Tag: domenico

12 Novembre 2018 0

Antiracket e Usura, seminario in Prefettura con il Commissario nazionale Domenico Cuttaia

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

FROSINONE – “Si è tenuto nei giorni scorsi, su iniziativa del Prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, in Prefettura il seminario su antiracket e usura”.

Lo si legge in una nota di Confcommercio Lazio Sud.

“I lavori, ai quali hanno partecipato i rappresentanti delle Associazioni di categoria  e antiusura della provincia, sono stati conclusi dal Commissario nazionale antiracket e usura Domenico Cuttaia.

Bruno Vacca, Presidente dell’Associazione Terra di Lavoro per la Legalità (Associazione Aderente a Confcommercio Lazio Sud), ha portato i saluti del Presidente di Confcommercio Lazio Sud Giovanni Acampora ed è poi  intervenuto parlando dell’attività svolta dalla sua Associazione dal 2011 (102 casi presi in carico di cui 20 riguardanti vittime di usura ed estorsione) e del progetto “Rete Solidale – sportello Amico” avviato a Cassino insieme a Confcommercio Lazio Sud.

Inoltre, Vacca, ha posto l’accento su alcune criticità presenti, a suo avviso, nell’azione di sostegno a favore delle vittime o potenziali vittime di usura e in particolare: l’insufficiente coordinamento nella Provincia di Frosinone, tra le Associazioni, le Istituzioni e le Forze di Polizia per una maggiore efficacia nel sostegno alle imprese e famiglie sovranidebitate e usurate o a rischio usura; la scarsa e lenta risposta ai problemi del quotidiano sostentamento alle vittime di usura e racket (vitto, alloggio, etc.)”.

16 Dicembre 2016 0

Cus – Cassino: Calcio a 5 fra le mura del “San Domenico”, fra Ateneo e detenuti

Di redazionecassino1

Dopo la sonora batosta rimediata lo scorso anno con un secco 13 a 1 a favore dei detenuti, quest’anno gli universitari si sono presentati in gran forma e si sono presi la rivincita: la partita di calcio a cinque tra le mura del carcere San Domenico di Cassino si è conclusa con la vittoria dell’ateneo capitanato dal rettore Giovanni Betta con un 3 a 2. Ad aprire le danze è stato il presidente del Cus Cassino che ha portato in vantaggio l’ateneo. Il primo tempo, disputato contro i detenuti-papà si è concluso in parità. Poi nel secondo tempo, nonostante ai genitori hanno dato il cambio i detenuti più giovani, cioè i non papà, l’ateneo ha messo a segno altre due reti a dispetto dell’unico gol segnato dai padroni di casa. Dunque quest’anno la squadra dell’Università che ha visto in campo oltre al rettore Giovanni Betta anche il suo vicario Raffaele Trequattrini, il presidente del centro universitario sportivo Carmine Calce e i rappresentanti degli studenti, è uscita a testa alta e, se pur di misura, ha portato a casa la vittoria approfittando della stanchezza dei detenuti che prima della sfida con l’ateneo avevano già sulle gambe la fatica di una partita tra di loro che ha visto contrapposti i genitori e i non papà, il tutto sotto gli occhi emozionati delle loro mogli e soprattutto dei loro piccoli. A vincere, difatti, così come ogni anno, è stata ovviamente la solidarietà ed è stata l’occasione per uno scambio di auguri con i detenuti e le loro famiglie, soprattutto ai loro bimbi omaggiati dal presidente del Cus Cassino con magliette e altri regali. «Queste iniziative – spiega il professor Carmine Calce – dimostrano che il Cus di Cassino non è sensibile solo allo sport, ma intende favorire anche eventi culturali e sociali. È un modo originale – conclude Calce – per farci gli auguri di Natale e far trascorrere delle belle giornate all’insegna dello sport ai detenuti della casa circondariale di Cassino. Non si tratta di eventi fini a se stessi: il Cus in questi anni con altre inziative analoghe tra cui la maratona e le gare di atletica ha visto emergere tanti talenti». «L’iniziativa – aggiunge la direttrice Irma Civita Reale – nasce da una profonda collaborazione con l’Università di Cassino e abbraccia diversi settori, non ultimo quello sportivo. Non si tratta dunque di iniziative estemporanee, ma che hanno invece una continuità per un rapporto duraturo. Lo sport – evidenzia la direttrice della struttura – dà dei valori positivi e aiuta a vivere bene con gli altri». L’evento che si è svolto mercoledì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cassino, è andato in scena contemporaneamente in tutte le altre strutture italiane in occasione della campagna di sensibilizzazione nazionale “Non è un mio crimine ma una mia condanna: i diritti dei grandi cominciano dai diritti dei bambini”, in collaborazione con “l’Associazione bambini senza sbarre”. L’iniziativa, col patrocinio del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha permesso dunque di portare all’attenzione il tema cruciale del diritto al mantenimento del legame affettivo tra figli e genitori detenuti, del diritto di questi ultimi alla genitorialità all’accoglienza in carcere dei 100mila bambini che ogni anno, ogni giorno incontrano il genitore, secondo quanto previsto dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.

10 Luglio 2010 0

Il calcio muore a Cassino, Domenico Tortolano (Mimì) fa appello al sindaco

Di redazione

“Sindaco, il calcio non può morire così. Crei le premesse per la rinascita attraverso una nuova società di gestione anche in un campionato dilettantistico”. A scriverlo in una accorata lettera aperta indirizzata al primo cittadino di Cassino è Domenico Tortolano (Mimì per gli amici), decano della stampa locale profondamente colpito dalla scomparsa nella città Martire, della squadra di Calcio. Mimì è tra i più noti giornalisti della provincia oltre che per la qualità della sua penna, anche per i tanti anni passati a scrivere per testate giornalistiche prestigiose. “Caro sindaco, – scive Mimì nella lettera – chi scrive questo appello racconta ai lettori la storia del Cassino calcio dal 1963 attraverso giornali, agenzie di stampa, radio e televisione ma ora è disoccupato per un presidente, è la prima volta che accade dal 1924, che non ha voluto iscrivere la squadra al campionato di seconda divisione. Per questo motivo sono profondamente addolorato e con me, penso, l’intera città e quindi lei stesso che si è tanto adoperato in questi anni. Qualcuno ha detto che questo è strano che sia accaduto “nella ricca Cassino soprattutto da parte di una delle cinque famiglie più ricche della città”. Una mancata iscrizione che crea un vuoto sportivo nel cassinate e un danno all’immagine della città senza un titolo sportivo rilevante. Un danno per l’economia locale e un danno anche per tante persone e tante ditte che lavorano nel settore sportivo. Uno stadio rinnovato e con una tribuna stampa da 25 posti da me fortemente voluta e realizzata con l’aiuto di altre persone e migliorata negli anni. Ora lo stadio rimarrà vuoto e chiuso la domenica, un appuntamento sportivo che ci mancherà. Ora sindaco spetta a lei farsi promotore presso imprenditori appassionati di calcio far risorgere in maniera seria e più organizzata una nuova società e una squadra con la maglia azzurra per riprendere quel cammino avviato negli ultimi anni dai presidenti Morra e Corcione e adesso interrotto dalla famiglia Murolo. Lo spero e lo sperano in tanti”. Domenico Tortolano – decano della stampa

31 Marzo 2010 0

Domenico Parente confermato sindaco per 123 voti

Di redazione

Per 123 voti Domenico Parente è stato confermato sindaco di Palena (Ch). L’ingegnere ha avuto la meglio su Fernando Della Grotta candidato dalla lista civica avversaria. A Palena i votanti sono stati 1037 e la campagna elettorale è stata particolarmente frenetica e caratterizzata da polemiche relative all’affissione dei manifesti. Alla fine però, stretta di mano tra vincitori e vinti. Er. Am.

25 Novembre 2009 0

Inugurata una cappella nel carcere San Domenico

Di redazione

Una intensa e solenne cerimonia si è svolta presso la Casa Circondariale “S. Domenico” di Cassino per la dedicazione della Cappella dell’Istituto. Alla presenza delle autorità (la Direttrice del carcere dott.ssa Irma Civitareale, il Capo Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria dott. Franco Ionta, il Provveditore regionale dott. Angelo Zaccagnino, il Sindaco dott. Bruno Vincenzo Scittarelli), di tutto il personale, della Caritas nella persona della direttrice M. Rosaria Lauro insieme ai volontari dell’area carcere, e di una rappresentanza dei detenuti, l’Abate di Montecassino ha presieduto la celebrazione eucaristica per la Dedicazione della nuova Cappella, realizzata all’interno della struttura carceraria, grazie alla tenacia del cappellano Don Luigi D’Elia, della Direzione dell’Istituto e della Caritas diocesana. E grazie anche al lavoro materiale dei detenuti e grazie alla generosità di benefattori, primo tra i quali il Comune di Cassino che ha fatto dono dell’altare. Una cappella bella ed accogliente, la cui realizzazione è stata sentita da tutti “come una necessità dell’anima”, come ha detto la direttrice dott.ssa Civitareale. La Cappella è intitolata a S. Domenico e S. Basilide secondo il rito canonico, che prevede l’aspersione con acqua benedetta delle pareti e di tutto il luogo, l’unzione con il sacro crisma dell’altare e la deposizione in esso delle reliquie (dei Martiri Ciriaco e Giocondo) che vengono sigillate con il cemento; un bel coro di voci maschili, accompagnate all’organo da Michele D’Agostino, ha accompagnato la celebrazione. Sentite e toccanti le parole dell’omelia dell’Abate Vittorelli, particolarmente quando si è rivolto ai “cari Amici e Fratelli detenuti” dicendo: “non lasciatevi abbattere dalla disperazione, guardate al futuro avendo Dio nel cuore e anche quando tutta la vita dovesse essere condizionata da una restrizione che può sembrare insopportabile, stringetevi di più a Dio che rimane il tesoro più prezioso, la finestra sul mondo nuovo”; e ai “cari Amici e Fratelli della polizia penitenziaria”, “altrettanto cari per il delicato compito che il Paese vi affida, un compito arduo che conduce facilmente allo stremo delle forze ma che richiede la fermezza di un padre di fronte a situazioni a volte irritanti, umilianti e di grandi tensioni. La Carità alla quale ci sospinge il Vangelo è un dovere al quale non possiamo mai derogare: rispetto della dignità degli uomini, comprensione, fermezza nella benevolenza, umanità”. Non ha tralasciato il problema del sovraffollamento delle carceri, che crea un pesante disagio, e infine ha auspicato: “La presenza di questo luogo di preghiera sia davvero il segno che Dio è in mezzo agli uomini, a tutti gli uomini”. Commosso il cappellano Don Luigi D’Elia nel ringraziare Dio e le persone che si sono adoperate, per il dono di questa Cappella “in questo luogo che necessita più di ogni altro della presenza di Dio Onnipotente”, e nel ricordare il suo predecessore, Don Crescenzo De Marco. Accorato il suo appello finale ai partecipanti affinché non dimentichino, appena usciti, il carcere, che “è luogo, prima che di recupero della persona umana, di dolore e di fatica sia per i detenuti che per il personale che vi lavora”. Al termine, un piacevole rinfresco, preparato con la collaborazione fattiva di tutto il personale, è stato offerto agli ospiti per solennizzare l’evento.

[nggallery id=37]