Tag: Mu’ammar Gheddafi

22 Ottobre 2011 0

Gheddafi, mistero sulla sua morte e sul tesoro disseminato nel mondo. Il figlio fuggito in Niger

Di redazione
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Di cosa sia morto realmente Muammar Gheddafi, sembra essere il primo mistero che rimarrà nella nuova Libia fatta dagli insorti. Il corpo del Colonnello non sarà sottoposto a nessuna autopsia per volere dei militari del Consiglio di Misurata. Immagini registrate al momento della cattura del rais dimostrerebbe che lo stesso era ancora vivo quando è finito nelle mani degli insorti e che, quindi, sarebbe morto dopo, probabilmente giustiziato. Una falsa partenza per chi sostiene di voler portare la democrazia in Libia. Intanto si fanno i conti del suo tesoro disseminato nelle banche di tutto il mondo. Pare siano 100 miliardi di dollari quelli che Gheddafi aveva fatto uscire dal suo Paese e depositati negli Usa (37 miliardi), in Europa (30 miliardi) e in altri continenti. Secondo il Los Angeles Times, invece, il rais di Tripoli aveva un portafogli di oltre 200 miliardi di dollari. Soldi che dovrebbero tornare in patria, almeno quelli che si troveranno. Verso la salvezza, invece, sta correndo Saif al Islam, il figlio di Gheddafi, che sembra essere riuscito a superare il confine con il Niger, mentre, la figlia e la moglie del Colonnello hanno trovato rifugio in Algeria ma, solo provvisoriamente. Ermanno Amedei

20 Ottobre 2011 4

L’ultimo atto di Gheddafi ucciso a Sirte, adesso la Libia cosa “sarà”?

Di redazione

Sembrava immortale, introvabile e alcuni temevano, speravano, ipotizzavano che potesse riprendere il controllo del suo Paese. Muammar Gheddafi, però, oggi è morto ucciso nel corso di un attacco a Sirte da parte del Cnt. L’ennesimo attacco di forze Nato e dei ribelli all’ultimo “torrione” della dittatura verde ha permesso di arrivare a lui, catturarlo, ferirlo e, probabilmente, giustiziarlo sconfessando le voci che lo davano fuggito all’estero. Inutili le trattative per la sua resa per evitare un inutile bagno di sangue e permettere alla Libia di riprendere un percorso di democrazia. Il suo cadavere, adesso, è in un luogo segreto. Lui, dipinto come un mostro, anche perché mostro per tanti aspetti lo è stato, adesso non può nuocere più ma i timori restano. Sapranno i libici mantenere arginata l’onda islamista che sicuramente tenterà di trovare spazi nelle larghe maglie del paese? Ermanno Amedei

1 Maggio 2011 0

Bombardamento Nato in Libia: muoiono il figlio minore di Gheddafi e tre nipoti

Di admin

In un bombardamento della Nato il figlio più giovane del colonnello Mu’ammar Gheddafi, Saif al-Arab 29 anni, è rimasto ucciso. Anche tre nipoti del Rais hanno perso la vita. Sembra che il leader libico e la moglie siano rimasti illesi, ma ci sarebbero comunque diversi feriti. Nella giornata di ieri il Rais aveva annunciato guerra all’Italia accusando il governo italiano e Berlusconi di crimini di stampo colonialista paragonando gli attacchi aerei di oggi all’invasione del 1911. Saif al-Arab aveva studiato in Germania e proprio qui nel 2005 fu fermato dalla polizia su una Ferrari con un fucile e munizioni da assalto. Era a capo della milizia dei fedelissimi del colonnello.

30 Aprile 2011 0

Gheddafi dalla tv di stato apre alla Nato: “Trattiamo”

Di admin

Questa mattina il colonnello Mu’ammar Gheddafi dalla tv di stato libica apre le porte alla Nato per aprire una negoziazione. Nel discorso di 80 minuti, in diretta, il Rais annuncia di non lasciare la Libia e il potere e chiede di negoziare con Usa e Francia per fermare i bombardamenti della Nato sul territorio e gli obiettivi libici. Gheddafi ha detto che anche se la cuasa di questa guerra è l’interesse dei paesi occidentali al petrolio, il regime libico apre le porte alla pace, e, se non ci saranno trattative allora il popolo libico combatterà fino alla morte.

29 Marzo 2011 0

La strana guerra in Libia, a chi il petrolio e a chi i profughi

Di redazione

Da un lettore de Il Punto a Mezzogiorno (Michele che scrive in un commento), riceviamo e pubblichiamo: Con il summit operativo (Francia, Usa, Germania e GB) hanno deciso cosa fare ora e….dopo Gheddafi. Il nostro Presidente del Consiglio, il nostro Ministro degli Esteri, il nostro Ministro degli Interni, il nostro Ministro, non sono stati “INTERPELLATI” eppure mettiamo le Basi militari, Lampedusa a disposizione dei profughi, l’accoglimento dei profughi (clandestini e profughi di guerra) ……per ora SOLO IN SICILIA E IN PUGLIA. mentre le altre Regioni si trastullano ( con l’avallo del Governo) in disgustosi distinguo. Da segnalare al Ministro della Difesa che oltre agli aeroporti militari in disuso in Puglia ci sono intere Caserme e Alloggi militari non utilizzati nel Veneto, nel Friuli e nel Trentino ( ma per questi ci vuole l’Ok della Lega ? ). Dice bene Crozza : “In Francia, Germania, Usa e GB il petrolio a NOI I PROFUGHI).

19 Marzo 2011 0

Missili sulla Libia, primi attacchi mentre la coalizione anti Gheddafi perfeziona la macchina bellica

Di redazione

Quasi fosse stato una dichiarazione di guerra, quella pronunciata nel discorso del presidente francese Sarkozy, oggi pomeriggio, ha dato il via pochi minuti dopo al primo attacco aereo. Il primo obiettivo è stato un carro armato alle 17.45 ma gli attacchi a mezzi militari si sono ripetuti con l’ausilio di circa 20 velivoli, tutti francesi. Intanto anche una portaerei a Propulsione atomica lascerà il porto di Tolone per raggiungere le aree di guerra. Intanto la base Nato di Napoli è stata individuata quale centro di coordinamento delle operazioni militari in Libia. Si teme per possibili attacchi che la Libia potrebbe tentare nei confronti dei Paesi più vicini, tra questi proprio l’Italia. Da informazioni militari non risulta però che il regime di Gheddafi disponga di armamenti tali da poter colpire il territorio nazionale.

19 Marzo 2011 0

Caccia della Nato già sulla Libia, si attende l’attacco

Di redazione

Scontri a Bengasi, continuano gli scontri che dimostrano come le truppe del colonnello Gheddafi non hanno rispettato il cessate il fuoco. La Nato quindi affila le armi e annuncia attacchi aerei contro carri armati. Primi tra tutti i francesi il cui presidente ha annunciato , già oggi alle 15.30, che gli aerei per da combattimento sono pronti per decollare e in mattinata aerei nato hanno già effettuato voli di ricognizione sul territorio libico. Frattini ha detto: “Non siamo secondi ma nessuno, i nostri piloti sono di altissimo livello e contribuiremo in maniera scrupolosa alla risoluzione delle Nazioni Unite”.

18 Marzo 2011 0

No fly zone sulla Libia, pronti i caccia contro Gheddafi

Di redazione

Le Nazioni Unite hanno approvato la risoluzione che prevede una no fly zone sui cieli della Libia. Per farla rispettare, significa che si intende utilizzare anche la forza. Una risoluzione che era nell’aria e che gli insorti libici attendevano da tempo per combattere alla pari contro il regime di Gheddafi che non ha esitato ad usare caccia ed elicotteri da combattimento contro la folla. Tutti i Paesi europei sarebbero pronti ad un eventuale intervento. Tra questi anche l’Italia che ha messo a disposizione basi aeree e velivoli da combattimento. Astensione della Germania che ritiene l’intervento armato, anche se solo aereo, troppo pericoloso. Quando la notizia è arrivata in Libia, gli assediati di Bengasi hanno festeggiato in piazza. Dal Governo Libico prime aperture ad un possibile cessate il fuoco.

2 Marzo 2011 0

La rivolta in Libia. Un libro di Mary Pace sul tiranno Gheddafi

Di redazionecassino

La rivolta infuria in Libia, una rivolta che interessa anche l’Italia. Una scrittrice ha completato a tempo di record un libro sul dittatore nordafricano. Il volume s’intitola “Il segreto di Gheddafi” di Mary Pace stampato da Book Sprint. Mary Pace scrittrice e giornalista, esperta in tattica-strategia militare e intelligence. Si è fatta notare al grande pubblico con il libro “Dietro Priebke” edizioni Piemme. Ha pubblicato di recente con la casa editrice Curcio “Piazza Fontana, l’inchiesta, Parla Giannettini”, poi “Mino Pecorelli, il delitto irrisolto”. Con l’edizione Vida “Il caso dell’onorevole Gex, omicidio o fatalità”. Con la Book-Sprint ha pubblicato “Operazione Ryan, alto rischio per l’agente Zeta”. Esperta di armi, ha fatto un corso di paracadutismo e ha lavorato con il generale De Lorenzo.

Nella prefazione al libro Mary Pace scrive:”Venni invitata da Gheddafi nel 1997 tramite l’ambasciata libica di Roma. Per me si avverava un sogno durato 28 anni, conoscere il leader libico e scrivere la sua biografia. Non ero mai stata in Libia e mi interessava visitare anche i luoghi storici, che furono teatri di battaglie cruenti durante il secondo conflitto mondiale. Ciò non mi fu possibile e leggendo questo libro conoscerete il perché. Vi renderete conto anche della ribellione del popolo libico in atto in questo periodo, dopo aver sopportato per ben 42 anni la forte dittatura di Gheddafi. Negli anni passati anch’io ho dubitato che tutte le azioni di terrorismo che gli venivano attribuite portassero la sua firma. Il leader libico non è un agnellino, ma se qualcuno pensa di poterlo sacrificare per appropriarsi del suo petrolio allora Gheddafi combatterà fino all’ultima goccia di sangue, anche se dobbiamo ammettere che le sue reazioni sono esagerate. Ed ancora una volta verrà definito criminale, ed è giusto che sia così. Per me è solo un uomo frustato ed anche il lettore ne converrà.”

23 Febbraio 2011 0

Libia, diecimila morti in fosse comuni mentre la tv trasmette immagini di gente che passeggia

Di redazione

Sarebbero 10 mila i morti e i 50 mila feriti in Libia, mentre sulla spiaggia di Tripoli si scavano fosse comuni. Mente il Paese è nel caos la televisione mostra immagini di persone che fanno la spesa e passeggia in strada tranquillamente. Intanto sempre più militari disertano e si uniscono ai manifestanti. A Malta un aereo libico tenta di atterrare ma viene respinto, tra i passeggeri anche la figlia di Gheddafi. Rientrano in Italia gli Italiani, solo oggi rientrati 400 connazionali. L’aeroporto di Tripoli preso d’assedio da oltre 10 mila persone straniere che chiedono di lasciare il Paese. Intanto al Confine Tunisino si sono riversati migliaia di profughi che chiedono di arrivare ai porti per imbarcarsi.