Tag: tesori

26 Luglio 2018 0

I tesori dei Gheddafi a Roma, scovati 2 mln frutto di vendita del complesso edilizio di Moutassim

Di Ermanno Amedei
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ROMA – Sequestrati e “congelati” oltre 2 milioni di euro ad un prestanome di GHEDDAFI Moutassim. Intestazione fittizia di un complesso immobiliare ed autoriciclaggio. Notificato avviso di conclusione delle indagini. Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno provveduto a notificare l’avviso della conclusione delle indagine emesso dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti di un prestanome libico (B.A.A.A.) del defunto GHEDDAFI Moutassim per intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio. L’attività investigativa trae origine da una richiesta di approfondimenti avanzata alla Guardia di Finanza dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), al fine di verificare l’effettiva riconducibilità di un complesso immobiliare di pregio ubicato a Roma, a GHEDDAFI Moutassim, figlio dell’ex dittatore libico GHEDDAFI Mu’ammar, nonché già Ufficiale dell’esercito libico e Responsabile della Sicurezza Nazionale, giustiziato insieme al padre dalle truppe ribelli nel 2011. Anche grazie ai canali di collaborazione internazionale attivati mediante l’interessamento dell’Unità d’Informazione Finanziaria italiana, emergevano concreti elementi investigativi che riconducevano il prestigioso complesso immobiliare al menzionato GHEDDAFI. Le successive indagini di polizia giudiziaria, delegate dalla Procura della Repubblica di Roma, durate oltre un anno, hanno consentito di avvalorare l’ipotesi iniziale di accusa, secondo la quale il figlio dell’ex dittatore libico, per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali applicabili a suo carico, ed evitare il congelamento dei beni, nel mese di aprile 2010, aveva fittiziamente acquistato al prezzo di 5,5 milioni di euro il patrimonio immobiliare in argomento (costituito da due appartamenti, un garage ed una cantina) che faceva intestare al prestanome libico B.A.A.A.. Si tratta, tuttavia, di unità immobiliari che – a seguito del riaccendersi dell’interesse sui beni appartenenti al leader Gheddafi e ai membri della famiglia da parte dell’Avvocatura dello Stato libico – il prestanome ha successivamente ritenuto di vendere nel 2016 per circa 2,5 milioni di euro, quindi ad un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato, operazione questa finalizzata a monetizzare il più rapidamente possibile, ostacolando la ricostruzione da parte degli investigatori, nonché ad investire in attività economiche e finanziarie. In questa ottica, il corrispettivo della caparra, pari a circa mezzo milione di euro, è stato in parte “auto-riciclato” dalla stessa testa di legno attraverso trasferimenti di denaro all’estero (170 mila euro, negli Emirati Arabi e 150 mila euro a Malta); al contrario, la provvista di oltre 2 milioni di euro, confluita sul suo conto corrente è stata, subito dopo la “firma” dell’atto di compravendita, bloccata tempestivamente dalle Fiamme gialle mediante un sequestro d’iniziativa successivamente convalidato dal GIP del Tribunale di Roma, evitando così successivi trasferimenti delle somme fuori dai confini nazionali. E’ stato così ricostruito (attraverso intercettazioni audiovisive, perquisizioni, esame della documentazione sottoposta a sequestro, servizi di osservazione e pedinamento anche all’estero) il ruolo e la condotta illecita perfezionata dal prestanome (B.A.A.A.). Parallelamente, sulla base delle risultanze delle investigazioni di polizia giudiziaria, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria, ha interessato il Comitato di Sicurezza Finanziaria, Organismo interministeriale che presidia l’attività di analisi di rischio del fenomeno di contrasto al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo e all’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Nella circostanza, è stata rappresentata l’esistenza di “fondi” riconducibili al GHEDDAFI Moutassim, soggetto listato nelle liste antiterrorismo (black list internazionali) ONU, Consolidated United Nations Security Council Sanctions List, per crimini commessi contro l’umanità. L’attenta attività di analisi finanziaria effettuata dalle Fiamme Gialle, attraverso una ricostruzione capillare delle transazioni confluite nei conti correnti esteri utilizzati per l’acquisto dei più volte citati beni immobili, ha permesso l’adozione di un’ulteriore misura restrittiva, questa volta, di natura preventiva, finalizzata a “bloccare” le risorse individuate, misura che è stata successivamente disposta dal Comitato di Sicurezza Finanziaria. Tali disponibilità finanziarie (già sottoposte a sequestro penale) sono state, come previsto dall’attuale normativa antiterrorismo, contestualmente “congelate”, nel mese di marzo 2018 ed il provvedimento di “asset freeze” dei fondi è stato notificato dalla Guardia di Finanza, qualche giorno fa, allo stesso prestanome libico. Queste ultime sono misure adottate a livello internazionale per prevenire e contrastare ogni forma di finanziamento al terrorismo, prontamente poi recepite dal legislatore nazionale a partire dal 2007.

7 Gennaio 2010 0

Caccia al “sommerso” e ai “tesori” delle cosche. Un anno di attività delle fiamme gialle

Di Comunicato Stampa

Lotta all’evasione fiscale ma anche e soprattutto alla ramificazione sul territorio di cosche malavitose. Questo è stato l’obiettivo perseguito nel corso del 2009 dalla guardia di finaza di Frosinone comandata dal colonnello Giancostabile Salato. I dato parlano chiaro e mettono in evidenza un’attività energica che ha permesso di portare alla luce mediante ben 1458 controlli (+ 10% rispetto al 2008), 258 milioni di euro sfuggiti alla tassazione e circa 81 milioni di euro evasi all’Iva (rispettivamente + 17% e + 7% rispetto al 2008). Ad oltre 3 milioni di euro ammontano, invece, le ritenute operate dai datori di lavoro ma non versate al Fisco (+ 66% rispetto al 2008). In tate contesto sono state denunciate complessivamente alla competente Autorità Giudiziaria 111 persone, per situazioni di carattere finanziario che, per Ia loro gravità, hanno rivestito carattere penale. Particolare impulso è stato dato alla lotta contro l’economia sommersa individuando 100 persone (+ 2% rispetto al 2008) che esercitavano l’attività in maniera totalmente sconosciuta al Fisco (cosiddetti evasori totali o parziali) nei cui confronti è stata recuperata a tassazione base imponibile per oltre 154 milioni di euro nonché accertato il mancato versamento di IVA per circa 42 milioni di euro. Particolare attenzione è stata altresì posta dai finanzieri per il corretto adempimento degli obblighi relativi aIl’emissione di scontrini e ricevute fiscali, nonché di quelli relativi alla movimentazione delle merci, presupposti necessari per una corretta tassazione dei redditi degli esercenti di alcune attività commerciali, con l’esecuzione di circa 8.000 controlli ad esercizi, di cui circa 750 irregolari, nonché diverse proposte di chiusura di esercizi commerciali inadempienti avanzate all’Agenzia delle Entrate competente. Relativamente al fenomeno del lavoro nero, nel corso del 2009, sono stati individuati nr. 335 lavoratori irregolari (+ 27% rispetto al 2008) di cui nr. 150 Iavoratori sconosciuti agli Enti Previdenziali ed Assistenziali, con Ia verbalizzazione di nr. 51 datori di lavoro (+ 6% rispetto al 2008). Nel delicato settore dei controlli ai depositi di oli minerali ed ai distributori stradali, ove sono trattate merci ad alta incidenza fiscale, sono stati svolti oltre 90 interventi verbalizzando nr. 100 persone, di cui nr. 7 segnalate all’A.G., con il sequestro di kg. 230.772 di oli minerali per uso diverso da quello agevolato cui erano destinati (+ 327% rispetto al 2008). Nel particolare settore si evidenzia un’importante indagine svolta dalle Fiamme Gialle ciociare che ha consentito il sequestro di oltre 300.000 litri di prodotti energetici, di 126 serbatoi atti a contenere circa 2.100.000 litri di prodotti petroliferi nonché la denuncia all’A.G. di tre soggetti responsabili. In tale operazione contestate numerose infrazione alla normativa ambientale e sulla sicurezza sul lavoro. Eseguiti anche numerosi controlli metrici sulla corretta erogazione del carburante alle pompe nonché sulla corrispondenza del prezzi riportati nella colonnina con quelli indicati nei cartelli di richiamo per gli automobilisti. In virtù della sua natura di polizia economica in senso lato, Ia Guardia di Finanza svolge Ia sua attività non solo a tutela del bilancio statale ma anche di quello comunitario e degli Enti locali. In tale contesto, i finanzieri della provincia di Frosinone hanno svolto nr. 31 controlli sulla corretta applicazione dell’IVA sulle transazioni comunitarie, nonché di oltre 20 interventi relativi al corretto uso dei finanziamenti comunitari destinati alle imprese ed aIl’agricoltura, accertando diverse situazioni irregolari, con il conseguente recupero di fondi per diverse centinaia di migliaia di Euro e Ia denuncia all’Autorità Giudiziaria di nr. 3 soggetti. A tutela dei bilanci comunali sono stati svolti nel periodo in esame nr. 150 controlli in materia di prestazioni sociali agevolate (ticket sanitari, gratuito patrocinio, sovvenzioni universitarie, vendite immobiliari), che, in diversi casi, hanno consentito di appurare che i sussidi erogati non erano dovuti, procedendo alla conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria dei soggetti interessati per falsa attestazione circa Ie loro posizioni reddituali. Un’intensa attività ha riguardato, inoltre, il controllo in materia di spesa pubblica con particolare riferimento a quella relativa alIa sanità con diversi interventi nei confronti di cliniche, laboratori e studi medici convenzionati rilevando, in alcuni casi, irregolarità di carattere amministrativo. In tale ambito in sola operazione sono stati segnalati all’A.G. nr. 80 soggetti che avevano attestato redditi irrisori per poter usufruire di prestazioni sanitarie gratuite. Sempre in materia di spesa pubblica si segnalano nr. 4 interventi relativi a delicati accertamenti contabili disposti dalla Corte dei Conti nei confronti di pubbliche amministrazioni. In tale ambito sono stati anche accertati danni erariali per circa 9 milioni di euro (+ 800% rispetto al 2008) e Ia segnalazione di nr. 17 soggetti responsabili alla magistratura contabile. Le fiamme gialle di Frosinone, prime in Italia,hanno effettuato rilevando un cospicuo danno erariale, controlli su un comune per investimenti fatti attraverso lo strumento finanziario dei derivati, applicando la cosiddetta finanza creativa. Di rilievo, altresì, è stata I’attività svolta a tutela deII’economia legale che si estrinseca, attraverso Ia tutela dei marchi d’impresa, con Ia verbalizzazione di nr. 54 persone, di cui nr. 47 denunciate a piede libero ed il sequestro di oltre 15.000 pezzi o capi contraffatti (+ 400% rispetto al 2008). Nel settore della pirateria informatica, audiovisiva e fonografica sono stati denunciati nr. 7 soggetti, di cui nr. 2 tratti in arresto. Numerosi sono stati i sequestri di supporti magnetici illegalmente riprodotti, nonché di computers e di varie altre apparecchiature adoperate per le illegali attività per circa 11.000 pezzi (+ 424% rispetto al 2008). Sequestrati inoltre oltre 2 tonnellate di sigarette di contrabbando, un autoarticolato e arrestato un responsabile. Quale Forza di Polizia a pieno titolo, Ia Guardia di Finanza ha fornito, come di consueto, anche il proprio contributo relativamente al mantenimento della sicurezza pubblica nella Provincia con risultati di tutto rilievo. Sono state, inoltre, denunziati a piede libero nr. 261 soggetti, di cui 11 in stato di arresto (+ 175% rispetto al 2008), per reati previsti dal Codice Penale e Leggi di P.S.. In proposito è stato attuato un piano strategico di contrasto della criminalità organizzata nella provincia con particolare riferimento alle infiltrazioni della stessa nel settore economico-finanziario. Infatti, nel corso del 2009 si è proceduto all’effettuazione di un’importante operazione di servizio delegata dalla DDA di Roma nei confronti di un sodalizio mafioso avente interessi in questa provincia e collegato al clan camorristico denominato “clan dei casalesi”, conclusasi con il sequestro di beni per un valore di circa 120 milioni di euro costituiti da 75 immobili allocati anche fuori della provincia di Frosinone, 30 auto di lusso, 293 posizioni bancarie e postali e 29 società, nonché la denuncia all’A.G. di 14 soggetti. Inoltre in collaborazione con gli altri Reparti del Corpo e su disposizione delle DDA di Roma e Napoli sono stati sottoposti a sequestro numerosi immobili, quote societarie e conti correnti. Nella lotta contro il crimine organizzato è stata impiegata,per la prima volta nella provincia, largamente l’arma dei controlli di natura patrimoniale, effettuando oltre 60 indagini patrimoniali e bancarie nei confronti di soggetti fisici e giuridici. Effettuata inoltre una verifica fiscale in base alla normativa antimafia nei confronti di un soggetto condannato per reati specifici. Sempre alta è I’attenzione che Ia Guardia di Finanza rivolge a contrasto del fenomeno delI’usura, deII’estorsione, della truffa, della ricettazione, attraverso la quale è stato possibile procedere alla denuncia all’A.G. di diversi soggetti resesi responsabili dei delitti sopracitati. Infatti, a contrasto del fenomeno dell’usura e del riciclaggio di denaro si evidenzia che la Guardia di Finanza frusinate ha concluso diverse operazioni di servizio che hanno consentito di denunciare all’A.G. competente 13 soggetti dediti all’usura, di cui 5 tratti in arresto e nr. 24 dediti al riciclaggio di cui uno tratto in arresto ed il sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 15 milioni di euro. Nr. 18 sono le segnalazioni su operazioni bancarie sospette analizzate dai militari in questo periodo pervenute tramite il sistema bancario ai sensi della Legge Antiriciclaggio 197/91. Ad oltre 14 milioni di euro ammontano, invece, i trasferimenti di somme di denaro avvenuti in maniera non conforme alla citata normativa con Ia verbalizzazione di 70 soggetti. Nr. 40 interventi sono stati effettuati nel corso del 2009 nel territorio provinciale a contrasto dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti nel corso dei quali sono stati sequestrati complessivamente gr. 2.104 di hashish, gr. 27 di cocaina e circa 1.200 semi di canapa indiana, con I’arresto di nr. 31 soggetti e la denuncia a piede libero di altre 21 persone. Inoltre, sono stati segnalati alla locale Prefettura diversi soggetti. Sequestrate nr. 2 piantagioni di mariuana con oltre 40 kg di sostanze stupefacenti sequestrate. A contrasto di tale fenomeno, si evidenzia un’importante operazione di servizio diretta dalla D.D.A. di Napoli che ha consentito di sgominare una vasta associazione di narcotrafficanti legati ai clan camorristici di Secondigliano e Scampia, attraverso l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 8 arresti in flagranza di reato, 7 arresti in Spagna, 70 kg. di cocaina purissima sequestrata, diverse auto di lusso, libretti,denaro in contante e certificati di deposito ed armi. E’ bene ricordare, ancora ed in merito, che presso il Comando Provinciale è attivo il servizio di Pubblica Utilità 117 con pattuglie operanti per tutte le 24 ore sul territorio provinciale contribuendo, unitamente alle altre Forze di Polizia, al controllo del territorio, compresa Ia sicurezza della circolazione stradale,effettuando 3.400 controlli stradale conclusesi con Ia contestazione di circa 350 violazioni al Codice della Strada. Fruttuosa inoltre l’opera di prevenzione per consentire i festeggiamenti tranquilli del capodanno che ha consentito il sequestro di oltre 140 kg di fuochi pirotecnici ed esplosivo pericolosi e la conseguente denuncia di nr. 4 responsabili. Un’attenzione particolare è stata poi prestata al fenomeno del gioco clandestino o, comunque, irregolare, con svariati interventi per verificare Ia conformità dei videogiochi installati nei vari esercizi, procedendo al sequestro di decine di slot machine irregolari. Sono state, inoltre, esperite anche circa 10 operazioni di servizio a tutela dell’ambiente con il sequestro di nr. 4 discariche, nonché Ia denuncia a piede libero aII’A.G. di nr. 4 persone. Ultimi, ma non certo in ordine di importanza, i circa 240 interventi che le Fiamme Gialle, in linea con gli indirizzi forniti daIl’Autorità Politica, hanno eseguito presso esercizi commerciali allo scopo di riIevare gli aumenti dei prezzi contro il carovita nonché le norme relative alla disciplina degli stessi.

2 Febbraio 2009 0

Sigilli ai tesori del clan La Torre

Di Comunicato Stampa

Un miolione di euro, a tanto ammonta il valore di immobili e beni sottoposti a sequestro, questa mattina, dalla Divisione Anticrimine della Questura di Caserta e dalla Dia di Napoli, beni che erano nella disponibilità di Francesco Fontana, di 55 anni, originario di Mondragone (Ce), ma residente a Fiuggi (Fr) e ritenuto affiliato al clan camorristico La Torre, operante sul litorale casertano. Fontana,attualmente in carcere perchè accusato di concorso in associazione per delinquere di tipo camorristico ed estorsioni, secondo gli inquirenti, sfruttando la propria attività di imprenditore commerciale, avrebbe riciclato i proventi di estorsioni e di attività illecite dell’organizzazione camorristica. A Fiuggi sono stati sequestrati capitali e beni strumentali dell’autosalone intestato al figlio.Sempre a Fiuggi, capitali e beni strumentali alla ditta ‘Fiuggi 2000 alimentarì, intestati alla madre di Fontana e Antonello Brighino, di 48 anni, commercialista, amministratore della società, subentrato nella carica alla moglie di Fontana, Maria Carmela Taglialatela. Sono stati, infine, sequestrati un autocarro e sei auto. A Subiaco, il provvedimento ha riguardato il capitale sociale e beni strumentali della società ‘DIAFF’ intestati sempre al figlio di Fontana e al secondo genito figlio. Ad Alatri l’occhio degli inquirenti si è posato sui capitali e i beni sturumentali della Vittoria s.r.l., intestati ai genitori di Fontana.