle scarpe “Hogan”.