Tag: Libero

8 Febbraio 2019 0

Controlli in A1 della Polstrada: Denunciati a piede libero per ricettazione tre campani, 40mila euro valore della refurtiva

Di redazionecassino1
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CASSINO – La scorsa notte,  operatori appartenenti alla Sottosezione Polizia Stradale di Cassino, al  Km 688 Sud della A/1, nel  territorio del comune di Mignano Montelungo, procedevano   al fermo  di tre  persone.

Originarie della Campania, hanno rispettivamente   49, 30 e 28  anni,  con  precedenti di polizia.

Riferivano, alla richiesta degli agenti, di provenire da Roma, versione questa, però, non confermata dal   biglietto di entrata autostradale che invece indicava il casello di Cassino.

 Si   procedeva  ad un più accurato controllo.

All’interno del vano carico  venivano rinvenuti prodotti alimentari,   oltre a  cosmetici, batterie, colla ed altri articoli risultati   provento di vari furti  messi a segno presso negozi  nelle zone delle Marche e dell’Abruzzo.

Il valore totale della merce  sequestrata ammontava a 40.000 euro; contestata la ricettazione.

31 Gennaio 2018 0

Frosinone: Accoltella un 64enne, bloccato da un carabiniere libero dal servizio

Di redazione

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Frosinone Scalo unitamente ad un Carabiniere Forestale di Latina hanno deferito in stato di libertà per “lesioni personali aggravate e porto abusivo di coltello” un 70enne di origini calabresi, residente a Frosinone, pluripregiudicato per reati contro la persona e in materia di stupefacenti. Un futile motivo alla base della discussione, avvenuta nei pressi di un noto supermercato della zona scalo del capoluogo ciociaro, che ha visto interpreti il denunciato ed un 64enne anch’egli residente a Frosinone. Dalle parole, i due, passavano subito alle mani ed il 70enne estraeva dalla tasca un “coltello temperino” colpendo ad un braccio il 64enne. Il fatto non è sfociato in più gravi conseguenze solo grazie al tempestivo intervento del Carabiniere che, seppur libero dal servizio, bloccava e disarmava l’accoltellatore ed allertava la Centrale Operativa che immediatamente faceva intervenire sul posto una pattuglia in ausilio. Il ferito veniva trasportato presso il locale Ospedale “Spaziani” dove gli venivano riscontrate lievi ferite da taglio, medicato e subito dimesso. Il 70enne invece dovrà rispondere del suo gesto davanti l’Autorità Giudiziaria e a suo carico verrà avanzata proposta per l’applicazione di idonea misura di prevenzione. Immagine d’archivio

31 Marzo 2017 0

Omicidio di Alatri, la mite richiesta del Pm rese libero Castagnacci e altri tre alatrensi

Di admin

Alatri – Era in compagnia di altri tre alatrensi che lavorano a Roma quando Mario Castagnacci è stato arrestato in un appartamento in zona Pignone nella capitale. Il reato che i carabinieri della stazione di Roma San Pietro gli hanno mosso è stato detenzione ai fini dello spaccio.

Del resto non poteva essere diversamente considerando che con i 10 grammi di hashish purissima al 97% avrebbero prodotto circa duecento dosi; con i 45 grammi di hashish altre 300 dosi. C’era anche della marijuana. Pochi i dubbi sul fatto che quei panetti sarebbero stati divisi in dosi e che altre dosi era già stato smerciate. C’erano bustine di cellophan, bilancini, coltelli sporchi della droga e, soprattutto, c’era un block notes con lista dei clienti e con le annotazioni dei guadagni.

Castagnacci era recidivo; in tasca, aveva tra l’altro alcune dosi di hashish. Arrestati, giovedì prima del terribile fatto, nella tarda mattinata del venerdì, quando il perito chimico ha dato il risultato sulla qualità dello stupefacente, i quatto alatrensi hanno sostenuto, assistiti dall’avvocato Tony Ceccarelli, la direttissima.

Neanche loro, probabilmente si aspettavano tanta magnanimità. L’avvocato ha sostenuto la versione dell’uso collettivo di stupefacenti, cioè che i quattro stavano confezionando droga per loro stessi, 500 dosi in tutto, e il pm, nonostante il reato ipotizzato dell’uso ai fini dello spaccio, ha chiesto oltre alla convalida, la sola misura cautelare dell’obbligo di firma. Una richiesta che avrebbe spiazzato anche il giudice, il quale, in quella fase, non potendo decidere una misura più afflittiva di quella chiesta il Pm, tra l’altro ritenuta inutile per una reato così grave, ha deciso di convalidare l’arresto e rimettere in libertà i quattro.

Ecco come ha fatto Mario Castagnacci ad uscire dal quel guaio e a calarsi in quello che è costato la vita ad un giovane per bene. Oggi, però, quella fortuna non si è ripetuta e il giovane è rimasto in carcere.

Ermanno Amedei

21 Novembre 2016 0

Albaneta, l’uso libero delle vie ai monumenti polacchi stabilito da Anders e dall’Abate Rea

Di admin

Cassino – Ripristinare lo stato dei luoghi di 70 anni fa, quelli stabiliti nell’atto notarile firmato nella Basilica di San Paolo a Roma tra il generale Anders e l’Abate Ildefonso Rea. Questa è la richiesta formulata in una lettera all’attuale abate Dom Ogliari, da Pietro Rogaciem nella sua qualità di Presidente della Fondazione del Museo Memoriale del secondo Corpo d’armata polacco presso il cimitero polacco di Montecassino.

L’architetto si riferisce ai tracciati stradali predisposti dal 2° Corpo polacco in occasione della realizzazione del Cimitero e dei tre monumenti posti a dimora sul pianoro dell’Albaneta.  “A questo scopo – si legge nella lettera – come Fondazione, rivolgiamo a Sua Eccellenza la richiesta di formalizzare il diritto di accesso ai tre monumenti polacchi posti nell’area dell’ Albaneta nelle modalità e caratteristiche già concesse dall’Abbazia oltre 70 anni fa e quindi da mantenersi attraverso i tracciati stradali realizzati dal 2° Corpo polacco negli anni 1944/45. Le spese per tale formalizzazione, che consisterebbe in un atto pubblico e conseguente annotazione catastale, sarebbero interamente a carico della nostra Fondazione, che, come Persona Giuridica riconosciuta, é perfettamente legittimata ad operare in Italia. Nel caso vi fossero problematiche di natura legale connesse al recente contratto di locazione, la nostra Fondazione valuterebbe di farsi carico degli oneri necessari alla risoluzione di tali problematiche. La Fondazione, una volta formalizzato il diritto di accesso, metterebbe a disposizione dei visitatori in modo gratuito e perpetuo l’accesso ai monumenti”.

Una iniziativa, quella di Rogaciem che avrebbe il pieno avvallo dell‘Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia, S.E. Tomasz Ortowski, della Signora Anna Maria Anders, figlia del generale Anders e senatrice del Senato polacco e alti funzionari ministeriali, come il Signor Jacek Miler, Direttore del Dipartimento del Ministero della Cultura polacco da cui dipendono i luoghi della memoria polacchi all’estero. Ma da dove nasce l’interesse per quei tre monumenti di cui tanto si sta parlando. Per capire è necessario leggere attentamente lo scritto di Rogaciem che ricostruisce l’epoca storica in cui vennero messi a dimora e che cosa hanno significato, e significano tutt’ora, per il popolo polacco.

Il perché dei Monumenti polacchi

“I monumenti furono realizzati negli anni 1944/45 contestualmente alla costruzione del cimitero, con cui costituiscono un unico insieme storico-monumentale. Furono ovviamente realizzati per onorare l’eroismo dei soldati caduti, ma avevano anche un altro scopo. Tanti ci chiedono come mai il cimitero e i monumenti polacchi, a differenza di quelli inglese e tedesco, furono realizzati subito dopo la battaglia, a guerra ancora in corso, per giunta dagli stessi commilitoni dei caduti. La risposta a questa domanda va cercata nel particolare contesto storico di quel periodo. Il generale Anders sapeva che la sua Armata, nata nei gulag staliniani dopo la rottura dell’alleanza tra Hitler e Stalin e arrivata in Italia attraverso una lunga odissea, non avrebbe potuto far ritorno in patria dopo la guerra perché gli alleati anglo-americani, nella Conferenza di Teheran, avevano ceduto alle richieste di Stalin circa il nuovo assetto della Polonia dopo la fine della guerra: le regioni orientali della Polonia (da cui proveniva la maggioranza degli uomini del 2° Corpo polacco) sarebbero state annesse all’Unione Sovietica e la nuova Polonia del dopoguerra avrebbe fatto parte della zona di influenza sovietica. Con la nuova situazione geo-politica che si stava prefigurando, per gli uomini del 2° Corpo polacco tornare a casa significava tornare nel gulag. Non restava che la via dell’esilio e il gen. Anders ben descrisse il loro dramma in suo famoso libro del 1950 intitolato appunto “Un’ Armata in esilio”. In questo clima era importante perciò lasciare dei simboli che testimoniassero dell’esistenza di una Polonia diversa rispetto a quella atea e totalitaria che si stava delineando in base agli accordi di Teheran, poi confermati a Jalta. Simboli che servissero a testimoniare, ma anche a rivendicare una Polonia libera e democratica, quella per la quale i caduti di Montecassino avevano dato la vita (….per la nostra e la vostra libertà….). Ecco perché i polacchi di Anders realizzarono subito i loro cimiteri già a partire dal 1944 a guerra ancora in corso. Per loro non ci sarebbe stato un dopoguerra nella loro Polonia. Non ci sarebbe stata una Patria che avrebbe provveduto a seppellire e onorare i caduti, come per gli inglesi o i tedeschi. Ma il generale Anders aveva visto giusto. I monumenti di Montecassino divennero, nel periodo del regime comunista in Polonia, un punto di riferimento per tutti i polacchi. Un simbolo di libertà che ispirava la resistenza ai dettami di un regime ateo e totalitario”.

A fronte del ricordo di quanto avvenne, l’architetto Rogacien, sostiene che: “Nell’attuale situazione, che vede i luoghi in cui insistono i monumenti polacchi dati in locazione ad un imprenditore privato, che intende mettere a profitto tutta la zona, diventa preminente da parte polacca salvaguardare la libera accessibilità ai monumenti polacchi, partendo dal presupposto che questo può avvenire solo se la gestione degli accessi ai monumenti sarà indipendente dalle attività economiche del locatario dei terreni dell’Albaneta”.

“Reverendissimo Padre – si legge anche nella lettera – ci auguriamo vivamente che Lei possa accogliere positivamente la nostra richiesta e vorremmo poter spiegare più in dettaglio le ragioni della nostra iniziativa durante un incontro da tenersi presso l’Abbazia, se S.E. vorrà concedercelo. All’incontro parteciperebbero, oltre al sottoscritto, anche i membri di diritto del Consiglio direttivo della Fondazione”.

La lettera è stata inviata il 2 settembre e il suo contenuto è stato discusso a Roma in un incontro tra l’Abate Ogliari, l’architetto Rogacien e l’ambasciatore polacco. Al momento si è in attesa di una risposta dal Sacro Monte.

Ermanno Amedei

18 Novembre 2011 2

Posta elettronica, in tilt il servizio di Libero

Di admin

Dalle prime ore di questo pomeriggio è in corso un disservizio per gli utenti che utilizzano la posta elettronica di Libero. Non è ancora noto se è quale possa essere il problema, ma se si tenta di utilizzare la webmail la risposta è un messaggio: “Libero mail è temporaneamente non disponibile. Ci scusiamo per il temporaneo disservizio. Staff Libero”. Vano il tentativo di accedere alla propria posta anche lato client: ci abbiamo provato invano!

21 Aprile 2010 0

Amatori Aquino, il presidente Libero Blasi, traccia il bilancio della stagione agonistica

Di redazionecassino1

Chiuso il girone ‘B’ del campionato CSI di Promozione, il presidente della A.S.D. Amatori Aquino, Libero Blasi, traccia il bilancio della stagione agonistica.  “Sono passati poco più di 7 mesi dall’inizio del Torneo amatoriale di Calcio a 11 del CSI, non tantissimo tempo, sembra ieri, infatti, che i ragazzi si davano appuntamento per l’inizio della preparazione atletica. La stagione calcistica è stata ardua e difficile. Il girone di andata, non è stato esaltante, avaro di buoni risultati, tanto che la squadra di Aquino si trovava al penultimo posto della classifica. Tutto diverso – prosegue Blasi –  con il nuovo anno, una maggiore serenità e spirito di squadra, hanno permesso un girone di ritorno molto più emozionante e generoso, tanto che la nostra compagine  è riuscita a raccogliere punti in casa ed in trasferta fino a risalire alla quinta posizione. La società A. S. D. Amatori Aquino in questi 7 mesi è cresciuta molto – continua il presidente – promuovendo e  partecipando a manifestazioni non solo a carattere locale”. Il 27 settembre scorso ha preso parte al triangolare benefico di Calcio a 11 “Castrocielo per l’Abruzzo”, contribuendo alla raccolta fondi Pro-Abruzzo e ben figurando in questo mini-torneo. Il 27 dicembre 2009 la Società aquinate ha promosso il “Memorial – In ricordo dei Calciatori di Aquino” un incontro calcistico amichevole tra gli Amatori e le “Vecchie Glorie” del paese in ricordo dei quei giocatori che hanno reso grande l’Aquino Calcio e che ora non sono più tra noi. Una iniziativa, il Memorial, destinata  a diventare una classicissima di Natale ad Aquino.Riconoscimenti all’ASD Aquino, sono venuti dall’assessore provinciale allo sport Ruspandini, per i risultati ottenuti e la bella realtà calcistica realizzata ad Aquino. “Pertanto è lecito se non doveroso asserire – conclude Libero Blasi – che l’A.S.D. Amatori Aquino, nonostante la “giovane età”, cresce delineandosi come un vero e proprio modello da seguire per i veri amanti dello sport amatoriale. Il riscontro di consensi più che positivo che la società ha avuto fino ad oggi incoraggia la dirigenza a proseguire nel cammino intrapreso. L’ambizione è quella di accrescere gli ambiti sportivi, non  solo ed esclusivamente calcistici, ma di poter coinvolgere un numero sempre maggiore di persone anche in altre attività sportive. La dirigenza dell’A.S.D. Amatori Aquino ringrazia quanti hanno contribuito con le sponsorizzazioni, alla realizzazione del progetto sportivo societario. Invito tutti – conclude il presidente Blasi – a  farci pervenire pareri, consigli, osservazioni all’indirizzo email amatoriaquino@alice.it , un modo per farsi sentire vicini o incoraggiare comunque l’operosità di questi ragazzi”.

13 Aprile 2010 0

Volo Libero al Trofeo Montegrappa / Il cattivo tempo fa annullare tre giornate su cinque

Di redazione

Ben 142 parapendio e 96 deltaplani hanno affollato il cielo delle prealpi venete, decollando dai pendii sopra Borso del Grappa (Treviso) ed allargando i voli fino a percorrere 102 km e raggiungere quote attorno ai 2200 metri, uno spettacolo unico che ha attirato come sempre migliaia di spettatori presso l’atterraggio ufficiale del Garden Relais a Semonzo. E non solo la gara era nel paniere confezionato dall’Aero Club Montegrappa e dal consorzio turistico Vivere il Grappa, ma anche arrampicata, nordic walking, escursioni guidate, aquiloni e la Expo dei produttori di attrezzature per il volo libero, insieme a stand di prodotti tipici locali.

Piloti di 26 nazioni (Gran Bretagna, Argentina, Lituania, Francia, Austria, Germania, Macedonia, Polonia, Venezuela, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Norvegia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Russia, Romania, Belgio, Marocco, Svizzera e Italia) hanno sancito il trofeo veneto manifestazione più importante d’Europa.

Poca lingua italiana sul podio, a dispetto delle graduatorie che ci vogliono al vertice con un nutrito elenco di titoli mondiali ed europei da difendere negli imminenti campionati.

Nella classifica generale parapendio due francesi, Luc Armant e Yann Martail, lasciano al terzo posto per una manciata di punti il nostro Luca Donini di Molveno (Trento). Nella classe sport l’austriaco Thomas Brandlehner relega il laziale Fabio Pasquali e Giorgio Darra rispettivamente al secondo e terzo posto, mentre tra le donne vince la polacca Kataryna Gruzlewska, seguita dalla francese Christine Metais e da Petra Slivova (Repubblica Ceca). Quarta la friulana Nicole Fedele. Nel deltaplano dilagano gli austriaci, in testa il pluridecorato, incontenibile e sempreverde Manfred Ruhmer, seguito da Robert Reisinger e Manfred Trimmel. L’azzurro Elio Cataldi (Vittorio Veneto, Treviso) è al sesto posto. La britannica Kathleen Rigg vince la gara femminile, mentre Tim Grabowski (Germania), Toni Raumauf (Austria) e Dieter Mueglich (Germania) occupano il podio delle “ali rigide”, le macchine più perforanti per il volo libero.

18 Marzo 2010 0

Tutto pronto per il Recco Fly Festival, la festa del volo libero

Di redazione

La quarta edizione del Recco Fly Festival avrà luogo nella cittadina in provincia di Genova il 10 ed 11 aprile. Si tratta di un raduno di parapendio, mezzo che con il deltaplano costituisce il volo libero, cioè senza motore, nel fantastico scenario del Golfo Paradiso. Parte centrale dell’evento la gara di precisione in atterraggio, vale a dire che i piloti, dopo il decollo da un pendio posto a 400 metri d’altezza lungo la mulattiera che parte dalla millenaria chiesa di Ruta di Camogli, voleranno fintanto che le correnti d’aria ascensionali lo permetteranno. Al termine cercheranno di centrare un bersaglio posto lungo la spiaggia di Recco, atterraggio ufficiale della manifestazione, dove converrà il pubblico per assistere al festival. Le vele colorate dei parapendio risalteranno nel cielo ligure, sorvolando luoghi spettacolari come Camogli e le sue case multicolori, la Rocca del Castellaro un costone verticale lungo 600 metri a picco sul mare, il paesino di San Rocco di Camogli arroccato a 320 metri d’altezza, il Monte di Portofino con gli scorci mozzafiato sul suo parco naturale, la scogliera della Gaiassa, il Monte Esoli e la vallata di Recco. Collaterali alla manifestazione sono previste gite in canoa nel Golfo Paradiso, lanci di aerostati di carta velina, detti Balao, cena conviviale dei partecipanti il sabato sera, benedizione delle vele distese sulla spiaggia ed altro ancora. Partecipazione straordinaria del club soft air The Big One, che illustrerà questa entusiasmante disciplina sportiva con mezzi audiovisivi e montando un apposito campo base. In caso di condizioni meteo avverse la manifestazione sarà rinviata al 17 e 18 aprile.