Tag: storia

14 Marzo 2019 0

III edizione del Premio Letterario “Le storie nella storia”. Nella Sala degli Abati la premiazione

Di redazionecassino1
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CASSINO – Si svolgerà domani, 15 marzo, presso la Sala degli Abati del Palagio Badiale, con inizio alle ore 17, in piazza Corte a Cassino, la cerimonia di premiazione del Premio Letterario “Le storie nella storia”.

L’iniziativa promossa e curata dall’Associazione Agorà Theodicea, con il patrocinio del comune di Cassino, dell’Università di Cassino e L. M. ed il Centro Documentazione e Studi Cassinati, si inserisce nel 75° Anniversario della distruzione di Cassino.

Il premio, giunto alla III edizione, avrà come titolo “L’emigrazione degli italiani all’estero e la nostalgia del ritorno”. In particolare avrà come filo conduttore le esperienze ed i racconti dei protagonisti fra tragedia, sacrificio, ma anche la rinascita, le memorie, le storie di vita delle donne, degli uomini, delle famiglie del Cassinate. L’edizione 2019 ha visto la partecipazione di numerose scuole di Cassino e del cassinate e di circa ventotto elaborati degli studenti. Alla terza edizione si sono cimentati negli elaborati gli allievi del Liceo scientifico “G. Pellecchia”, il Liceo-Ginnasio “G. Carducci” ed il Liceo Socio-pedagogico “M.T. Varone” di Cassino oltre al Liceo Scientifico di Pontecorvo. Il Liceo artistico di Cassino, inoltre, ha realizzato una serie di pannelli commemorativi della distruzione di Cassino che saranno esposti nel corso  della cerimonia di premiazione.

La cerimonia della premiazione sarà preceduta da un’introduzione musicale del M° Michele D’Agostino, dal soprano Maristella Mariani e dal baritono M° Alessio Potestio. L’introduzione affidata al presidente dell’associazione Agorà, avv. Marco D’Agostino, vedrà la partecipazione del vescovo Mons. Gerardo Antonazzo e dell’abate di Montecassino, Dom Donato Ogliari.

F. Pensabene

 

12 Dicembre 2018 0

Gaeta, cibo, arte e storia nella mostra enogastronomica all’ex ospedale dell’Annunziata

Di redazionecassino1

GAETA – Prenderà il via ufficialmente sabato 15 dicembre “Tra cibo, arte e storia, i presidi del gusto. Le eccellenze enogastronomiche del Golfo e non solo nell’antico Ospedale dell’Annunziata” l’iniziativa ideata dal Consorzio MAM di Gaeta, nell’ambito delle iniziative finanziate dalla Regione Lazio, ed allestita  presso le sale dell’ ex Ospedale, di recente restauro, all’interno dello straordinario scenario  del  complesso della Santissima Annunziata di Gaeta.  

Sabato alle ore 12.00 il taglio del nastro della manifestazione che ha fatto già il suo debutto, riscuotendo una buona partecipazione di pubblico, il weekend scorso.  

Per quanti lo vorranno, la mostra delle eccellenze enogastronomiche tipiche dell’area del Golfo e più in generale del sud della regione Lazio resterà  aperta fino all’Epifania.  

Le sale del vecchio Ospedale saranno il giusto scenario per le tante storie, tradizioni e lavorazioni dei vari prodotti. A raccontarle ai visitatori saranno direttamente i produttori.  

Vi sarà anche uno spazio per la degustazione e vendita nella suggestiva Cappelletta nel chiostro del complesso.   

 L’iniziativa è dedicata alla presentazione delle eccellenze enogastronomiche (le produzione artigianale, gli  antiche  lavorazioni perdute e recuperate, le  produzione di nicchia, i prodotti tipici riconosciuti) che caratterizzano il patrimonio  della nostra area (dall’olio ai prodotti caseari, ecc…), creando   un  ideale itinerario capace  di combinare le bellezze storiche, architettoniche e culturali con  un presidio gastronomico delle  produzioni d’eccellenza ,  valorizzando e mettendo a sistema quanto di meglio la nostra terra possa offrire in termini di cibo, arte e storia, creando un’iniziativa che li metta a sistema per valorizzarli ai fini della promozione del  nostro territorio. 

All’inaugurazione saranno presenti il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, il Presidente del Consorzio M.A.M David Vecchiariello, la Presidente di Confcommercio Gaeta Lucia Vagnati, la Vice Presidente nonché membro del Direttivo MAM Paola Guglietta, il Presidente Confcommercio Lazio e Lazio Sud Giovanni Acampora ed il Direttore Generale Salvatore Di Cecca. 

 

26 Ottobre 2018 0

La puntura di Ultimo… alla storia (che continua a ripetersi)

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “In tre giorni il Premier Conte ha incassato la disponibilità di Putin e Trump a sostenere l’Italia nella sua politica economica e, quindi, nel suo braccio di ferro con Bruxelles.

Un’operazione che sa tanto di anni ottanta, cioè quando le cose in Italia andavano abbastanza bene, prima che, sul nostro sistema, si calasse la cappa austera della UE.

Eppure, considerando anche Brexit, la mente va anche ad un’altra epoca, quella in cui Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica erano alleati. Anche in quella circostanza l’Italia si aggiunse in un secondo momento. Ricordate contro chi erano alleati?”

Ultimo

25 Ottobre 2018 0

La storia di Bruno Buttone, nel romanzo di Marilù Musto “Punta al piccione e spara” domani al Civico Sociale

Di redazionecassino1

CASSINO – La storia dello spietato killer del clan Belforte, Bruno Buttone, raccontata dalla penna di Marilù Musto, giornalista de Il Mattino che ha raccolto confidenze dell’uomo, oggi collaboratore di Giustizia sotto protezione. Buttone, proveniente da una famiglia semplice, con un padre onesto da brillante studente di Giurisprudenza si ritrova, per alcune circostanze di vita, a divenire un uomo spietato e un killer senza scrupoli. ‘Punta al piccione e spara’, un vero e proprio romanzo autobiografico sarà presentato domani, venerdì 26 ottobre, a partire dalle ore 10, presso la sala Salerno del polo didattico La Folcara. L’iniziativa rientrata in una serie di eventi che il ‘Civico Sociale, trattoria della legalit’, ha intenso organizzare in stretta collaborazione con l’Università di Cassino. La volontà di Simona Di Mambro e Carmine Mernini, titolari del ristorante che propone cibo e prodotti provenienti dai beni confiscati alle mafie, è quella di sensibilizzare le nuove generazioni su fenomeni fortemente presenti in territori come il Cassinate, il sud Pontino, l’Alto Casertano o il Molise. Un parterre d’eccezione quindi avrà il ruolo di sponda verso i tanti studenti presenti. Questo per far comprendere come il fenomeno delle infiltrazioni malavitose possa attecchire anche negli ambienti più sani. Ad introdurre i lavori sarà il procuratore capo Luciano d’Emmanuele. Seguiranno poi gli interventi del magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Cesare Sirignano, del comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone, il tenente colonnello Claudio Gnoni e del professore dell’Università di Cassino, Luigi Di Santo. A fare gli onori di casa sarà il rettore Giovanni Betta. Il presidente del tribunale di Cassino, il dottor Massimo Capurso, saluterà i presenti con breve inciso. A chiudere la carrellata di interventi l’editore del libro, Pasquale Gnasso e l’autrice Marilù Musto. A moderare i lavori sarà la giornalista Angela Nicoletti. Gli altri appuntamenti, in fase di organizzazione, vedranno l’arrivo a Cassino di personaggi di caratura nazionale e che si sono contraddistinti per la lotta alle mafie attraverso le attività investigative, quelle politiche o più semplicemente, come nel caso del giornalista catanese Paolo Borrometi, sotto scorta da tempo, scrivendo e raccontando la verità.

21 Settembre 2018 0

La storia di Anita, una memoria che approda anche sui quotidiani locali

Di admin

CASSINO – Un volto che non si dimentica, quella del soldato tedesco che voleva portarle via la madre quando aveva appena 5 anni. La testimonianza della guerra fornita da Anita, la bisnonna 80enne di Cassino, fortunatamente si propaga. Una risorsa, la sua memoria, che va valorizzata il più possibile per mostrare ai più giovani gli orrori della guerra. Oggi i quotidiani locali come Ciociaria Oggi del direttore Alessandro Panicutti e L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno hanno riservato ampi spazi al suo racconto e come è stato “riesumato”. Anita ha raccontato a Il Punto a Mezzogiorno prima, a Cronaca Vera e Huffingtonpost dopo, quella storia che ha avuto inizio mentre, a cinque anni, con la madre e il fratello scappava dalle bombe che cadevano sulla sua casa.

La storia di Anita (video), ha riconosciuto in un murales il soldato tedesco che 75 anni prima le voleva portar via la madre

18 Settembre 2018 0

Riconosce il soldato nazista dopo 75 anni, la storia di Anita sulle pagine di Cronaca Vera

Di admin

CASSINO – La storia di Anita Nardone, la 80enne di Cassino che ha riconosciuto in un murales di Broccostella, il soldato nazista che, durante la seconda Guerra Mondiale, voleva portarle via la madre 75 anni fa sta riscuotendo interesse in Italia ma anche all’estero. Stamattina il settimanale Cronaca Vera le ha dedicato due pagine in cui la donna racconta cosa avvenne quando, a 5 anni, con la giovane madre e il fratello di due anni, tentava di sfollare per mettersi in salvo.

La settimana scorsa, invece, Anita è stata intervistata da una giornalista per un giornale inglese.

Bene quindi che l’interesse per la guerra, oltre ai fatti di cronaca bellica riportati nei libri di storia, si estenda anche a chi la guerra l’ha subita. Sempre meno sono i testimoni che possono raccontarla per come dolorosa e brutta è realmente. L’esplosione di una bomba, raccontata da quella che un tempo era una bambina e che oggi è una bis nonna, rende meglio l’idea di qualsiasi ricostruzione cinematografica.

12 Settembre 2018 0

Italiani in Francia, storia di migrazione e integrazione nostrana

Di admin

ATTUALITA’ – Il numero  di settembre della rivista francese HISTORIA contiene un inserto di cento pagine dedicato agli Italiani in Francia, dal titolo ”Ces Italiens qui ont fait la France”, un titolo  che  non ha paura di esprimere una verità: la Francia, questo grande Paese, è stato ricettivo ed ospitale, dando un tetto e un tavolo alle centinaia di migliaia di italiani che nel corso dell’Ottocento e del Novecento, a partire dalla cosiddetta unificazione, si sono riversati nel Paese, spinti dalla fame e dalla miseria grandi. La convivenza, è vero, ha registrato anche episodi di truculento razzismo e xenofobia e violenza e di non poco sfruttamento sul lavoro, ma la conclusione è che gli Italiani in Francia hanno trovato accoglienza e allo stesso tempo hanno anche dato, non solo il loro apporto fisico: hanno contribuito, con le loro capacità, alla evoluzione e progresso del Paese: uno dei giornalisti dell’inserto scrive che hanno ricevuto poco rispetto al tanto che invece hanno dato. Ed in effetti si tocca una madornale quasi paradossale realtà: gli Italiani quando sono fuori dei confini natali, quando vivono oltralpe, danno il meglio di sé stessi: parrebbe che i nuovi ambienti e contesti esistenziali siano favorevoli alla evoluzione e sviluppo delle loro qualità migliori che al contrario, in patria, vengono oppresse e rimosse: ed è così: gli scienziati e gli artisti e gli imprenditori vengono rimossi ed emarginati perché non li si capisce o forse perché si debbono favorire amici parenti cognati figli, tutti mezze cartucce. E perciò quelli che hanno qualcosa da dire e da offrire, emigrano e dovunque mettono radici, quasi tutti assurgono alle posizioni più prestigiose e ricercate: nelle Università, negli organismi scientifici, nei musei, nelle istituzioni accademiche, nell’imprenditoria.  Chissà che cosa succederebbe se tutti questi italiani di successo tornassero in Italia! Sarebbe la palingenesi, la resurrezione dell’Italia.

Ma torniamo alla Francia, al Paese della Rivoluzione, degli Ugonotti, degli Enciclopedisti. Da quando esiste l’Europa, da allora i rapporti Francia-Italia sono stati sistematicamente stretti e duraturi, a partire dalle cosiddette Gallie fino ad oggi. Come tra i rapporti umani, così i rapporti tra i due Paesi si sono svolti sotto alterne vicende e contesti. Possiamo affermare che la presenza e l’impronta e contributo italiani alla Francia sono stati e sono ancora i più ricchi e i più significativi.  Leggendo il resoconto citato in HISTORIA si resta veramente stupefatti dalla quantità delle presenze, immigrate o nate da italiani, sul palcoscenico della storia nazionale, in tutti i contesti:  Leone Gambetta, Emilio Zola, prima di loro Giulio Mazzarino nel 1600, poi Caterina dé Medici, poi Maria dé Medici regine di Francia; si continua con Pierre Reggiani, con Edith Piaf, con Yves Montand, con Dalida, con Coluche, con Platini, con Lino Ventura, con la Semeuse, oggi con Toni Benacquista, con Dom.Pacitti, con Christophe; poi si continua, nella  moda, con Nina Ricci, con Elsa Schiaparelli, con Pierre Cardin, tutti italiani francesizzati; si continua coi massimi artisti Fed. Zandomeneghi, con Gius.De Nittis, con Giov. Boldini, con Gius. Palizzi, con Gino Severini, col povero Amedeo Modigliani senza menzionare la quantità enorme di artisti e letterati che vi hanno solo soggiornato; si menzionano gli uomini politici rifugiati sotto il fascismo quali Gaetano Salvemini, Fil. Turati, Gius. Saragat, Sandro Pertini, i fratelli Rosselli; si menzionano le modelle di artista celeberrime Eva, Lorette, Agostina, Cesidio, Carmela, Celestino, le altre grandi donne che vi hanno vissuto o soggiornato quali Luisa Casati, Mimì Pecci Blunt, la principessa Ruspoli, tanto per citare a memoria;  Gioacc. Rossini e Leonardo da Vinci vi hanno vissuto e qui morti, se pensiamo oggi ai docenti universitari che insegnano a Panthéon Assas o alla Univ. di Medicina 1 o a Toni Negri che pure vi ha insegnato per quasi venti anni come pure a Maria Antonietta Macciocchi o a Gabrielle Flammarion figlia di una modella ciociara, direttrice per mezzo secolo dell’osservatorio di Astronomia  di Parigi, e poi Maria Brignole de Ferrari, duchessa di Galliera, che a Parigi e dintorni ha lasciato una impronta che è semplicemente inimmaginabile per immensità e ricchezza:  raccomandiamo al lettore di approfondire la conoscenza di tale impareggiabile donna.  Dopo tale sequenza di nomi si perviene alla conclusione  che, in verità, si è trattato solo di una modesta introduzione alla ricchezza sbalorditiva di uomini e donne italiani che hanno contribuito e partecipato  alla grandezza della Francia.  L’anno scorso questa autentica apoteosi è stata, pur se sotto tono, ricordata dal Museo Nazionale della Emigrazione di Parigi con una manifestazione intitolata ‘Ciao Italia’ che ha goduto di grande successo e riconoscimenti. Perciò parlare dei circa quattro milioni e passa di francesi di origine italiana necessiterebbe di ben altri mezzi e sussidi ed è a dir poco deplorevole e miserabile che l’Italia mai abbia posto attenzione, ma ragionevole e intelligente e produttiva,  alla seconda Italia che vive Oltralpe e oltre oceano: sono sempre gli Italiani stessi, singolarmente e individualmente, che sulla loro pelle, grazie ai loro meriti e capacità e qualificazioni, tengono desta l’attenzione al Paese: la madrepatria ha solo sfruttato. Grati dunque alla rivista HISTORIA che, col suo esaustivo servizio giornalistico, ha voluto tenere desta e vigile l’attenzione su tale pagina incredibile della emigrazione italiana in Francia e sulla perfetta integrazione e fratellanza.

E il nostro museo nazionale della emigrazione, costato quintali di soldi pubblici, sfarzosamente promosso, satrapescamente realizzato al Vittoriano, che ne è divenuto?Michele Santulli

11 Settembre 2018 0

Credeva di aver perso per sempre la mano, invece…Storia a lieto fine di un operaio ad Isola Liri

Di redazione

Roma-Isola Liri- Una storia a lieto fine quella di un operaio di 54 anni. L’uomo era rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro in un’azienda di Isola Liri alcuni giorni fa. Un incidente grave che aveva indotto i sanitari intervenuti a disporne il trasferimento immediato in un ospedale della Capitale, il San Camillo di Roma, a causa di un arto praticamente mozzato. La mano dell’uomo completamente staccata sembrava ormai persa per sempre. Eppure la storia non è finita così. E a parlarne quest’oggi anche il tg5 che ha evidenziato l’ eccezionalità dell’intervento chirurgico messo in atto. Ovvero all’operaio è stata riattaccata la mano ed il decorso post operatorio sembra procedere per il meglio con il paziente che ai microfoni del telegiornale di Canale 5, Mediaset, ha spiegato di iniziare ad avvertire i primi formicolii alla mano rimessa al suo posto e di essere fiducioso. Non è infatti scontato che un arto completamente staccato possa essere riattaccato e con successo. Ma la bella notizia ha rincuorato non solo l’operaio vittima dell’incidente, ma anche amici, familiari, colleghi e lascia accese sempre le speranze di tutti sui progressi della chirurgia e della medicina. Immagine d’archivio N.C.

28 Agosto 2018 1

La storia di Anita (video), ha riconosciuto in un murales il soldato tedesco che 75 anni prima le voleva portar via la madre

Di admin

CASSINO – Dopo 75 anni ha riconosciuto in un murales rinvenuto in una casa di Broccostella usata in tempo di guerra dai soldati tedeschi, il militare che le voleva portare via la madre. La testimonianza di Anita Nardone, 80 anni di Cassino, è di quelle che, sempre meno purtroppo, raccontano delle atrocità della guerra. La donna, lucida e spigliata, racconta come fosse ieri, ciò che ha vissuto tre quarti di secolo fa, quando ad appena 5 anni, attaccata alla gonna della madre Gina, che portava in braccio il fratello Tonino di appena due anni, cercavano scampo dai bombardamenti allontanandosi dal fronte caldo della linea Gustav che passava proprio sopra la loro casa di Caira.

“Eravamo solo noi tre che camminavamo in fondo ad un gruppo di sfollati diretti verso la Valle di Comino. Mio padre era partito militare e sapevamo che era stato fatto prigioniero”.

“Ci imbattemmo in tre tedeschi, due di bell’aspetto, il terzo poco piacevole sia nei modi ma anche a guardarsi. Con la maturità degli anni, capii che aveva messo gli occhi su mia madre Gina, all’epoca giovanissima e bella. Il brutto voleva che mia madre ci lasciasse lì e che andasse con loro per fare, diceva lui, faccende domestiche. A nulla sembravano servire la disperata opera di convincimento di mamma Gina fino a quando non intervennero gli altri due che ci invitarono ad allontanarci. Il brutto, frustrato da quella iniziativa, diede un colpo di scudiscio sul fianco di mia madre dove io avevo la mano. Ricordo che d’istinto gli dissi “T’ pozzn’accir”(che tu possa morire ucciso – ndr). Avevo cinque anni – quasi si giustifica Anita – non sapevo neanche il significato di quel male augurio”. Comunque la donna e i figli si allontanarono e ripresero il cammino fino a quando, il giorno dopo, percorrendo il Tracciolino, la strada che ancora oggi porta a Roccasecca. Gli Alleati minavano e facevano saltare i ponti per rallentare i rifornimenti tedeschi. “Proprio transitando su uno di questi ponti semidistrutti ci imbattemmo in una colonna tedesca che era stata investita da un’esplosione. Ricordo cadaveri e soldati agonizzanti. Ne sono certa, tra i morti c’era anche il “brutto” che aveva tentato di portare via mia madre e che mi aveva colpito con lo scudiscio”.

Dopo 75 anni quel volto è tornato davanti occhi di Anita in una circostanza inaspettata. “Qualche sera fa, ho assistito alla trasmissione Ulisse su Rai Tre condotta da Alberto Angela, che si occupava della guerra a Cassino e a Montecassino. Mostrarono le immagini di una splendida villa a Broccostella che, nel corso della seconda Guerra Mondiale, vi si erano acquartierati i tedeschi”. Durante re

centi ristrutturazioni, i proprietari, tolto un velo di intonaco dai muri, hanno trovato disegni realizzati probabilmente da un soldato germanico con indubbie capacità descrittive, che raffiguravano in maniera dettagliata tre personaggi che avevano dimorato nella struttura. “Quando ho visto quei tre tedeschi sono rimasta senza parole”. Ha detto Anita. “Sulla parete erano stati disegnati i tre esattamente come io li ricordavo, due soldati alti e belli e lui, quello cattivo, basso e tozzo, difetti che il disegnatore aveva anche esasperato come avesse voluto prenderlo in giro. Era veramente brutto, e non solo cattivo. Ma al di là del soldato tedesco – conclude Anita – la vera bruttura di questi miei ricordi sta nella guerra e ciò che essa fa alla gente e non mi stancherò mai di raccontare le peripezie vissute da bambina per farlo capire ai più giovani”.

 Ermanno Amedei

8 Giugno 2018 0

La Virtus Cassino è al top della sua giovane storia, a Montecatini per la Final Four serie B 2017-18

Di redazionecassino1

La Virtus Cassino via priva dopo aver eliminato in finale il Barcellona basket per 3 a 0. È la prima volta che la società  approda a questo tipo di evento prestigiosissimo. Ma in realtà è la prima volta che un team , che una società, che una squadra in qualunque Sport,  proveniente da Cassino approda a questo tipo di evento che segna il momento topico di una stagione sportiva.

Infatti a Montecatini le 4 contendenti che hanno vinto i rispettivi tabelloni dei play-off si contenderanno i tre posti utili per la promozione in serie A2. E dunque il momento più alto della stagione agonistica per una squadra che militi nel campionato nazionale di serie B di basket.

La Virtus Cassino affronterà la Bakery Piacenza .

Bakery che è allenata da coach Coppeta e che annovera tra le proprie fila l’ex indimenticato Duilio Birindelli. Ma che presenta nel proprio roster “vecchie conoscenze” della Virtus Cassino. Basti pensare a Maggio ex Napoli avversario nella scorsa stagione agonistica delle”V” rossoblù . Per arrivare dunque all’argentino Stanic avversario dei benedettini nella finale playoff di due stagioni orsono. Di quella finale ben 4 saranno i rapp

Di quella finale, Cassino -Eurobasket ben 4 saranno i giocatori che calcheranno il parquet del Pala Terme di Montecatini.

In maglia rossoblù Carrizo e Petrucci e sull’altro fronte Birindelli e Stanic

Altro veterano di partite di questo livello Lorenzo Panzini , reduce dalla vittoria con Siena delle Final Four del 2016 .

Insomma incroci blasonati sul parquet dell’impianto toscano allorquando gli arbitri della serata alzeranno il sipario su questa prima partita che mette in palio il primo posto utile alla promozione in Serie A2.

Capitolo tifosi….

Dalla città martire giungono notizie incredibili circa l’entusiasmo che questa Virtus Cassino ha scatenato. Si preannuncia un vero e proprio esodo alla volta della città termale. Da tempo le ricevitorie che mettevano in vendita i tagliandi sono letteralmente prese d’assalto.

Entusiasmo alle stelle .

Entusiasmo alle stelle per questa Virtus Cassino che si affaccia per la prima a volta al palcoscenico dei grandi team.

Parola dunque a Luca Vettese ( Allenatore) coach dei rossoblu

“Parteciperemo alle Final Four per la prima volta . Siamo ovviamente molto orgogliosi del cammino sin qui svolto. Rappresentiamo infatti una realtà giovane, nata appena 7 anni orsono e arriviamo a queste finali al termine di un campionato duro e combattuto. Abbiamo dovuto patire diversi infortuni e circostanze avverse durante l’anno ma per fortuna il gruppo squadra , in queste ultime partite di playoff, si è cementato nel modo giusto . Affronteremo Piacenza consapevoli del loro valore e della loro esperienza con grande rispetto quello che si deve ad un grande avversario.”

E quindi parole e musica by Maurizio Del Testa, il capitano dei lupi rossoblù

“E’ la cosa più bella che potesse capitarci, dopo un anno vissuto intensamente dal punto di vista umano e sportivo, essere approdati alle Final Four di Montecatini. Abbiamo avuto tanti intoppi durante l’anno, “sliding doors” ed infortuni. Praticamente abbiamo giocato tutta la stagione in 6 senior. Adesso siamo arrivati a questa grande sfida. Grandi giocatori e un grande allenatore a Piacenza. Sappiamo che non sarà semplice e soprattutto sappiamo che affronteremo un avversario tosto che ha eliminato la mia favorita assoluta , Omegna.”

Dunque inizia questa splendida kermesse di basket giocato ultimo atto di una magnifica stagione all’ombra dell’Abbazia.