Tag: memoria

11 Febbraio 2019 0

Martiri delle Foibe o Ummidia Qudratilla, a Cassino è conflitto per le memorie

Di Ermanno Amedei
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CASSINO – “Caro Sindaco, ho appena saputo dell’intento di intitolare ai Martiri delle foibe il piazzale antistante il teatro romano”.

Lo si legge in una nota di Emilio Pistilli presidente onorario del CdSC Onlus.

“Ben venga una intitolazione ai nostri martiri, però resto ancora una volta stupefatto per la mancanza di considerazione per iniziative e richieste che vengono dalla città. Nel marzo del 2009 il Centro Documentazione e Studi Cassinati (CDSC onlus) avanzò all’amministrazione dell’epoca un appello per intitolare quel piazzale alla benemerita matrona dell’antica Casinum Ummidia Quadratilla, che aveva donato alla città un anfiteatro e un teatro, proprio quello antistante il piazzale, di cui tutti oggi andiamo orgogliosi. Alla matrona nel 1961 era stato intitolata la strada che va da via Roma a via Crocifisso-Campo di Porro; successivamente, nell’ottobre 2007, inspiegabilmente fu revocata quella intitolazione a favore del monaco benedettino Angelo Pantoni, un pilastro della storia del nostro territorio. Da allora si è operata una sorta di damnatio memoriae di Ummidia Quadratilla. Per sanare questa ingiustizia il CDSC avanzò una richiesta scritta di intitolarle il piazzale parcheggio del teatro romano, richiesta che aveva anche il benestare della Soprintendenza Archeologica; fu protocollata nell’ufficio comunale e lì è rimasta. Tutte le amministrazioni che si sono susseguite furono dal CDSC sollecitate a darle corso, ma inutilmente; anche Lei ha ricevuto più volte la nostra sollecitazione sia pure verbalmente. Siamo alle solite: il primo che si sveglia tra gli amministratori presenta la sua idea e … detto fatto. Ripeto, è cosa giusta e lodevole dedicare uno spazio della Città ai martiri delle foibe, ma non mancano certo altri luoghi, forse più confacenti e più centrali per onorare quei nostri martiri. Il primo che mi viene in mente – ma è solo un esempio – potrebbe essere il largo cosiddetto dell’Excelsior, innesto Via Roma e Via Corso della Repubblica, dove starebbe bene anche una stele a memoria. Ma non sta a me decidere tali cose. Fare memoria è sempre una cosa importante per una popolazione, in particolar modo per la Città di Cassino che è stata defraudata di tutto dalla guerra e che vorrebbe recuperare almeno il suo patrimonio memorialistico. Ma non lo si faccia sovrapponendo ancora una volta una memoria ad altra ugualmente importante”.

11 Dicembre 2018 0

Le Pietre di Inciampo rubate. Un attacco alla Memoria diffusa ed alle origini dell’Europa contemporanea

Di Ermanno Amedei

ROMA – Cosa hanno in comune venti paesi d’Europa, settanta comuni in Italia, cinquantaseimila pietre ricoperte da una piastra di ottone, se non una corretta e continua volontà di ricordare e sottolineare le atrocità delle guerra e del nazifascismo attraverso la più geniale opera di memoria diffusa sulla quale in nostri piedi possono inciampare?

In comune hanno un passato semplice e fiero. Hanno avuto la sorte di trovarsi nei luoghi dove convivevano persone, famiglie, religioni e tradizioni differenti. Hanno avuto l’onore della cultura ebraica alla porta accanto senza distanze o distinzioni. Fino a quando, d’un tratto, tutto ciò venne meno e quelle idee sedotte in modo arbitrario da ethnos, clan, razza e patria confusero le menti ed il vicino, l’amico, talvolta il familiare, divennero nemico, differente ed inferiore. Ciò accadde. Ciò condusse l’Europa alla scellerata sconfitta dell’umanità. Una ulcera primigenia divenne cancro e poi vuoto… un buco vuoto, senza volti e senza voci.

A tal riguardo un artista, Gunter Demnig, dagli anni novanta del secolo scorso sta provvedendo a colmare tale ” memory hole”, quel buco nella memoria, riportando, con le sue ” STOLPERSTEIN”, i nomi e le storie di chi fu rastrellato, deriso e annientato nelle strade e nei vicoli che li videro liberi e semplicemente uomini, donne e bambini in un paese, città, continente umanamente incorrotti. Blocchi di pietra della misura di un sanpietrino (cm. 10×10) forieri di nomi e date; che hanno il peso delle coscienze e della Storia. Gli stessi nomi che erano incisi sulle venti “pietre d’inciampo” davanti al civico 82 di via Madonna dei Monti in Roma. Pietre che raccontavano sussurrando le famiglie Di Castro e Di Consiglio.

Pietre installate nel gennaio 2012, pietre rubate nel dicembre 2018. Famiglie vittime del rastrellamento del ghetto di Roma del 1943 e della retata del 21 marzo 1944. Famiglie deportate ad Auschwitz o sterminate alle Fosse Ardeatine. Questa la storia comune delle famiglie Di Castro e Di Consiglio. Ora di nuovo un buco nella memoria, una nuova azione perpetrata da un moderno delatore. Mancano venti “pietre d’inciampo”, con quei nomi e quelle date di nascita e morte. Manca, nel quartiere Monti, un pezzo di anima comune.

Ma questo vuoto generato sulla strada oggi non diviene ulcera e tantomeno cancro. Perché la risposta deve essere pronta ed efficace. Gli sciacalli hanno predato di nuovo ma non potranno ottenere null’altro se non la loro misera e raminga solitudine. Perché le “pietre d’inciampo” non sono lapidi cimiteriali. Sono gli stessi piedi e le stesse voci dei veri padroni di casa. In ogni vicolo o strada, di Roma come d’Europa.

Dante Sacco – Progetto Summa Ocre

21 Settembre 2018 0

La storia di Anita, una memoria che approda anche sui quotidiani locali

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Un volto che non si dimentica, quella del soldato tedesco che voleva portarle via la madre quando aveva appena 5 anni. La testimonianza della guerra fornita da Anita, la bisnonna 80enne di Cassino, fortunatamente si propaga. Una risorsa, la sua memoria, che va valorizzata il più possibile per mostrare ai più giovani gli orrori della guerra. Oggi i quotidiani locali come Ciociaria Oggi del direttore Alessandro Panicutti e L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno hanno riservato ampi spazi al suo racconto e come è stato “riesumato”. Anita ha raccontato a Il Punto a Mezzogiorno prima, a Cronaca Vera e Huffingtonpost dopo, quella storia che ha avuto inizio mentre, a cinque anni, con la madre e il fratello scappava dalle bombe che cadevano sulla sua casa.

La storia di Anita (video), ha riconosciuto in un murales il soldato tedesco che 75 anni prima le voleva portar via la madre

17 Luglio 2018 0

Medaglia d’Onore da Mattarella alla memoria del Finanziere Riccardi che disse no al Nazifascismo

Di Ermanno Amedei

SANT’AMBROGIO –  Il Presidente della Repubblica concede la “Medaglia d’Onore” alla memoria del Finanziere Angelo Riccardi, deportato nei lager nazisti

Il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica, a venti anni dalla scomparsa, presso la Prefettura di Frosinone il Prefetto Emilia Zarrilli ha consegnato la Medaglia d’Onore alla memoria dell’allora Finanziere Riccardi Angelo ai figli Antonio e Riccardi Maria Riccardi, alla presenza del Sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano avv. Sergio Messore, dei parlamentari del territorio, di numerose autorità civili e militari e di altri familiari.  Il riconoscimento è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in quanto, in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, Angelo Riccardi fu preso prigioniero dai Tedeschi e rifiutandosi di collaborare e di aderire alla repubblica di Salò fu deportato ed internato nei lager nazisti in Germania e destinato a lavori coatti. Nato a Sant’Ambrogio sul Garigliano nel 1923, arruolatosi giovanissimo come allievo Guardia di Finanza, entrò nel corpo il 10 maggio 1941 a soli 18 anni, presso la Caserma di Via XXI aprile di Roma. Successivamente trasferito a Genova nel V battaglione Mobilitato della Regia Guardia di Finanza. Raggiunse Bari con una tradotta dalla stazione ferroviaria di San Pier d’Arena per imbarcarsi sulla motonave “Francesco Crispi”  diretta nel Peloponneso, in Grecia. Giunto a destinazione, fu assegnato alla terza compagnia con comando a Corinto, sede del settore “Alta Corinzia”,  e al primo plotone con distaccamento a Kato-Almirì.  A Kato-Almirì, piccola e bella località sul mare distante pochi chilometri da Corinto, i finanzieri avevano il compito di vigilanza e difesa costiera, polizia militare e controllo economico.

Fu subito apprezzato e benvoluto dagli abitanti del luogo, ebbe relazioni cordiali destinate a rimanere durature nel tempo. Ancora oggi il figlio Antonio mantiene rapporti con alcune famiglie del luogo che all’epoca conoscevano il giovane finanziere Angelo e ricordano piccoli aneddoti legati al periodo dell’occupazione. A seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, come tantissimi soldati italiani rimasti senza ordini, abbandonati a se stessi, fu catturato dai tedeschi e rinchiuso su un carro merci affollato e dopo un lungo e disumano viaggio durato dodici giorni fu condotto ad Amburgo e successivamente al Lager III A Luckenwalde a sud di Berlino dove fu immatricolato con il numero 123280 III A.

Il rifiuto a qualsiasi forma di collaborazione con il nazifascismo comportò umiliazioni di ogni sorta, freddo, fame, stenti di ogni genere e atroci sofferenze.  A Berlino insieme agli altri prigionieri fu utilizzato principalmente per lo sgombero delle macerie, in quanto i bombardamenti si erano fatti incessanti. In simili condizioni la vita era continuamente a rischio, infatti intorno alla metà di marzo 1944 nei pressi di Alexanderplatz, a seguito di incursioni aeree, Angelo fu ferito al torace e alla testa e due suoi compagni di prigionia, Miele Luigi e Diodati Alessandro, durante il bombardamento prontamente lo soccorsero e lo trasportarono immediatamente in una infermeria vicina, salvandogli la vita. Nel dicembre 1944 fu trasferito nella Renania a Mannheim sul Reno. Qui fu adibito come operaio in una fabbrica di materiale bellico. Intanto la situazione in Germania diventava sempre più compromessa e si avvicinava la capitolazione. Alla fine di aprile fu liberato vicino Lipsia dagli americani, ma la sua odissea non era ancora terminata; il suo fisico, debilitato dalle fatiche e dalla malnutrizione fu messo a dura prova da fortissime febbri durante la strada del ritorno. Fortunatamente una famiglia tedesca lo ospitò e lo curò per alcune settimane. Riprese il viaggio di ritorno con mezzi di fortuna e alla fine di luglio rientrò finalmente in Italia attraverso il Brennero. Nell’agosto del 1945 finalmente rientrò con grandissima gioia a Sant’Ambrogio, purtroppo ritrovò un paese totalmente distrutto e apprese la dolorosa notizia che il padre Antonio e il fratello Biagio, di soli 23 anni, erano morti a seguito di eventi bellici. Tutte le informazioni qui riportate sono tratte da un suo memoriale di prigionia e da un quaderno su cui Angelo annotava gli eventi più rilevanti. Con orgoglio e grande commozione i familiari del Finanziere Angelo Riccardi hanno ritirato la “Medaglia d’Onore”, che rappresenta il riconoscimento dello Stato alla memoria di chi ha subito quasi due anni di terribile prigionia che hanno segnato l’intera esistenza.

Presso la sede municipale di Sant’Ambrogio sul Garigliano, nel prossimo mese di settembre, avrà luogo una cerimonia di commemorazione organizzata dall’amministrazione comunale.

16 Marzo 2018 0

Una stele a memoria e monito delle vittime della distruzione di Cassino

Di felice pensabene

CASSINO –  “Quali e quanti sono i luoghi in cui si sono svolti i principali avvenimenti della Battaglia di Cassino nel marzo del 1944? E come può il turista che si trovi a percorrere le strade cittadine conoscerne la storia, e sapere cosa vi accadde? Come può fare il parente di un soldato deceduto in quei tragici frangenti, che venga in visita a Cassino, per ritrovarne le tracce e “rivivere” i luoghi degli ultimi istanti di vita del proprio congiunto? – gli interrogativi contenuti in una nota dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav. “Una risposta in questo senso sta cominciando a fornirla l’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, che in accordo con le principali istituzioni della Città Martire porterà avanti una serie di iniziative che hanno lo scopo di valorizzare il patrimonio storico e culturale cittadino, ma non di meno hanno il chiaro intento di diffondere un messaggio di pace e riconciliazione, mantenendo ferma la condanna delle stragi perpetrate dai nazisti e dai fascisti a danno delle popolazioni inermi.

Domenica 18 marzo alle ore 15:00, sarà inaugurato il primo di una serie di memoriali che segneranno i percorsi della “Memoria Viva”, quegli itinerari cioè che indicati da cartelli e targhe scritte in diverse lingue, accolgano il turista fornendogli tutta una serie di informazioni utili a ripercorrere le varie tappe degli avvenimenti bellici nel territorio cassinate. Una stele commemorativa con targhe descrittive, sarà collocata domenica 18 in via Gaetano Di Biasio, nel punto esatto dell’area della Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e comando del Capitano Ferdinand Foltin.

Questo luogo insiste fisicamente nel nodo urbano che, prima del 1944, si identificava nei palazzi “Iucci”, “Silvestri” e “Danese (Hotel Excelsior-Continental)”, che nei primi mesi del 1944 divennero la roccaforte dei paracadutisti tedeschi.

La realizzazione della stele “A memoria e monito, e in ricordo delle vite stroncate dall’assurdità e dalla violenza della guerra”, per tutti i militari e tutti i civili morti nella battaglia, è stata promossa ed interamente finanziata dall’Associazione Paracadutisti Tedeschi di Nagold, del presidente Dieter Nell: per rappresentare il desiderio di riconciliazione con la nostra popolazione, soprattutto per condividere la sofferenza per le perdite umane sia di parte alleata che di parte tedesca, e per scongiurare il ripetersi delle turpi stragi di allora, sarà presente alla manifestazione il Generale Hans-Werner Fritz che è Presidente della Confederazione Tedesca Paracadutisti. Alla cerimonia di svelamento della stele, il Sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, l’Assessore alla Cultura Nora Noury, Hans-Werner Fritz con Dieter Nell.

Pino Valente, Presidente dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, e Roberto Molle, Presidente dell’Associazione Battaglia di Cassino, nell’annunciare l’evento, e in considerazione di alcune critiche giunte nelle ultime ore all’indirizzo degli organizzatori, hanno voluto fortemente sottolineare che: “L’iniziativa è assolutamente scevra da qualsivoglia significato politico, e la decisione di installare questa stele è giunta dopo una profonda riflessione. Da cui emergono: la forte condanna nei confronti del nazismo e del fascismo, e la certezza che non si intende in nessun modo esaltare questa o quella ideologia, né si vuole cancellare la storia o cambiare gli eventi che portarono distruzione e morte nel Cassinate e a Cassino. Su quale debba essere il nostro atteggiamento nei confronti di questi dolorosi eventi, troviamo un grande contributo nel Discorso tenuto dalla Vice Capo Missione della Repubblica Federale di Germania in Italia, Ministro Plenipotenziario Irmgard Maria Fellner al Cimitero Militare Tedesco di Caira in occasione della Giornata di lutto nazionale, il 19 novembre 2017, che invitiamo a leggere sulle nostre pagine associative su facebook”.

“Ma – sottolinea e conclude Pino Valente – a distanza di 74 anni, con la stessa sofferenza per la perdita di cari e parenti caduti per effetto della guerra, le generazioni moderne, sia italiane che straniere, chiedono Riconciliazione! “.

 

27 Gennaio 2018 0

Giornata della Memoria: ricordo della barbarie e non dimenticare l’esistenza dell’unica razza: quella umana!

Di felice pensabene

Giorno della Memoria, quello che ricorda l’ingresso dell’Armata Rossa nel campo di concentramento di Auschwitz, che liberò i prigionieri superstiti del campo di sterminio mostrando al mondo la barbarie nazista, l’Olocausto degli ebrei, ma anche quello degli oppositori politici, omosessuali, intellettuali, disabili, rom, anziani, malati, accomunati da una sola differenza: non appartenere alla razza ariana, quella suprema, che andava salvaguardata, secondo la mente criminale di Hitler e dei suoi gerarchi nazisti. Quella barbarie che toccò anche il nostro Paese nel 1938 nel Ventennio fascista di Mussolini. Il ricordo di quel periodo infausto ed oscuro in cui la barbare umana non conobbe limiti. Giornata della Memoria 2018 con una valenza maggiore per l’Italia, quella che ricorda gli ottanta anni delle leggi razziali varate dal fascismo in ossequio alla follia nazista. Una delle pagine più tristi della storia che l’uomo abbia mai potuto scrivere. Quella che nazisti e fascisti realizzarono nel loro patto criminale, in nome di una non dimostrata superiorità di razza, costruendo e deportando nei campi di concentramento e sterminio quella che era la “razza impura” ebraica, ma non solo. La superiorità di razza che non trovava allora, e non trova oggi, una spiegazione scientifica, ma soprattutto morale. Eppure essa era validamente teorizzata, come appare dalle pagine scritte dal fautore di questa grande e folle tragedia umana, Adolf Hitler, ne “La mia battaglia”, in cui non si credeva nell’uguaglianza delle razze, ma si teorizzava che esse «sono diverse e quindi hanno un valore maggiore o minore». La Volontà che il più forte abbia la meglio sul più debole, in cui lo Stato diventa «un mezzo per raggiungere un fine, il fine della conservazione dell’esistenza razzista degli uomini». Le drammatiche conseguenze le conosciamo: milioni di persone persero improvvisamente casa, lavoro e famiglia; furono deportate in massa verso i campi di concentramento, dove trovarono la morte oppure lavorarono come animali. La loro vita che dipendeva da un cenno di testa del comandante nazista. Quando bastava un niente perché uomini, donne, bambini, anziani, malati venissero fucilati, mandati nelle camere a gas o arsi vivi nei forni crematori. Ricordare è il modo giusto per non dimenticare quegli anni scellerati di barbarie, per evitare che fenomeni di razzismo, di intolleranza, di prevaricazione, in cui il più forte prevalga sul più debole, sul diverso, su chi pensa in modo diverso dal nostro, possano tornare a ripetersi. Una giornata per ricordare chi in questi anni ancora fugge da guerre, carestie, povertà, dittature, malattie, cercando rifugio da noi, in Europa, negli altri Paesi del mondo, nella speranza di una vita e un mondo migliore. Ricordare a chi vive in una tiepida casa e a chi trova il piatto pronto a tavola quando rincasa la sera, esortandolo a chiedersi se si possano considerare uomini coloro che lavorano nel fango per un misero pezzo di pane e che muoiono per un sì o per un no, oppure donne quelle che sono rimaste senza nome, violentate e che non hanno nemmeno più la forza di ricordare. Ricordare chi ha subito le pulizie etniche, le foibe, in forza di una inesistente supremazia di una razza sull’altra. Ricordarlo a chi in questi anni ha riproposto la cultura “del diverso” alimentando paure, incomprensioni, differenze, xenofobia.  Ricordare per non dimenticare che non esistono razze diverse, con un colore di pelle diversa dalla nostra, che non esistono uomini e donne più o meno importanti, migliori o peggiori di altri, che abbiano o meno il diritto di vivere e di vivere in pace, nel rispetto delle loro culture, tradizioni, fedi religiose, colore della pelle. Ricordare a tutti noi, soprattutto alle giovani generazioni, che una razza esiste è vero, una soltanto però, ed è la razza umana!

Felice Pensabene

17 Agosto 2017 0

San Pietro Infine: Arte e poesia si intrecciano nel Parco della Memoria Storica, dal 25 al 27 agosto, il festival Gliu Vient

Di Comunicato Stampa

Il vento, elemento volatile e impalpabile, diventa simbolo e metafora di un percorso filosofico e culturale. Il vento è il tema portante di un festival unico nel suo genere che unisce poesia e arti figurative. Il festival si terrà a San Pietro Infine, nei giorni del 25, 26 e 27 agosto, nel Parco della Memoria Storica. Il borgo collocato al confine tra Campania, Lazio e Molise, distrutto durante la seconda guerra mondiale tornerà a vivere attraverso l’arte. Un’arte salvifica che fa memoria e risana quell’antica ferita restituendo un soffio vitale al paese devastato e abbandonato. Gliu Vient è emblema del paese, è qui che soffia un vento impetuoso che scuote, vibra, percuote, si allontana e ritorna, un vento dispettoso e intenso, un vento remoto che sembra sospingere passati e memorie, attirando a sé altri futuri possibili. Per creare un collegamento ancora più intenso con il paese è stata scelta l’espressione dialettale per dare il nome al Festival. Gli organizzatori del Festival sono L’arte della terra, le associazioni Pentacromo e Lost in Babylon in collaborazione con Tantestorie.it e Sorridi alla vita. La direzione artistica è affidata a Rosaria Pezzella e i curatori sono Cosimo Colella e Rosario Parisi. Il festival Gliu Vient si avvale del patrocinio della Regione Campania, della Comunità Montana, del Comune di San Pietro Infine e della Fondazione Parco della Memoria Storica. Quasi cento gli artisti, tra scultori, pittori, fotografi e poeti, che hanno aderito all’appello e hanno creato un’opera d’arte esclusiva ispirata al vento. Le opere verranno esposte nella tre giorni del festival, inoltre, le poesie saranno interpretate dagli allievi del teatro Manzoni di Cassino diretti da Giorgio Mennoia. Nell’ultima serata verranno decretati i versi vincitori e tutte le opere verranno pubblicate, una al giorno, sul sito www.tantestorie.it Il programma: Mostra collettiva d’arte contemporanea Gliu Vient Wind connection live painting collettiva Interazione poetica di Annarita Borrelli Anche oggi non si vola, installazione interattiva di Salvatore Cammilleri Inspired by the wind, action painting a cura di Cosimo Colella e Davide Antinozzi Raku nel vento, workshop di ceramica Raku a cura di Gaetano Branca e Stefania Saturnino (il costo del corso è di 15 euro) Gliu vient reading performance a cura degli allievi del teatro Manzoni Anime al vento performance a cura di Vera Cavallaro, autrice della poesia e voce recitante, e Manuela Ruggieri, danzatrice, con Chiara Raponi, flauto traverso, e Sara D’Alessandro Dove il vento ci porta, dove le radici ci tengono, laboratorio di pittura per bambini a cura di Helena Wadsley. Helena è un’artista canadese che realizzerà un’opera con la collaborazione di bambini dai 9 anni in su. Il laboratorio è gratuito e si terrà il 25 agosto Kites Attach laboratorio di aquiloni per bambini a cura di Marta Fiscelli. Marta per tre giorni realizzerà aquiloni con i bambini. Ogni giorno i bambini potranno creare un aquilone. Il laboratorio è gratuito Letture al Vento reading di favole e racconti per bambini a cura di Gisella Darini e Tiziana Trotta Io sono il vento mostra pittorica dei bambini di Sorridi alla Vita Il paese del vento: San Pietro Infine mostra fotografica a cura di Ad Flexum Open to the Wind visita al Museo multimediale Parco della Memoria Storica Darbuka e tamburo sciamanico

29 Maggio 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi: “Storia, radici e memoria per rilanciare la parte alta della città”

Di felice pensabene

Piedimonte San Germano – “Essere qui stasera e poter parlare davanti a tantissima gente mi dà un’emozione unica, è qualcosa di indescrivibile. Parlare poi come candidato Sindaco dal centro storico del paese dove sono nato e dove vivo, è una cosa che auguro di poter vivere a chiunque ama veramente questa cittadina e la sua gente. Per questa opportunità che mi state dando vi ringrazio e vi prometto un impegno serio e quotidiano, non solo per Piedimonte alta ma per Piedimonte tutta”. Con queste parole, venerdì sera, il candidato sindaco della Lista Piedimonte#ORA, Gioacchino Ferdinandi, ha aperto il comizio nella parte alta della città. Pubblico delle grandi occasioni, molti supporter, famiglie intere che hanno raggiunto piazza Vittorio Veneto, intorno alle ore 21, per ascoltare la proposta politico-programmatica del movimento civico. Diversi sono stati gli argomenti sviscerati nel corso del secondo appuntamento pubblico. Ferdinandi e la sua squadra di candidati hanno presentato diverse idee e progetti per la zona alta, come, ad esempio, l’evento commemorativo internazionale “Guerra e Pace”, iniziativa per far conoscere la storia e le radici del territorio. Inoltre, si è parlato del potenziamento del servizio navetta dal centro storico fino alla zona commerciale e di quelle iniziative in animo per migliorare l’assetto idrogeologico. Ultimo argomento affrontato dal trentacinquenne avvocato, ma solo in ordine cronologico, è stato il cimitero nella parte alta, struttura al collasso a causa della mancanza di spazi. Nel corso del comizio, però, non sono mancate bordate al suo “competitor”. Quest’ultimo, proprio da Piedimonte alta, aveva lanciato giorni addietro strali polemici nei confronti di due candidati della lista Piedimonte#ORA, Claudio Calao e Carlo Cerrito, oggi con Gioacchino Ferdinandi, ma in passato amministratori insieme ad Urbano. “Erano nel vivaio di una squadra di governo e con un potenziale enorme – ha affermato Ferdinandi riferendosi a Calao e Cerrito – sono stati messi da parte da chi aveva paura che potessero emergere ed esprimere il loro valore e magari ambire a ruoli più importanti. Ma questo avrebbe dato fastidio a qualcuno o magari si sarebbero rotti schemi strutturati da ormai troppo tempo”. Ed ancora, sempre dal palco di Piedimonte alta, Gioacchino Ferdinandi non ha lesinato parole forti nei confronti dell’avversario e della sua lista: “Ti riproponi imperterrito insieme a persone che tutti sanno come le hai definite e come ti hanno definito – ha detto il candidato Sindaco di Piedimonte#ORA – permettendoti, però, di offendere la reputazione degli avvocati Calao e Cerrito, sostenendo che nell’esercizio delle loro funzioni amministrative hanno commesso delle irregolarità o peggio degli imbrogli. Loro sono due professionisti di elevato spessore umano e professionale che tanto hanno dato tanto e tanto continueranno a dare per questo territorio”. L’aspirante primo cittadino Gioacchino Ferdinandi – che come è noto a tutti in città non ha mai fatto politica aggredendo ma sempre puntando al dialogo – è poi passato a presentare ai tantissimi presenti il programma di governo della sua compagine. “Piedimonte alta – ha detto – si rilancerà solo con le proposte che questa squadra ha messo in campo con il suo programma elettorale. Il centro storico è una risorsa fondamentale per lo sviluppo delle nostre politiche e lo dobbiamo rendere appetibile lavorando ad un evento commemorativo internazionale, denominato “Guerra e Pace”, facendo conoscere la storia e le radici del nostro territorio, sviluppando e collegando al tempo stesso percorsi religiosi e ponendo l’attenzione nella cura del verde, nella pulizia e predisponendo dei punti di sosta dei pellegrini. In sintesi, creare un’offerta che sia dignitosa”. Ferdinandi ha poi fatto un passaggio sul servizio navetta. “Abbiamo in animo il potenziamento del servizio navetta che dal centro storico accompagna, soprattutto gli anziani, verso la zona commerciale, magari con qualche sosta in più e ponendo l’attenzione anche alla sicurezza stradale con l’installazione di rallentatori ed una segnaletica più esplicativa”. Poi si è soffermato sui problemi idrogeologici presenti in città. “Avremo – ha continuato – la massima attenzione all’assetto idrogeologico del territorio. Abbiamo pensato ad un rafforzamento delle convenzioni con l’Università, l’Autorità di Bacino e il Consorzio di Bonifica per migliorare il monitoraggio delle cosiddette zone rosse e alle problematiche connesse agli eventi sismici e franosi”. Ultimo argomento trattato nel corso del comizio è stato il cimitero. “Oggi ha una disponibilità di posti irrisoria – ha affermato – non saranno più di tre o quattro al massimo. Dobbiamo fin da ora pensare ad un ampliamento, predisponendo un avviso pubblico per la progettazione e, laddove le risorse non lo permettano, pensare di adottare lo strumento del projet financing, che consentirà di dare in concessione la realizzazione dei loculi volta per volta ed offrire ai cittadini un servizio ed una disponibilità sicura”. La chiusura del suo secondo comizio elettorale, Gioacchino Ferdinandi, l’ha voluta fare con una citazione, una frase pronunciata dal sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America, Abramo Lincoln: “Mi piace vedere un uomo orgoglioso del posto in cui vive… mi piace vedere un uomo che vive in un modo tale… che il suo posto sarà orgoglioso di lui”. “Mi auguro – ha concluso Ferdinandi – che questa citazione porti fortuna a Piedimonte, paese che amo e per il quale spenderò, insieme a questa squadra di amici, tutto il mio sapere, tutte le mie competenze, tutte le mie forze per renderlo migliore”.

10 Febbraio 2017 0

A Gaeta un monumento a memoria delle Due Sicilie e dei vinti della storia

Di Ermanno Amedei

Gaeta – Un tributo ad un racconto diverso da quello fatto fino ad ora sull’Unità d’Italia.. Gaeta è al centro di un movimento che punta a riscrivere la storia dell’Unificazione. Alle 14.30 di domani (sabato 11 febbraio) un corteo con centinaia di persone partirà da Gaeta (spiaggia di Serapo) per raggiungere il giardino della Fortezza dove saranno collocate le prime pietre del Monumento per la Memoria delle Due Sicilie e dei vinti della storia con fiori, acque e terre provenienti dalle antiche province del Regno. In un comunicato redatto dagli organizzatori dell’evento, si legge come l’iniziativa sia… “nata da un’idea dello scrittore Pino Aprile (autore del best-seller “Terroni” e del recente “Carnefici”), presente alla cerimonia, il progetto prevede la partecipazione di sindaci e gruppi ed associazioni culturali meridionali e meridionaliste, provenienti da tutta l’Italia del Sud come del Nord che in questi anni hanno ricostruito e divulgato verità storiche cancellate fin dal 1860.

Lo scultore formiano Massimo Patroni Griffi guiderà i partecipanti nella collocazione dei mattoni sui quali sono stati incisi i nomi delle città vittime dell’unificazione italiana (da Pontelandolfo e Casalduni ad Auletta fino a Castellammare del Golfo).

La manifestazione rientra nelle tre Giornate della Memoria tradizionalmente promosse dal Movimento Neoborbonico e dalla Fondazione Il Giglio con i Comitati delle Due Sicilie e il patrocinio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e del Comune di Gaeta, la città che subì, con l’ultimo re e l’ultima regina di Napoli (Francesco II e Maria Sofia di Borbone) il tragico assedio che portò alla fine dell’ultrasecolare “Regno del Sud”.

Nella serata di venerdì 10 febbraio, presso l’Hotel Serapo, l’incontro dei partecipanti, nella giornata di sabato, in mattinata visite guidate e teatralizzate nella Gaeta borbonica e in quella medioevale a cura di associazioni locali (Terraurunca e Tesori dell’Arte), nel pomeriggio, al rientro dalla cerimonia del monumento, convegno di studi, proiezioni di film e interventi musicali a cura di Eddy Napoli  (con la sua “Malaunità”) e di Povia (con il suo ultimo lavoro “A Sud”). Nella mattinata di domenica cerimonia religiosa per ricordare i caduti dell’esercito delle Due Sicilie e alzabandiera con soldati in uniformi antiche”.

26 Gennaio 2017 0

Ceccano- Gli studenti liceali celebrano la giornata della memoria

Di Comunicato Stampa

Teatro, musica, cinema con il film , presentazioni: tutte le risorse degli studenti per celebrare la Giornata della Memoria al Liceo di Ceccano. Il 27 gennaio del 1945, 72 anni fa, alle ore 11,54, le truppe sovietiche entravano nel Lager di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore di quanto era accaduto. In un messaggio alla comunità scolastica, la preside Senese scrive: Tutti sono chiamati ad inchinarsi profondamente, nell’intimo, davanti alla innumerevole schiera di coloro che hanno sofferto e sono stati messi a morte per un meschino desiderio di potenza; ci viene dunque chiesto un atteggiamento di silenzio ma anche di attiva partecipazione. La Giornata della Memoria non ha come compito quello della commiserazione delle vittime, non chiede un atteggiamento compassionevole: la Shoah è un’enorme questione politica e antropologica. Politica, perché pone il problema di come un popolo civilizzato abbia scientemente deciso di eliminarne un altro. Antropologica, perché rappresenta una cesura, una rottura nella civiltà occidentale. Per queste ragioni, tutti i docenti, nella loro libertà d’insegnamento, sono invitati a dedicare lo spazio che riterranno opportuno ad approfondimenti didattici sulla Giornata della Memoria, affinché ciascuno di noi sia costruttore di pace ad iniziare dalle sue azioni quotidiane e dalle sue relazioni familiari e affettive. Il Liceo celebrerà la Giornata della memoria venerdì 27 gennaio 2017 con due appuntamenti nell’aula magna Francesco Alviti: II e III ora per le classi I: con lo spettacolo teatrale Che cos’è la Shoah con la regia di Valerio Germani ed altri lavori multimediali delle classi, intervallati da brani musicali della tradizione ebraica IV e V ora dibattito per le classi V con la visione di alcuni spezzoni del film Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli e un intervento sulla politica concentrazionistica a cura di Matteo Limongi Alle ore 11,54 il Liceo ricorderà le vittime della Shoah con un minuto di silenzio.