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8 Febbraio 2019 0

Controlli in A1 della Polstrada: Denunciati a piede libero per ricettazione tre campani, 40mila euro valore della refurtiva

Di felice pensabene
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CASSINO – La scorsa notte,  operatori appartenenti alla Sottosezione Polizia Stradale di Cassino, al  Km 688 Sud della A/1, nel  territorio del comune di Mignano Montelungo, procedevano   al fermo  di tre  persone.

Originarie della Campania, hanno rispettivamente   49, 30 e 28  anni,  con  precedenti di polizia.

Riferivano, alla richiesta degli agenti, di provenire da Roma, versione questa, però, non confermata dal   biglietto di entrata autostradale che invece indicava il casello di Cassino.

 Si   procedeva  ad un più accurato controllo.

All’interno del vano carico  venivano rinvenuti prodotti alimentari,   oltre a  cosmetici, batterie, colla ed altri articoli risultati   provento di vari furti  messi a segno presso negozi  nelle zone delle Marche e dell’Abruzzo.

Il valore totale della merce  sequestrata ammontava a 40.000 euro; contestata la ricettazione.

27 Febbraio 2018 0

Animalisti sul piede di guerra a Cassino, raccolta firme per chiedere alla Asl un ambulatorio veterinario

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Nel Cassinate, l’attenzione della Asl di Frosinone per gli animali da compagnia è prossima allo zero. La seconda città della provincia di Frosinone per numero di abitanti, con vasto un territorio e un alto numero di comuni a circondarla  è sguarnito di un ambulatorio veterinario. Lo sanno bene gli animalisti della zona che per far fronte alla piaga del randagismo e degli abbandoni fanno quotidianamente salti mortali e sostengono di tasca propria spese che invece spetterebbero alla comunità.

Stanchi di gridare al vento le difficoltà per curare o sterilizzare animali per mantenere contenuto il numero dei randagi hanno dato vita ad una iniziativa a cui partecipano la maggior parte dalle associazioni della zona: una raccolta firme per mettere l’Asl spalle al muro di fronte a quelle che sono vere e proprie inadempienze.

Al momento il servizio veterinario è assicurato nei distretti Anagni, Frosinone e Sora. È lì che ogni volta che c’è da fare un intervento, o sottoporre un trovatello ad una cura, i volontari devono recarsi, quasi fosse un pellegrinaggio, sottraendo tempo e risorse, oltre che alla vita dei volontari, anche alle attività che loro prestano gratuitamente.

La richiesta di attivazione del servizio, supportata dalla raccolta firme, è stata inoltrata direttamente al commissario straordinario della Asl di Frosinone Luigi Macchitella e al direttore dell’Uoc sanità animale, Antonio Messore.

13 Dicembre 2017 0

In azione col “piede di porco”, ladri identificati e denunciati dalla Polizia

Di felice pensabene
Cassino – A seguito di laboriose indagini svolte in relazione al tentato furto in una tabaccheria di Cassino, gli inquirenti del Commissariato cittadino, diretto dal vice questore Alessandro Tocco, hanno identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria due cassinati, già sottoposti agli arresti domiciliari. Le indagini avviate dopo un tentativo di scasso della porta d’ingresso, con l’uso di un “piede di porco”, durante l’orario di chiusura dell’esercizio commerciale, dopo accertamenti tempestivi anche con la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza, hanno permesso di individuare gli autori.
2 Maggio 2017 0

Animalisti sul piede di guerra, da Cassino pronti a Sit-in davanti alla Regione Lazio

Di Ermanno Amedei

Cassino – Un sit-In davanti la sede della Regione Lazio a Roma. E’ questa l’iniziativa su cui sta lavorando l’agguerrito gruppo di animalisti di Cassino .

“Il Sole Splende per Tutti” (anche per gli animali), l’associazione presieduta da Bruno della Carte, ha in mente di portare la protesta direttamente in casa di Nicola Zingaretti, per quello che definiscono disinteresse dell’amministrazione regionale per le problematiche sul randagismo.

“Lo abbiamo deciso nel corso dell’ultimo direttivo quando ci siamo trovati, come al solito, di fronte a tutte le problematiche del randagismo a Cassino – Dichiara Bruno della Corte – Un problema che è comune a molti territori. A monte vi è la non attuazione dei progetti di sterilizzazione dei randagi che fa moltiplicare gli animali sulle strade. Le volontarie e i volontari che se ne occupano raccogliendoli ed accudendoli fanno sacrifici enormi e spesso non riescono a far fronte alle tante necessità di cui le amministrazioni locali non se ne interessano. I fondi per le sterilizzazioni, i piani per mantenere controllate le nascite degli animali senza padroni, sono i primi che vengono decurtati o destinati ad altre attività e per questo i randagi proliferano. Per questo abbiamo intenzione di organizzare la manifestazione per portare a Roma, davanti la sede della Regione Lazio, le centinaia di animalisti che vivono il nostro stesso disagio. In quella sede faremo sentire la nostra voce per cambiare questa cultura”.

Ermanno Amedei

5 Aprile 2017 0

Crisi alla Lazio Ambiente, 40 lavoratori in eccedenza. Sindacati sul piede di guerra

Di Ermanno Amedei

Colleferro – Una eccedenza di 40 lavoratori agita le acque nella società Lazio Ambiente, l’azienda il cui capitale è interamente detenuto dalla Regione Lazio, è che si occupa dello trattamento e smaltimento dei rifiuti in 22 comuni nel sud della provincia di Roma ad eccezione della sola Fiuggi nella provincia di Frosinone.

L’azienda conta 385 lavoratori ma a causa della chiusura degli impianti di proprietà, i due termovalorizzatori di Colleferro, uno dei quali comproprietario insieme ad Ama, e la discarica di Collefagiolara nella stessa Colleferro, mantiene con il Fondo di integrazione Salariale (Fis) tra i 50 e le 60 unità lavorative. A queste si aggiungerebbero altre 40 richieste per altrettante unità tra tecnici e amministrativi alzando la preoccupazione dei sindacati.

“E’ una crisi che viene da lontano e non si vede la via d’uscita con la proprietà, la Regione, che non ha ancora definito una strategia industriale se non quella della cessione totale delle quote sociali – ha dichiarato Stefano Bertinelli segretario regionale Uil con delega all’ambiente – Una serie di condizioni hanno aggravato la situazione a cominciare dai Comuni che non pagano, pagano in ritardo o pagano in parte il servizio; ci si aggiunge i mancati introiti per la mancata produzione di energia elettrica dovuti al funzionamento dei due termovalorizzatori di Colfelice, e la spesa per lo smaltimento dei rifiuti in una discarica privata di Latina dovuta alla chiusura della discarica di proprietà per via dei cavi dell’alta tensione che la attraversano. Adesso la crisi è conclamata con questa nuova richiesta di Fis mentre nulla sappiamo sulle modalità di spacchettamento dell’azienda per gli impianti e per i servizi. La posizione dei sindacati Cigil, Cisl e Uil è unitaria – coclude il sindacalista – e non escludiamo iniziative di protesta”.

30 Giugno 2009 0

Vigili del fuoco sul piede di guerra, è stato di agitazione generale

Di Comunicato Stampa

Le sigle sindacali C.g.i.l., C.i.s.l e U.i.l. dei vigili del fuoco confermano lo stato di agitazione proclamato lo scorso 25 maggio 2009. La prevista procedura di conciliazione, infatti, effettuata il 17 giugno 2009, svolta alla presenza dei vertici politici e tecnici del Ministero dell’Interno e del dipartimento dei vigili del fuoco, non ha apportato nessuna risposta siginificativa alle questioni poste alla base della vertenza e mirate al potenziamento dell’organico, ad implementare le risorse economiche di bilancio nonché a valorizzare e gratificare il lavoro dei vigili del fuoco anche alla luce dello sforzo recentemente compiuto nelle zone del sisma abruzzese. Per tali ragioni, ed in considerazione della scarsa attendibilità manifestata dal governo che non ha dato seguito alle promesse pubblicamente annunciate, Cgil, Cisl, e Uil vv.f. hanno programmato una manifestazione nazionale che svolgeranno a Roma presso piazza Montecitorio il prossimo 2 luglio. Domani 23 giugno a L’Aquila in un locale della Confindustria sito presso il “centro commerciale aquilone” è indetta alle ore 11 una conferenza stampa per informare l’opinione pubblica sulle drammatiche condizioni in cui versa il corpo nazionale dei vigili del fuoco.

18 Giugno 2009 0

Al centro socio-educativo di Caira operatori sul piede di guerra, disattesi gli impegni assunti

Di felice pensabene

Il malumore degli operatori del Centro socio-educativo per ragazzi disabili di Caira è sfociato in una giornata di ‘fermo’ delle attività didattiche-riabilitative.. Esasperati dal mancato rispetto degli accordi da parte della cooperativa Koinonia, i lavoratori, infatti, si son fermati martedì scorso, per ribadire il rispetto dei loro diritti e degli impegni, presi e mai mantenuti, primo fra tutti il pagamento degli stipendi alla scadenza fissata, ma anche un maggior coordinamento fra azienda e dipendenti. E’, infatti, dal mese di aprile che aspettano il pagamento di quanto loro dovuto. “Non è la prima volta – si legge in un comunicato di Arcangelo Longo della Cisl – che i dipendenti son costretti ad aspettare gli stipendi oltre il termine fissato”. “E’ gente che ha famiglia e, come tutti, le normali scadenze da rispettare – precisa ancora Longo – ed in passato han dovuto aspettare anche sei mesi per avere lo stipendio. Durante le giornate di chiusura del centro, inoltre, non vengono pagati e l’apertura viene fatta coincidere con quella delle scuole, alla metà di settembre, con perdita di altre giornate lavorative. Questa è una struttura che non può continuare ad essere gestita in questo modo ”. Da qui la decisione di ‘fermare le attività’ e riunirsi in un’assemblea, proprio a Caira. “Il mancato pagamento delle mensilità è solo un aspetto del problema – sottolinea Longo – quello che questi lavoratori chiedono sono maggior coordinamento fra loro ed i responsabili della cooperativa e strumenti che migliorino le condizioni del loro lavoro ed il servizio agli utenti, ma fino ad oggi senza alcun risultato. Del resto, prosegue Longo – le cooperative altro non sono che un sistema di piccoli padroni legati ai centri di potere, che mascherano una gestione imprenditoriale”. “Siamo lasciati – lamentano alcuni operatori – senza indicazioni su come svolgere il lavoro, senza corsi di aggiornamento, molto spesso siamo costretti ad improvvisare nell’interesse dei ragazzi, cercando di coinvolgerli in attività stimolanti e formative”. C’è, inoltre, da segnalare l’assenza, all’assemblea dei lavoratori, di rappresentanti della cooperativa che gestisce il centro e dell’amministrazione comunale. Senza contare i disagi arrecati alle famiglie a cui la giornata di sciopero è stata comunicata solo il giorno prima, quando in realtà l‘azienda ne era a conoscenza fin dal 12 giugno. L’agitazione per il momento, sottolineano i lavoratori, si è limitata ad un solo giorno per non creare disagi ai ragazzi e alle loro famiglie, ma non escludono ulteriori giornate di lotta. di Felice Pensabene

29 Gennaio 2009 0

Rom a Vallerotonda, la popolazione sul piede di guerra

Di Comunicato Stampa

La possibilità che Vallerotonda, piccolo comune montano del Cassinate possa ospitare un certo numero di nomadi “sfrattati” dalla Capitale, ha messo in subbuglio i residenti che si stanno attivando con iniziative di protesta. L’amministrazione comunale di Vallerotonda è tenuta, in questo periodo, da un commissario prefettizio dopo la sfiducia espressa, alcuni mesi fa, dall’assise civica al primo cittadino Giovanni Rongione. Il commissario di governo avrebbe indicato come possibile sito in cui ospitare nuclei rom, alcune vecchie case Ater nella frazione di Cardito. I residenti, ovviamente, allarmati da questa ipotesi, protestano e ritengono che la decisione non possa essere presa da una rappresentanza non eletta dai cittadini. Il commissario, invece, ha riferito di aver partecipato insieme ad altre rappresentanze del terriotiro, ad alcune riunioni indette dalla prefettura di Roma per far fronte al fenomeno delle popolazioni nomadi ma di non aver preso delle decisioni in merito. Avrebbe ammesso però che al fax di richiesta di eventuali disponibilità inviate dalla prefettura capitolina, il responsabile dell’ufficio tecnico ha risposto chiarendo che l’unica possibile disponibilità era individuabile presso le case Iacp in località Cardito che comunque versano in uno stato di totale inagibilità. E dunque tale posizione non sarebbe immediata. La questione però, mantiene i cittadini in pre allarme. Inserire famiglie di nomadi in un piccolo centro dove la criminalità è prossima allo zero significherebbe stravolgere equilibri sociali consolidati da anni.