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17 Luglio 2019 0

“Iam Aquino Estate 2019” l’estate aquinate fra sport, storia, cultura e musica

Di felice pensabene
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AQUINO –  “Iam Aquino Estate 2019” è lo slogan con cui l’Amministrazione Comunale di Aquino ha proposto un ricco programma di eventi estivi, elaborato con l’intento di soddisfare un pubblico ampio e variegato, sintetizzando compiutamente storia, cultura, musica, divertimento e sport, senza trascurare occasioni di riflessione e finalità educative per le giovani generazioni.

“L’offerta per l’estate 2019 conferma il nostro intento di rispondere alle aspettative e agli interessi di tutti, perché qualunque cittadino o visitatore possa sentirsi interessato e coinvolto.

Gli appuntamenti, numerosi e distribuiti nell’intero arco estivo, nascono dalla sinergia, oramai consolidata, tra la Regione Lazio, l’Amministrazione comunale, il Museo della Città e le Associazioni operanti sul nostro territorio e, oltre alle manifestazioni attese, ormai tradizione dell’estate aquinate, saranno proposti spettacoli inediti” anticipa l’Assessore alla Cultura, Carlo Risi.

“Il programma ufficiale inizia con un appuntamento sportivo, la tappa presso il Museo della Città della Gran fondo Cassino e ancora sport il 28 luglio con la quarta edizione della gara podistica “Aquino night run”, memorial Benedetto Forlini. Numerosi gli appuntamenti musicali, a partire dal Gran Concerto lirico sinfonico “Città di Martina Franca” in programma il 18 luglio, nell’alveo della commemorazione del 76° anniversario del bombardamento dell’Aeroporto di Aquino.Dal 31 luglio al 2 agosto serate musicali in Piazza San Tommaso con il gruppo Ex Aequo e le cover band dei Dire Straits e Pink Floyd, nell’ambito della manifestazione “Aquino, storie e delizie”. Ancora musica il 4 agosto con il tradizionale incontro dei cornisti “Guelfo Nalli”. La serata del 19 luglio sarà dedicata alla XXI edizione di “Sposa sotto le stelle”, cui farà da cornice la splendida Chiesa della Madonna della Libera. Saranno in scena nella storica piazzetta dei Conti d’Aquino, due spettacoli teatrali: il 20 luglio, “Risorgimento Pop” a cura del Polo Museale del Lazio, nell’ambito di Art City e il 21 luglio,nella prima edizione di Teatro al borgo, “La verità vi prego sull’amore”. Ricordiamo, inoltre, due date importanti per la Comunità di Aquino: il 18 agosto, inizio dello storico pellegrinaggio a Canneto e il primo settembre, giorno dedicato ai solenni festeggiamenti in onore del patrono della Città, San Costanzo Vescovo. Il Palio della Contea di Aquino sarà protagonista delle otto feste di Contrada, che si svolgeranno tra luglio ed agosto, prima dei giochi, previsti per il 31 agosto, per i bambini, e nel weekend dal 6 all’8 settembre per gli adulti. Il 21 settembre la V edizione dell’apprezzato “Borgo di…Vino” concluderà la ricca estate aquinate.”

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Mazzaroppi per l’intenso lavoro di programmazione ed organizzazione del calendario di eventi estivi: “Abbiamo fatto del nostro meglio anche quest’anno e riponiamo, ora, fiducia nell’apprezzamento del pubblico. Ogni anno registriamo con orgoglio, oltre al gradimento dei nostri concittadini, l’abbondante affluenza di visitatori da paesi limitrofi e questo significa per noi il raggiungimento completo dell’obiettivo con cui siamo soliti concepire il nostro agire amministrativo. Vi aspettiamo per vivere insieme la nostra Aquino, che si conferma città viva e vitale, che cresce e va avanti, propositiva ed entusiasta”.

13 Giugno 2019 0

Teatro e storia, a Castrocielo l’estate è “Amatores”

Di Ermanno Amedei

CASTROCIELO – “Sul magnifico scenario delle Terme e del Teatro a Castrocielo rivivono gli amori e le risate dell’antica Roma”.

Lo si legge in una nota del comune di Castrocielo.

“Il titolo generale della manifestazione è abbastanza eloquente e significativo: Amatores. La realizza l’Associazione di promozione sociale “Povero Willy”. Il progetto dell’Ufficio Cultura del Comune di Castrocielo è stato approvato dalla Regione Lazio, che l’ha finanziato con un contributo di 5.665,00 euro. Prevede uno spettacolo diviso in 2 parti per un totale di 9 repliche complessive con aperitivo. La prima parte prevede quattro repliche ed è costituita da due spettacoli in programma sabato 29 giugno e da due spettacoli previsti per domenica 30 giugno: il primo con inizio alle ore 19.00, il secondo alle 21.00. Dopo ogni spettacolo, il pubblico potrà gustare un aperitivo tra le rovine recuperate dell’antica Aquinum. Il tutto al costo di soli 5 euro. Lo spettatore si sente attratto dal ritorno all’ormai quasi scomparso “teatro d’interprete”, in cui i personaggi, come nella migliore tradizione della commedia musicale italiana, alternano la recitazione al canto, mentre dolci figure femminili volteggiano scandendo il tempo di un amore ironicamente conflittuale e tragicamente comico. La risata conduce lo spettatore lungo un percorso segnato dalle baruffe di amanti curiosi, irriverenti e folli, mentre l’area archeologica di Aquinum è il meraviglioso scenario di questi scontri amorosi. Il mondo antico che viene evocato – dalla nascente Roma all’epoca imperiale – ci aiuta, con la sua spensierata semplicità, a conoscere meglio noi stessi e un’identità violentata da “quest’epoca di pazzi” che ha sepolto l’amore sotto mucchi di paranoie, volumi di psicanalisi e troppa indifferenza. La regia di Riccardo Leonelli sposa la semplicità e sceglie una recitazione volutamente sopra le righe per dei personaggi follemente bidimensionali, affiancando a Romolo e Numa Pompilio, arie di Mozart ed eterni caratteri di molieriana memoria, secondo uno stile di contaminazione di generi ed epoche che non è più un tabù per il teatro contemporaneo. Un grande ringraziamento va alla Regione Lazio per il contributo accordato ed al Comune di Castrocielo va riconosciuto il merito di aver affidato l’operazione al regista e attore Riccardo Leonelli, noto per le sue apparizioni televisive in varie fiction tv (Il Paradiso delle Signore, Luisa Spagnoli, Una pallottola nel cuore, Un passo dal cielo, Centovetrine) che sarà affiancato dagli attoricantanti Stefano de Majo, Mariavittoria Cozzella, Damiano Angelucci e Elena Longaroni e dalle danzatrici-attrici Emanuela Cassetti e Francesca Passini. Le coreografie sono curate dalla pluripremiata Romana Sciarretta e le musiche sono a cura del pianista e compositore Alessandro De Florio. Gli antichi amanti di Roma sono tornati e vi aspettano!”

7 Aprile 2019 0

Marocchinate, la storia che non va riscritta ma raccontata per intero

Di Ermanno Amedei

ROCCAGORGA – L’argomento Marocchinate è stato affrontato ieri pomeriggio nella bella sala teatro del comune di Roccagorga. Ospite della locale Pro Loco, Emiliano Ciotti presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate che ha presentato il suo libro denuncia, “Le Marocchinate, Cronaca di uno stupro di massa”.

L’argomento è quello della vile aggressione alle popolazioni inermi in vasti territori del Lazio, ma anche Campania, Sicilia e Toscana, durante la seconda guerra mondiale, divenute “bottino di guerra” per una frangia di “liberatori” conosciuti come Goumier e che operavano sotto il comando francese e che garantì loro l’impunità per stupri, rapine e omicidi come ricompensa per aver superato le linee tedesche.

Ancora ieri si è caduti nell’equivoco di pensare che l’azione di Ciotti fosse qualcosa di diverso dal ricordare ad alcuni, o far conoscere a molti altri, la macchia dei liberatori.

Anche ieri c’era chi sosteneva che l’operato dei Goumier e di chi sciolse loro le briglie contro coloro che li accoglievano come liberatori, fosse giustificato dai crimini commessi dagli Italiani arrivati come forze di occupazione in altri Paesi. Ancora ieri qualcuno ha ricordato, giustamente, le violenze subite dalle popolazioni francesi, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia e l’attacco delle forze italiane ai transalpini.

Vero, una vergogna che gli italiani si portano dietro nel proprio bagaglio, per i quali sono condannati dalla gente e dalla storia. Vittime che nel loro paese, ed anche nel nostro, sono riconosciute tali. Certamente in quelle terre non ci sono monumenti a ricordo in positivo delle gesta degli Italiani (semmai a ricordarne le malefatte) e certamente neanche l’Italia ha mai chiesto di edificarne. Ben diversa, invece, è la questione delle vittime delle Marocchinate. Donne, bambini, uomini, chi uccisi nel tentativo di salvare una figlia dallo stupro, chi uccisa durante gli stupri, chi, nella migliore delle circostanze, solamente rapinato. I loro carnefici passano come eroi, come liberatori, che dovrebbe offendere la memoria di quelle migliaia di giovani arrivati dalla California, dal New Jersey o da altri Stati degli Usa, dei giovani inglesi, degli australiani, per non parlare dei polacchi.

I polacchi, poi; i Goumier trattati da eroi, i polacchi, un intero popolo votato alla lotta contro il nazifascismo, ingannato e poi abbandonato dietro la cortina di ferro sovietica. I nordafricani spinti contro il nemico dalla bramosia di avventarsi sul bottino di guerra costituito da donne e bambini; i giovani polacchi invece pronti ad immolarsi contro le mitragliatrici tedesche dal Medioriente fin nel cuore dell’Europa con la promessa poi non mantenuta di una Polonia libera.

Le promesse fatte ai Goumier, invece, vennero mantenute e lo sanno bene quelle popolazioni di fronte alle quali c’è ancora chi, italiano, vedendo questa vicenda con il filtro della politica (fascista o comunista come se oggi avesse ancora senso), fa spallucce dicendo “Embé? Lo abbiamo fatto anche noi (ben ci sta)”. Ben ci sta, ma almeno riconosciamo a questa gente il ruolo di vittime, di chi, da innocenti, ha dovuto pagato il prezzo delle colpe dell’intero Paese. Le vittime di Esperia, Campodimele, San Giorgio, Ausonia, Lenola, Fondi, Terracina…  sono vittime italiane della Guerra esattamente come lo sono i Martiri delle Fosse Ardeatine. Non si può considerare una vittima, più vittima di un’altra solamente in base alla divisa indossata dal carnefice.

In tutto questo però, non si deve cadere nel grande errore di considerare gli Alleati come Goumier. Bisogna comunque ricordare a cosa andava incontro il Mondo se milioni di giovani combattenti tra le file Alleate non avessero fatto diga con le proprie vite alla follia nazifascista. La storia non va riscritta, ma va raccontata per intero.

Ermanno Amedei    

1 Aprile 2019 0

Al Casaleno, non c’è storia passa Bergamo con 70-99

Di felice pensabene

Al Casaleno va in scena una partita a senso unico. Cassino non è mai veramente in gara, e Bergamo, in straordinaria forma e galvanizzata dalla vittoria in casa con Rieti, annienta la Virtus. Nell’anticipo della 27º giornata, sono Roderick, Sergio e Taylor a scrivere il primo vantaggio alla fine del primo quarto sul 28-17. Con le assenze ai nastri di partenza di Hall, con la defezione di Luca Castelluccia e con Raucci e Sorrentino a mezzo servizio, per la Virtus si fa tremendamente difficile risalire la china. Nel secondo quarto, difatti, Bergamo allunga. Il solo a provarci è Ojo, che è sistematicamente raddoppiato, se non triplicato dalla difesa di coach Dell’Agnello. All’intervallo lungo si va sul punteggio di 29-50 per la compagine bergamasca. Nel terzo quarto è sempre la squadra di coach Dell’Agnello a mantenere il vantaggio, e con una Virtus provata fisicamente dai numerosi infortuni, il passivo si amplia e la BPC cede il passo anche nella penultima frazione di gioco con il risultato di 18-24. Al 30’ il tabellone recita 47-74 per gli ospiti. 

Negli ultimi 10’ di gara, il destino delle ‘V’ cassinati è ormai segnato. C’è spazio per tutti, ed i due coach cercano di centellinare le energie dei componenti dei rispettivi roster, in vista del prossimo finale di stagione.

Alla sirena di fine match, il risultato del tabellone del Casaleno, recita 70 BPC Virtus Cassino – 99 Bergamo.

Per gialloneri, 6 uomini in doppia cifra (Fattori 16, Taylor 20, Casella 12, Roderick 14, Benvenuti 11, Sergio 10, ndc), con la guardia Terrence Roderick che termina in tripla doppia con 10 rimbalzi, 12 assist e 14 punti; 120 la valutazione totale della BB14, 70 quella della BPC; la squadra di Dell’Agnello vince non solo nel risultato, ma anche in tutte le altre voci statistiche: nei rimbalzi (46-28, ndc), negli assist (26-12, ndc), nei falli (21-11, ndc), dati che testimoniano l’intensità e la concentrazione da parte degli uomini di Vettese completamente diversa rispetto a quella messa in campo della formazione ospite.

Ai rossoblù, non bastano i 17 di Ojo e i 22 in combinato disposto di Guaccio e Ingrosso.

Il commento nel post-gara di coach Vettese: “Quest’oggi c’è poco da dire sulla gara. Abbiamo sbagliato tutto, partendo dall’approccio, finendo con l’atteggiamento. Abbiamo il dovere di voltare immediatamente pagina e pensare alla prossima partita di Legnano non in ottica campionato, ma per arrivare il più pronti possibile all’appuntamento dei play-out. Sarà un test probante, una possibilità per capire a che punto siamo in vista della post-season. Ripartiamo da martedì più forti e concentrati che mai”.

Prossima gara settimana prossima per le ‘V’ cassinati, al PalaBorsani di Castellanza(VA), contro i Legnano Knights.

 

BPC Virtus Cassino-Bergamo 70-99 (17-28, 29-50, 47-74)

BPC Virtus Cassino: Ojo 17 (5/11, 0/4), Paolin (2/4, 0/3), Guaccio 11 (4/4, 0/3), Ingrosso 11 (1/3, 3/5), Castelluccia 4 (0/3, 1/3); Raucci 8 (2/4, 1/2), Hall 6 (0/2, 2/3), Sorrentino 2 (1/2), Razic 5 (1/4, 1/5), Bianchi n.e., Punzi n.e.. All. Vettese

Bergamo: Taylor 20 (4/7, 4/5), Roderick 14 (2/5, 2/6), Sergio 10 (2/3, 2/4), Fattori 16 (1/3, 4/7), Benvenuti 11 (4/6, 0/1); Casella 12 (3/3, 2/6), Zucca 8 (1/5, 2/3), Zugno 6 (3/4), Bedini 2 (1/1, 0/2), Piccoli (0/2). All. Dell’Agnello

Tiri liberi: BPC Virtus Cassino 14/18, Bergamo 9/11

Rimbalzi: BPC Virtus Cassino 28 (Guaccio 7), Bergamo 46 (Roderick 10)

Assist: BPC Virtus Cassino 12 (Paolin 5), Bergamo 26 (Roderick 12)

​foto repertorio

14 Marzo 2019 0

III edizione del Premio Letterario “Le storie nella storia”. Nella Sala degli Abati la premiazione

Di felice pensabene

CASSINO – Si svolgerà domani, 15 marzo, presso la Sala degli Abati del Palagio Badiale, con inizio alle ore 17, in piazza Corte a Cassino, la cerimonia di premiazione del Premio Letterario “Le storie nella storia”.

L’iniziativa promossa e curata dall’Associazione Agorà Theodicea, con il patrocinio del comune di Cassino, dell’Università di Cassino e L. M. ed il Centro Documentazione e Studi Cassinati, si inserisce nel 75° Anniversario della distruzione di Cassino.

Il premio, giunto alla III edizione, avrà come titolo “L’emigrazione degli italiani all’estero e la nostalgia del ritorno”. In particolare avrà come filo conduttore le esperienze ed i racconti dei protagonisti fra tragedia, sacrificio, ma anche la rinascita, le memorie, le storie di vita delle donne, degli uomini, delle famiglie del Cassinate. L’edizione 2019 ha visto la partecipazione di numerose scuole di Cassino e del cassinate e di circa ventotto elaborati degli studenti. Alla terza edizione si sono cimentati negli elaborati gli allievi del Liceo scientifico “G. Pellecchia”, il Liceo-Ginnasio “G. Carducci” ed il Liceo Socio-pedagogico “M.T. Varone” di Cassino oltre al Liceo Scientifico di Pontecorvo. Il Liceo artistico di Cassino, inoltre, ha realizzato una serie di pannelli commemorativi della distruzione di Cassino che saranno esposti nel corso  della cerimonia di premiazione.

La cerimonia della premiazione sarà preceduta da un’introduzione musicale del M° Michele D’Agostino, dal soprano Maristella Mariani e dal baritono M° Alessio Potestio. L’introduzione affidata al presidente dell’associazione Agorà, avv. Marco D’Agostino, vedrà la partecipazione del vescovo Mons. Gerardo Antonazzo e dell’abate di Montecassino, Dom Donato Ogliari.

F. Pensabene

 

12 Dicembre 2018 0

Gaeta, cibo, arte e storia nella mostra enogastronomica all’ex ospedale dell’Annunziata

Di felice pensabene

GAETA – Prenderà il via ufficialmente sabato 15 dicembre “Tra cibo, arte e storia, i presidi del gusto. Le eccellenze enogastronomiche del Golfo e non solo nell’antico Ospedale dell’Annunziata” l’iniziativa ideata dal Consorzio MAM di Gaeta, nell’ambito delle iniziative finanziate dalla Regione Lazio, ed allestita  presso le sale dell’ ex Ospedale, di recente restauro, all’interno dello straordinario scenario  del  complesso della Santissima Annunziata di Gaeta.  

Sabato alle ore 12.00 il taglio del nastro della manifestazione che ha fatto già il suo debutto, riscuotendo una buona partecipazione di pubblico, il weekend scorso.  

Per quanti lo vorranno, la mostra delle eccellenze enogastronomiche tipiche dell’area del Golfo e più in generale del sud della regione Lazio resterà  aperta fino all’Epifania.  

Le sale del vecchio Ospedale saranno il giusto scenario per le tante storie, tradizioni e lavorazioni dei vari prodotti. A raccontarle ai visitatori saranno direttamente i produttori.  

Vi sarà anche uno spazio per la degustazione e vendita nella suggestiva Cappelletta nel chiostro del complesso.   

 L’iniziativa è dedicata alla presentazione delle eccellenze enogastronomiche (le produzione artigianale, gli  antiche  lavorazioni perdute e recuperate, le  produzione di nicchia, i prodotti tipici riconosciuti) che caratterizzano il patrimonio  della nostra area (dall’olio ai prodotti caseari, ecc…), creando   un  ideale itinerario capace  di combinare le bellezze storiche, architettoniche e culturali con  un presidio gastronomico delle  produzioni d’eccellenza ,  valorizzando e mettendo a sistema quanto di meglio la nostra terra possa offrire in termini di cibo, arte e storia, creando un’iniziativa che li metta a sistema per valorizzarli ai fini della promozione del  nostro territorio. 

All’inaugurazione saranno presenti il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, il Presidente del Consorzio M.A.M David Vecchiariello, la Presidente di Confcommercio Gaeta Lucia Vagnati, la Vice Presidente nonché membro del Direttivo MAM Paola Guglietta, il Presidente Confcommercio Lazio e Lazio Sud Giovanni Acampora ed il Direttore Generale Salvatore Di Cecca. 

 

26 Ottobre 2018 0

La puntura di Ultimo… alla storia (che continua a ripetersi)

Di Ermanno Amedei

LA PUNTURA DI ULTIMO – “In tre giorni il Premier Conte ha incassato la disponibilità di Putin e Trump a sostenere l’Italia nella sua politica economica e, quindi, nel suo braccio di ferro con Bruxelles.

Un’operazione che sa tanto di anni ottanta, cioè quando le cose in Italia andavano abbastanza bene, prima che, sul nostro sistema, si calasse la cappa austera della UE.

Eppure, considerando anche Brexit, la mente va anche ad un’altra epoca, quella in cui Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica erano alleati. Anche in quella circostanza l’Italia si aggiunse in un secondo momento. Ricordate contro chi erano alleati?”

Ultimo

25 Ottobre 2018 0

La storia di Bruno Buttone, nel romanzo di Marilù Musto “Punta al piccione e spara” domani al Civico Sociale

Di felice pensabene

CASSINO – La storia dello spietato killer del clan Belforte, Bruno Buttone, raccontata dalla penna di Marilù Musto, giornalista de Il Mattino che ha raccolto confidenze dell’uomo, oggi collaboratore di Giustizia sotto protezione. Buttone, proveniente da una famiglia semplice, con un padre onesto da brillante studente di Giurisprudenza si ritrova, per alcune circostanze di vita, a divenire un uomo spietato e un killer senza scrupoli. ‘Punta al piccione e spara’, un vero e proprio romanzo autobiografico sarà presentato domani, venerdì 26 ottobre, a partire dalle ore 10, presso la sala Salerno del polo didattico La Folcara. L’iniziativa rientrata in una serie di eventi che il ‘Civico Sociale, trattoria della legalit’, ha intenso organizzare in stretta collaborazione con l’Università di Cassino. La volontà di Simona Di Mambro e Carmine Mernini, titolari del ristorante che propone cibo e prodotti provenienti dai beni confiscati alle mafie, è quella di sensibilizzare le nuove generazioni su fenomeni fortemente presenti in territori come il Cassinate, il sud Pontino, l’Alto Casertano o il Molise. Un parterre d’eccezione quindi avrà il ruolo di sponda verso i tanti studenti presenti. Questo per far comprendere come il fenomeno delle infiltrazioni malavitose possa attecchire anche negli ambienti più sani. Ad introdurre i lavori sarà il procuratore capo Luciano d’Emmanuele. Seguiranno poi gli interventi del magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Cesare Sirignano, del comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone, il tenente colonnello Claudio Gnoni e del professore dell’Università di Cassino, Luigi Di Santo. A fare gli onori di casa sarà il rettore Giovanni Betta. Il presidente del tribunale di Cassino, il dottor Massimo Capurso, saluterà i presenti con breve inciso. A chiudere la carrellata di interventi l’editore del libro, Pasquale Gnasso e l’autrice Marilù Musto. A moderare i lavori sarà la giornalista Angela Nicoletti. Gli altri appuntamenti, in fase di organizzazione, vedranno l’arrivo a Cassino di personaggi di caratura nazionale e che si sono contraddistinti per la lotta alle mafie attraverso le attività investigative, quelle politiche o più semplicemente, come nel caso del giornalista catanese Paolo Borrometi, sotto scorta da tempo, scrivendo e raccontando la verità.

21 Settembre 2018 0

La storia di Anita, una memoria che approda anche sui quotidiani locali

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Un volto che non si dimentica, quella del soldato tedesco che voleva portarle via la madre quando aveva appena 5 anni. La testimonianza della guerra fornita da Anita, la bisnonna 80enne di Cassino, fortunatamente si propaga. Una risorsa, la sua memoria, che va valorizzata il più possibile per mostrare ai più giovani gli orrori della guerra. Oggi i quotidiani locali come Ciociaria Oggi del direttore Alessandro Panicutti e L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno hanno riservato ampi spazi al suo racconto e come è stato “riesumato”. Anita ha raccontato a Il Punto a Mezzogiorno prima, a Cronaca Vera e Huffingtonpost dopo, quella storia che ha avuto inizio mentre, a cinque anni, con la madre e il fratello scappava dalle bombe che cadevano sulla sua casa.

La storia di Anita (video), ha riconosciuto in un murales il soldato tedesco che 75 anni prima le voleva portar via la madre

18 Settembre 2018 0

Riconosce il soldato nazista dopo 75 anni, la storia di Anita sulle pagine di Cronaca Vera

Di Ermanno Amedei

CASSINO – La storia di Anita Nardone, la 80enne di Cassino che ha riconosciuto in un murales di Broccostella, il soldato nazista che, durante la seconda Guerra Mondiale, voleva portarle via la madre 75 anni fa sta riscuotendo interesse in Italia ma anche all’estero. Stamattina il settimanale Cronaca Vera le ha dedicato due pagine in cui la donna racconta cosa avvenne quando, a 5 anni, con la giovane madre e il fratello di due anni, tentava di sfollare per mettersi in salvo.

La settimana scorsa, invece, Anita è stata intervistata da una giornalista per un giornale inglese.

Bene quindi che l’interesse per la guerra, oltre ai fatti di cronaca bellica riportati nei libri di storia, si estenda anche a chi la guerra l’ha subita. Sempre meno sono i testimoni che possono raccontarla per come dolorosa e brutta è realmente. L’esplosione di una bomba, raccontata da quella che un tempo era una bambina e che oggi è una bis nonna, rende meglio l’idea di qualsiasi ricostruzione cinematografica.