Tag: indagati

22 Maggio 2019 0

Fiumi di droga tra Alatri e Frosinone, 8 arresti e altrettanti indagati

Di admin
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FROSINONE – Squadra Mobile e Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frosinone, unitamente a personale della Compagnia carabinieri di Alatri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura, sostituti Procuratori, Adolfo Coletta e Vittorio Misiti, nei confronti di 16 persone.

I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un’attività d’indagine intrapresa per arginare un dilagante e redditizio fenomeno di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nella provincia e, nel caso particolare, ad Alatri e Frosinone ad opera di soggetti italiani e marocchini sodali ai fini della florida illecita attività.

Le indagini, iniziate nell’aprile dell’anno 2017 a seguito dell’omicidio del giovane Emanuele Morganti (avvenuto ad Alatri nella notte fra il 25 ed il 26 marzo 2017) finalizzate ad approfondire il contesto sociale in cui era maturato il grave delitto e all’individuazione del probabile movente, essendo emerso sin da subito un diffusissimo uso e abuso di sostanze stupefacenti fra i giovani del posto, hanno permesso di acquisire univoci elementi probatori a carico dei destinatari del provvedimento ai quali, vengono contestati i reati di concorso in traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, è stata accertata l’esistenza di un gruppo criminoso, composto da soggetti che hanno organizzato un sistema di approvvigionamento, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente tipo cocaina ed hashish, attivo nei Comuni di Alatri, Frosinone e Sora e territori limitrofi con basi logistiche per l’occultamento e punti di spaccio al dettaglio, individuati in abitazioni rurali, nonché esercizi pubblici, quali bar ed agriturismi, rifornendosi dello stupefacente tramite pregiudicati del luogo legati a soggetti di origine marocchina.

L’illecita attività era particolarmente redditizia e fiorente, così come, peraltro, chiaramente lo dimostrano gli arresti ed i sequestri operati indagini durante che hanno già consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, 12 soggetti e sottoposti a sequestro circa 11 kg di hashish e numerose dosi di cocaina e marijuana cedute nella commercializzazione al minuto. Sono stati, inoltre, rintracciati e catturati due latitanti, di origine marocchina, colpiti da provvedimenti cautelari connesse a pregresse vicende giudiziarie a loro carico, uno per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti, l’altro per rapina.

L’odierno provvedimento comprende anche la misura cautelare del divieto di dimora in tutti i Comuni della Provincia di Frosinone nei confronti di quattro cittadini albanesi, che con la complicità e appoggio di un italiano (anch’egli colpito da provvedimento), erano dediti ad una serie di furti di auto e in abitazioni della zona, circostanze anche queste ultime emerse nella contestualità delle investigazioni in atto per droga.

I destinatari della misura si identificano in F.O. cl. 1965, originario di Alatri, C.N. cl. 1959, originario di Alatri,S.F. cl. 1967, originario di Alatri, G.L. cl. 1977, originario di Alatri, T.E.M cl. 1985, originario del Marocco, ma da anni stabilmente in Italia con residenza a Frosinone, G.E., cl. 54, originario di Supino, M.D. cl. 71, originario di Alatri, S.L. cl. 76, originario Alatri, L.A. cl. 67, originario di Alatri, C.V. cl. 71, originario di Colleferro, ma residente a Castelliri (FR),G.G. cl. 91, originario di Alatri, L.L. cl. 88, originario di Alatri. Oltre ai predetti colpiti per gli illeciti legati al traffico di droga, vi sono anche i seguenti quattro cittadini albanesi nei cui confronti viene applicato il divieto di dimora nell’intera Provincia di Frosinone per i reati di furti commessi L.E. cl. 85, T.L. cl. 93, X.R. cl. 88 e P.E. cl. 97.

Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza, venivano altresì effettuate 11 perquisizioni domiciliari e locali, in ottemperanza ad altrettanti decreti emessi dall’A.G. inquirente, nei confronti di persone, ritenute intermediari o clienti finali degli indagati per droga. Durante una delle predette attività di ricerca veniva tratto in arresto, in flagranza di reato, D. M. cl. 92, originario di Alatri, poiché trovato in possesso di grammi 80 circa di marijuana, 14 grammi di hashish e materiale vario per il confezionamento dello stupefacente.

15 Marzo 2019 0

Chiedono il riscatto per un cellulare rubato. Indagati due minorenni a Formia

Di redazionecassino1

FORMIA – La Polizia di Stato – Questura di Latina, nell’ambito dei servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati contro la persona  nella serata di ieri ha proceduto al deferimento in stato di libertà di due minorenni responsabili di tentata estorsione in concorso.

I due ragazzi, dopo aver sottratto con artifizi e raggiri il telefono cellulare di una ragazza minorenne, mentre si trovava in compagnia di alcune amiche alla Villa Comunale di Formia,  prendevano contatti telefonici con la madre affinché consegnasse la somma di euro 300,00 per rientrare in possesso del bene asportato, concordando il luogo dell’appuntamento.

Gli investigatori del Comm.to di Formia, acquisita la denuncia, hanno predisposto un mirato servizio di appostamento presso il luogo dell’appuntamento dove si sarebbe dovuto svolgere lo scambio, non perdendo mai di vista la donna in attesa del contatto .

All’atto in cui i due giovani hanno consegnato il cellulare, restando in procinto di ricevere il denaro, gli agenti sono intervenuti tempestivamente,  bloccando in flagranza di reato i rei. I due ragazzi, sprovvisti di documenti di identificazione, sono stati accompagnati presso gli uffici del Comm.to di Formia e, ultimati gli adempimenti di rito, affidati agli esercenti la potestà genitoriale, non prima di essere edotti del loro deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni  di Roma.

15 Gennaio 2019 0

Traffico illecito di rifiuti tra Roma Rieti e Latina, 57 indagati

Di admin

LAZIO – I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma e i Carabinieri Forestali di Roma, Rieti e Latina, coadiuvati dai Reparti Territoriali dell’Arma, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone 15 arresti (6 custodie cautelari in carcere e 9 arresti domiciliari) 3 obblighi di presentazione quotidiana in caserma, 12 divieti di dimora nel territorio della Provincia di Roma, oltre al sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti ed 1 impianto di autodemolizione, per un totale di 57 indagati, a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di veicoli e truffa in danno delle assicurazioni, simulazione di reato, favoreggiamento personale.

L’operazione, convenzionalmente denominata “ Tellus” ( dal nome della divinità romana della Terra, a rimarcare l’impegno dei Carabinieri a difesa dell’Ambiente) costituisce l’esito di un’articolata attività di indagine scaturita da una serie di controlli, finalizzati al contrasto del fenomeno dei c.d. “ roghi tossici”, conseguenti alla gestione illecita di rifiuti, operata prevalentemente da soggetti di etnia rom in concorso con i titolari di alcune aziende di recupero, che ne ricevevano le sole componenti di valore (es. rame, bronzo, ottone).

19 Dicembre 2018 0

Indagine Cosilam, cinque indagati a Cassino tra cui Abbruzzese e D’Aguanno

Di admin

CASSINO – I vertici del Cosilam di Cassino è al centro di una indagine giudiziaria che vede indagate ben cinque persone e, tra queste anche il presidente Mario Abbruzzese e il direttore generale Annalisa D’Aguanno.

Gli investigatori di Polizia e Finanza coordinati dal Pm Mattei stanno indagando sulla nomina della D’aguanno a direttore Generale e l’ipotesi di reato su cui si posa la stessa indagine è quello del 353 Bis del codice Penale ossia la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Ermanno Amedei

25 Ottobre 2018 0

Falsi attestati per operatori sanitari, 27 indagati tra Cassino e Latina

Di admin

CASSINO – Falsi attestati per operatori socio sanitari, cioè personale che, grazie alla documentazione mendace, poteva lavorare in strutture sanitarie anche senza le necessarie competenze. Per questo i carabinieri del Nas di Latina hanno indagato 27 persone tra Latina e Cassino.

Questa mattina gli uomini del capitano Felice Egidio hanno eseguito 27 decreti di perquisizione e sequestro emessi dall’Autorità giudiziaria, individuando numerosi attestati professionali contraffatti, rinvenuti in possesso ai 27 indagati. I provvedimenti sono originati dagli esiti investigativi di un’indagine condotta dal NAS Carabinieri pontino, finalizzata al contrasto della contraffazione di attestati professionali per l’ottenimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario (O.S.S.). L’attività d’indagine è stata avviata in virtù di una segnalazione di una struttura sanitaria privata della provincia di Frosinone che, venuta a conoscenza dalla stampa delle risultanze investigative di una precedente indagine, conclusa nel mese di marzo 2018 dallo stesso NAS, segnalava ai Carabinieri vari operatori in possesso di attestati per Operatori Socio Sanitari simili a quelli già sequestrati nell’ambito dell’indagine in questione. Le indagini svolte, coordinate da Emanuele De Franco della Procure della Repubblica di Cassino e Latina – Dr. Valerio De Luca, hanno consentito, a seguito di accertamenti svolti presso gli istituti emittenti ed i rispettivi Uffici Regionali, di acclarare la falsità materiale di 27 attestati per operatore socio sanitario, avvalorati dall’illegittima apposizione dei loghi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano e di individuare responsabilità penali a carico dei possessori degli stessi che, consapevoli dell’illegittimità del documento acquistato (al costo unitario di euro 1.500/2.000) lo hanno utilizzato comunque quale titolo per poter essere impiegati nella struttura sanitaria. Tale sequestro assume un particolare rilievo anche in ragione dell’evoluzione giuridica che la qualifica della professione di Operatore Socio Sanitario (O.S.S.) ha avuto con l’entrata in vigore della Legge 11 gennaio 2018, n. 3 (c.d. Legge Lorenzin). I possessori degli attestati, infatti, avrebbero potuto avere un illegittimo accesso ai corsi di formazione per il conseguimento della nuova figura professionale, che è stata inclusa tra le professioni socio-sanitarie proprio dalla richiamata normativa.

Foto repertorio

4 Ottobre 2018 0

Serena Mollicone, mai così vicini alla verità. Papà Guglielmo ai due carabinieri indagati: “Raccontino ciò che sanno”

Di admin

ARCE – Appena qualche anno fa sembrava un caso ormai da archiviare. Una verità inghiottiva dal buco nero dei depistaggi, delle bugie e dall’omertà. Quando anche la procura di Cassino sembrava essersi arresa chiedendo al gip l’archiviazione del caso, l’assassino di Serena Mollicone era vicino all’averla fatta franca.

La testardaggine di un padre, del suo avvocato e di pochissimi altri, convinsero il Gip nel gennaio 2016 a rigettare la richiesta di archiviazione disponendo nuove indagini di polizia scientifica.

Quello è stato il momento focale di una dolorosa vicenda. Una decisione diversa avrebbe gettato la pietra tombale sulla morte della studentessa di Arce.

Mai, come oggi, la verità sembra essere vicina, quasi palpabile. Tre colonne reggono un castello accusatorio che vede indagate cinque persone: tre per omicidio volontario e occultamento di cadavere, il maresciallo Franco Mottola, ex comandante della stazione carabinieri di Arce, il figlio Marco e la moglie Anna; il luogotenente Vincenzo Quatrale per concorso morale nell’omicidio e l’appuntato Francesco Suprano per favoreggiamento.

Delle tre colonne due sono costituite da indagini di polizia scientifica. Una è stata raccolta riesumando dopo 16 anni il corpo di Serena sottoponendolo nuovamente ad una autopsia grazie alla quale è emersa la compatibilità della ferita all’arcata sopraciliare con la scalfitura ritrovata sulla porta dell’alloggio dei Mottola. Porta contro cui, secondo gli investigatori, Serena sarebbe stata scaraventata durante un furibondo pestaggio.

La seconda è emersa in questi giorni e riguarderebbe il nastro adesivo utilizzato per immobilizzare il corpo di serena assicurandole sulla testa una busta di plastica. Sulla colla di quel nastro gli esperti del Ris avrebbero trovato microtracce della vernice, o della vernice del tutto simile a quella che ricopre il locale caldaia di casa Mottola. Non solo, ma anche microscopiche schegge di legno compatibili con il legno di cui è composta la porta incriminata. Due importanti tasselli dell’indagine che danno ancora più spessore alla terza colonna dell’accusa, costituita dalla testimonianza rilasciata dal brigadiere Santino Tuzi alcuni giorni prima che morisse suicida. Una morte su cui ancora si indaga e su cui aleggia il sospetto quantomeno di una istigazione al suicidio. Santino Tuzi, dopo 8 anni di silenzio, raccontò che la mattina del primo giugno, quando Serena scomparve, lui era di piantone in caserma ad Arce e la autorizzò ad entrare per raggiungere l’alloggio dei Mottola. Quando finì il turno, la ragazza ancora non era scesa e quindi non la vide più. Le telecamere non funzionavano o mancavano le registrazioni, quindi manca una prova oggettiva del racconto del brigadiere. Racconto che gli indagati smentiscono sostenendo che Serena non era mai andata a casa loro. Le risultanze delle indagini di polizia scientifica, quindi, sostengono il raccontato da Tuzi.

Quelle riportate, però, sono solo indiscrezioni. L’impressione è che la Procura di Cassino abbia nei suoi fascicoli molti altri elementi per i quali, la rosa degli indagati potrebbe allargarsi anche a chi ha occultato il corpo della ragazza.

Ma Guglielmo Mollicone, il papà di Serena, spera ancora nella peso insostenibile della coscienza di chi sa e non parla.

“Serena, quella mattina, è stata selvaggiamente picchiata. Si è difesa, avrà urlato e non è possibile che Quatrale e Suprano, gli altri due carabinieri presenti nella caserma non l’abbiano sentita. Come fanno ancora a tacere? Recuperino parte di quella dignità persa e aiutino a fare chiarezza sulla morte di una ragazza di 18 anni”.

Ermanno Amedei

26 Settembre 2018 0

Tre studenti universitari di Ceprano indagati per aggressioni a sfondo razziale a stranieri

Di admin

CEPRANO – Tre studenti universitari di Ceprano sono indagati per lesioni e danneggiamento con l’aggravante della discriminazione razziale ai danni di strutture di accoglienza e di cittadini stranieri.

L’indagine, condotta dalla Digos e dalla Squadra Mobile, ha preso avvio nei mesi scorsi a seguito di segnalazioni fatte dai responsabili delle cooperative sociali, che gestiscono l’accoglienza di cittadini extracomunitari, venuti a conoscenza da alcuni stranieri, che riferivano di essere stati aggrediti per strada da giovani a bordo di autovetture, il più delle volte fatti oggetto di insulti a sfondo razziale.

Ieri, le perquisizioni hanno permesso di acquisire e sequestrare materiale che al momento è al vaglio della polizia scientifica. Si tratta di personal computer, una mazza da baseball, un bastone fasciato con nastro isolante, due coltelli, e opuscoli di propaganda del “blocco studentesco”, questi ultimi ritrovati a casa di uno solo dei tre indagati.

L’indagine prosegue per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e chiarire l’esatta dinamica dei fatti denunciati.

25 Settembre 2018 0

Sequestrata la discarica di Facciano a Pignataro Interamna, indagati due dirigenti comunali

Di admin

PIGNATARO INTERAMNA – Questa mattina i carabinieri Forestali di Frosinone hanno dato esecuzione al provvedimento di misura cautelare reale di sequestro preventivo della ex discarica RSU di Facciano a Pignataro Interamna.

Il provvedimento emesso dal GIP Scalera del Tribunale di Cassino , è stato eseguito in ordine ai reati di avvelenamento colposo di acque, inquinamento ambientale colposo, nell’ambito di procedimento penale le cui indagini dirette dal sostituto procuratore Alfredo Mattei, sono state condotte dal personale dei Carabinieri Forestali di Frosinone e personale della Sezione di P.G. Carabinieri della Procura della Repubblica di Cassino e nell’ambito del quale figurano due indagati nella loro qualità di dirigenti preposti al servizio V del comune di Pignataro Interamna Tutela Ambientale.

Nel provvedimento risulta contestata, su richiesta di quella Procura, la nuova fattispecie delittuosa dell’art.452bis e 452quinquies C.P. (inquinamento ambientale colposo).

La discarica è stata affidata in custodia all’attuale Sindaco del comune di Pignataro Interamna con prescrizioni finalizzate alla messa in sicurezza della medesima e all’attuazione delle doverose procedure di bonifica.

31 Luglio 2018 0

Al lavoro solo per timbrare il cartellino, indagati 8 dipendenti regionali a Frosinone

Di admin

FROSINONE – Peculato e truffa aggravata. Sono queste le ipotesi di reato alle quali sono chiamati a rispondere 8 impiegati delle Regione Lazio che lavorano nella sede decentrata dell’are agricoltura di Frosinone.

Gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, al termine di accurate ed articolate indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, questa mattina hanno notificato gli 8 avvisi di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415 bis c.p.p.), ai dipendenti che, stando alle indagini, si sarebbero allontanati ripetutamente ed illegittimamente dai propri posti di lavoro. Le indagini, svolte dai finanzieri del dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sono state eseguite attraverso mirati servizi di appostamento, pedinamento ed osservazione, con il supporto di idonee riprese video, effettuate con telecamere nascoste. In particolare, sono stati monitorati, nel periodo da giugno a luglio 2016, tutti gli accessi della citata struttura pubblica, con specifiche inquadrature delle apparecchiature per la timbratura dei badge e dei tornelli posti all’entrata dello stabile. L’analisi degli oltre 4.000 video registrati, raffrontata sia con i tabulati delle timbrature marcatempo, sia con le risultanze emerse dai servizi di osservazione diretta, ha permesso di rilevare il ripetuto comportamento illecito degli 8 dipendenti, i quali, si allontanavano illegittimamente dal luogo di lavoro per fare shopping o per sbrigare faccende personali. Per alcuni di essi era diventata consuetudine recarsi al lavoro, timbrare il cartellino ed uscire immediatamente senza nemmeno entrare nel proprio ufficio; gli stessi poi si ripresentavano nel pomeriggio, scavalcando i tornelli, per timbrare il cartellino a “fine servizio”. Nel corso delle indagini si è, altresì, accertato che l’autista del Dirigente pro-tempore dell’Ufficio utilizzava l’autovettura di servizio per fini personali.

 

24 Luglio 2018 0

Sulla strada della corruzione, 12 indagati per appalti Astral tra professionisti imprenditori e dipendenti pubblici

Di admin

FROSINONE – Una operazione anticorruzione nell’affidamento di lavori pubblici per la manutenzione delle strade anche nella provincia di Frosinone, che vede coinvolti professionisti e imprenditori, è in corso tra la provincia di Frosinone, quella di Roma di Roma e Latina. L’indagine in corso i cui esiti, se accertati, spiegano il costo esorbitante della manutenzione delle strade il cui ritardo è causa di incidenti dall’esito troppo spesso drammatico.

I carabinieri della sezione di P.G. Carabinieri della Procura della Repubblica di Frosinone unitamente ai militari del dipendente nucleo investigativo comandati dal colonnello Fabio Cagnazzo e dal colonnello Andrea Gavazzi e collaborati da personale della Guardia di Finanza di Frosinone, stanno dando esecuzione ad una Ordinanza Applicativa di Misure Cautelati Personali emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Frosinone a carico di 2 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio nonché frode nelle pubbliche forniture ed altro. Il primo soggetto, architetto e direttore dei lavori per conto della ASTRAL è stato colpito dalla misura cautelare della sospensione dall’esercizio di in pubblico ufficio per 12 mesi; il secondo, imprenditore di un consorzio di imprese è stato colpito dalla misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare determinate attivitá professionali per 12 mesi. L’attivitá d’indagine trae origine a seguito dell’esecuzione dell’appalto di sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria delle strade di competenza regionale, affidato dalla ditta ASTRL (azienda strade lazio) spa in relazione al lotto 4 sud ad una associazione temporanea di imprese per un totale generale di intervento di 4 milioni di euro circa. Inoltre i Carabinieri di Frosinone e della GDF stanno notificando 12 avvisi agli indagati ed al difensore della conclusione delle indagini preliminari artt. 415 bis emesso dal Procuratore della Repubblica di Frosinone (dott.De Falco) a carico di imprenditori, direttori dei lavori, responsabili di 3 uffici tecnici di 3 comuni della provincia di Frosinone, (Strangolagalli, Morolo e Ripi) ed un ex Sindaco, tutti indagati nell’ambito di procedimento penale stralciato e scaturito a seguito della prima attività investigativa poiché responsabili a vario titolo di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici ed altro. Reati concretizzatisi nell’ambito di gare di appalto indette per l’assegnazione di lavori pubblici per un valore di 5 milioni di euro, eseguiti nei tre comuni del circondario .